LE PARTITE DEI CRABS
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CLASSIFICA
TeamPts
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Centro Sedia Corno di Rosazzo46
BASKET RIMINI CRABS40
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Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
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Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDì 4 NOVEMBRE 2008

RS
- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Altro che “volemose bene”, qui è ora di svegliarsi. Una volta per tutte. Perché il ko con Sassari fa malissimo, anche a distanza di 24 ore, considerando che il Banco visto al 105 Stadium è si una squadra solida, ma non è apparsa assolutamente la corazzata imbattibile. E certi match, in casa tua, se vuoi salvarti, devi vincerli. Punto.
“Sono d’accordissimo – è sulla stessa linea il gm Renzo Vecchiato – e dissento con chi dice che l’atteggiamento di ieri è stato quello giusto. Con l’atteggiamento giusto non concedi all’avversario di mangiarti in testa nel tuo territorio: la partita l’abbiamo persa a causa dei troppi (15, ndr) rimbalzi offensivi concessi al Banco, addirittura 3 consecutivi in un paio di occasioni decisive. Non è possibile, non lo accetto, e non mi riferisco solo ai lunghi, bensì a tutti i giocatori in campo, perché la squadra è stata costruita proprio nell’ottica del ‘tutti per e uno per tutti’, con la grinta come primaria fonte di sussistenza”.
Poca cattiveria, poca fame, poca connessione. Tutte mancanze che pesano ancora di più quando il match si decide nei finali in volata, perché poi sei costretto a rincorrere e la lucidità viene meno. Eppure stavolta Rimini era partita forte, con quel 32-21 dopo 12’ dilapidato nel giro di un nanosecondo.
“Appunto, questa è l’altra cosa che mi fa imbestialire. Non è possibile farsi riprendere, in casa, con una mollezza del genere. Qui si deve sputare sangue, si deve difendere il lavoro fatto per scappare via, e invece noi l’abbiamo dilapidato subito, così, senza colpo ferire. Sono leggerezze imperdonabili e micidiali in un campionato così equilibrato. Fino al match con Varese avevamo sempre combattuto, ieri abbiamo lottato, ci siamo impegnati, ma siamo stati molli”.
Tutti d’accordo sui problemi, ma anche in difficoltà nel capirne i motivi. Come è diventato inquietante vedere Mauro Pinton entrare sul parquet con la paura stampata negli occhi, o Sandro De Pol faticare persino a raccattare un rimbalzo da solo sotto il suo ferro.
“Sono due questioni diverse – spiega Vecchiato – Per De Pol è una cosa fisica, purtroppo lui ha saltato 10 giorni di preparazione perdendo il ritmo, poi la botta al ginocchio rimediata a Varese lo ha tenuto fuori altri 5 giorni, e vi assicuro che per lui la condizione atletica è basilare.
Su Mauro invece non mi capacito come voi, non so cosa gli stia succedendo, non capisco da dove provenga questa totale mancanza di fiducia in se stesso e questa angoscia che lo affligge. In situazioni ben più difficili, come l’anno scorso quando Scarone era fuori e si divideva la regia con Ariel Filloy, aveva giocato benissimo. Per cui mi chiedo pure io quale sia il problema, gli parlerò personalmente. Può e deve tornare quello che era”.
Se la scommessa Gurini sta già raccogliendo dividendi positivi (“ci sta dando tantissimo, anche di più del previsto, in molti dovrebbero prendere spunto dal suo modo di lottare, dalla sua voglia di conquistare il campo centimetro dopo centimetro” – lo loda Vecchiato), quello che comincia a preoccupare è la classifica.
“E’ brutta, e sta a noi renderla migliore. Reggio Emilia dovrà vincere a tutti i costi? E allora? Noi cosa dobbiamo fare? Bisogna fare punti, e farli al più presto, perché gli altri non aspettano. Ma solamente mordendo le partite possiamo pensare di vincere”.

