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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MARTEDì 2 DICEMBRE 2008
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci RIMINI – Meglio non capitarci mai più, nei pressi di Cremona,
maledizione sistemica che si presenta a cadenza ricorrente, per il
Basket Rimini.
Senza stare qui a rivangare il famoso spareggio salvezza di Treviso
(stagione 89-90’) dove la Marr piombò in serie B perdendo proprio
contro l’allora Braga Cremona, basta tornare indietro di due stagioni
fa, a quella porta girevole sbattuta in faccia ai Granchi di Ticchi (5
aprile 2007) che in caso di vittoria sarebbero saliti dritti in serie
A.Una partita quasi vinta, e poi perduta, come quella di domenica sera,
con gli orgogliosi ma teneri Crabs a rimettere in piedi una situazione
compromessa (61-48 al 27’), per poi sprecare due match point colossali
(+2 a 20” dal 40’, + 5 a 2’30” dalla fine del supplementare) e
ritrovarsi con un’altra mazzata tremenda, e l’ultimo posto in
classifica dato il colpaccio di Pavia nella tana della presunta
“corazzata” Veroli, baldanzosa al 105 e remissiva davanti al suo
popolo. Sfortuna? “No, la sfortuna la tira in ballo chi non si
crea il suo destino da solo – filosofeggia Giancarlo Sacco – e a me
piace sempre pensare che alla fine merita chi vince. Poche storie,
abbiamo avuto le nostre occasioni e le abbiamo fallite: la Vanoli ha
vinto con merito, a noi resta una buona prestazione e la consapevolezza
che per tirarci su dovremo proseguire con le cose positive fatte
vedere, eliminando certi errori ricorrenti”. Partiamo dal
bicchiere mezzo pieno, allora. Il cuore e l’aggressività difensiva dei
biancorossi, negli ultimi 15’ del regolamentare, permettevano a Scarone
e soci di ribaltare la storia di un match già indirizzato. Percentuali
altissime dal campo (63% da due, 45% da tre), uno Scarone pazzesco, un
Goss finalmente incisivo. “E’ nato tutto da dietro,
dall’aggressività che i nostri esterni hanno messo sul parquet contro
giocatori di categoria superiore come Bell, Mbemba e Gigena. Da li
abbiamo preso linfa, trovando ottime cose da German e da Phil, ma anche
da Pinton. Ho riportato Scarone al suo ruolo naturale, quello che ha
fatto per tutta la vita: lui è il direttore d’orchestra, Goss sarà il
finalizzatore. Penso che sia questa la strada offensiva da seguire”. Di
contro, purtroppo, sempre le solite cose. In primis la mollezza di un
“contorno” che ha prodotto 23 punti sui 92 di squadra (69, per il trio
Scarone – Goss – McCray), poi l’impotenza di un reparto lunghi
letteralmente vivisezionato dai vari Valenti, Cusin e Gigena, capaci di
catturare 20 rimbalzi sotto il canestro riminese, con quello decisivo
di Valenti che regalava a Soresina il supplementare. E poi le palle
perse, ben 23, alcune veramente evitabili. “Si, la lettura è
giusta ma bisogna sempre considerare chi hai di fronte – dice il coach
– perché, pur senza Lollis (fuori dal match dopo 3’ per uno stiramento,
ndr), regalava a Soresina il supplementare. E poi le palle perse, ben
23, alcune veramente evitabili. “Si, la lettura è giusta ma
bisogna sempre considerare chi hai di fronte – dice il coach – perché,
pur senza Lollis (fuori dal match dopo 3’ per uno stiramento, ndr), a
Kesicki, è stato l’unico ad alzare l’intensità nel pitturato, anche se
rimbalzi è una cifra da migliorare. Rinaldi deve essere più concreto,
Gurini darci di più. Con me gioca chi se lo merita durante la partita.
Il pessimismo ora non serve, io non mi abbatto e penso solo alla
trasferta di Brindisi”.
Piove? No, grandina. Non bastava la beffa, ci voleva l’ennesimo danno. I Crabs
sono infatti in profonda ansia per l’inguine di Chris McCray, che ha
sentito “tirare” l’interno coscia dopo un’imperiosa schiacciata nel
terzo periodo. C-Mac, dopo una lunga sosta ai box, è rientrato nel
corso dell’overtime zoppicando visibilmente. Ieri ha cominciato
con le terapie del caso, oggi sarà sottoposto ad ecografia per appurare
l’entità del danno (si teme lo stiramento): di fatto, il rischio che si
debba fermare è altissimo, e la cosa equivarrebbe ovviamente a
peggiorare una situazione già di per se difficilissima. In ogni caso, i
Granchi torneranno in palestra oggi, al Flaminio (ore 17.30), dove si
alleneranno tutta la settimana in previsione della sfida salvezza
contro l’Enel Brindisi, in programma in Puglia domenica prossima alle
18.15. Provvedimenti disciplinari La mano del giudice sportiva si
è accanita proprio sulla Vanoli Soresina, multata di 1.333 euro per
“offese collettive frequenti del pubblico nei confronti degli arbitri
nonché nei confronti di un tesserato ben individuato della squadra
avversaria (Scarone)”. Squalificato per una giornata, sempre per
proteste verso i tre in grigio, il coach dell’Enel Brindisi
Perdichizzi, per il quale comunque sarà pagata la penale di 2.000 euro
che gli consentirà di essere regolarmente in panchina nel match contro
i Crabs.
