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BASKET RIMINI CRABS40
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Zepa Marostica34
Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
Officine Creative Montegranaro32
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GSA Udine18
Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

MERCOLEDì 12 NOVEMBRE 2008

RS
- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Con due fredde righe, polverizzato un rapporto di 6 anni. Con due fredde righe, il Basket Rimini ha comunicato la decisione di esonerare Massimo Galli, ricorrendo al suo posto all’esperienza ventennale di Giancarlo Sacco, pesarese di 51 anni, amicissimo di Giampiero Ticchi e profondo conoscitore della realtà cestistica riminese.
Una decisione difficile, per certi versi paradossale e controversa, se si pensa che l’ultimo coach esonerato, da queste parti, era stato Tony Trullo, licenziato il 16 dicembre 2002 dalla famiglia Capicchioni, allora proprietaria dei Crabs, per far posto al turco Murat Didin.
Da li in poi, si era sempre tenuta la linea conservativa, anche quando l’allenatore era effettivamente il principale responsabile dei problemi. Capitò con Becirovic e con Paolo Rossi, che salvarono le panchine non si sa bene per quale motivo, visto che disponevano di gruppi da potenziale promozione e si ritrovarono sempre con l’eliminazione, triste, al primo turno dei playoff.
Stavolta no. Massimo Galli ha pagato una situazione di classifica subito difficile – ultimo posto in coabitazione con Pavia a quota 2 punti, con 1 solo successo di fronte a 5 ko – l’incapacità dei suoi Granchi di cavalcare l’onda, di dare un seguito la domenica al lavoro settimanale, e la sensazione di impotenza e tristezza ogni qual volta si presentava la prima difficoltà.
“E’ stata una decisione difficilissima, non ci ho dormito la notte – esprime la sua amarezza Adriano Braschi – ma qualcosa andava fatto, serviva una sterzata, una svolta per impedire che sprofondassimo in una spirale di tristezza e di sfiducia. Galli è stato scelto da tutti i membri della società, per cui è una sconfitta anche nostra. Ma in questo momento pensiamo che serva un cambio al timone, e che Giancarlo Sacco rappresenti la migliore soluzione possibile”.
Un duro, Sacco. Uno che mette dei paletti, che “gioca” un basket lineare, pulito, classico, che spreme tanto dai titolari e il giusto dalla panchina. In pratica, rispetto al binomio Ticchi – Galli, è come passare dal giorno alla notte.
“Non mi interessa come gioca la squadra – continua Braschi – mi interessa che diverta il pubblico e vinca, e ultimamente non faceva ne una cosa ne l’altra. Sacco conosce bene la nostra realtà, ha già visto diverse volte la squadra all’opera, e sa benissimo cosa vogliamo da lui. Entusiasmo, disciplina, vittorie: restiamo convinti che il roster non valga assolutamente la classifica che ha, non cambieremo nessun giocatore. Resti ben inteso che adesso la squadra non ha più alibi, voglio vedere attributi, cattiveria e bava alla bocca”.
Motivazioni psicologiche, quindi. La convinzione che Massimo Galli non fosse più seguito dal gruppo, che non fosse in grado di restituire entusiasmo a una squadra in evidente difficoltà di personalità. Il coach varesino esce di scena in tutti i sensi, non ricoprirà più nessun ruolo nemmeno all’interno di quel settore giovanile che, dopo la diaspora carassiana, aveva contribuito a risollevare.
“L’ho comunicato io a Massimo – dice il gm Renzo Vecchiato – ed è stato qualcosa di terribile, noi siamo amici ma qui l’amicizia non centra, qui c’è da sollevare una situazione grave e la società va oltre alle persone. Mercato? Assolutamente no, il gruppo è valido, Sacco lo ha sposato in pieno. A Imola vogliamo vincere, adesso le scuse sono finite per tutti”.

