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NEWS - RASSEGNA STAMPA

LUNEDì 15 DICEMBRE 2008


- La Voce -

di Matteo Peppucci
PISTOIA – Era calda, la macchina biancorossa. Caldissima, come quelle notti dove lo sai che devi restare li, sul pezzo, perché prima o poi il “bar” giusto lo becchi. Pur senza McCray (infortunio alla caviglia al 7’) e con un apporto nullo di Kesicki, i Granchi espugnano il PalaFermi guidati dalla lucida follia di German Scarone e Phil Goss, 57 cioccolatini in due per innaffiare d’immenso il pe-Natale dei Crabs, che sulla forza del gruppo, dei nervi e dell’entusiasmo pescano il tris (4 su 6 per Sacco) e lasciano un po’ più lontano il fondo della classifica. E’ ancora tremendamente lunga, ma adesso il vestito è quello giusto per ballare.
La voglia dei Crabs, in principio, è naufragata dalla cattiveria dei pistoiesi, che cominciano con un 8-0 Carmatic firmato da Rosselli, Toppo e McCoullogh, bravi a penetrare nel burro biancorosso e ha costringere Kesicki al secondo fallo dopo 45” (8-0 Pistoia).
Il problema, per i Granchi, è che dietro l’intensità è nulla, così non si corre e ci si inchioda costantemente sull’arrocco toscano: Rinaldi, di riffa o di raffa, trova un pertugio dopo quasi 4’ di digiuno, e lentamente i Crabs si risollevano, sfruttando la buona lena di Goss e Scarone, ai quali Rimini si appiglierà per far fronte all’infortunio di McCray.
C-Mac, infatti, esce toccandosi la caviglia (problema abbastanza serio, all’apparenza) dopo 6’, mentre un discreto De Pol e un disciplinato Scarone tengono li la barca (14-11 al 7’) piuttosto di inerzia: senza l’apporto di McCoullogh e Tyler (in condizioni fisiche difficili), a Pistoia però riesce il riallungo, figlio della cattiveria dei vari Infanti, Rabaglietti e soprattutto Santolamazza, valanghe di tiri liberi (arbitri in commentabili da ambo le parti) e nuovo controllo sul 22-14 al 10’.
Sacco mischia un po’ le carte, ma Rimini non fatica ad appoggiare sotto e i pick & roll producono più che altro penetrazioni con tendenze omicide: ecco perché saranno le bombe, a cambiare del tutto la frittata. Contro la zona di Lasi, infatti, Pinton non ci prende stranamente mai (0/3 nei primi 20’) ma Scarone e Goss si: i due gringos sparano 4 missili allucinogeni, frutto di un talento che innervosisce l’avversario (35-32 al 17’) e sporca anche la fiducia offensiva toscana.
Tornati nella mischia ma con le lampadine più accese dell’albero di Natale (Kesicki 4, Scarone 3), i Crabs riescono addirittura a passare, con Goss che diventa l’incubo ricorrente di McCoullogh e Lasi (18, 5 rimbalzi, 6/8 al tiro in 20’) e dipinge la palomba del 37-39 al 19’, confermata dal rovescino di un buon Rinaldi nel 39-41 del the caldo.
Con C-Mac ormai fuori dalla contesa, Sacco rischia Gurini e Pinton assieme per salvaguardare Scarone: Maurino alza la mano è fa bim bum bam come d’improvviso, tre supposte di quelle per cavalli che mandano lontano Rimini, perché Goss continua da dove aveva finito e dietro, il Guro, morde i garretti di Rosselli e McCoullogh. L’onda lunga è surfata (49-56 al 26’), Lasi le prova tutte (Toppo e Tyler, Toppo e Kazlauskas, Kaz e Tyler) e riceve in cambio orgoglio, liberi o spazzature che danno il la all’altalena inerziale pro Rimini.
Si passa infatti dal 54-57 del 29’ al 60-68 del 33’, strappo quasi decisivo con le magate di un Goss epicureo tra lay up, bombe e sospensioni, e un Pinton baciato pure dalla tabella: la difesa biancorossa, puntellata da Zanus Fortes (Rinaldi non entrerà più) e da un De Pol solido e sempre nel mezzo, fa il resto, permettendo la gioia dei 50 “trasferisti” quando Goss ruba e deposita la raccomandata del +10 (64-74 a 5’15” dal gong).
E’ la voglia e il talento dei suoi piccoli, a trascinare Rimini pur senza uno come McCray: Pistoia la mette sulla bagarre, e siccome gli arbitri un po’ acconsentono, dopo la pazzesca bomba di Scarone del presunto happy hand (72-80 a 2’24”), arriva un 7-1 toscano con Rosselli che si immola per la causa. Quando Tyler mette le due lunette del 79-81 a 33”, tutti pensano al fallo sistematico, e invece, German li porta tutti al cinema con la cometa del match, roba per chi quando conta la mette, roba meritata, sudata, ma forse per questo ancora più bella. I Granchi si smaltano le chele, chissà che da qui non cominci un ballo diverso.

