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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MARTEDì 4 NOVEMBRE 2008
RS - La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Altro che “volemose bene”, qui è ora di svegliarsi. Una
volta per tutte. Perché il ko con Sassari fa malissimo, anche a
distanza di 24 ore, considerando che il Banco visto al 105 Stadium è si
una squadra solida, ma non è apparsa assolutamente la corazzata
imbattibile. E certi match, in casa tua, se vuoi salvarti, devi
vincerli. Punto.
“Sono d’accordissimo – è sulla stessa linea il gm Renzo Vecchiato
– e dissento con chi dice che l’atteggiamento di ieri è stato quello
giusto. Con l’atteggiamento giusto non concedi all’avversario di
mangiarti in testa nel tuo territorio: la partita l’abbiamo persa a
causa dei troppi (15, ndr) rimbalzi offensivi concessi al Banco,
addirittura 3 consecutivi in un paio di occasioni decisive. Non è
possibile, non lo accetto, e non mi riferisco solo ai lunghi, bensì a
tutti i giocatori in campo, perché la squadra è stata costruita proprio
nell’ottica del ‘tutti per e uno per tutti’, con la grinta come
primaria fonte di sussistenza”.
Poca cattiveria, poca fame, poca connessione. Tutte mancanze che
pesano ancora di più quando il match si decide nei finali in volata,
perché poi sei costretto a rincorrere e la lucidità viene meno. Eppure
stavolta Rimini era partita forte, con quel 32-21 dopo 12’ dilapidato
nel giro di un nanosecondo.
“Appunto, questa è l’altra cosa che mi fa imbestialire. Non è
possibile farsi riprendere, in casa, con una mollezza del genere. Qui
si deve sputare sangue, si deve difendere il lavoro fatto per scappare
via, e invece noi l’abbiamo dilapidato subito, così, senza colpo
ferire. Sono leggerezze imperdonabili e micidiali in un campionato così
equilibrato. Fino al match con Varese avevamo sempre combattuto, ieri
abbiamo lottato, ci siamo impegnati, ma siamo stati molli”.
Tutti d’accordo sui problemi, ma anche in difficoltà nel capirne i
motivi. Come è diventato inquietante vedere Mauro Pinton entrare sul
parquet con la paura stampata negli occhi, o Sandro De Pol faticare
persino a raccattare un rimbalzo da solo sotto il suo ferro.
“Sono due questioni diverse – spiega Vecchiato – Per De Pol è una
cosa fisica, purtroppo lui ha saltato 10 giorni di preparazione
perdendo il ritmo, poi la botta al ginocchio rimediata a Varese lo ha
tenuto fuori altri 5 giorni, e vi assicuro che per lui la condizione
atletica è basilare. Su Mauro invece non mi capacito come voi, non so cosa gli stia
succedendo, non capisco da dove provenga questa totale mancanza di
fiducia in se stesso e questa angoscia che lo affligge. In situazioni
ben più difficili, come l’anno scorso quando Scarone era fuori e si
divideva la regia con Ariel Filloy, aveva giocato benissimo. Per cui mi
chiedo pure io quale sia il problema, gli parlerò personalmente. Può e
deve tornare quello che era”.
Se la scommessa Gurini sta già raccogliendo dividendi positivi
(“ci sta dando tantissimo, anche di più del previsto, in molti
dovrebbero prendere spunto dal suo modo di lottare, dalla sua voglia di
conquistare il campo centimetro dopo centimetro” – lo loda Vecchiato),
quello che comincia a preoccupare è la classifica. “E’ brutta, e sta a noi renderla migliore. Reggio Emilia dovrà
vincere a tutti i costi? E allora? Noi cosa dobbiamo fare? Bisogna fare
punti, e farli al più presto, perché gli altri non aspettano. Ma
solamente mordendo le partite possiamo pensare di vincere”.
RIMINI (ma.pep) – Inconsistenza sotto le
plance, mancanza di gerarchie precise, grosse difficoltà ad eseguire. I
problemi attuali dei Granchi di Galli sono tanti e diversi, ma quello
che spaventa di più è l’incapacità di ‘comandare’ mentalmente le
partite, anche in casa propria. In più – ed è un fatto – ci sono delle
teoriche sicurezze (Pinton e De Pol su tutti) che attualmente non lo
sono, mentre le scommesse (Kesicki e Gurini) paiono di possibile
riuscita.