RIMINI (ma.pep) – Inconsistenza sotto le plance, mancanza di gerarchie precise, grosse difficoltà ad eseguire. I problemi attuali dei Granchi di Galli sono tanti e diversi, ma quello che spaventa di più è l’incapacità di ‘comandare’ mentalmente le partite, anche in casa propria. In più – ed è un fatto – ci sono delle teoriche sicurezze (Pinton e De Pol su tutti) che attualmente non lo sono, mentre le scommesse (Kesicki e Gurini) paiono di possibile riuscita.
Triangolo e gerarchie Cinque match giocati, ma ancora idee molto confusionarie in attacco. Due possessi su tre vedono il portatore di palla di turno (Scarone, Goss, Pinton) palleggiare per 15-18 secondi per poi cercare un qualcosa di estemporaneo. La palla non gira, e i canestri spesso sono frutto del talento individuale, come ad esempio le due invenzioni in volata di McCray, uno contro cinque e appoggio pazzesco alla tabella. Meglio quando ci si appoggia su Rinaldi, attualmente il migliore del lotto. Ma in generale il triangolo ancora non si vede, un po’ come era capitato l’anno scorso prima di inserire dei giochi a termine.
In più, si continua a non capire perché un americano che tira col 70%, Goss, si prenda solamente 8 conclusioni in una sfida punto a punto. Insomma, forzare no, ma responsabilizzare si.
Sei contro dieci Lo dicono i numeri. Allo stato attuale, Rimini ha un contributo fattivo da 6 giocatori, forse 7, inserendoci anche uno Zanus Fortes che non può sempre rimediare 8 sfondamenti presi a partita. De Pol e Pinton – in teoria sesto e settimo uomo – non solo non incidono, ma causano danni irreparabili (-6 di valutazione in due, ndr). Le scommesse Gurini e Kesicki, invece, il loro dovere lo fanno, in particolare il Guro, sempre più in palla e senza paura nemmeno dall’arco, tanto che ci piacerebbe vederlo più spesso in campo assieme ai due Usa in un quintetto forse più equilibrato.
Novembre decisivo La classifica piange, ma non è il caso di guardarla troppo perché la depressione non serve. Ciò che serve è la rabbia e la ricerca di equilibri migliori. In ogni caso, il trittico che comincia domenica in casa con Reggio, passa dal derby di Imola e finisce col match interno con Veroli, darà forse definitivamente un’idea sul valore di questi Granchi che, per ora, devono solo pensare a lavorare.

RIMINI (ma.pep) – I Crabs tornano oggi in palestra – al 105, e per tutta la settimana – per riprendere la preparazione in vista della delicatissima sfida contro la Trenkwalder Reggio Emilia di Marcelletti (ore 18.15), sconfitta domenica scorsa in casa da Casale dopo un supplementare e in netto deficit di classifica (4 punti) rispetto agli obiettivi – la promozione diretta – ai quali gli emiliani ambiscono.
Su Marcelletti pende una sorta di ultimatum, per cui il “derby” della A14 si preannuncia davvero pieno di significati.
Provvedimenti disciplinari Questi i provvedimenti e le ammende della quinta giornata: Harem Scafati 300 euro per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri; Fastweb Casale 1.320 euro per offese e minacce verbali collettive frequenti del pubblico agli arbitri; Vanoli Soresina 1.600 euro per offese e minacce verbali collettive frequenti del pubblico agli arbitri, per lancio di oggetto non contundente (una pallina di carta), isolato e sporadico, che colpiva un ufficiale di campo; Enel Brindisi deplorazione per uso di strumenti sonori (fischietti) atti a turbare il regolare svolgimento della gara dopo che l'invito alla società di provvedere è rimasto senza esito;
Roseto 667 euro per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri; Aget Imola 667 euro per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri.

- Il Resto del Carlino -

di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — E’ UNA QUESTIONE di cattiveria. Agonistica, s’intende. Continua a ripeterlo Massimo Galli, che ieri si è rivisto al video la partita dei suoi Crabs contro il Banco Sardegna. Ricevendo anche indicazioni confortanti. «Pensavo che avrei dovuto rivedere chissà quali disastri e invece mi sento di affermare che abbiamo giocato bene — sostiene il tecnico dei granchi —. Purtroppo, però, sono state alternate giocate di qualità a errori da principianti. E, soprattutto, ci è mancata quella durezza necessaria in determinati momenti. Ci serve più ‘cattiveria’, assolutamente», batte sul solito tasto Galli, che ha dovuto fare i conti anche con una certa leggerezza sotto i tabelloni, tanto che Sassari spesso ha potuto rimediare ai tiri sbagliati al secondo, al terzo o addirittura al quarto tentativo, disponendo di molti extra-possessi che hanno finito per fare la differenza. «Un po’ come a Varese, anche lì avevamo sofferto a rimbalzo», osserva l’allenatore dei Crabs, che per l’attacco invece non intende apportare modifiche o correttivi ai giochi. «Perché, non va bene tirare col 59% da due? — ribatte —. Nonostante quelle percentuali, poi, abbiamo sbagliato 7 conclusioni facili da sotto e in 5 occasioni il Banco ci ha punito in transizione. Tutti gli errori commessi li abbiamo pagati a carissimo prezzo».
VA ALTRESI’ detto che in questo frangente Rinaldi è il lungo più efficace dei biancorossi. I progressi di Tommy sono tangibili, a cominciare dall’atteggiamento. Però è chiaro che per far quadrare il cerchio pure i compagni di reparto devono dare di più. A cominciare dal polacco Kesicki, che deve velocizzare il suo processo di crescita (-9 domenica con lui sul parquet), anche se non è facile smaliziarsi in un amen, quando sotto canestro, da sempre, più dei centimetri contano i chili. Poi c’è il capitolo De Pol. A 36 anni l’ex azzurro avrebbe bisogno di allenarsi più degli altri per tenere il passo, ma c’è sempre qualche acciacco che suggerisce una certa cautela in palestra. E senza la giusta condizione, Alessandro fa a sua volta fatica, non incide come potrebbe, resta ai margini del match. La speranza è che i problemi fisici, più o meno lievi, gli diano tregua, ma intanto il rendimento non è assolutamente quello atteso alla vigilia. Zanus Fortes, infine, fa il suo onesto lavoro.
TRA I ‘PICCOLI’, salta agli occhi il momento delicato di Pinton. Nessuno gli chiede la luna, per Galli è pur sempre un’alternativa da pescare in panca, non un uomo che deve vincere da solo le partite. Ma quando è chiamato in causa pare balbettare, attanagliato da una sfiducia che si tocca con mano.