SCARONE 8   Fantascientifico, quello che fa non appena capisce che C-Mac non sarà più del match (8/12 dal campo, 4 triple, 5 recuperi, 3 assist). In pratica si mette a scherzare tutti, lanciando confetti all’inizio e soprattutto alla fine, bombe che chiudono una serranda da lui forzata tra furti con scasso e playmaking con scienza. Germanlandia.
GOSS 8  Anche lui è caldo come il decimo girone dell’Inferno di Dante, e sforna la notte del 2008 mettendosi sul palco e monologando la scena per 40’ filati: la sua storia è semplice, si chiama “prova a prendermi se ci riesci”, e consiste nel devastare Pistoia con tutti i modi possibili esistano in questo sport (10/16 al tiro, 9 rimbalzi, 8 falli subiti, 5 recuperi, 40 di valutazione). Stasera non lo avrebbero preso nemmeno col lanciafiamme. Gossferatu.
MORENO SV
PINTON 7.5  Nel primo tempo manda il fratello scarso, quello senza mano e senza senso: poi, dal the caldo, arriva Maurino il Mazzolatore, quello che alza la mano e deposita, quello che gli altri battezzano e lui punisce (4/8 da tre, 5 rimbalzi). Face off.
DE POL 7  Perché alla fine, pur tirando malissimo (0/5), fa tante di quelle cose utili che si vedono a occhio nudo: a parte i liberi (4/4), ridicolizza Kazlauskas e sporca possessi in serie rimodernando spesso gli scarichi dei Crabs (3 assist, 3 recuperi). Insalatona mista.
MCCRAY SV In 7’ combina solo disastri, poi si fa male e la passa a guardare.
ZANUS FORTES 6  Guardi la valutazione e leggi -4 (4 falli in 13’). Guardi la partita è c’è lui, in campo, quando i Crabs scappano con la cassa. Infiltrato.
RINALDI 6.5  Primo tempo di sostanza e sacrifici, a contrastare Toppo prima e Tyler poi: Tommy non si tira mai indietro (3/4, 3 rimbalzi), e alla fine porta a casa la sua onesta partita. Altalene.
GURINI 6.5  Malissimo in attacco, non trova ritmo e sbaglia anche da libero (0/4): quello che però garantisce in termini di intensità è notevole, perché è sempre li, attaccato come un gatto dove non batte il sole di Pistoia. Rognoso.
KESICKI 5.5  La realtà è che i falli immediati (2 in 45”) lo tolgono subito dal match. Quando rientra, ne fa subito un altro e ciao. T-Red.

PISTOIA (ma.pep) – Soddisfatto ma non rimborsato, Giancarlo Sacco, che dopo aver aspettato 20 minuti in sala stampa decide di lasciarla concedendoci l’intervista in privato. Una vittoria, la terza consecutiva dei Crabs, che conferma il momento positivo di una squadra da lui presa sott’acqua e adesso, almeno, sul gommone di salvataggio. Siamo infatti a quattro vittorie su sei, dal suo avvento in poi, e soprattutto a 3 successi fuori casa su 3, dopo gli exploit di Imola e Brindisi.
“Sono molto contento – dice – perché stimo trovando la nostra identità, e abbiamo un’identità uguale sempre, in casa e in trasferta: ciò significa avere un dna da imporre ovunque e contro chiunque, sia con squadre del nostro livello che con quelle più forti. Nasce tutto dalla difesa, dove la pressione che mettiamo sull’avversario fa si che riusciamo a recuperare palloni, correre in contropiede e esaltare le qualità di alcuni dei nostri ragazzi nati e predisposti per questo tipo di gioco”.
Aldilà delle prestazioni pazzesche di Goss e Scarone, i Crabs l’hanno vinta con carattere e attributi, senza McCray e con pochissimo da Kesicki. Una vera prova di forza, che può e deve compattare il gruppo ancora di più.
“Si – conferma il coach – e comunque tutti quanti sono responsabilizzati e danno tutto sia per 1, 10 o 40 minuti. Il lavoro di squadra paga sempre, anche se la strada che dobbiamo fare è tanta e siamo solo all’inizio. Spesso e volentieri commettiamo anche delle ingenuità e anche sotto questo punto di vista dobbiamo cercare di ingranare”.
L’unica tristezza della serata pistoiese è proprio l’infortunio di Chris McCray, una distorsione alla caviglia che al 7’ del primo quarto lo ha costretto a lasciare il parquet.
“Chris ha messo il piede su quello di un avversario e gli si è girata la caviglia – conferma Sacco – Sembra una distorsione abbastanza seria, a prima vista, ma valuteremo meglio in settimana”.


