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NEWS - SETTORE GIOVANILE

INTERVISTA A GANDOLFI


All'indomani dell'inizio ufficiale della stagione 2009/10, abbiamo fatto una breve chiacchierata con Lorenzo Gandolfi, responsabile del settore giovanile.

 

Allora Lorenzo, lunedì 28 con la trasferta di Ferrara degli Under 19 comincia ufficialmente la stagione 2009/10. Approfitterei di uno dei tuoi ultimi momenti di quiete per fare quattro chiacchiere sul settore giovanile del Basket Rimini Crabs.

Certo, con piacere, anche se ovviamente per noi la stagione è già cominciata da un po’. Gli allenamenti sono ripresi a fine agosto ed abbiamo già effettuato alcune uscite ufficiali, disputando tra l’altro quattro tornei: il Memorial Pedriali a Morciano con gli Under 19, il Fratini in provincia di Arezzo con gli Under 17, il torneo del Meeting a Rimini con gli Under 14 ed il Memorial Lippi ad Argenta con gli Esordienti. Oltre a questo, abbiamo riaperto la foresteria già da agosto. Insomma, siamo già sintonizzati da un pezzo.

Già, la foresteria è una delle ultime novità del settore giovanile...

Beh, la foresteria è un vero e proprio gioiellino e rappresenta un po’ il nostro fiore all’occhiello dal punto di vista logistico e organizzativo: i ragazzi che ospitiamo, anche per brevi periodi di prova durante la stagione, e soprattutto le loro famiglie, ci hanno espresso la loro piacevole sorpresa per questa struttura e per la sua organizzazione. Questa tra l’altro sarà la prima stagione che cominceremo con la foresteria disponibile sin dall’inizio: anzi, come dicevo, è stata aperta a metà agosto per ospitare i ragazzi rimandati a settembre.

A proposito di scuola, non deve essere facile gestire il rapporto con la pallacanestro, specie per i ragazzi che vengono da fuori.

Ai Crabs esigiamo che tutti i ragazzi mettano lo studio prima di ogni cosa. Chiaramente la questione è più delicata per i ragazzi che sono ospitati in foresteria e che quindi sono lontani da casa e dalle loro famiglie. A tal fine, all’interno della foresteria gli allenatori Firic e Dimitrova vivono con i ragazzi, che per le questioni più squisitamente didattiche sono seguiti da un tutor scolastico, la Patrizia di Giovenale. Per gli spostamenti abbiamo un pullmino con il quale i ragazzi vengono accompagnati a scuola e riportati in foresteria. Tra l’altro voglio ricordare che tutti i ragazzi della foresteria che erano stati rimandati a settembre e che sono stati confermati per la prossima stagione, hanno superato con successo gli esami di riparazione.

Quello che sta per iniziare è il sesto anno che ti vede al timone del settore giovanile dei Crabs: come descriveresti la tua esperienza?

Il principio che ho cercato e cerco tuttora di seguire è sempre quello della “graduale continuità”, cioè quello di fare un passo alla volta senza grandi stravolgimenti: e questo penso sia anche uno dei punti di forza che ci ha permesso di ricostruire il settore giovanile. Ad oggi penso di poter dire che siamo tra i migliori settori giovanili d’Italia, sicuramente il migliore tra le squadre di LegaDue insieme a Reggio Emilia. Dopo questi primi cinque anni di lavoro cominciamo a raccogliere i primi risultati: quest’anno ben cinque dei ragazzi usciti dalle giovanili hanno trovato squadra in serie A dilettanti, uno in B dilettanti e uno nella nostra squadra di LegaDue.

Una continuità che, dando un’occhiata all’organigramma recentemente pubblicato sul sito della società, sembra riguardare anche lo staff tecnico.

Sì, a parte qualche inevitabile cambiamento, cerchiamo di mantenere sempre la stessa linea di conduzione tecnica. Devo dire che sono molto soddisfatto di questo staff, che mi pare anche un giusto mix di situazioni diverse. Abbiamo due ex-giocatori professionisti come Fabrizio Ambrassa e Gordan Firic, ma anche dei giovani ragazzi su cui stiamo investendo da tempo come Gabriele Ceccarelli, che ha cominciato al mio fianco ed è arrivato a fare il terzo in serie A. Dopo l’esperienza a tempo pieno con la prima squadra nella stagione scorsa, quest’anno tornerà ad avere un suo gruppo (gli Under 13, N.d.R.): vogliamo farlo crescere, sperando che la prima squadra non assorba tutto il suo tempo.

Scorrendo l’organigramma, l’occhio non può non cadere sullo staff degli Under 14. una coppia totalmente in rosa...

Sì, in effetti è una cosa che mi piace sottolineare. Non conosco molte società che affidano la conduzione tecnica di un gruppo maschile, oltretutto promettente, a due allenatrici. Annamaria Fantini è con noi già dall’anno scorso ed ha ampiamente dimostrato le sue qualità; Tina Dimitrova è stata allenatrice della Nazionale bulgara femminile Under 20: sono due brave allenatrici e questo per noi è ciò che conta.

Negli altri gruppi come sarà invece strutturata la conduzione tecnica?

Innanzitutto ricordo che anche quest’anno i Crabs parteciperanno a tutti e tre i campionati di Eccellenza: Under 19, Under 17 e Under 15. I gruppi Under 19 e Under 17 faranno capo direttamente a me sia come singole squadre, sia come “supergruppo” (lavoro a stazioni sui fondamentali, N.d.R.). La gestione sul campo delle partite sarà affidata invece ad Ambrassa e Galli per gli Under 19, mentre io mi occuperò direttamente degli Under 17 coadiuvato da Firic: ho fatto questa scelta perché i più grandi hanno già raggiunto un alto livello di capacità di allenarsi, mentre molti degli Under 17 devono ancora essere “plasmati” e mi piace farlo in prima persona. Il gruppo Under 15, tanto per intenderci quello capace di vincere due edizioni del Trofeo Garbosi, sarà invece affidato ad Ambrassa e Fantini.

