|
| NEWS - RASSEGNA STAMPA
|
LUNEDì 10 NOVEMBRE 2008
RS - Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI
— ADESSO è veramente dura. Durissima. Perché anche Reggio, una
tutt’altro che trascendentale Reggio, con Fultz in borghese e la stella
Young molto sotto tono, viene a banchettare al 105 Stadium, condannando
i Crabs alla quinta sconfitta stagionale (la terza consecutiva) su 6
opportunità, per un’ultima piazza condivisa sempre con Pavia, guarda
caso l’unica squadra che i granchi sono riusciti a battere. Ieri i
biancorossi hanno provato ad aggrapparsi a Scarone, ma in tanti hanno
steccato, a cominciare dagli americani. E sul volto dei giocatori
comincia a leggersi quella sfiducia che non racconta nulla di buono. C’E’ IL 17ENNE Melli, in avvio, nel quintetto reggiano, mentre Rimini
va con il solito starting five. Attacchi che stentano subito e
punteggio che procede molto, ma molto lentamente, con i Crabs che vanno
da Rinaldi nelle prime tre azioni della gara, ricavandone solo due
punti dalla lunetta. Mini-allungo degli emiliani (5-9), break di 8-0
dei biancorossi di casa sui timidi risvegli di Goss e McCray (13-9). Ma
l’incontro non decolla e al 10’ la proiezione sull’intero match sarebbe
un ben poco esaltante 56-44 per i romagnoli. Granchi che graffiano,
comunque, soprattutto tengono ai margini la coppa Usa della
Trenkwalder. E Young, oltremodo nervoso per qualche decisione
arbitrale, si ritrova con 3 falli dopo pochi vagiti del secondo
periodo. Crabs che si issano sul 19-11, mentre anche Melli ed Heinrich
accendono 3 lampadine rosse. Il momento sembra propizio, anche perché
Kesicki, dopo un primo passaggio anonimo, si avverte (7 punti in un
amen per il polacco). Però Reggio resta in scia e non appena Rimini si
inceppa ne approfitta per riportarsi a ridosso e addirittura sopra al
riposo, merito soprattutto di un Carra (già 13 a metà gara) che si
prende letteralmente la squadra sulle spalle. Ed è strano vedere gli
uomini di Marcelletti davanti con i mori ai minimi termini (4p in
cooperativa per Smith & Young con 1/7 dal campo). RIPRESA e il
match non ha ancora un padrone. I lunghi reggiani si caricano di falli,
ma Rimini non riesce ad approfittarne, anche perché Rinaldi, l’unico ad
avere un po’ di pericolosità interna, si ritrova a sua volta con 4
penalità sul groppone. Per i granchi si materializzano pure gli ormai
consueti patimenti a rimbalzo, col tenero Kesicki sballottato qua e là.
In qualche maniera i Crabs restano lì, nonostante la lucidità sia merce
sempre più rara (50 pari in apertura di quarto periodo). McCray
subentra a Gurini – cambio per nulla apprezzato dal pubblico – e
biancorossi che scivolano indietro (52-58). La confusione è totale,
tanto che su una rimessa dal fondo, con 4’’ da giocare, Rimini non
trova di meglio che portare Zanus al tiro da tre (sic!). Due
guizzi di Scarone tengono vivi i granchi (59-60, 3’40’’ al gong), poi
si arremba alla cieca. Rimini ancora a –1 con Goss (63-64, 1’28’’),
quindi lo stesso Goss spara un tiraccio dopo aver recuperato palla. E
Carra, a –40’’, imbuca con freddezza la tripla che fa sanguinare i
granchi.