- Il Tirreno -

PISTOIA. I volti in sala stampa sono tirati. Il primo ad entrare è il consigliere Maurizio Carrara evidentemente rammaricato. «Questa gara ci porterà a fare una serie di considerazioni su aspetti tecnici - dice Carrara - perchè perdere contro Venezia e Rimini in casa per il nostro obiettivo di classifica è pesante». Considerazioni vuol dire cambiamenti in panchina o in squadra? «Il coach non è in discussione - dice il dirigente - e noi pensiamo che si possa migliorare con questa squadra così com’è. Ma bisogna farlo veloce, ognuno deve farsi un esame di coscienza. Ci dispiace molto per il pubblico».
Maurizio Lasi ha la faccia ancora arrabbiata. «Adesso si fa tutto più duro - dice l’allenatore biancorosso - abbiamo perso una partita importante per molto motivi. La reazione di qualcuno c’è stata, come Toppo, ma qualcun’altro ha provato a dare coraggio e voglia ma bisognava fare di più. Calcolando che Rimini ha vissuto su due giocatori, Scarone e Goss, noi non siamo riusciti a limitarli. Sono venuti fuori per merito loro ma anche demerito nostro nelle volte in cui non abbiamo capito che si poteva fare una penetrazione invece che continuare a tirare da tre. Non ci abbiamo messo la cattiveria agonistica che ci voleva». Eppure la gara era stata interpretata bene da Pistoia? «Per due quarti - continua Lasi - abbiamo condotto ma dopo è il momento che conta, quello in cui bisogna veramente tirare fuori carattere e voglia di giocare insieme». La prova degli esterni non è stata sufficiente. «Ci sono giocatori - continua Lasi- che l’anno scorso avevano buone percentuali da tre e ora mancano sotto quest’aspetto».
Guido Rosselli non si capacita ancora della sconfitta. «Siamo nel momento in cui - dice la guardia Carmatic - riempi il secchio e dai il calcio alla botte. Non ci sta di fare tutti questi errori, abbiamo buttato via troppe palle». Lui stesso aveva detto che senza due vittorie con Rimini e Pavia (la prossima domenica) il girone d’andata sarebbe stato fallimentare. Un’occasione è già persa. «Siamo ancora convinti che il campionato è lungo - dice Rosselli - ma bisogna darsi una mossa». Come si spiegano le poche responsabilità al tiro prese dai suoi compagni. «Nessuno si rifiuta di tirare - prova a spiegare Rosselli - ma quando si gioca male, entra un meccanismo in testa che ti fa cercare sempre il tiro migliore e magari rinunciando trovi un tiro che è peggiore». (e.p.)


SANTOLAMAZZA 4,5. Nella prima parte di gara non dispiace quando dà fiato a McCullough ma, nella seconda si segnala solo per i falli e lascia la squadra nel momento del bisogno.
TYLER 7. Nonostante zoppichi vistosamente, il gigante della Carmatic è tra i migliori.
ROSSELLI 6. Il primo tempo è dimenticare, l’empolese non pare proprio in serata preferendo conclusioni personali al gioco collettivo. Nella seconda parte della gara si rivede il trascinatore. Pesante l’1/7 dai 6,25, a volte troppo egoista.
TOPPO 7. Gioca 29’, molto di più di quanto Lasi gli aveva concesso ultimamente e questo lo responsabilizza. La sua è una gara maiuscola: 13 punti, 7 rimbalzi 6 falli subiti, 3 assist e 1 stoppata.
MCCULLOUGH 6,5. Non è protagonista come nella gara d’esordio ma il suo lavoro è prezioso. Potrebbe prendersi più responsabilità al tiro ed entrare di più in area visto che nessuno vuole tirare da tre.
INFANTI 4,5. 19’ in campo di cui 14’ nella prima parte in cui non aveva certo brillanto ma nei 5’ concessi nella seconda parte, delude amaramente. Tanto che dopo l’antisportivo ingenuo Lasi lo lascia in panchina.
RABAGLIETTI 4,5. Qualche luce in una gara piena di ombre per il fiorentino c’è ma il suo rendimento è in picchiata libera rispetto alle prime gare. Perde il pallone nel finale del possesso decisivo.
KAZLAUSKAS 5. Il secondo tempino è confortante ma solo quello ed è troppo poco. La sua serata opaca è nascosta in parte dalla buona lena di Toppo ma mancano i suoi punti e quelli chi li deve sopperire? (e.p.)


