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NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDì 11 NOVEMBRE 2008

RS
- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Si salvi chi può. Altro che “capatina ai playoff”, in casa Crabs, dopo 6 giornate, lo spettro della B1 è quanto mai inquietante. La sconfitta con Reggio Emilia, terza su quattro match casalinghi e terza consecutiva, apre una voragine di polemiche e di problemi che fin da principio sono emersi in un gruppo incapace di cavalcare l’onda. Un gruppo al quale manca sempre qualcosa.
“Purtroppo è così – non si nasconde German Scarone – e se non risolviamo al più presto le lacune, si fa maledettamente difficile perché perdere toglie fiducia ed entusiasmo. Se sono preoccupato? Certo, lo sono sempre quando le cose non vanno. Ma piangersi addosso e cercare il capro espiatorio non serve a niente, bisogna fare quadrato e ripartire dal derby con Imola”.
I problemi sono tanti, talmente variegati che per affrontarli tutti servirebbero pagine e pagine. Quello più evidente è l’incapacità dei Crabs di cavalcare l’onda: come contro Sassari, una buona partenza e un vantaggio discreto (19-11 all’11’) sono stati sciupati senza colpo ferire, con una serie di stupidaggini assurde in attacco. Contropiedi gettati via, passi, sfondamenti. E relativi contropiedi avversari.
“Ci manca un po’ di cinismo e malizia, tanti giocatori sono giovani e devono crescere. Non riusciamo proprio a cogliere l’attimo – conferma il gaucho – così come non riusciamo a concretizzare tutto ciò che produciamo. Anche contro Reggio siamo partiti forte, difendendo duro, prendendo possesso dei tabelloni, ma ci siamo ritrovati con un pugno di mosche in mano e addirittura sotto di 1 all’intervallo. Questa poca lucidità ci costa le partite”.
Non solo la poca cattiveria, ma anche qualche enigmatico equivoco di fondo. Uno dei quali riguarda proprio German, alla fine della fiera il migliore domenica scorsa (18 punti con 6/10 al tiro, 6 recuperi e 4 assist, più il quasi annullamento difensivo di Alvin Young). Per molti l’incompatibilità tra lui e Goss è irrisolvibile. Sono due playmaker, non possono coesistere.
“E’ assurdo – si arrabbia il capitano – e mi sono anche stancato di rispondere a queste domande. Avere più di un giocatore pericoloso in attacco è un vantaggio, non un limite. Io e Phil non abbiamo nessun problema, personalmente mi sto concentrando sulla fase difensiva lasciando spazio a lui e a McCray in attacco. Mi sono preso dei tiri nel finale perché i compagni mi cercavano. Alle volte dagli spalti queste cose non si avvertono”.
Però è innegabile che i troppi palleggi reiterati, ora di Scarone, ora di Goss, finiscono per fermare i giochi creando alla fine dei tiri forzati. Ma qui probabilmente la colpa è di chi non si sa muovere senza palla.
“Lo dici tu, non io – abbozza German – ma se io palleggio è perché nessuno è libero e a quel punto non so che fare: abbiamo già cominciato a inserire nuovi schemi a termine, ci vuole tempo per apprenderli completamente. Contro Reggio McCray è stato limitato dai falli, Goss invece non stava benissimo perché non ha mai attaccato il ferro. La colpa è di tutti, questi pseudo dualismi non esistono”.
Sarà il caso di dimostrarlo subito, allora. A partire dal derby con Imola di domenica prossima, un crocevia già decisivo per le speranze di salvezza dei Crabs.
“Non ci sono se, al PalaCattani dobbiamo vincere. Anche 50-49 all’ultimo secondo, ma si deve vincere. Questa squadra non è da B, un successo coi cugini ci farebbe svoltare ne sono convinto”.

RIMINI (ma.pep) – Da dove cominciamo? Dalla morbidezza dei due americani? Da minutaggi che paiono almeno opinabili? Dall’ennesima dimostrazione di poca compattezza? O dall’incapacità di indirizzare le partite casalinghe nel verso giusto? Talmente tanti, i perché della crisi Crabs, che nascono forse da un paradosso estivo.
Scarone – Goss Eccola qua, la “bega” è servita. C’era una volta il dilemma Scarone – Whiting, poi ci fu quello Scarone – Pickett, ma siccome si vinceva andava bene lo stesso. Adesso c’è l’equivoco di due playmaker innamorati del pallone che si pestano i piedi.
Siccome a Siena giocano insieme McIntyre, Sato e Domercant, non propriamente tre “gregariotti”, questi discorsi lasciano il tempo che trovano. Piuttosto si può discutere sul ruolo: nel triangolo non esiste un vero play, ma qui di triangolo se ne vede poco perché nessuno, a parte Gurini, sa muoversi senza palla. Eccolo, il paradosso: pensare che la colpa sia di chi palleggia, quando invece è di chi non si muove. McCray sta sempre fermo, Kesicki riceve palla a 7 metri dal ferro. Che questo gruppo non sia portato per giocare il triple post offense?
Teste calde Detto che la difesa contro Reggio ha tenuto (quanti punti bisogna subire in casa per vincere? 50?) e a rimbalzo si è prevalso, le percentuali da tre (4/22, 18%) sono state il dato statistico che ha condannato Rimini al ko. Ma se non entrano le triple, perché non buttarsi dentro? E’ mai possibile che Goss e McCray, con le gambe che hanno, non si guadagnino nemmeno 1 tiro libero? Meditate gente, meditate.
Sesto uomo Diciotto minuti per Sandro De Pol, 20 per Giacomo Gurini. Qualcosa non torna. L’ex Varese, ora come ora, non aiuta la squadra. Non deve fare canestro (ma se fa 1/6 è comunque un disastro), dovrebbe difendere, prendere rimbalzi e dare leadership. Non fa nulla di tutto questo. Giacomo Gurini invece da equilibrio, si sbatte, ed è l’unico a muoversi senza palla. A lui va dato più spazio. E da qui partono le accuse alla gestione tecnica: Massimo Galli, per chi scrive, ha colpe comunque relative, nel senso che anche contro Reggio la partita era stata preparata bene, per poi perdersi per strada a causa di sciocchezze commesse da chi va in campo. Poi possiamo discutere sul carattere di Cedro, ma questo è un altro discorso. Non serve urlare e sbraitare per farsi valere. Chiedetelo ad Ancellotti se non ci credete.