Triangolo e gerarchie Cinque match giocati, ma ancora idee molto
confusionarie in attacco. Due possessi su tre vedono il portatore di
palla di turno (Scarone, Goss, Pinton) palleggiare per 15-18 secondi
per poi cercare un qualcosa di estemporaneo. La palla non gira, e i
canestri spesso sono frutto del talento individuale, come ad esempio le
due invenzioni in volata di McCray, uno contro cinque e appoggio
pazzesco alla tabella. Meglio quando ci si appoggia su Rinaldi,
attualmente il migliore del lotto. Ma in generale il triangolo ancora
non si vede, un po’ come era capitato l’anno scorso prima di inserire
dei giochi a termine.
In più, si continua a non capire perché un americano che tira col
70%, Goss, si prenda solamente 8 conclusioni in una sfida punto a
punto. Insomma, forzare no, ma responsabilizzare si.
Sei contro dieci Lo dicono i numeri. Allo stato attuale, Rimini ha
un contributo fattivo da 6 giocatori, forse 7, inserendoci anche uno
Zanus Fortes che non può sempre rimediare 8 sfondamenti presi a
partita. De Pol e Pinton – in teoria sesto e settimo uomo – non solo
non incidono, ma causano danni irreparabili (-6 di valutazione in due,
ndr). Le scommesse Gurini e Kesicki, invece, il loro dovere lo fanno,
in particolare il Guro, sempre più in palla e senza paura nemmeno
dall’arco, tanto che ci piacerebbe vederlo più spesso in campo assieme
ai due Usa in un quintetto forse più equilibrato.
Novembre decisivo La classifica piange, ma non è il caso di
guardarla troppo perché la depressione non serve. Ciò che serve è la
rabbia e la ricerca di equilibri migliori. In ogni caso, il trittico
che comincia domenica in casa con Reggio, passa dal derby di Imola e
finisce col match interno con Veroli, darà forse definitivamente
un’idea sul valore di questi Granchi che, per ora, devono solo pensare
a lavorare.
RIMINI (ma.pep) – I Crabs tornano oggi
in palestra – al 105, e per tutta la settimana – per riprendere la
preparazione in vista della delicatissima sfida contro la Trenkwalder
Reggio Emilia di Marcelletti (ore 18.15), sconfitta domenica scorsa in
casa da Casale dopo un supplementare e in netto deficit di classifica
(4 punti) rispetto agli obiettivi – la promozione diretta – ai quali
gli emiliani ambiscono. Su Marcelletti pende una sorta di ultimatum, per cui il “derby” della A14 si preannuncia davvero pieno di significati.
Provvedimenti disciplinari Questi i provvedimenti e le ammende
della quinta giornata: Harem Scafati 300 euro per offese collettive
sporadiche del pubblico agli arbitri; Fastweb Casale 1.320 euro per
offese e minacce verbali collettive frequenti del pubblico agli
arbitri; Vanoli Soresina 1.600 euro per offese e minacce verbali
collettive frequenti del pubblico agli arbitri, per lancio di oggetto
non contundente (una pallina di carta), isolato e sporadico, che
colpiva un ufficiale di campo; Enel Brindisi deplorazione per uso di
strumenti sonori (fischietti) atti a turbare il regolare svolgimento
della gara dopo che l'invito alla società di provvedere è rimasto senza
esito; Roseto 667 euro per offese collettive frequenti del pubblico agli
arbitri; Aget Imola 667 euro per offese collettive frequenti del
pubblico agli arbitri.
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI
— E’ UNA QUESTIONE di cattiveria. Agonistica, s’intende. Continua a
ripeterlo Massimo Galli, che ieri si è rivisto al video la partita dei
suoi Crabs contro il Banco Sardegna. Ricevendo anche indicazioni
confortanti. «Pensavo che avrei dovuto rivedere chissà quali disastri e
invece mi sento di affermare che abbiamo giocato bene — sostiene il
tecnico dei granchi —. Purtroppo, però, sono state alternate giocate di
qualità a errori da principianti. E, soprattutto, ci è mancata quella
durezza necessaria in determinati momenti. Ci serve più ‘cattiveria’,
assolutamente», batte sul solito tasto Galli, che ha dovuto fare i
conti anche con una certa leggerezza sotto i tabelloni, tanto che
Sassari spesso ha potuto rimediare ai tiri sbagliati al secondo, al
terzo o addirittura al quarto tentativo, disponendo di molti
extra-possessi che hanno finito per fare la differenza. «Un po’ come a
Varese, anche lì avevamo sofferto a rimbalzo», osserva l’allenatore dei
Crabs, che
per l’attacco invece non intende apportare modifiche o correttivi ai
giochi. «Perché, non va bene tirare col 59% da due? — ribatte —.
Nonostante quelle percentuali, poi, abbiamo sbagliato 7 conclusioni
facili da sotto e in 5 occasioni il Banco ci ha punito in transizione.
