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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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VENERDì 12 DICEMBRE 2008
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Lasciate perdere la matematica, col basket centra come la
neve a Pantelleria. Capita pure di vedere una squadra, i Crabs,
dilapidare 23 (si, ventitre) punti di vantaggio nel giro di 7’
complessivi, riaprendo un match morto e sepolto dopo un primo tempo
stellare. Quando poi gli spettri aleggiano minacciosi, gli esorcisti
Goss e Maurino Pinton (da The Ring a The Eye il passo è breve) depurano
l’ambiente, garantendo ai biancorossi il giusto hurrà casalingo,
toccasana di speranze di una squadra bella, brutta, pazza e saccente in
un'unica confezione spray. Questi sono i Crabs, fatevene una ragione.
Nella fortezza della solitudine di un 105 Stadium versione igloo
senza eschimesi, la sorpresa di Trullo è Sylvere Bryan, nei 10 al posto
del claudicante Mladjan: il caraibico però parte dal pino, mentre
Fulvio e tal Lorenzetti benedicono subito la messa con un paio di bombe
al fulmicotone. Il match non ingrana un granché, e il primo vero “strappino” lo
produce Phil Goss, coca rum sul fondo e bombetta laterale per il 12-8
Crabs al 5’, con Trullo costretto al time out alla seconda persa di un
Lloreda per il momento oscurato da Rinaldi.
Il break dei Granchi si estende fino al 17-8 (10-0), perché
Kesicki è libero di polpastrellare dall’arco e Rinaldi è bello caldo: i
Crabs si attaccano ai loro lunghi (?) e girano la prima boa a quota 29,
merito dei 19 in coppia di Rinaldi e di un Kesicki da 3/3 da tre con
naturalezza (29-17).
La fiera della bomba contagia pure Gurini, Pinton e McCray, che si
iscrivono al club del “tira tu che tiro anch’io” vivisezionando una
zona abruzzese un po’ approssimativa: quando scocca il minuto 13’,
Rimini doppia Roseto (38-19), e a poco servono le irrequiete rotazioni
di Trullo, che manda dentro tutta la panca a parte il povero Bryan
tenuto in cambusa.
La storia prosegue speculare, Lloreda trova qualcosa contro Zanus,
ma Kesiski quando alza il polso trova solo la retina, sfruttando le
leve e il buco della 2-3 ospite, di sicuro meno intensa della uomo
biancorossa, che produce recuperi a iosa, col Guro a depositare la
posta un attimo dopo il secondo siluro personale di Pinton (49-26 al
18’), lievemente limitato al 53-32 di metà via con i liberi di Fulvio e
Bryan, del match al minuto 19 sul -22 Roseto.
Se Roseto rientra dalla pausa con la faccia cattiva e Rimini come
se fosse in gita premio, non è solo merito di Bryan (Lloreda in panca),
che assieme a Ringstrom firma un clamoroso 2-12 in 3’30” che riapre
assurdamente la contesa (55-44), anche per le sciocchezze biancorosse,
4 perse e un’intensità inesistente sul parquet.
Ruini e Lorenzetti fanno tremare il 105, aizzando un -7 (55-49,
2-17 il parziale) che fa imbestialire come un cobra Sacco, costretto a
vedere gente che si palleggia sui piedi a altri che scivolano a un
metro dal ferro. Rimini precipita senza paracadute, e quando Pazzi
mette il gancetto dai 5 metri, è 59-57 (6-25 nel periodo): per fortuna,
però, gli abruzzesi tirano un attimo il fiato consentendo a Kesicki e
Goss di ritrovare un minimo di fiducia (64-57 al 30’), con De Pol che
disfa in attacco ma da nuova linfa dietro (Bryan e Lloreda deleteri
assieme).
Adesso c’è una partita, solo che, con Scarone in riserva piena e
il duo Rinaldi – Zanus con 4 falli a testa, l’unico che può spingere
adrenalina è Goss: Phil ne spara 7 in fila fuori dai giochi per tenere
almeno a distanza Roseto, che si innervosisce un po’ concedendo il
fianco al beato siluro di German da Lanus (73-61 al 35’, time out
Trullo).
L’assurda riapertura è immediatamente richiusa da Mauro Pinton,
micidiale bim bum bam (12, 4/5 dall’arco) e rubata con confetto per
l’affondata di Rinaldi, che manda all’inferno le streghe e pure Roseto,
disfatta sul più bello e di nuovo a meno 20 (84-64 a 3’30”) sul 3/3
dalla linea di Scarone. Come il sole dopo la grandine, il temporale
fuori stagione se ne va, lasciando il tempo a una vittoria di platino,
il primo bis stagionale dei Granchi, che tornano al successo in casa
dopo 52 giorni e lasciano l’ultimo posto. Fa ancora freddo, ma adesso,
forse, una coperta c’è.