RIMINI (ma.pep) – Tornano al lavoro oggi, i Crabs di Massimo Galli, che per forza di cose dovranno vincere il derby del PalaCattani contro i cugini imolesi (domenica prossima, ore 18.15) se non vorranno ritrovarsi a meno 6 da una potenziale rivale per la salvezza. Da verificare le condizioni di Pinton (nei dieci per onor di firma contro Reggio ma ancora dolorante al collo del piede destro), Scarone e Zanus Fortes, entrambi sofferenti per vecchi acciacchi.
Provvedimenti disciplinari I Crabs sono stati pure multati di 300 euro per offese collettive sporadiche del pubblico agli arbitri, come tra l’altro la stessa sanzione è stata presa per la Trenkwalder Reggio Emilia. La mano pesante del giudice ha punito però Roseto, che per gli stessi motivi di cui sopra ha ricevuto un ammenda di 1.467 euro, più altri 1.000 euro per “ritardato arrivo dell’ambulanza”. 1.333 euro alla Fastweb Casale, per “offese agli arbitri e al coach avversario Andrea Trinchieri”, a sua volta ammonito per proteste plateali contro i fischietti a fine gara.
La Cimberio Varese, invece, è stata multata di 1.333 euro per “manifestazioni ispirate a discriminazione razziale nei confronti di un tesserato della squadra avversaria (Otis George, Reyer Venezia)”. Meglio non commentare.

- Il Resto del Carlino -

di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — HA LOTTATO, segnato, difeso, incitato i compagni e il pubblico affinché pure loro si mettessero in partita, ma alla fine è stato tutto inutile, nemmeno il gran prodigarsi di German Scarone ha potuto evitare ai Crabs l’ennesima caduta in questo tribolato avvio di stagione. E il gaucho, che ne ha viste davvero tante nel mondo dei canestri, non è tipo da sentirsi tranquillo solo perché il suo l’ha fatto. Anzi, la rabbia è vieppiù maggiore. «Alle 5.45 guardavo ancora la sveglia, praticamente non ho chiuso occhio per tutta la notte», rivela il play, che con 36’ è stato il più spremuto da coach Galli, alla faccia dei minuti-qualità pronosticati alla vigilia del campionato. Un German che, lui baciato dal talento offensivo, si è sacrificato anche stavolta dietro, azzannando da subito e spingendolo fuori dal match Alvin Young, la freccia più avvelenata dell’attacco reggiano. «Ero già riuscito a fare un buon lavoro su Childress a Varese, evidentemente mi sto specializzando ad annullare gli avversari più forti...», prova a scherzarci su Scarone, comunque consapevole di come i suoi granchi abbiano gettato via un’altra occasione favorevole. Crabs che in quattro esibizioni casalinghe hanno rifilato quasi un ‘trentello’ a Pavia e per il resto hanno perso tre incontri in volata. Segnale che qualcosa non va quando si tratta di gestire i palloni più delicati. «Ci serve più fiducia — ribatte il capitano —. Se certe cose le facciamo bene in allenamento e nelle amichevoli, possiamo e dobbiamo farle anche nelle partite ufficiali. Senza aver paura».
CONTRO Reggio Emilia troppo spesso i Crabs si sono accontentati delle soluzioni dalla distanza ed è chiaro che, quando si spara un modestissimo 4/18 da tre, tutto diventa più difficile. «Vero, dovevamo ‘muovere’ di più la palla, cercare le penetrazioni, qualche servizio dentro l’area», concorda German. Nell’ultimo match perso, poi, salta agli occhi lo scarno apporto dei due americani. Phil Goss e Chris McCray, due tipi che in cooperativa producevano mediamente 35 punti, domenica si sono arenati a 20 con un insufficiente 9/25 dal campo. E, cosa più unica che rara, nessuno dei due è riuscito ad affacciarsi in lunetta, mentre nelle 5 precedenti uscite gli Usa avevano raggranellato rispettivamente 20 (Goss) e 22 tiri liberi (McCray). Una statistica che ci racconta come i due non abbiano attaccato il canestro. E se pure gli statunitensi si chiamano fuori, per i granchi la notte si fa ancora più buia.



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