GOSS 5. Qualcosa nel primo periodo, poi
tante scelte discutibili, con quei lunghi palleggi insistiti per
sparare la prevedibile bomba allo scadere dei 24’’. Bombe che,
peraltro, non esplodono quasi mai (17% da tre). Più di un errore anche
in fase difensiva, per un arido +5 di valutazione in 33’. SCARONE
7. Lavora forte sul temuto Young e lo fa deragliare, mentre in attacco
è attento a non andare sopra le righe, cercando sempre l’intuizione per
un compagno. Ed è sempre lui, quando la barca affonda, a mettersi in
proprio con quei 5 punti in un amen che fanno ancora sperare i pallidi
granchi. Chiude a quota 18 con appena 10 tiri tentati, 6 i recuperi, 4
gli assist. Unico neo: le 4 perse (una molta brutta, che regala un
comodo contropiede ai reggiani), ma il gaucho ha fatto il suo. McCRAY
5. L’ala gioca a nascondino nel match: ora c’è, ora non c’è. E le
‘sparizioni’ diventano sempre più frequenti, con ovvi problemi per i Crabs,
che avrebbero un tremendo bisogno dei suoi guizzi. Ingenuo in apertura
di ripresa, quando da un possibile recupero finisce invece per spendere
(malamente) il suo terzo fallo. E nella gara, di fatto, non ci entra
mai (solo 23’ in campo, +1 l’impalpabile valutazione). RINALDI
5,5. Parte volitivo, ma la fisicità dei lunghi reggiani lo costringe a
prendersi tiri un po’ sghembi. E invece di far uscire per falli i suoi
avversari, è lui l’unico ad avviarsi anzitempo alle docce. Cinque i
rimbalzi in 19’. KESICKI 5,5. In attacco qualcosa dà — 13p in 27’
con l’83% dal campo e il 100% dalla lunetta non sono certo da buttare —
ma dietro soffre in maniera tremenda, con quei 213 cm che rimangono nel
bozzolo, non escono mai allo scoperto. Non è pronto, poi, su un paio di
‘scarichi’ a centro area. GURINI 6. Il pesarese scalpita, rompendo
subito il ghiaccio con una bella penetrazione. Poi lotta a rimbalzo,
andando a raccattarne ben 5, migliore dei suoi in cooperativa. E quando
Galli lo richiama in panca, nel terzo periodo, i tifosi non la prendono
bene. Il ‘Guro’ casalingo, comunque, continua a piacere. Si attendono
conferme lontano da Rimini. MORENO 5,5. Ci mette energia (e falli), nei suoi 11’ anche una tripla sul ferro. DE POL 5. Ancora stenti, sofferenze. E quel benedetto tiro che non entra praticamente mai. ZANUS FORTES 5,5. Cinque rimbalzi in 13’, un paio di perse.
IL RAMMARICO è forte. Un’altra partita
casalinga non sfruttata, un altro stop in volata per una squadra che
rischia di ritrovarsi il morale sotto i tacchi. «Il momento è difficile
— ammette coach Galli nel dopo gara —. Cerco di aiutare i ragazzi, ci
alleniamo sempre con serenità e intensità, ma poi ci vorrebbero i
risultati a confortare il nostro lavoro. Quando si perdono le partite
punto a punto, si finisce per smarrire un po’ di fiducia. La classifica
è arida, ma noi adesso dobbiamo pensare solo alla trasferta di domenica
a Faenza. Contro Imola dovremo fare tutto quello che sappiamo», vuole
guardare avanti il tecnico dei granchi, che loda lo spirito dei suoi
giocatori («Magari non saranno stati sempre lucidi, ma i miei hanno
dato l’anima») e sostiene poi che «...i tiri della disperazione hanno
detto bene a Reggio, non a noi». I Crabs esibiscono inoltre un pessimo
4/18 da tre, per un 18% che si commenta da solo. «Abbiamo abusato un
po’ con le triple, era meglio dare più palloni dentro», osserva Galli. E
in effetti, con i lunghi della Trenkwalder carichi di falli, la logica
suggeriva di andare a cercare soluzioni sotto misura. Peccato solo,
però, che attualmente la pericolosità interna dei biancorossi sia poca
cosa, con Kesicki che tira in allontanamento, De Pol non la mette e
Zanus non tira proprio. Resta Rinaldi, ma ieri quando si è fatto a
‘sportellate’ con Infante e compagni il buon Tommy ne è uscito un po’
malconcio. E i Crabs hanno continuato a sparacchiare dall’arco. Con risultati desolanti.