Vedi Rimini e poi ti diverti, verrebbe
da dire. Di certo questi Crabs, perfetti nei primi 20’, inquietanti e
masochisti nel terzo periodo e poi di nuovo coraggiosi e ritrovati
nell’ultimo, non lasciano senza emozioni chi li ama e li segue.
“Vittoria importante, abbiamo tante partite con squadre vicine in
classifica e il bis in questo senso è relativo – attacca Sacco –
l’importante è mettere in campo tutto, contro la prima, l’ultima e la
nona. Abbiamo visto stasera cosa significhi giocare con intensità e
senza, si va dal +20 al meno 20 come niente. Siamo stati poi bravi, una
volta persa l’inerzia del match, a riprendere in mano la partita, cosa
che capita di rado in questo sport”.
Quel terzo periodo, però, non dovrà mai essere ripetuto pena suicidi di massa pericolosissimi.
“Si, malissimo nel terzo periodo, abbiamo 3 piccoli che devono
spingere costantemente e invece abbiamo ricominciato camminando (come
contro Veroli, ndr). I miei cambi? Io non ho preconcetti, anche in quel
frangente ho aspettato di vedere se la cosa era gestibile prima d
intervenire – procede il coach – Volevo che la lezione rimanesse
impressa sulla pelle, poi ho proceduto coi cambi. German in campo? Si,
sapevo che si sarebbe arrabbiato, mentre De Pol l’ha girata in difesa
con l’esperienza”.
Sotto le plance, Rinaldi e Kesicki hanno superato ampiamente
l’esame: Tommy, poi, ha pure anestetizzato al meglio lo spauracchio
Lloreda.
“Non era facile, Roseto è una signora squadra, ok l’assenza di
Pinnock ma i 17 di Lorenzetti con Pinnock non c sarebbero stati.
Rinaldi e Kesicki? Bravissimi, anche se non parlo mai troppo dei
singoli. Piuttosto sottolineo il lavoro di squadra contro Lloreda,
perché alla base c’è tutta una serie di raddoppi e aiuti per proteggere
l’area e Tommy che lo marcava”.
Anche Pinton, con quelle due triple e il recupero nel momento clou, ha confermato i progressi e mostrato una fiducia nuova.
“Le bombe di Mauro non mi sorprendono, quello lo so già – conclude
– ma a me serve il resto, i recuperi, la difesa, l’intensità, la
velocità di esecuzione. E’ il contorno che fa la differenza. Adesso
andiamo a Pistoia tranquilli, del resto l’ansia non serve a niente. “La
dedico al mio amico Matteo Saccani che ieri si è operato – chiude
Rinaldi – i 2 punti erano vitali e li abbiamo presi”.
Tv Rimini – Roseto sarà trasmessa stasera, alle 23, su E’TV Romagna – Icaro Tv.
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — LA DEVONO vincere due volte, i Crabs, questa benedetta partita.
Ma alla fine il referto rosa è nel pugno. Ai granchi non è infatti
sufficiente il +25 maturato dopo 18’ per regalarsi una ripresa
tranquilla. No, con un terzo periodo da incubo, peggio di quello con
Veroli, per capirci, i biancorossi si ritrovano con l’acqua alla gola
(appena +2 e asfissia totale) per rialzare poi la testa e volare sul
traguardo a braccia levate nell’ultimo spicchio. E’ il secondo successo
consecutivo, cosa mai accaduta finora, però non ci si può complicare
così la vita…
QUANDO si comincia l’ambiente è un po’ freddino, ma a scaldare la
platea del «105» ci pensa Rinaldi. Il buon ‘Tommy’ trae linfa vitale
dalla difesa, esaltandosi nel duello col temuto Lloreda. Una sfida che
il 23enne lungo riminese in avvio stravince, non concedendogli possessi
con una gran difesa d’anticipo e facendosi trovare puntuale
all’appuntamento col canestro. Nei primi 10’ la scena è tutta per lui e
per l’airone Kesicki, colpevolmente ‘battezzato’ da Roseto (due triple
in assoluta libertà per il polacco, che centrerà un personale tris
proprio in chiusura del primo periodo. Senza il riferimento Lloreda e
con Ruini braccato dai granchi, gli abruzzesi rimangono in scia grazie
alla sorpresa Lorenzetti, in quintetto come ala piccola e capace di
produrre da solo la metà del fatturato dei suoi. Il vantaggio dei
biancorossi, già consistente, lievita a vista d’occhio nel secondo
quarto. Coach Trullo prova a rifugiarsi nella zona, ma la ‘ragnatela’ non
funziona, anzi galvanizza Pinton e McCray, a segno dall’arco. E dopo
15’ il tabellone recita un 40-20 che la dice lunga sugli equilibri in
campo. Ottimo pure l’impatto di Gurini e margine che continua a
dilatarsi nonostante Goss sia in panca da tempo per i suoi 2 falli:
51-26 il top sul primo canestro (e tentativo) di Scarone, mentre Zanus
accende troppo in fretta 4 lampadine rosse. Più 21, comunque, quando le
squadre rientrano negli spogliatoi per parlarci sopra. LA DOTE è buona, ma l’inizio di ripresa è raggelante per i Crabs,
2-12 il break in poco più di 3’ e Roseto completamente dentro la
partita (55-44, Sacco prova a frenare l’emorragia con un time-out). La
pausa di riflessione, però, non sortisce gli effetti sperati, l’energia
(e l’inerzia della gara) è tutta per gli abruzzesi, mentre Rimini
annaspa al buio, perde palla, non riesce a costruire tiri semplici.
