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CONVINCENTE VITTORIA DENTRO L'UOVO
di Fabrizio Pungetti / Uff. Stampa Legadue
RIMINI – Venezia resta in piedi un tempo, poi crolla nel terzo quarto sotto i colpi della… Moderna Rimini di Ticchi, la cui mano si vede in un atteggiamento aggressivo e un’idea di basket aperto che quando la squadra riesce a interpretare, per la Reyer è notte fonda. L’Umana crolla, nonostante coach Mazzon la rivolti in lungo e in largo per mascherare crepe e difetti, per non dire della maledizione del playmaker che ora si è abbattuta sull’ultimo arrivato Darby, ora in fortunato pure lui. Con il pressing, Ticchi smaschera i limiti di Venezia e i suoi giocatori lo ripagano con il giusto atteggiamento: i numeri del terzo quarto sono la sintesi di tutto, i Crabs mordono, la Reyer segna con il contagocce (solo 7 punti) e a volte perde palla prima di superare centrocampo. Rimini chiude anche con buone medie (53% da due, 45 da tre), con l’aggressività e i recuperi (24, 6 di Ebi e 4 di Pecile) limita i danni a rimbalzo (sotto 26-41, non è successo spesso, Ebi fermo a…soli 9). Alla lunga Venezia perde fiducia anche in attacco. 49% da due, 29 da tre, un mediocre 50 ai liberi. Tra i singoli, Pecile da un buon cambio di ritmo (13p, 2/4, 2/4), Scarone pure lui si scuote nel terzo quarto (10p, 1/ 2, 2/ 3, 3 assist), Ebi in area è inarrestabile (5/6 per 13p in 33’), meno quando tira da tre (0/3), , efficace anche l’impatto di Eliantonio (7p in 17’, 2/3, 1/ 3) e Gurini che fa tanto in poco tempo ed è perfetto al tiro (9p in 14’, 1/1, 2/2). Nella Reyer, lotta Young che chiude a 20p in 35’ (5/8, ¾, ¼), le perse le…perdono un po’ tutti (Young e Grant 6, Meini 4, 3 Rinaldi), in attacco nessun altro va sopra gli 8 punti di Grant e Meini, Di Giuliomaria sparisce innervosendosi nella ripresa, Janicenocks poco incisivo, sembra anche spento come determinazione e senza tiro (7p in 25’, 2/3, 1/6). LA CRONACA - Rimini per riprendere il volo verso i play off, la Reyer per allontanarsi sempre più dalla palude della lotta salvezza: queste le motivazioni delle due squadre alla palla a due. Ticchi sceglie di partire con tutte le sue prime punte nello starting five: Scarone-Myers-Bennerman, con i due mori dalle caratteristiche opposto a fare quadrato, l’atletico Ebi e il muscolare Bernard. Mazzon affida la regia a Meini, con Young e Janicenocks tiratori, Grant e Di Giuliomaria a presidiare l’area. Venezia prova a partire forte e dopo 5’ è avanti 5-12 con il suo bomber lettone che appare in serata di mano calda. Rimini con il neo sponsor Edilizia Moderna, azienda del presidente Braschi che regala l’ennesimo atto d’amore al suo club, è tramortita e in attacco Bennerman gioca uno strano schema “faccio e tiro sempre io”, mentre Ebi è un po’ spaesato e Ticchi lo richiama subito in panchina per scuoterlo e riproporlo poco dopo, togliendo però Bernard e lasciando sul parquet Eliantonio, più pericoloso sul perimetro e forse con più freschezza, probabilmente è il pensiero del coach romagnolo. A’ 3’40 dal primo stop Grant da il +10, 5-15. Un gioco 2+1 di Ebi su scarico di capitan Scarone rompe il buio sul cielo di Rimini che ritrova il canestro dopo oltre 4’. Una buona azione dei lunghi riminesi intrappola Grant, parte in campo aperto Scarone, altro scarico, stavolta per la tripla di Eliantonio, ma Venezia reagisce subito con una bomba di Meini, 11-18 a 1’55. I primi cambi di Mazzon sono Rombaldoni per Young e Rinaldi, l’ex che