- La Voce di Romagna - di Gabriele Nanni RIMINI
– Nostalgia dei bei vecchi film horror anni Ottanta? Quelli dei
mostriciattoli che si moltiplicano con l’acqua o delle case dalle
finestre che ridono? Compratevi il Dvd di Crabs-Reggio Emilia, ce n’è
per tutti i gusti. E di certo non si ride. Alla prima palla a due i Crabs
vanno col solito quintetto, mentre Reggio Emilia propone il 17enne
Niccolò Melli, nuova promessa del basket italiano. Rinaldi lo attacca
subito nelle prime tre azioni (ne esce fuori uno 0/2 al tiro e un 2/2
in lunetta), mentre in difesa Scarone si incolla sul temuto Alvin Young
e lo tiene bene. La gara è a dir poco orrenda, il ferro risuona in
continuazione (le due squadre chiuderanno il primo quarto con 8/24 al
tiro), gli schemi sono più intricati di una foresta di mangrovie e si
viaggia, tanto per cambiare, sulle iniziative personali. Kesicki non si
vede e non si sente (entrerà Zanus e sarà ben altra sostanza), ma con
qualche cesto di Goss e McCray Rimini tiene fuori la testa dalla melma
(14-11). Nel secondo quarto, in un match da lotta greco romana, con De
Pol, Zanus e Gurini in campo Rimini scappa anche, grazie alla sua
difesa (ottimi gli aiuti dei lunghi sui tentativi di entrata di Young)
e alla incapacità d’attacco di Reggio Emilia che impiega la bellezza di
3 minuti e mezzo per segnare i primi punti (dalla lunetta) e nei primi
15’ di gara segna appena 4 volte da campo. C’è Young che nel secondo
quarto ha già 3 falli e non segna mai, Melli addirittura ne ha 4,
l’altro americano (Smith) è inesistente e manca Fultz. Domina Rimini,
direte voi. No, perché dopo aver toccato il +8 (27-19) con un canestro
più libero realizzato di Kesicki, la squadra di Galli si perde nella
notte, viene crivellata da Carra (13 punti nel primo tempo) e con la
coppia americana che gli fa 4 punti con 1/7 al tiro nei primi 20
minuti, riesce addirittura a chiudere sotto all’intervallo (31-32).
Brutto segno. Come brutto segno è il terzo quarto, un periodo chiave
nell’esito di una gara. Kesicki sotto canestro è più morbido di una
Fruit Joy (tu resistergli non puoi? Eh, magari…), Rinaldi si carica di
falli e De Pol, seppur dia qualcosa in difesa, in attacco non ne
indovina mezza, mentre dall’altra parte sale in cattedra il
diciassettenne Melli che comincia a mettere morbide sospensioni in
arresto e tiro e a fine terzo quarto - che Rimini chiude sotto di 2 -
ha già 10 punti. Inizia l’ultima frazione e Galli opta per tenere a
sedere i due americani (Goss e McCray) e ci si chiede chi possa
segnare. Va bene all’inizio che Reggio Emilia non ne azzecca una con
Infante, tra assist improbabili tre metri sopra il ferro e azzardi uno
contro uno vicino a canestro, ma poi alla lunga i granchi perdono la
maniglia. Galli toglie Gurini e fa entrare McCray: il pubblico fischia
sonoramente. Dall’uscita di Gurini i Crabs si vedono trafitti da
Maestrello (tripla del +4 Reggio a -6 minuti), da Infante, da Melli. Ci
può salvare solo Germano, si sentenzia ed eccolo lì, 5 punti in fila
per riportare Rimini in scia (59-60 a -3’41”), ma Young inventa una
sospensione assurda lato a canestro (59-64) e ci pensa Gurini a tenere
i suoi incollati lì. Con Rimini a -3 a circa 70” dalla fine Carra perde
palla in attacco, concede il canestro del -1 a Goss e sulla rimessa
Reggio fa sfondamento in attacco. In pratica, consegna la partita in
mano a Rimini; ma i Crabs sprecano l’occasione con una scellerata
tripla sul ferro di Goss (centomila palleggi sul posto e poi tiro da
marcato: boh?) e sul ribaltamento di fronte Carra si fa perdonare da
Marcelletti segnando la bomba della vittoria (63-67) a 40” dalla fine e
spedendo i granchietti in crisi profonda.
