LE PARTITE DEI CRABS
Guarda il calendario


ogni martedì alle 20.00 "calcio.basket"
e alle 23.00 la partita dei Crabs.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
CLASSIFICA
TeamPts
Mobyt Ferrara50
Centro Sedia Corno di Rosazzo46
BASKET RIMINI CRABS40
Goldengas Senigallia36
Zepa Marostica34
Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
Officine Creative Montegranaro32
 PSG Tosoni Villafranca28
 G.S. Riva del Garda28
 Fiorese Bassano24
 Naturino Civitanova22
 Texa Roncade20
 Pallacanestro Rovereto20
GSA Udine18
Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

RS VENERDì 9/12/2011


- Corriere Romagna -

di Fabrizio Barbiani
Mai dire mai nella pallacanestro. Lo impara sulla propria pelle Ravenna che conduce comodamente il derby del Flaminio per oltre 35’. Rimini è svagata, oltremodo imprecisa e subisce la quadratura degli uomini di Ciocca, ma si sveglia magicamente nell’ultimo spicchio di gara piazzando un frastornante parziale di 20-7. I granchi ritrovano cammin facendo la loro proverbiale difesa e la portano a casa con i mattoncini pesanti di Silvestrini, spesso fuori giri ma autore della tripla vittoria con 7’’ da giocare. L’Acmar parte forte, sfruttando l’avvio letargico dei padroni di casa. Davolio ruba la password della partita ed alla festa entra solo chi decide lui: prima crea per sé poi mette in ritmo i compagni e dopo 4’ Ambrassa ha già le mani nei capelli e deve formare una T con le mani (4-10). Quando escono dal minuto i granchi fanno anche peggio e complici le buone intuizioni di Barbieri sprofondano sino al -12 (4-16 al 8’). Ravenna battezza i glaciali polpastrelli di casa (1/18 da tre all’intervallo) e pianta le tende dentro l’area con la più classica difesa zona 2-3, Rimini trova qualcosa dal ‘94 Brighi che ne scrive 4 in fila a cavallo dei due tempini. Il baby lancia la volata alla tripla di Amadori (che esulta come Tardelli in Spagna) e Rimini sembra rimettere il naso nella partita (12-21 al 12’). Gli ospiti, nel frattempo, ruotano che è una bellezza con Quartieri e Filattiera che tengono comunque in linea di galleggiamento un attacco un po’ balbettante (5/18 nel secondo quarto). Rimini trova il -8 di Caceres (17-25 al 17’), svantaggio che però torna in doppia cifra sulla sirena (20-31). 
Si riparte e la musica non cambia. L’Acmar macina con pazienza, Rimini è estemporanea e non dà continuità ai propri tentativi di rimonta (29-35 al 25’ poi ancora 31-40 due minuti più tardi) lasciando sul piatto comode opportunità per agganciarsi al treno ospite. Emblematica in tal senso la palla persa da Filloy sul -4 che genera poi un parziale di 8-0 dell’Acmar siglato da Zambrini (tripla) e Sanlorenzo, che ne segna 5 in fila. Siamo al 33’ ed il tabellone recita 41-53 pro Ravenna: sembra finita invece i granchi hanno davvero mille vite e riescono laddove avevano fallito per tutta la partita. Il ciapanò da tre punti si sblocca con il gol di Gasparin (51-55 al 36’) mentre un minuto dopo è Amadori a fissare il primo vantaggio di casa (56-55 a 2’50’’ dalla fine). Zambrini rimette la freccia, 56-58, prima che Gasparin impatti a quota 60 (1’12’’ da giocare). Filattiera si guadagna la pagnotta in lunetta (2/2) per il 60-62, Rimini sbaglia ma Ravenna fa altrettanto lasciando ai Crabs l’ultimo tiro. L’Acmar sceglie di non commettere fallo e Silvestrini la punisce con la bomba-partita. Incredibile ma vero.