Originario di Pesaro, 51 anni, Giancarlo Sacco muove i primi passi di allenatore nei primi anni Ottanta. Nel 1984 sostituisce Donald Casey alla guida della Scavolini con cui conquista finale scudetto e Coppa Italia. I risultati gli valgono il premio di “Allenatore dell’anno”. Nell’ '87 inizia una nuova esperienza a Livorno e due anni dopo, nell’ '89, accetta la proposta di Varese. Dal 1991, per tre stagioni, allena in Sicilia (Trapani e Marsala), quindi a Cantù ed in seguito a Fabriano (’97).
Dopo una parentesi ancora a Pesaro, allena Ragusa, Osimo e Trapani.
Nelle ultime due stagioni ha allenato in LegaDue l’Edimes Pavia, raggiungendo nel 2006/2007 la finale playoff contro la “sua” Pesaro e uscendone sconfitto per 3-1 dopo l’exploit in gara1 all’Adriatic Arena e la famosa gara3, a Pavia, perduta al supplementare dopo che Francesco Basei sbagliò 2 tiri liberi a tempo scaduto alla fine del regolamentare. Allenatore classico, che ama il basket lineare e i ruoli predefiniti, è un duro, se vogliamo un sergente di ferro per certi versi. Ieri ha diretto il suo primo allenamento, prima del quale, negli spogliatoi del 105 Stadium, Vecchiato e Braschi hanno tenuto a rapporto la squadra. Sacco verrà presentato oggi, alle 14 dopo l’allenamento di mezzogiorno dei Crabs, nella sala stampa del 105.

VOTO 10 a Joel Salvi, l’Uovo di Pasqua buono al posto della piada dei morti (28 punti, 11/15 al tiro, 7 rimbalzi, 6 recuperi, 2 assist, e l’assassino di Kennedy in post serata). Di fronte al bel bulbo di Elton Tyler, il sosia di Gheddafi jr si ribella spiegando che le treccine contano magari il sabato nelle disco di Pistoia, ma non la domenica nei sobborghi di Scafati. Li è meglio il paradenti. Angeli nel ghetto.
VOTO 9 alla riapertura della Farm jesina, dove per l’occasione, visto che arrivava “Big Ezugwu il Franco Trentalance della LegaDue”, il Maggiolone cabriolet diventa “decoltè”, trasformandosi in Natalia Bush con due di picche annesso (26, 5/7 da tre, 9 rimbalzi). Ti piacerebbe, vero?
VOTO 8 a Federico Pugi (18 con 7/10 al tiro e 4 rimbalzi) e Matteo Canavesi (8 e 7 rimbalzi), perché ricordino che qui si da a Cesare quel che è di Cesare. Se fai ridere e non sposti la virgola stai laggiù, se fai canestro e decidi le partite piombi quassù. Lasciamo perdere Buffa e Tranquillo, altrimenti potremmo parlare di Kobe e Lebron. Uno, nessuno e centomila.
VOTO 7 a Marco Carra (20, 9/9 ai liberi), il polpastrello della discordia. Qualcuno diceva “evirarne uno per educarne cento”, lui invece ne salva uno (Marcelletti) condannando l’altro (Galli) con una preghiera senza senso da 10 metri che gli dei del basket accolgono senza pietà. E se quel tiro fosse uscito? Grazie di tutto Cedro, purtroppo la vita non è un film.
VOTO 6 a Jerome Allen, alla faccia del “non è il salvatore della patria” e altre menate simili (18, 5 perse e 2 assist). Sarà il caso di vincere qualche partita e protestare di meno, altrimenti la patria resterà li e a salvarla ci penserà qualcun altro. Bambolina e barracuda.
VOTO 5 a Troy Ostler, perché c’è modo e modo di perdere, e farlo facendosi deridere da tal Marco Pazzi è un qualcosa di inquietante. Mentre questo diventa il Grgurevic del medio adriatico, il bel Troy sbaglia anche i 2+2 (4/13 dal campo, 1/4 ai liberi), aiutato dal solito Bagnoli che capisce, e per davvero, perché la Canalis preferisce quelli neri come Bryan. Metronotte.
VOTO 4 alle pochezze di Venezia - Varese, tra gente che sarebbe meglio rinchiuderla e buttare via la chiave (Rombaldoni, 1/6 e 6 perse), altri che ormai invece di evadere si fanno tanare col lenzuolo abbassato (Green, 3/10), e altri, sugli spalti, che ululano cori da idioti quali sono in un mondo mai migliore finché ci sarà gente così. Poverini.
VOTO 3 a Phil Goss (4/12, 4 perse), Chris McCray (5/13, 3 perse), e l’ossessione di sto “triangolo” che qualcuno si ostina a cercare come un allupato il venerdì mattina alle 4. Ve lo darà Sacco, uno che il triangolo lo usa al massimo se fa il “ciocco” con la macchina, il teorema giusto. Constatazione amichevole? Mica tanto…
VOTO 2 a Stefano Salieri e all’Edimes Pavia, un casino tale che in confronto quelli “belli, giovani e abbronzati” si raccapezzano meglio. Cinciarini è in catalessi (1/7, 7 perse), Colussi ha le sue cose (1/4), Antinori gioca con gli altri, Evangelisti non gioca proprio. Yes, we can. Si, se ne hai un’idea. Se no stai pure a casa.
VOTO 1 al trio della settimana, Sergio Plumari (0/1, 2 falli, -2), Franco Migliori (0/1, 1 persa, -2) e Pietrone Bianchi (0/1, 2 perse, 5 falli). Ragazzi, ma un giro a Oltremare non era meglio? Turisti per caso.
VOTO 0 al video poker di casa Vanoli, meglio una briscola all’osteria se i risultati in sala giochi sono questi. Piuttosto che Troy Bell (3/12, 4 perse, -5, il cucù di Hatten nei denti), Francesco Basei (-1), Marco Cusin (1/4, -1, lo spazzolone di Killingsworth) e Quad Lollis (2/12, 3 perse), meglio l’autista del pullman, che prima te ne vai prima fai bella figura. Insert coin?