Ma allora era vero, non era una Urban Legend. Si diceva che l’assenza di Fultz per Reggio
Emilia non fosse poi così un disastro perché Marco Carra, play di
riserva del figlio del mitico Kociss, avrebbe avuto più spazio per dire
la sua. Alla faccia del dire la sua, ha deciso lui la partita e l’ha
fatto con un carattere che fa parte del restina reggiano. Spiegamo ciò
che poi abbiamo già scritto in cronaca. Gli ospiti hanno la partita in
mano, attaccano in vantaggio di 3 puntio a 70” dalla fine e sono in
pieno controllo: qui Carra si perde, palleggia male, cerca un gioco a
due con Infante, s’incarta e finisce per perdere palla concedendo a
Phil Goss un comodo canestro in contropiede per portare Rimini a -1.
Poi, mentre Reggio sta per rimettere da sottocanestro, lo stesso Carra,
frustrato, per liberarsi fa fallo in attacco. Palla a Rimini
che può passare in vantaggio. Un disastro. Ma Carra ha un carattere da
leone e dopo due azioni del genere che moralmente avrebbero steso si
prende il tiro frontale da tre della vittoria e lo mette. Come chiude?
Con 20 punti, 3/6 da tre, 9/9 in lunetta.
di Matteo Peppucci RIMINI – La
vittoria più importante, nel giorno più brutto. Per Franco Marcelletti
è un post partita stranissimo: il successo scaccia crisi della sua Trenkwalder
arriva nel giorno in cui 5 casertani, 3 ragazzi dell’Under 15 e due
dirigenti, perdono la vita a causa di uno spaventoso incidente nel
salernitano. “Dedico a loro la vittoria – si commuove il Prof –
perché è una tragedia immane, conoscevo tutte le persone che sono morte
e sono vicino al cordoglio delle loro famiglie e di tutta Caserta, che
è la mia città e sta vivendo un incubo vero e proprio. Il mio pensiero
va a quei ragazzi meravigliosi, morire così è assurdo”. Diventa
persino surreale parlare di un match che la Reggiana ha meritatamente
vinto pur non brillando particolarmente. “E’ vero, ma si sapeva che
sarebbe stata una sfida delicata perché entrambe le squadre venivano da
una settimana pesante, noi forse anche esagerata tra polemiche e
accuse. Ringrazio i ragazzi che hanno dimostrato carattere e si sono
compattati, più di altre volte si è visto che qui remiamo tutti dalla
stessa parte”. Un exploit nato nel primo tempo, quando i reggiani tenevano bene le sfuriate dei Crabs per poi prendere un vantaggio che è stato gestito al meglio nel finale. “Abbiamo
vinto perché la distribuzione offensiva è stata ottima – analizza
Marcelletti – e questo è confermato dai 5 giocatori in doppia cifra più
i 9 punti di Infante”.
RIMINI – Il volto segnato, il pieno di rammarichi e la sensazione che nemmeno lui sappia esattamente cosa manca a questi Crabs
per vincere una partita punto a punto. L’ennesimo scivolone interno, il
terzo su quattro al 105, che sprofonda i Crabs nella crisi, stavolta
nasce dalle raggelanti percentuali dei biancorossi, anche se
sull’impegno non si può dire nulla, e questa cosa forse acuisce ancor
più il pessimismo. “I ragazzi hanno dato l’anima, mostrando un intensità e un
carattere sui quali non posso sindacare niente – comincia Massimo Galli
– Siamo stati magari poco lucidi in certi frangenti, e abbiamo abusato
del tiro da tre con percentuali insufficienti (4/22, 22%, ndr) invece
di andare di più nel colorato dove invece siamo spesso riusciti a
costruire cose positive. Tirando così, è praticamente impossibile
vincere, anche con 17 conclusioni in più a disposizione (60 a 43,
ndr)”. Il problema però non è solo quello. Ancora una volta Rimini aveva
cominciato bene, difendendo alla morte e raggiungendo il + 8 al 12’:
nel momento di cavalcare l’onda, un paio di perse consentivano a Reggio
Emilia di rientrare con tiri liberi e contropiedi. “E’ vero – ammette Cedro – dobbiamo migliorare nella gestione dei
vantaggi, nell’oculatezza delle scelte in certi frangenti, anche se
‘certe cose’ si fa fatica ad allenarle. Anche stasera (ieri, ndr)
avremmo dovuto chiudere sopra di 5-6 punti i primi venti minuti, e
invece ci siamo ritrovati sotto”. Benino a rimbalzo, bene in difesa (49% dal campo per Reggio), ma
malissimo in troppi tenori. In primis Goss e McCray, abulici e
improduttivi. Se i due Usa giocano così, gli spettri aleggiano
veramente più forti. “Hanno tirato male, ma Chris è stato condizionato dai falli,
subito 2 penalità e poi altre due, non ho potuto fare altro che
reinserirlo solo a 8’ dalla fine. Goss si è sbattuto, ha difeso e
pressato come un leone. Non mi sento di buttargli la croce addosso,
sono convinto che è questo l’atteggiamento giusto per migliorare. Alla
fine commentiamo un altro ko in volata, con due tiri assurdi di Young e
Carra andati a segno senza ritmo. Ci serve una vittoria per sbloccarci,
la classifica è problematica ma se cominciamo a deprimerci cadiamo in
una spirale negativa che non ci porterebbe a nulla. Serve serenità per
venirne fuori, mi impegno coi tifosi e prometto che lavoreremo sempre
più forte. Alle porte c’è un derby che vogliamo vincere”.
SCARONE 6.5 Si può disquisire fino
all’eternità sulla sua compatibilità con Goss, ma lui almeno quando
conta fa canestro, e riapre da solo un match già chiuso a 2’ dal gong.
Magari spesso palleggia troppo, ma difende come un leone, si prende
tiri solo quando vede che gli altri non segnano mai (6/10, 6 recuperi,
5 rimbalzi) e sputa l’anima in campo. L’ultimo baluardo. GOSS 4.5
Giusto appunto. Lui comincia bene, e si spende come un pazzo nella
pressione sui portatori altrui. Ma non la mette mai, e quella gestione
sul -1 a 1’ dalla fine è da pazzi, con una bomba forzata che non prende
nemmeno il ferro (4/12, 6 recuperi e 4 perse). Non è sereno, non fa la
differenza, non incide. Intristito. MORENO 6 Fa quello che deve
fare, difende e fa stancare i play avversari. Aspettarsi di più,
adesso, non ha veramente senso. Soldatino. DE POL 5 E’ lo specchio fedele del momento dei Crabs.
Ci prova, si tuffa, sbava, sbraita. Ma proprio non ce la fa, nemmeno in
una vasca da bagno, nemmeno in sospensione da 3 metri (1/6, -1 di
valutazione). Vorrei ma non riesco. MCCRAY 4.5 Si gestisce
malissimo, tutti i falli che fa sono quasi inutili perché a metà campo
nel tentativo di recuperare palla. Poi ovviamente perde il ritmo, ma
prima si mangia almeno 3 lay up in solitario e dopo, invece che
buttarsi dentro, sparacchia senza costrutto da fuori (5/13, 3 perse).
Più bello che utile? ZANUS FORTES 6 Anche lui esegue discretamente
le consegne (5 rimbalzi), sportellando con Heinrich che di fatto non si
vede mai. Lui è il contorno, i carboidrati vanno cercati altrove.
Complemento. RINALDI 5 Un passo indietro netto rispetto ai
miglioramenti recenti. Torna falloso e disconnesso, si perde spesso sia
Melli che Infante ed è impreciso quando riceve e si gira (2/6, 5
rimbalzi). Stop&go. GURINI 6 L’energia è il suo pane, la
voglia di fare la sua motivazione. Lo fa, non sempre con lucidità, ma
di sicuro profondendo una cattiveria che in pochi altri hanno (2/4, 5
rimbalzi). Elettrico. KESICKI 6 Prende pochi rimbalzi? Vero, ma
continuerà a prenderne pochi. Inutile pensare che sia quello che non è:
quando alza la mano segna (5/6), quando si mette nel mezzo recupera (4
rubate). Ma non è un pivot, punto. Minority Report.
Condividi su:
|
|
|
|
|