qui ci è nato e qui ha iniziato a muovere i primi passi sul parquet fino a farsi notare anche da Venezia dopo i suoi ottimi campionati di Legadue prima con lo stesso Ticchi e anche con Sacco. Ticchi, invece, toglie Bennerman, mette Pecile: vuole più aggressività e pressing a tutto campo. Negli ultimi istanti del primo quarto Rimini si avvicina con due liberi di Ebi (però ne sbaglia altri due): 15-18 e per quanto si è visto nei primi 10’ alla squadra romagnola, a lungo confusa e poco lucida, va bene così, mentre Venezia non ha saputo concretizzare un buon impatto sulla gara. Secondo quarto, Ticchi torna all’antico con le due torri nere ma conferma i tre esterni del finale di primo quarto, Rimini recupera un paio di palloni ma non concretizza e dopo 1’30 c’è il primo canestro dell’ex, tap in di Rinaldi per il 17-20. Rimini trova un gioco da 3+1 di Pecile, un avvitamento di un efficace Eliantonio e riesce a mettere la testa (avanti 25-24), ma la Reyer di Mazzon risponde colpo su colpo, è la volta di Hafnar (25-27 a 4’50). Punto ap unto: Rinaldi, poi Pecile, vecchio e nuovo di Rimini, poi Young, ora si segna di più: 30-31 a 3’28. Un lay up al soffitto del 105 Stadium, danno un nuovo +1 a Rimini 32-31, replica di Young, Gurini lo imita (34-33), ma Young insiste e si prende un fallo, ma fa incredibilmente 0/2 ai liberi.I romagnoli però restituiscono il gentil regalo e Young si fa perdonare in campo aperto, ma Venezia si espone ad una giocata veloce chiusa da Ebi in modo spettacolare: Un passi fischiato Myers da a Meini la palla per l ‘ultimo tiro di Venezia che non va, ma l’Umana riesce ad andare al the in testa. 36-37. Partita contratta, numero di palle perse elevatissimo da una parte e dall’altra, chi riuscirà ad alzare la lucidità in fatto di controllo del gioco probabilmente girerà la partita a suo favore. Comunque, il piano tattico di Mazzon è stato fin qui produttivo, riuscendo ad impedire a Rimini quelle giocate in velocità e in continuità che di solito consentono al team romagnolo, specie in casa, bottini roboanti, ma il coach veneto si interrogherà, forse, su quanto peseranno le tante palle perse e il non aver concretizzato il dominio ai rimbalzi.. L’Umana gioca una partita controllata, come deve fare una squadra che deve salvarsi e badare al soldo, mica ad elzeviri artistici. In attacco i granata reyerini sono molto precisi da due (13/20, 65%), meno da tre (3/10, 30%), e ai liberi (2/5, 40%) tallone d’achille di tutta la stagione, ma il dato eclatante è sotto le plance: contro la squadra del re delle doppie doppie e di un colosso come Bernard, la Reyer prende il doppio dei rimbalzi (21-10) con 8 di un Di Giuliomaria non bello a vedersi ma sostanzioso. Migliori realizzatori Young con 4/5 da due e 9 punti in 15’, Meini, solito play di forti impulsi (ma anche qualche persa di troppo), 8 in 17’ con 2/3 e 1/ 3. Rimini vanifica il saldo recuperate-perse (+6) con la grandine a rimbalzo dove Ebi è fermo a soli 4 in 15’, per lui roba da dilettanti,anche se in attacco è il più produttivo con 9 e 3/5, ma da lui Ticchi ha bisogno anche d’altro. Buon lampo di Pecile, 8p in 12’ si battono Eliantonio e Gurini, Rimini ha bisogno che in attacco si accendano Scarone-Myers-Bennerman che hanno segnato rispettivamente 0, 3 e 2 punti e senza i loro gol l’attacco romagnolo è prevedibile e spuntato: insieme hanno totalizzato un 2/8 che dice tutto. Merito anche della difesa veneziana, con l’ energia di Rombaldoni, Meini sul perimetro.