Tra i più piccoli, invece, come detto gli Under 14 saranno guidati dalla coppia Fantini-Dimitrova, mentre gli Under 13, già campioni romagnoli e quarti in Emilia-Romagna l’anno scorso, saranno allenati da Ceccarelli, assistito da Simone Porcarelli. Per la squadra Esordienti è confermata la collaudata coppia formata da Ciro Luongo ed Ermes Vitali, che saranno affiancati da Giorgio Ciancone, istruttore di minibasket. Confermatissimo anche Carlo Marani che si occuperà della preparazione atletica di tutto il settore giovanile.

Lunedì sera sul campo di Ferrara faranno il loro esordio gli Under 19: inutile dire che le due finali nazionali raggiunte consecutivamente hanno fatto del Basket Rimini una protagonista assoluta nel panorama juniores...

Devo dire che il risultato ottenuto nelle ultime due stagioni dall’Under 19 è stato a dir poco strepitoso. Quest’anno con questo gruppo incontreremo sicuramente molte più difficoltà, perché pagheremo dazio per la famosa diaspora che sei anni fa riguardò proprio i nati nel ’91 e ’92. Ci sono comunque dei ragazzi interessanti che, per altro, si allenano anche con la prima squadra di Lega Due: il play Gasparin (’91), il centrone Calegari (’91), piacevole sorpresa anche per coach Sacco, ed i due ragazzi bulgari Sirakov (’92), e Dimitrov (’93) che ha partecipato questa estate ai Campionati Europei con la sua Nazionale ricevendo molti complimenti per i miglioramenti fatti lo scorso anno a Rimini. Ci sono anche alcuni ragazzi del ’92 interessanti come Calarese, Maioli e Polverelli.

Sugli altri gruppi cosa possiamo dire, invece?

L’Under 17 è costruita su un’ossatura costituita da Dimitrov, Vignali (’93), Petruzzellis (’93) e sul nazionale Marengo (classe ’94), 210 cm, al suo secondo anno a Rimini. Da Argenta è arrivato il dominicano Edison Lopez-Rodriguez, un giocatore su cui lavoreremo perché ora è molto indietro ma ci sembra che abbia ottime prospettive. Per quanto riguarda invece i più “piccoli”, vale a dire le annate ’95, ’96, ’97 e ’98, credo si tratti di buone annate, costituite da interessanti ragazzi del territorio.

Soprattutto nei gruppi di Eccellenza vi sono alcuni ragazzi di nazionalità straniera ed altri atleti non di Rimini: come viene gestita da un allenatore questa presenza esterna?

Devo dire che quest’anno sono diverse le società giovanili che hanno tesserato, o pensano di farlo, ragazzi stranieri. Noi come Basket Rimini siamo stati tra i primi in Italia ed è per questo che quest’estate diversi responsabili mi hanno telefonato per avere informazioni, in verità un po’ preoccupati di come gestire la cosa, soprattutto a livello di amalgama del gruppo. Non so se siamo stati bravi noi o semplicemente fortunati coi ragazzi, ma per quel che ci riguarda non abbiamo mai vissuto situazioni di invidia o di paura di perdere il posto, anzi: i ragazzi riminesi, almeno fino ad oggi, hanno sempre dimostrato di capire che l’arrivo di un giocatore da fuori che alza il livello del gioco e degli allenamenti va a beneficio di tutti. E questo non vale solo per i ragazzi che effettivamente vengono tesserati: durante la stagione capita spesso che vengano dei ragazzi da fuori a provare, ed ogni volta vengono accolti molto bene in un’atmosfera costruttiva. Diciamo che i nostri ragazzi hanno un’ottima apertura mentale e sono entusiasti di fronte ad ogni occasione che possa comportare un valore aggiunto. Anche per noi allenatori ci sono dei vantaggi: è innegabile che i ragazzi che vengono da fuori, siano essi stranieri o italiani, hanno mediamente più “fame” dei nostri, quella stessa fame che li porta a fare centinaia se non migliaia di chilometri per giocare a pallacanestro. Questi giovani un po’ più “maturi” in qualche modo segnano la via anche per i nostri ragazzi. La nostra idea è comunque sempre quella di chiamare un paio di interessanti elementi da fuori per squadra.

In conclusione, quali sono gli obiettivi che ti poni per questa stagione?

L’obiettivo della stagione è quello di avere, come deve essere per un settore giovanile, un giusto equilibrio tra risultati (perché nessuno ci sta a perdere, i ragazzi in primis) e formazione di giocatori, ovviamente senza tralasciare l’aspetto umano, perché in palestra si formano non solo atleti ma anche uomini. Dal punto di vista tecnico, sono orgoglioso che i ragazzi che vanno ad allenarsi con la LegaDue siano non dei meri figuranti, ma siano delle presenze allenanti, cosa impensabile i primi anni che sono venuto qui. A tal proposito mi piace ricordare un piccolo aneddoto, riguardante le finali nazionali Under 19 di quest’anno a Salsomaggiore: dopo la sconfitta negli ottavi contro la Virtus Bologna, coach Sacco venne a salutare la squadra facendo non solo i complimenti per l’ottimo risultato conseguito, ma anche ringraziandoli per la disponibilità e la qualità che avevano dato durante l’anno ai suoi allenamenti. 

(Ermes Vitali)



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