- Il Resto del Carlino -


di Luca Cecconi
PISTOIA — DUE PUNTI d’oro per Rimini in chiave salvezza che sbanca il palazzetto di Sant’Agostino e fa piombare Pistoia in crisi. Un successo legittimo per i Crabs, costruito con pazienza, resistendo al buon avvio della Carmatic e colpendo con scientificità dalla linea dei tre punti. Goss (32 punti, miglior realizzatore del match e miglior uomo in campo), Pinton e Scarone hanno messo in ginocchio la difesa biancorossa tirando con il 50 per cento da 3. La squadra di Sacco ha approfittato alla perfezione delle magagne dei pistoiesi (Tyler acciaccato e a mezzo servizio) nonostante la perdita di McCray dopo 7 minuti: un infortunio alla caviglia sinistra per la quale sarà sottoposto domani a un’ecografia. La Carmatic dal canto suo ha mostrato tutti i suoi limiti, con il lituano Kazlauskas capace solo di alcuni tiri da fuori e con una batteria di esterni italiani (Infanti, Rabaglietti e Santolazza) troppo leggero e poco incisivo.
IL MATCH tuttavia è stato equilibrato, perchè Pistoia — a differenza del match interno perso con Venezia — ci ha messo cuore e rabbia, ma stavolta non è stato sufficiente. Pistoia parte bene, difendendo con intensità, portandosi sull’8-0 (3’) e poi confermando il vantaggio al primo intervallo (22-14). I Crabs ci mettono un tempino prima di entrare in partita e lo fanno grazie soprattutto a Goss che nel secondo parziale inizia il suo show. Rimini impatta al 18’ (37-37) e va al riposo addirittura in vantaggio (39-41). L’inerzia del match è passata nelle mani romagnole. E’ Pinton, ora, a far male a Pistoia confezionando il primo vantaggio di una certa consistenza (49-56 al 26’).
LA CARMATIC reagisce d’orgoglio e grazie a una fiammata di Tyler resta a galleggio (58-61 all’ultimo riposino). Ma nell’ultimo periodo Rimini scava un solco di 10 punti, approfittando di alcuni errori scellerati di Pistoia (antisportivo a Infanti) e infilando ancora il canestro da 3 con Goss (64-74). Pistoia ci prova fino all’ultimo con Rosselli (77-80 a 90 secondi dalla sirena) ma la bomba di Scarone a 30 secondi dalla fine (79-84) chiude di fatto la contesa.

SCARONE 7,5. Prova super per German, che è fondamentale nel recupero dei Crabs dopo la brutta partenza, ma soprattutto è risultato decisivo nel finale con le triple che hanno consegnato i due punti alla squadra. Nell’ultima bomba, evidentemente, il gaucho si ricorda anche dei suoi trascorsi a Montecatini dedicandola ai tifosi di Pistoia. Davvero un’ottima prova del capitano dei riminesi.
GOSS 8. E’ il mattatore del match, il più continuo. Sbuca da tutte le parti e infila il canestro della Carmatic da tutte le posizioni. Praticamente imprendibile. Le cifre, in generale non sempre veritiere, nel suo caso stavolta spiegano tutto: 32 punti (4/4 da due, 4/8 da tre, 5 recuperi, 3 assist, 40 di valutazione). Una partita davvero perfetta dell’americano.
DE POL 6,5. Nel suo caso le cifre invece non dicono tutto. Nel senso che tira poco e male, ma questa volta il suo lavoro al servizio della squadra è quanto mai utile, anzi veramente prezioso. Devo tornare però ad essere più freddo nel tiro per il bene della sua squadra.
MCCRAY sv. Sfortunata prova dell’americano, che si fa male a una caviglia dopo sette minuti (in cui aveva per la verità combinato poco) ed è costretto a lasciare la partita: pensi che Rimini ne sofrra, e invece...
ZANUS FORTES 6. Chiamato a dare una mano, soprattutto nella seconda parte del match, non si fa pregare e dà il suo contributo quanto mai sufficiente.
RINALDI 6,5. La lotta sembrava impari con Tyler, ma alla fine emerge, dando un nottimo contributo al successo, un po’ per i problemi fisici dell’americano di Pistoia e molto per la sua prova tutta sostanza.
GURINI 6. I protagonisti sono altri e anche a lui spetta il compito di lavorare per la squadra. Alla fine missione compiuta.
KESICKI 6. Come Zanus Fortes, pochi minuti (8) ma utili per servire la causa in difesa e spendendo qualche fallo.
PINTON 7. I suoi 14 punti partendo dalla panchina sono manna dal cielo per i Crabs. Anche perché spengono il ritorno della Carmatic. Quattro triple davvero devastanti le sue. E stavolta sono state decisive.


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