- UISP

MARECCHIA
Risultati: Autopronti – Bellaria 97-63, La Posada – Taz Viserba 72-45, Locanda Abruzzese – Villa Verucchio 74-52, Giorgia T.P. – Sharks Villa Verucchio 83-68.
Classifica: Autopronti, La Posada e Giorgia T.P. 6; Locanda Abruzzese 4; Bellaria 2; Sharks, Villa Verucchio e Taz 0.
CENTRAL
Risultati: Prima o Poi – Rose & Crown 62-60, Victoria Ideal – Lokomotiv 63-56, Panzini Tim – Marlow 86-82, Lord Nelson – Titanka 42-74.
Classifica: Victoria Ideal e Panzini Tim 6; Rose & Crown e Prima o Poi 4; Marlow e Titanka 2; Lord Nelson e Lokomotiv 0.
AUSA
Risultati: Petroltecnica – Pizz. Acqua e Sale 76-54, Scaples – Rist. Al Granchio 71-56, Young Guns – Ferramenta Riminese 66-39, Vecchia Guardia – La Brocca 57-56. Riposava Cus Rimini.
Classifica: Petroltecnica 6; Scaples e Vecchia Guardia 4; Ferramenta Riminese, Rist. Al Granchio, Scaples, La Brocca, Vecchia Guardia e Cus e Young Guns 2; Pizz. Acqua e Sale 0.
CONCA
Risultati: Barrumba – Misano Basket 76-51, Nuova Bontempi – Free Basket 38-59, Skizzo – Nuovo Fiore Riccione 74-71, Rhinos Morciano – Sanpatrignano 47-63.
Classifica: Free Basket 6; Sanpatrignano, Rhinos, Barrumba e Skizzo 4; Nuova Bontempi 2; Nuovo Fiore Riccione e Misano 0.

RIMINI – Sono rimaste “solamente” in 8, senza l’onta della sconfitta. Altre 8 invece non hanno ancora conosciuto il bel sapore della vittoria, mentre le altre si barcamenano in un equilibrio pazzesco, come al solito marchio di fabbrica del campionato Uisp di basket. Attenzione agli Scaples di Miserocchi, che fanno terribilmente sul serio e si candidano a vera sorpresa della stagione, mentre le favorite d’obbligo – Free Cattolica, Posada e Petroltecnica – continuano nella loro marcia trionfale. Miglior bomber di giornata Baldinini, del Barrumba, che sfodera 31 caramelle per annientare il Misano. Ufficialmente in crisi, invece, il Marlow di Agnello e Bernardi, al secondo ko consecutivo, e la Brocca del neo Michele Ugolini, sorpresa e non poco dalla fierezza di una Vecchia Guardia degna rappresentante dello spirito Uisp.
Marecchia  Un triumvirato al potere, e un altro tris ancora a secco. I campioni in carica della Posada asfaltano senza alcuna pietà pure il simpatico Taz Viserba (Gregori 28, Lucchi 20) mentre è decisamente ben fornito, l’arsenale dell’Autopronti, che col solito mitragliere Tassinari (27) sfiora quota 100 nella devastazione di un Bellaria sorretto da Maraldi (15). A punteggio pieno pure il Giorgia T.P., abbastanza comodo sugli Sharks: sia Scranni che Semprini ne mettono 22, ma quelli di Simone contano di più. A ridosso delle prime, resiste la Locanda Abruzzese di Murattini (17), che non da scampo a un Villa Verucchio un po’ spuntato (Ottaviani 17).