Un’altra squadra, insomma, rispetto a quella ammirata nei primi 20’.
Granchi che si ritrovano Roseto addirittura a –2 (59-57), prima di un
(leggero) colpo di coda sul finire del tempo. Si entra nell’ultimo
spezzone e Goss – finalmente! – si iscrive al match. L’americano
attacca il canestro con convinzione ed è Trullo stavolta a ricorrere al
‘minuto’ (70-61, meno di 7’ da giocare). Il vento ormai è cambiato
nuovamente, in questa stramba partita. Rimini adesso graffia dietro e
trova felici soluzioni. Una forte spinta emotiva arriva da Pinton, che
in un amen imbuca due triple, recupera un pallone e serve una
‘caramella’ a Rinaldi per la schiacciata di rito (81-64, la ‘pratica’
alla buon ora è risolta). Il 19enne Nicholas Crow, intanto, è stato ceduto in prestito al
Fossombrone (A dilettanti). Una discreta opportunità per ‘Jack’, che in
Legadue non vedeva mai il campo.
SCARONE 6. Nei primi due quarti la
squadra va e lui la lascia andare, tentando (e realizzando) l’unico
tiro a pochi attimi dal riposo. Nel terzo quarto, quando i granchi
entrano nel tunnel, rema con affanno pure lui, sbaglia qualche scelta.
Poi, passata la buriana, il gaucho graffia e illumina la scena (6
assist). GOSS 6,5. Anonimo nel primo quarto e a sedere nel secondo per i
due falli accumulati, Goss annaspa come gli altri in apertura di
ripresa, per uscire alla ribalta – e capire quel che serve veramente ai
granchi – nelle battute iniziali del quarto periodo. Lì è davvero un
fattore e Rimini può riallungare. Cinque i recuperi e +15 di
valutazione nei 29’ che Giancarlo Sacco gli concede. McCRAY 6. Va e viene e da tre la mette il giusto (appena il 17%).
Poi, quando i Crabs chiudono definitivamente il conto, MC è a sedere in
panca. Non incide come dovrebbe e potrebbe, insomma, e il –3 di
plus/minus è lì a dimostrarlo. Prezioso comunque l’8/9 ai liberi, 3 gli
assist che distribuisce in 28’. KESICKI 7. Primi due quarti principeschi, per l’airone di
Lublino, che pare a trovarsi a suo agio in posizione di ala forte.
Dall’arco è una sentenza, così come dai 5 metri e Rimini vola. Nella
ripresa non si ripete, cincischia un po’, sporca le percentuali. Bene
pure dietro (4 recuperi), per una prova importante. RINALDI 7. Superbo interprete del piano partita in avvio, con
Lloreda ‘cacciato’ fuori dal match, quasi impotente. E dalla difesa ha
trovato fiducia per imbucare con continuità. Ripresa e, al pari di
tanti, lo smalto se ne va: arrivano i falli e gli stenti, oltre a una
liberatoria schiacciata. Sei i rimbalzi artigliati in 29’. PINTON 7,5. Già pimpante a Brindisi, ‘Maurino’ si ripete,
disputando una gara intensa e sostanziosa, con quei canestri da tre che
pesano, eccome, nell’economia della gara. E’ proprio lui, infatti, a
mettere dietro la lavagna Roseto con due triple ravvicinate e un felice
recupero (4 nella sua partita). E’ in fiducia e si vede, coach Sacco sa
che può contarci. Una bella fiche in più da giocarsi sul tavolo della
salvezza nel prosieguo della stagione. GURINI 6,5. Tanta energia e 5 punti nei suoi 10’.
DE POL 6. In attacco è ‘non pervenuto’, però su Bryan, che fisicamente lo sovrasta, lavoro bene e cattura 4 rimbalzi in 16’.
ZANUS FORTES 6. Di stima, poiché 4 falli in appena 6’ sono francamente tanti. Anche per il generoso ’Zus’.
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