Secondo tempo. Una valanga di perse di Venezia nei primi 5’ (anche un paio di passi e una rimessa di Grant per un pannello pubblicitario) il quarto fallo di Di Giuliomaria a 6’37 dal terzo stop, due frustate da tre di Scarone, la palla che arriva con più velocità e frequenza Anche dentro l’area a Ebi e Bernard, tutto mescolato e messo insieme fanno 48-39 a 2’35 con Rimini che per la prima volta tiene a distanza gli avversari e riesce a esprimersi con più freschezza e ariosità come vorrebbe sempre coach Ticchi. Young prova a tener su i suoi e mette la tripla del 48-42, ma adesso la squadra romagnola riesce a mettere in moto Ebi ogni volta che Scarone prima e ora Pecile aprono l’area. Rimini tiene sempre alta la difesa, pressing a tutto campo senza soluzione di continuità, le perse di Venezia crescono in misura inarrestabile e Gurini ci mette il carico da...11: tripla marcatissimo a fil di sirena, 55-44. Ultimo giro di boa, Mazzon tenta la zona, subito bucata da Eliantonio: lui e Gurini, i bimbi di Rimini, giocano una partita adulta, massimo vantaggio per la squadra neo sponsorizzata Edilizia Moderna, 57-44 a 9’ dalla fine. Quando piove, diluvia e su Venezia arriva la seconda tripla al 24”, stavolta dalle mani di Pecile che sbroglia un attacco che si stava spegnendo palla in mano. Bomba su bomba, proprio contro la zona. Gurini fa bum bum, poi vola anche in campo aperto, fermato solo da un fallo: buon per la Reyer che fa solo 1/ 2 ma il tabellone indica impietoso 64-45 a 7’47. Venezia continua a perdere palloni su palloni, l’assenza del play USA Darby si fa sentire, anche troppo e anche Myers vola in contropiede, 66-45 a 6’ dal big ben. Partita in cassaforte, divertimento per Rimini: stoppata di Bernard ad Hafnar che resta rintronato, tripla di Pecile, solo Young resta a fronte alta e petto in fuori per Venezia e abbassa lo scarto fin dove può. La sirena finale dice 79-61 per i Crabs, i granchietti nella ripresa hanno morso velenosi una Venezia che ha fatto riemerge i difetti di un anno e soprattutto pagato il mancato concretizzare nel primo tempo del dominio sotto le plance e le vagonate di palle perse come giocasse con gli occhi bendati. Per la Reyer, meglio pensare già alla prossima, che non sarà semplice: al Taliercio con Veroli, per la salvezza la salita è irta e lunga, ci vorrà più rabbia e determinazione per fare centro e rispondere alle attese di un presidente appassionato come Brugnaro, che finisce la serata a soffrire in piedi dietro le transenne, e di un pubblico che riempie il palazzetto, nonostante un annata maledetta.. Festeggia Rimini che s ripropone come…Moderna mina vagante in vista dei play off. E che merita che la sua gente torni a riempire il 105 Stadium: la società sta facendo i salti mortali e la squadra, ora che si sta ritrovano fisicamente e che con Ticchi ha scritto un patto di ferro riconoscendosi nel suo basket che esalta le doti individuali di tutti. Ce n’è abbastanza per divertirsi, Rimini merita l’affetto, il sostegno l’Aiuto della sua gente, non c’è in ballo solo il presente ma anche il futuro. E questi Crabs potrebbero regalare emozioni e soddisfazioni, meglio esserci prossimamente al 105 Stadium… (foto:
LegaDue/Ciamillo-Castoria/FotoBove e Associati)
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