RIMINI. Ha un diavolo per capello coach Cesare Ciocca quando arriva in sala stampa. I suoi hanno appena perso nel modo più doloroso possibile, dilapidando un margine in doppia cifra negli ultimi cinque minuti di partita: «La pallacanestro – dice il tecnico ravennate - è bella perché Riccardo Silvestrini, cui faccio i complimenti, mette una bomba da 8 metri dopo aver tirato il 14% da tre in stagione. Faccio mea culpa, perché dovevo far commettere fallo ai miei ragazzi ma ho cambiato idea all’ultimo  momento. Dico però una cosa importante: questa è la terza partita già vinta da noi che il signor Binda (uno dei due arbitri, ndr) ci fa perdere. Prima ha fischiato fallo a Quartieri che non c’era (rimbalzo d’attacco a 20’’ dal gong, ndr), poi non sanziona la spinta subita da Davolio in occasione della rimessa dopo il canestro di Silvestrini. Anche l’anno scorso contro Santarcangelo nei playoff era stato pessimo per noi e non mi va giù. Ciò non toglie che Rimini ha meritato, è una grandissima squadra e dovremmo smettere di parlare di miracolo. I Crabs hanno 10 giocatori noi ancora no e questo handicap ci porta ad arrivare in fondo un po’ stanchi».
RIMINI. Quasi se l’aspettava coach Fabrizio Ambrassa una vittoria così. Magari non sofferta sino a questo punto ma l’andamento della gara non l’ha per nulla sorpreso: «Nessuno è veggente ma sapevamo che loro nelle ultime partite hanno sempre mostrato un calo nei minuti finali, come ad esempio con Senigallia. Questo fattore, unito alla consapevolezza che il gruppo che alleno non molla mai mi faceva credere nell’impresa e nel fatto che se fossimo arrivati punto a punto avremmo aumentato le nostre possibilità».
Quel canestro di Silvestrini riscrive la storia della partita anche se non può far dimenticare il solito avvio negativo dei biancorossi, quasi che i giocatori riminesi godessero nel complicarsi la vita oltre miura: «Credo comunque che sia una questione di esperienza e maturità. Per noi è tutto nuovo, impariamo a conoscere i nostri avversari in campo mentre li affrontiamo. Non ho mai perso la fiducia nella vittoria perché ho visto i miei crescere minuto dopo minuto, aldilà delle cattive percentuali da tre punti credo sia stata decisiva la nostra capacità di trovare canestri facili dentro l’area nel quarto periodo. Altrimenti non avremmo mai potuto arrivare nel finale a contatto con Ravenna», la chiusura di Ambrassa che sugli arbitri tirati in ballo da Ciocca preferisce non commentare.
______________________