Central   Qua la situazione è più complicata e intricata, anche se continua la bella storia del Victoria Ideal, in testa al gruppo con le triple di Camporesi (22) a punire un Lokomotiv che si presenta con soli 4 giocatori e fa pure troppo (Costantini 17). Illibato pure il Panzini Tim, che dopo essere sprofondato a meno 18 nel primo tempo, corona la sua rimonta e ufficializza la crisi del Marlow (20 per il nuovo Gamberini) con la solita classe di Andrea Vandi, 29 e passa la paura. Nella guerra tra Prima o Poi e Rose & Crown, la spunta l’ex Cm Clima di Nicoletti (22), anche perché Sergiani (13) non basta. Nelle retrovie, primo sigillo del Titanka (Gemmani 24), che passa nella tana di un Lord Nelson troppo morbido (Valentini 20).
Ausa  Due al comando, anche se una, la Petroltecnica, ha all’attivo un match in più degli Scaples. Capanni, play tostissimo, ne mette 18 e la Pizzeria Acqua e Sale di Clementi (20) rimane senza cena, mentre coach Mandu si fa esaltare dalla classe di Fabrizio Miserocchi, altri 22 e altro hurrà degli Scapoli contro il Ristorante Al Granchio (Maurenzi 20, i fratelli Carlini ci sono ancora?). Il colpo grosso, però, è tutto dell’inossidabile Vecchia Guardia, che ferma la corazzata Brocca dei vari Ugolini, Gaudenzi e Bronzetti (11) col collettivo e la foga dell’eterno Zagaglia (13). Sorridono gli Young Guns (Casadei 11), a valanga sulla Ferramenta Riminese (Zanini 22).
Conca  Eccolo la, solo davanti a tutti. E’ del Free Basket Cattolica, la prima fuga stagionale: 13 punti di Mattei bastano e avanzano per passare nel fortino della Nuova Bontempi (Biondi 8) e staccare i Rhinos Morciano, fermati in casa da un Sanpatrignano che pare essere più forte del passato recente. Ottimo successo per il Barrumba, che con gli strali di Baldinini, 31, mette a tacere le voglie del Misano (Bordini 28), mentre tra Skizzo e Nuovo Fiore è spettacolo e punto a punto esasperato, risolto per i padroni di casa dal play Bascucci (22), col riccionese Biagini (18) comunque protagonista di un bel match.