A bocca asciutta, devastati nell’animo ma ancora vivi. La speranza è davvero l’ultima dea, per questi Granchi in grave difficoltà e sempre più ingorgati in una corsa contro la retrocessione che ogni settimana si fa più difficile. Da
Cremona, probabilmente, quelli di Sacco avrebbero anche meritato di
tornare con i 2 punti, ma analizzando bene il match ci si accorge che,
ad oggi, i problemi sono ancora infinitamente maggiori dei pur evidenti
progressi. Tre contro tutti Il famigerato “platoon system” di
Ticchi prima e Galli poi non esiste più, adesso ci sono gerarchie
precise e precise rotazioni. Un bene o un male? Dipende dai punti di
vista. Spremere i migliori è fisiologico, soprattutto quando sei
“costretto”: il trio portante di Rimini è senza ombra di dubbio quello
composto dai tre esterni titolari, Scarone, Goss e McCray. Con la
Vanoli, ben 69 dei 92 punti (il 75%...) di squadra li hanno firmati
loro, con Kesicki a quota 7 e Rinaldi, partito nei cinque, fermo a 6.
La “panchina”, quindi, ha prodotto la miseria di 10 punti, con un 2/9
al tiro che spiega ampiamente tutto. Insomma, pare evidente che per
vincere non basti. Non basterà mai. Area devastata Manca un pivot?
Si. Lo si comprerà? Probabilmente no. Ma questa squadra, costruita su
Kesicki e la chioccia De Pol a supporto, sotto le plance è praticamente
nulla. Inutile prenderci in giro: il polacco ci prova e chiedergli di
più dei 7 rimbalzi di Cremona è impossibile. Ma la poca consistenza di
De Pol, che in 35’ non ha arpionato nemmeno un rimbalzo, scrivendo
anche 0/5 al tiro e 3/5 dalla lunetta con due ferri pesantissimi, allo
stato attuale è sanguinosa. Tanto che i 20 rimbalzi offensivi concessi
a Valenti e compagni stanno li a dimostrarlo, e il miglior rimbalzista
di giornata, Goss (?), pure. Fragilità Nel momento di stringere,
il famigerato “episodio” condanna sempre i Granchi. E allora non può
essere casualità o sfortuna, ma semplicemente mancanza di personalità
in gran parte del gruppo. Tolti Scarone (semplicemente eroico, si spera
che duri, perché i crampi nel supplementare di Cremona qualcosa dicono)
e Goss, la palla pesa un macigno quando è ora di stringere la preda. E’
possibile trasformare in leone chi di base è una pecora? A Sacco la
risposta.
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI
— ULTIMI. A braccetto con Pavia, ma pur sempre ultimi. Eppure a Cremona
la squadra riminese non è sembrata la cenerentola del torneo. Anzi, i Crabs
hanno accarezzato l’idea di un colpaccio al PalaSomenzi, quando
risalendo con energia (e con la lucida follia di Scarone) da –13, si
sono presentati in dirittura d’arrivo con un prezioso +2 e la Vanoli ha
messo sul ferro la replica. Peccato solo, però, che quel maledetto
rimbalzo non sia stato controllato, con Valenti che poteva sfruttare la
seconda opportunità per allungare il match all’overtime. E qui ancora
una piccola fuga, quindi un paio di passaggi a vuoto, una prodezza di
Mbemba e i sogni in frantumi. Quello che fa rabbia, comunque, è che i
biancorossi hanno perso pur tirando col 63% da due e col 44.8% da tre,
‘roba’ buonissima. Peccato solo che Rimini abbia effettuato 56
conclusioni, mentre Soresina 75. Sì, 19 in più. La ‘voce’ statistica
che inchioda i ragazzi di Sacco è quella relativa ai rimbalzi: 27 i
difensivi per i granchi, 20 gli offensivi dei lombardi. D’altronde
quando De Pol, l’ala forte che è rimasto sul parquet 32’, non ne
cattura nemmeno uno, è alquanto difficile far tornare i conti. ATTENZIONE,
poi: il califfo Lollis ha giocato appena 2’30’’ per un infortunio.
«Vero, però non so se è stato un gran vantaggio — riflette coach Sacco
—. I suoi minuti se li sono spartiti Gigena, Valenti e Cusin, tutta
gente che ha attitudine nel rimbalzo d’attacco». Mastica amaro, il
tecnico, pur tenendosi strette alcune certezze. «L’aver riportato
Scarone nel suo ruolo naturale di play, col controllo della partita, ci
ha ridato un preciso punto di riferimento — sostiene Sacco —. Goss è
tranquillo, sa che da lui come da McCray mi aspetto soprattutto punti.
Mi è piaciuto poi l’atteggiamento difensivo, altrimenti non saremmo mai
rientrati. Coi nostri ‘piccoli’ possiamo mettere gran pressione, questa
caratteristica non dovrà abbandonarci mai. E dovremo fare il possibile
per far rendere di più il pacchetto lunghi. Kesicki, ad esempio, ha
centimetri e atleticità per essere importante nei paraggi del
canestro», cerca di incoraggiare il suo polacco l’allenatore dei
granchi. UNA BREVE annotazione infine sulla (presunta) diretta tv
di domenica sera, trasformatasi in differita (dalle 22.10). «L’orario
non sarebbe male — osserva il presidente di Legadue, Valentino Renzi —
però basterebbe saperlo prima». E invece niente: sci, football
americano (riempitivo) e sci, senza uno straccio di avviso. Non è la
prima volta che succede e temiamo che non sarà neppure l’ultima.
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