- La Voce -

di Gabriele Nanni
Chi sarà passato a piedi o in bici di fianco al Flaminio, ieri intorno alle 19, lo avrà certamente sentito. Un boato. E’ stato generato dalla bomba che Riccardo Silvestrini ha esploso a 7” dalla fine, con Rimini sotto di due, consegnando ai Crabs una vittoria che per quasi tutta la partita è sembrata un autentico miraggio. Come abbia fatto la squadra di Ambrassa a vincere una gara del genere è probabilmente un argomento da Voyager. Cosa hanno provocato i decibel raggiunti dal Flaminio nell’ultimo minuto è roba da otorinolaringoiatri.
Fin dalla prima palla a due le cose si mettono subito male per Rimini che parte con un raggelante 2/12 dal campo e finisce subito sotto la doppia cifra (4-16). I Crabs tirano solo da fuori sbagliando di tutto, mentre Ravenna è diretta alla perfezione da Davolio che imbecca i compagni da ogni posizione. A fine primo quarto i numeri dei granchi sono da tregenda: solo 7 punti segnati (contro i 18 di Ravenna), 3/18 al tiro e 1/2 in lunetta. E mica è finita qui. Una bomba di Filattiera ed è 9-21 al 12° minuto, con il coach Ciocca che decide di sfruttare la giornata no al tiro dei riminesi mettendosi pure a zona. Vallo a immaginare poi che in una gara del genere sarà proprio una bomba a condannarlo. Ma guardando i numeri di Rimini all’intervallo (8/37 al tiro, 22%) e guardando il tabellone (20-31 per Ravenna) i pensieri non sono poi così nefasti. Essere sotto solo di undici con percentuali del genere è oro che cola, anche se il terzo periodo non si apre proprio sotto i migliori auspici: ennesima padella da tre di Hassan (il moro chiuderà con un terrificante 0/11 dal campo), tabellata da sotto di Barbieri e Ravenna che se ne va sul massimo vantaggio del 20-33. Sì, ho scritto bene sia il punteggio, sia il quarto: sta proprio 20-33 a inizio della terza frazione… E’ proprio una bella partita. Eppure in casa riminese qualcosa si muove e qui si entra in una fase della gara dove i taccuini lanciati contro la vetrata non si contano più per via di un tira e molla che porta i Crabs a risalire sempre la china (29-35 al 25° grazie a Caceres), per poi buttare via tutto nel giro di poche azioni e ritrovarsi nuovamente sotto di dieci. Il massimo lo si raggiunge con Rimini sotto di cinque e Calegari che sbaglia tre appoggi al vetro consecutivi per il possibile -3. Non ci si crede. Silvestrini comincia a carburare (37-42 grazie ad una sua entrata a 26” dalla terza sirena), ma una bomba impiccata dell’implacabile Zambrini ridà il +8 a Ravenna (37-45). La storia si ripete identica anche a inizio ultimo quarto (Silvestrini per il -4, Zambrini tripla che manda a -7), solo che qui si accoda SanLorenzo che con cinque canestri in fila manda Ravenna avanti di 12 a sei minuti dalla fine (41-53). E qui i Crabs entrano nei loro 5 minuti da fantascienza. Due bombe firmate Silvestrini e Gasparin riaccendono il palas (51-55), poi un bengala di Amadori, che vale il primo sorpasso riminese di tutta la gara, lo fa letteralmente esplodere (56-55 a -2’50”). Si arriva punto a punto con invenzioni da entrambi i lati (tripla folle di Zambrini, assist folle di Silvestrini per Squeo, sospensione letale di Davolio e canestro rovesciato di Gasparin per il 60-60 a -75”), poi succede l’inimmaginabile. Ravenna è avanti 60-62 quando Amoni sbaglia il tiro della vittoria a -17” e sul rimbalzo Quartieri fa fallo. Palla ai Crabs e timeout. E quando si rimette in gioco viene giù il palazzetto: Silvestrini trova il varco e spara la bomba frontale del +1 Crabs a -7”, Ravenna perde palla e Caceres sigilla dalla lunetta il 64-62 finale. Robe da matti.