Il Resto del Carlino

di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI - MASSIMO Galli non è più l'allenatore dei Crabs. La società lo ha sollevato dall'incarico all'indomani della sconfitta casalinga con Reggio, anche se solo ieri mattina l'esonero ha avuto i crismi dell'ufficialità. Al suo posto Giancarlo Sacco, (nella foto) sanguigno coach pesarese di 51 anni che in carriera ha disputato due finali scudetto (con la 'sua' Scavolini nell'ormai remoto '85 e con Varese nel '90). Nella primavera 2007, invece, il tecnico marchigiano - che risiede a Gradara, a due passi dalla farmacia di famiglia dell'amico e collega Giampiero Ticchi - condusse nella finale playoff di Legadue la sorprendente Pavia, poi battuta da Pesaro. Un esonero abbastanza inatteso, nonostante la partenza dei granchi avesse lasciato a desiderare dal punto di vista dei risultati (1-5, lo ricordiamo, il bilancio, per un'ultima piazza a braccetto con l'Edimes Pavia). «No, me l'aspettavo, ero pronto a questa eventualità - dichiara Galli -. D'altronde quando non ci sono i risultati funziona così, è l'allenatore a pagare. Personalmente mi sento sereno, non sono arrabbiato con nessuno. La mia serenità deriva dalla consapevolezza di aver dato il 100%. Magari mi dispiace di non essermela potuta giocare con squadre più alla portata, in fin dei conti ho perso con Jesi, Casale, Varese, Sassari e Reggio, tutte realtà di prima fascia, e senza sbracare mai, mentre con Pavia abbiamo vinto di 30». GALLI paga, dunque, per tutti in questo momento di crisi, anche se la sensazione era che il gruppo fosse ancora sotto il suo controllo, senza gente - tanto per chiarire il concetto - che gli remasse apertamente contro. I Crabs non affondavano gli artigli nelle fasi più delicate, questo sì, non erano 'cattivi' come si conviene e qui, a livello motivazionale, il coach potrebbe avere delle responsabilità. Così come è lecito pensare che Max Galli abbia pagato la scelta di De Pol, finora un giocatore che non ha lasciato la benché minima impronta. ORA tocca a Sacco, che celebra un 'matrimonio' solo accarezzato nell'estate '95, quando l'accordo saltò all'ultimo istante, con la società che virò all'improvviso su Hruby. Un Sacco che parte con gli stimoli a mille. «Mi ha fatto piacere che il Basket Rimini abbia pensato subito a me - attacca il neo-coach dei biancorossi, che ieri ha sostenuto la prima seduta di allenamento al 105 Stadium -. Ora dobbiamo pensare al presente, domenica c'è un derby importante e non credo abbia senso stravolgere tutto, anche perché con Galli la squadra ha lavorato con intensità, serietà. Adesso sto torchiando Vincenzo (Di Meglio, il vice, ndr) per avere più informazioni possibili, qui il tempo stringe».

- Corriere Romagna -

di Fabrizio Barbiani
RIMIMI. Boom. Ore 12.24, ed ecco il comunicato dei Crabs che sentenzia l'addio a Massimo Galli e l'inizio dell'era Giancarlo Sacco. Un fulmine a ciel (quasi) sereno, perché modalità e tempistica non sono quelli soliti dell'ambiente Crabs, più vicino alla grande famiglia che all'esasperato ritmo degli sport professionistici.
Decisione sofferta. Esonerare allenatori, poi, non è mai stato l'hobby preferito nella stanza dei bottoni di via Dante e la scelta di farlo ora, nonostante il magro bottino di una vittoria e cinque sconfitte, lascia basiti specie considerando il lungo rapporto tra Galli e la società biancorossa: «È stata una decisione molto dolorosa - dice Renzo Vecchiato, cui ieri è toccato il compito di comunicare l'esonero a Galli - sia da parte mia sia da parte del presidente Braschi. Una scelta che crediamo fosse divenuta indispensabile per dare una sterzata in questo momento di crisi. Qualcosa andava fatto per invertire la tendenza, crediamo di aver colto il momento giusto così come l'anno scorso eravamo convinti di fare bene quando abbiamo modificato l'organico».
Mercato chiuso. Galli, che non ha evidentemente santi in paradiso e sul quale pesa la decisione dell'acquisto di un suo pretoriano come De Pol, paga per tutti e raccoglie anche colpe non sue. Prova ne siano le parole di Vecchiato sul cosa non abbia soddisfatto la dirigenza dell'operato del tecnico: «Non raccontiamo storie. Massimo è stato con noi per quattro anni portando tante nuove idee. Si è buttato in quest'avventura con grande ardore e predisposizione emotiva, mettendo anima e corpo ma era semplicemente arrivato il momento di cambiare. Il momento imponeva una scelta, è stata dolorosa ma l'abbiamo fatto per il bene della società». Poi il general manager chiude il mercato: «Ho detto a tutti i procuratori che non c'interessa nessun giocatore. Abbiamo fiducia in questi ragazzi e pensiamo che non meritino i due punti in classifica».
Tre motivi per la scelta. Giancarlo Sacco, 51 anni, nativo di Pesaro è coach di grande esperienza e lungo curriculum nel quale spiccano la finale scudetto ed il successo in Coppa Italia con la Scavolini (1984) le tappe a Livorno e Varese sino all'ultimo biennio con Pavia portata in finale promozione (2006/2007) contro la Pesaro di Carlton Myers: «L'abbiamo scelto per tre motivi: conosce la nostra realtà societaria, ha visto diverse partite della squadra ed è spesso subentrato in situazioni difficili ricavandone il massimo». Lo staff non subirà altre mutazioni, Di Meglio rimarrà il vice e Ceccarelli il terzo allenatore mentre le prime idee del coach si sposano con quelle del club: «C'è qualità, quello che manca è l'entusiasmo e la fiducia. Queste sono state le sue parole nel colloquio che abbiamo avuto lunedì, direi che c'è comunione d'intenti» chiosa Vecchiato. Sacco ha diretto ieri il suo primo allenamento e sarà presentato oggi a stampa e tifosi al 105 Stadium alle ore 14. Al nuovo tecnico il compito di rimotivare l'ambiente, accendere la scintilla negli sguardi dei giocatori ora persi nel vuoto e portare a casa la vittoria all'esordio nel fuoco del derby contro l'Andrea Costa Imola. Non male come inizio.