- Corriere Romagna -

di Fabrizio Barbiani
RIMINI. Una partita incanalata benissimo che si trasforma nella quarta sconfitta stagionale, la seconda casalinga. E' quello che è successo ai Crabs contro Sassari, dopo che i biancorossi avevano condotto bene per un quarto e mezzo salvo poi spegnersi e non saper più riprendere in mano il pallino della gara.
Esperienza cercasi. E' proprio questo, a niente fredda, quel che preoccupa maggiormente, ovvero la (non) capacità di gestire la gara, di massimizzare la quantità innegabilmente espressa e trasformarla in qualità.
Perché contro Sassari Rimini non è stata in grado di controllare il ritmo, concedendo agli uomini di Cavina di correre a piacimento, generando canestri facili che hanno rimesso il Banco di Sardegna in partita. Si chiama in una parola sola esperienza: quella che hanno indubbiamente giocatori del calibro di Scarone o Zanus Fortes. quella che manca decisamente ad un Kesicki oppure a McCray, talentuoso ma ancora palesemente perfettibile nella lettura del match.
Può essere il conto (salato, per ora) da pagare alla gioventù ma di certo qualcosa di meglio va fatto perché la china intrapresa è pericolosa ed una squadra che (slogan societario docet) vuoi vivere d'entusiasmo, perdendo rischia solamente d'avvilirsi ed avvitarsi su se stessa. In questo non aiutano nemmeno le difficoltà di due singoli come De Pol e Pinton: dal primo, parzialmente giustificato dalle cattive condizioni fisiche, ci si attendevano sagacia, impatto emotivo e certamente una forte dose di difesa e muscoli, dal secondo quella voglia di far bene che ce lo avevano fatto coccolare nei periodi bui dell'ultimo biennio. Tutto è peraltro rimediabile, come spiega l'ala Chris McCray: «Ce la siamo giocata con tutte le nostre forze - dice il ragazzo di Washington, autore di 18 punti in 32' - e siamo dispiaciuti della sconfitta perché quella contro Sassari era una partita da vincere un po' come quella con Pavia, In casa non dobbiamo più sbagliare a cominciare da domenica prossima contro Reggio Emilia, vogliamo toglierci da questa situazione di classifica e dare soddisfazioni ai nostri fans». C-Mac, uscito per cinque falli, s'era anche incendiato a dovere nel quarto periodo, ribattendo all'indemoniato ex Trent Whiting: «Ho cominciato male la partita -continua l'ex giocatore del Telindus Ostenda -, devo imparare ad essere costante nel corso del match perché la squadra ha bisogno del mio miglior rendimento. Nel finale ho trovato due canestri importanti, è vero, poi è andata male ma dobbiamo lavorare duro e crederci. I risultati sono convinto che arriveranno».
Calendario. Domenica si torna al 105 Stadium con la Trenkwalder Reggio Emilia (a quota due) poi si viaggerà verso Faenza per il derby contro l'Andrea Costa Imola e si tornerà a Rimini per la partita contro Veroli. Senza fare troppe tabelle, servono un paio di vittorie e l'operazione rimane comunque ampiamente alla portata di Goss e compagnia.



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