LE PAGELLE di Gabriele Nanni
GASPARIN 6. Combina disastri colossali per 36 minuti buoni, poi s’inventa le due azioni vitali, la bomba del 51-55 a quattro minuti dalla fine e l’entrata sulla linea di fondo con canestro su tiro rovesciato per il 60 pari a -1’15”. Due azioni che da sole valgono un’intera partita.
AMADORI 6,5. Solo per il “momento” nel quale ha messo quella bomba che ha fatto esplodere il Flaminio. Il ragazzo spesso è condizionato dai primi tiri: quando gli escono, poi la sua partita si fa in salita. Ebbene, in una di quelle giornate lì (ieri 4/13 al tiro) è riuscito a mettere quella bomba lì del primo vantaggio. Tredici punti e 4 rimbalzi, comunque.
HASSAN 4. Zero su undici al tiro, unico granchio con una valutazione negativa (-6) e plus/minus rivelatore: -10.
CACERES 6,5. Non in perfette condizione fisiche produce comunque una doppia doppia da 14 punti e 10 rimbalzi, in una gara dove Rimini i lunghi non riusciva a servirli mai.
SQUEO 6. Nove punti e, soprattutto, tredici rimbalzi con +22 di valutazione. Gran fatica nel primo tempo (dove comunque di carambole ne prende 8), meglio nella ripresa.
SILVESTRINI 7. Che è la media con il “3” dei primi 35 minuti, e il dieci e lode degli ultimi cinque. Nel primo tempo fa 1 punto con 0/6 al tiro e una mano da cavernicolo e hai già fatto talmente tanti di quei cerchi con la matita blu che l’hai già consumata. Poi la decide. Segna una bomba in cui ci crede solo lui, s’inventa un assist mirabolante che manda in gol Squeo per il 58 pari, forza una tripla a -40” che poteva costare cara ma mette quella che fa deflagrare il Flaminio a 7” dalla fine, con Rimini sotto di due. Chissà quante volte si riguarderà il DVD. Probabilmente fermerà l’immagine su quel tiro, copierà il fotogramma sul Pc e ne farà un poster.
FILLOY 5. Sette rimbalzi, ma due punti, 1/5 al tiro e un passaggio intercettato a inizio quarto quarto da far gridare vendetta.
CALEGARI 5. Vero che la mole gli impedisce parecchi movimenti, però quei chili andrebbero anche sfruttati là sotto. Tiri sbagliati da minibasket.
BRIGHI 6,5. I Crabs non segnavano mai, poi è entrato lui, ragazzino con faccia tosta, e ne ha messi 4 con 2/3. Cinque minuti di personalità.

RICCARDO IL CONQUISTATORE (DEL MICROFONO)

MVP – (G.N.) Ah dì, chi vuoi fare Mvp se non Riccardo Silvestrini? Negli ultimi cinque minuti è stato l’autentico trascinatore. Carico di energia a palla, se gli mettevi una lampadina in bocca, tipo lo zio Fester, la teneva accesa per due mesi. Solo uno come lui riesce a passare in un attimo da una partita da “3” in pagella ad una da eroe. Segnare la bomba decisiva, con i tuoi sotto di due, in un Flaminio del genere (e sotto gli occhi dell’esperto in materia, Carlton Myers) è da sballo totale. Infatti non si tiene neanche a fine partita: sale sul tavolo dei segnapunti, prende il microfono dello speaker e si mette a intonare cori a squarciagola.