RIMINI. È sereno nel giorno del licenziamento Massimo Galli. Il tecnico varesino è in pace con la propria coscienza: «Stamattina (ieri, ndr) alle 9 mi ha chiamato Vecchiato comunicandomi che la società aveva deciso d'interrompere il rapporto professionale, era molto dispiaciuto anche lui». Una notizia a freddo che è difficile da comprendere: «Mi è stato detto che serviva una sterzata ma io ritengo che le cinque sconfitte siano arrivate contro squadre di una fascia più alta della nostra e tutte punto a punto. Forse si erano generate aspettative troppo alte rispetto alla salvezza di cui si era sempre parlato. Ma so che funziona così, il responsabile come detto dopo ogni partita persa sono io». Cinque anni chiusi con un breve comunicato e due righe, l'amarezza almeno sotto questo aspetto c'è eccome: «Tutto quello che credo di aver dato alla società è stato cancellato in cinque minuti, forse vuol dire che non avevo dato niente. Ma io credo di essermi sempre comportato con grande onestà. La squadra era con me, prova ne sia il fatto che quasi tutti i ragazzi mi hanno chiamato, nessuno remava contro. Ora vedrò un po' di partite insieme a Giampiero (Ticchi, ndr), mi terrò aggiornato in attesa di un'altra opportunità».

di Loriano Zannoni
RIMIMI. German Scarone ha subito il colpo e risponde da capitano. L'allontanamento di Massimo Galli ha sorpreso un po' tutti, anche gli stessi giocatori che di certo sapevano di non aver espresso il massimo del loro potenziale con Reggio Emilia, ma erano già proiettati verso il derby di domenica a Imola. «La società ha preso questa decisione evidentemente per cercare di cambiare il trend negativo - dichiara Scarone -. Mi dispiace tantissimo e non me l'aspettavo, Max non ha certo tutte le colpe per i risultati che non sono arrivati. C'è mancato sempre qualcosa per arrivare alla vittoria, dalla prima partita di campionato con Jesi all'ultima con Reggio Emilia di domenica». Vero, come è stata realtà la tripla di Carra da nove metri e il canestro carpiato di Young. Qualcosa però in mezzo non ha funzionato al meglio. «Abbiamo raccolto poco per quantoseminato e a pagare è stato il tecnico. Galli è sempre stato leale e corretto e s'è preso tutte le responsabilità dopo le sconfitte, adesso siamo noi giocatori a doverci sentire tutti responsabili. Eppure nessuno di noi si è mai tirato indietro nelle prime partite. Adesso c'è un nuovo allenatore, cercheremo insieme a lui di trovare le soluzioni appropriate per uscire dal difficile momento che stiamo vivendo». Lo sguardo al futuro di Scarone è come al solito carico di ottimismo e voglia di vincere. Il primo esame per Giancarlo Sacco è di quelli tosti, un derby a Imola che può rappresentare la primi mini svolta del campionato per i Crabs, fin qui vincenti solo con Pavia. Corsi e ricorsi storici, proprio quella Pavia allenata negli ultimitempi da Sacco. «A Imola l'atmosfera sarà caldissima - conclude il capitano - ben venga. Un ambiente del genere ci potrebbe dare tanto. Ci servono un paio di cose: ovviamente i due punti e soprattutto la carica che arriverebbe di conseguenza dopo una vittoria su quel campo. Il gruppo lavora, il futuro non lo vedo tragico. Spero che quello che è accaduto serva a dare energie a tutti noi giocatori. Ora dobbiamo essere ancora più arrabbiati in campo: se è saltato Galli è anche colpa nostra».



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