Tutti gli errori commessi li abbiamo pagati a carissimo prezzo». VA
ALTRESI’ detto che in questo frangente Rinaldi è il lungo più efficace
dei biancorossi. I progressi di Tommy sono tangibili, a cominciare
dall’atteggiamento. Però è chiaro che per far quadrare il cerchio pure
i compagni di reparto devono dare di più. A cominciare dal polacco
Kesicki, che deve velocizzare il suo processo di crescita (-9 domenica
con lui sul parquet), anche se non è facile smaliziarsi in un amen,
quando sotto canestro, da sempre, più dei centimetri contano i chili.
Poi c’è il capitolo De Pol. A 36 anni l’ex azzurro avrebbe bisogno di
allenarsi più degli altri per tenere il passo, ma c’è sempre qualche
acciacco che suggerisce una certa cautela in palestra. E senza la
giusta condizione, Alessandro fa a sua volta fatica, non incide come
potrebbe, resta ai margini del match. La speranza è che i problemi
fisici, più o meno lievi, gli diano tregua, ma intanto il rendimento
non è assolutamente quello atteso alla vigilia. Zanus Fortes, infine,
fa il suo onesto lavoro. TRA I ‘PICCOLI’, salta agli occhi il
momento delicato di Pinton. Nessuno gli chiede la luna, per Galli è pur
sempre un’alternativa da pescare in panca, non un uomo che deve vincere
da solo le partite. Ma quando è chiamato in causa pare balbettare,
attanagliato da una sfiducia che si tocca con mano.
- Corriere Romagna -
di Fabrizio Barbiani RIMINI. Una partita incanalata benissimo che si
trasforma nella quarta sconfitta stagionale, la seconda casalinga. E'
quello che è successo ai Crabs contro Sassari, dopo che i biancorossi
avevano condotto bene per un quarto e mezzo salvo poi spegnersi e non
saper più riprendere in mano il pallino della gara. Esperienza cercasi.
E' proprio questo, a niente fredda, quel che preoccupa maggiormente,
ovvero la (non) capacità di gestire la gara, di massimizzare la
quantità innegabilmente espressa e trasformarla in qualità. Perché
contro Sassari Rimini non è stata in grado di controllare il ritmo,
concedendo agli uomini di Cavina di correre a piacimento, generando
canestri facili che hanno rimesso il Banco di Sardegna in partita. Si
chiama in una parola sola esperienza: quella che hanno indubbiamente
giocatori del calibro di Scarone o Zanus Fortes. quella che manca
decisamente ad un Kesicki oppure a McCray, talentuoso ma ancora
palesemente perfettibile nella lettura del match. Può essere il conto
(salato, per ora) da pagare alla gioventù ma di certo qualcosa di
meglio va fatto perché la china intrapresa è pericolosa ed una squadra
che (slogan societario docet) vuoi vivere d'entusiasmo, perdendo
rischia solamente d'avvilirsi ed avvitarsi su se stessa. In questo non
aiutano nemmeno le difficoltà di due singoli come De Pol e Pinton: dal
primo, parzialmente giustificato dalle cattive condizioni fisiche, ci si
attendevano sagacia, impatto emotivo e certamente una forte dose di
difesa e muscoli, dal secondo quella voglia di far bene che ce lo
avevano fatto coccolare nei periodi bui dell'ultimo biennio. Tutto è
peraltro rimediabile, come spiega l'ala Chris McCray: «Ce la siamo
giocata con tutte le nostre forze - dice il ragazzo di Washington,
autore di 18 punti in 32' - e siamo dispiaciuti della sconfitta perché
quella contro Sassari era una partita da vincere un po' come quella con
Pavia, In casa non dobbiamo più sbagliare a cominciare da domenica
prossima contro Reggio Emilia, vogliamo toglierci da questa situazione
di classifica e dare soddisfazioni ai nostri fans». C-Mac, uscito per
cinque falli, s'era anche incendiato a dovere nel quarto periodo,
ribattendo all'indemoniato ex Trent Whiting: «Ho cominciato male la
partita -continua l'ex giocatore del Telindus Ostenda -, devo imparare
ad essere costante nel corso del match perché la squadra ha bisogno del
mio miglior rendimento. Nel finale ho trovato due canestri importanti,
è vero, poi è andata male ma dobbiamo lavorare duro e crederci. I
risultati sono convinto che arriveranno». Calendario. Domenica si torna
al 105 Stadium con la Trenkwalder Reggio Emilia (a quota due) poi si
viaggerà verso Faenza per il derby contro l'Andrea Costa Imola e si
tornerà a Rimini per la partita contro Veroli. Senza fare troppe
tabelle, servono un paio di vittorie e l'operazione rimane comunque
ampiamente alla portata di Goss e compagnia.
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