Lo stato d’animo è diametralmente opposto, nell’intimo. Fabrizio Ambrassa e Cesare Ciocca non possono che avere sentimenti fortissimi, al termine di un derby allucinante, dove Ravenna ha dominato per 35’ prima di subire la remuntada Crabs, e di essere pugnalata al cuore da quel Silvestrini ‘battezzato’ per tutto l’arco della gara.
AMAREZZA E RABBIA“Si, bravo Riccardo - fa Ciocca, che è il primo a presentarsi in sala stampa - e io ammetto di aver sbagliato a non ordinare il fallo, sopra di 2 con 17” da giocare. Dovevamo mandarli in lunetta dove non si erano espressi bene, però detto questo aggiungo che la partita era bella che finita. Evidentemente il signor Binda dopo il playoff con Santarcangelo doveva farci un altro bel regalo”. Imbestialito è dir poco: il coach ravennate punta il dito con uno dei due arbitri, Binda appunto, reo di aver fischiato un fallo a rimbalzo d’attacco a Quartieri a 17” dalla fine e poi di non aver sanzionato un contatto su Davolio successivamente alla bomba di Silvestrini. “Se abbiamo onestà intellettuale abbiamo visto tutti cosa ci ha fatto questo signore. La partita era finita, Quartieri aveva subito fallo e aveva due tiri liberi con noi sopra di 2. Poi possiamo parlare del fatto che il basket è bello proprio perché Silvestrini che ha il 14% da tre in stagione ci ha messo quella bomba, oppure fare i complimenti ad Ambrassa e a tutti i suoi, perché sono stati dei leoni, non hanno rubato nulla, hanno fatto la loro partita in un Flaminio bello pieno, dopo . Diciamo anche che questa Rimini non è un miracolo, per cortesia, ma una squadra fortissima che vale i primi posti e ha 10 giocatori, cosa che noi ancora non abbiamo”.
GIOIA ‘ZEN’  “Avete finito, possiamo parlare della partita? - risponde Ambrassa quando gli si chiede di commentare il Ciocca pensiero - Direi che abbiamo fatto di più di un regalo di Natale, il regalo per i nostri tifosi era giocare con Ravenna davanti in classifica, perdere o vincere per me faceva poca importanza anche perché io so come si sono allenati in settimana. Analizzando le partite dell’Acmar, avevo visto che cominciavano sempre bene per poi un po’ calare nel finale, come accaduto anche con Senigallia domenica scorsa. Questa cosa unito al gruppo che io alleno e che lo devo mandare via a calci dalla palestra perché non se ne va, mi portava ad essere fiducioso su un eventuale finale punto a punto. Lo storico di Ravenna ci diceva che potevamo recuperare, insomma”. Un derby sofferto, nel quale tatticamente Ravenna aveva ingabbiato la marea riminese sfidandola al tiro da fuori, e che poi è stato vinto a rimbalzo (52 a 33 pro Crabs) ma anche nel sommerso. “La fiducia sul tiro da tre l’abbiamo persa sia con la uomo e con la zona, la chiave è l’atteggiamento della ripresa dove abbiamo pensato ad attaccare il ferro (12/21 da due nei secondi 20 minuti, ndc) per cercare canestri semplici e dando la palla in post basso. Dobbiamo ricordarci chi siamo, da dove veniamo e quanti giocatori esperti abbiamo: forse oggi i ragazzi hanno sentito un po’ troppo la gara, ma alla fine siamo ancora arrivati. Ora pensiamo a immagazzinare energie, per quel che si può, in questa lunga sosta, e poi a ricominciare da Bassano consapevoli di quel che abbiano fatto e del tanto che c’è ancora da fare”.
__________________

- Il Resto del Carlino -

di Alberto Crescentini
MAI DARE nulla per scontato, con questi incredibili Crabs. Guai a pensare che la vittoria sia ormai sfumata, anche se per buona parte del match i granchi sbagliano di tutto e di più, anche se chiudono la gara esibendo un miserando 18% da tre (6/34), più tante altre 'padelle' da due. Vincono perché hanno carattere, perché non mollano lo stesso mai un'unghia, nemmeno quando tutto ormai sembra perduto, con Ravenna che scappa di nuovo sul +12 (41-53) su un paio di 'regali' dei biancorossi. In quel frangente, con 6' sul cronometro, davvero in pochi si giocherebbero un centesimo sui ragazzi di Ambrassa. Ma questo gruppo si diverte a stupire, a ribaltare quello che ormai sembra scritto, scolpito. Ed ecco che inizia una clamorosa rimonta, mentre l'Acmar comincia a sentire la terra mancarle sotto i piedi. La bomba di Gasparin vale il -4 (51-55, coach Ciocca al time-out con 3'59'' alla fine). Poi una doppietta ai liberi di Silvestrini, Davolio va sul ferro dall'arco e Amadori, a -2'50'', porta per la prima volta in vantaggio Rimini con una tripla (56-55).

ORA IL match si infiamma, le squadre vanno a pescare le residue energie per un esaltante colpo su colpo. Bomba di Zambrini (56-58), ma Squeo impatta da due. Davolio dalla media riporta avanti Ravenna, replica Gasparin con un'entrata in 'reverse' (60 pari, 1'14'' al gong). Filattiera guadagna due liberi che imbuca (60-62), Silvestrini trova solo il ferro da tre. Amoni fallisce però il match-point e i granchi hanno 17'' a disposizione per pareggiare (o vincere) il derby. E' ancora Silvestrini a prendersi la bomba frontale, bomba che vale il sorpasso (63-62). Ravenna cerca di affrettare i tempi e perde palla sulla linea di fondo, appena 5'' alla sirena e rimessa Rimini. Il pallone va a Caceres, immediato fallo e liberi: dentro il primo, fuori apposta il secondo, con Davolio che può solo scagliare il pallone dalla propria metà campo, inutilmente.

QUESTO l'epilogo di un match che era stato sempre tenuto sotto controllo dall'Acmar, più lesta a schizzare via dai blocchi. Un Ravenna che ha finito però per farsi 'strangolare' dalla morsa dei cugini, così come l'energia dei riminesi si è concretizzata nella bellezza di 52 rimbalzi, ben 19 in più rispetto a Barbieri e compagni. Il pregio dei Crabs è stato quello di non smettere mai di crederci anche quando il canestro era una chimera – un raggelante 1/18 da tre al riposo –, quando venivano buttate via occasioni ghiotte per avvicinarsi, per andare a un solo possesso. E poi quell'ultima, veemente impennata, a regalarsi un felice Natale. Sì, perché i granchi torneranno in campo solo il 5 gennaio 2012, trasferta a Bassano.

Gasparin 6. Condensa il meglio nel finale, quando firma due buonissime cose in attacco, tripla ed entrata in acrobazia. Pallido nei primi 30', con poche iniziative e qualche sofferenza di troppo in avvio sul navigato Davolio. In un pomeriggio di scarsa mira collettiva chiude col 50% dal campo, anche due assist e altrettanti recuperi nei suoi 27'.
Amadori
6. Pure lui è abbastanza silente nei primi 20', mentre nella ripresa arrivano un paio di bombe importanti, soprattutto quella del 56-55 a 2'50'' dalla fine, primo vantaggio riminese nell'arco della gara.

Hassan
4. Non fa mai canestro, ma proprio mai. E per un tiratore come lui questa non è una bella notizia. Cerca di 'mettersi' in partita in ogni modo, ma nelle sue 11 conclusioni trova sempre e soltanto il ferro, per un -6 di valutazione (e -10 di plus/minus) in 24' di stenti.

Caceres
6,5. Recuperato in extremis dall'infortunio alla caviglia, 'Cacio' parte morbido per calarsi poi con decisione nel match nel terzo periodo, quando in un certo frangente è lui a 'fare' attacco per i granchi. Sgrugna pure sotto i tabelloni (10 rimbalzi), per un +21 di valutazione in 29'.

Squeo
6,5. Mentre gli esterni sparano alla luna, lui fa quello che in queste ultime settimane gli riesce meglio, cioè cattura rimbalzi a grappoli (13 pure ieri in 27', niente male). E' inoltre più intraprendente in attacco, tanto da sfiorare la doppia cifra (+22 la valutazione).
Silvestrini 7. Eccolo qua, il 'Riccardo furioso'. Per buona parte dell'incontro, al pari di tanti altri compagni, ne combina più di Bertoldo, fra tiracci sghembi e qualche persa. Poi, quando il match entra nell'ultimo spicchio, l'energetico play si esalta tra entrate, liberi finalmente a segno e bombe, compresa quella che vale la vittoria. Dentro 30', per lui anche 3 recuperi e 4 assist.
Filloy
5. Se escludiamo qualche rimbalzo (7), la sua è una partita arida, tra errori al tiro e un paio di perse banali. In 16' +3 di valutazione.
Calegari 5. Ci prova tre volte nella stessa azione, ma quel benedetto pallone non entra. Così si deprime un po'.
Brighi
6. La faccia tosta non gli manca, assolutamente. E in pomeriggio di polpastrelli in freezer, questo ragazzo del '94, figlio di quello Stefano Brighi che catturò l'A1 con la Marr nell'83/84, imbuca 4 punti in 5' col 67% su azione.



Condividi su:


Basket Rimini CRABS
Via Dante, 18 - 47921 Rimini (Rn)
Tel. +39 0541/54459 - Fax +39 0541/26600 - E-mail: info@basketriminicrabs.it
C.F. - iscr.Ufficio Reg. Imprese di Rimini: 91 002 440 401
P. I.V.A.: 02 028 690 408
Capitale Sociale Eur. 120.000,00 i.v.
realizzazione siti internet