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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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GIOVEDì 18 DICEMBRE 2008
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Sorrisi, ammiccamenti, pacche sulle spalle, occhi
speranzosi. Il Natale dei Crabs è molto più “sereno” di quello che si
prospettava un mesetto fa, ma solo all’apparenza. Solo sul parquet,
dove Scarone e soci attendono l’ennesimo scontro diretto contro Venezia
(domenica, al Flaminio, alle 18.15) ormai consci che Chris McCray non
ci sarà ma anche galvanizzati dalle tre giovinezze consecutive che
adesso rendono la classifica tutta un’altra cosa.
“Ma io lo sapevo che questo era il reale valore della squadra –
dice il presidente Braschi, che ieri sera ha fatto da padrone di casa
alla classica cena di Natale del Basket Rimini – e che ci saremmo
risollevati. I ragazzi stanno esprimendo finalmente il loro potenziale,
e questa classifica rispecchia effettivamente quello che valiamo, una
salvezza spero tranquilla”.
Gli incubi della retrocessione, però, non possono dirsi già
fugati, visto che, conti alla mano, la serie B è ancora li, due punti
sotto. Così come due punti sopra ci sono i playoff, anzi, c’è
addirittura la sesta piazza occupata dalla sorprendente Imola di
Massimo Bianchi.
“No, teniamo i profili bassi, la nostra posizione è nella terra di
nessuno, quella tra la serie B e i playoff. Lo era anche ad ottobre, e
infatti quando leggevo di serie B quasi certa onestamente non capivo
tutti quegli allarmismi. Avevamo anche avuto un calendario difficile,
nel primo mese e mezzo, adesso invece ci misuriamo con squadre del
nostro livello. Per concludere il discorso sportivo, quindi, salvarci
dipende esclusivamente da noi”.
Sul campo, il salvagente giusto pare averlo trovato, la società di
via Dante. Ma fuori da quei 24 metri le nuvole permangono minacciose,
con una situazione finanziaria ormai “alla canna del gas”, usando
proprio le parole dirette del numero 1 del Basket Rimini.
“Siamo messi male, molto male – continua Braschi – Se non
interviene qualcuno, il rischio di finire la stagione con i ragazzini
esiste, altro che. Purtroppo la crisi economica generale finisce per
condizionare tutti, noi compresi. Siamo sempre senza sponsor, nulla
bolle in pentola: i Crabs non sono una piazza commercialmente ambita”.
Sotto l’albero, quindi, il regalo più bello non sarebbero nemmeno
i 2 punti contro la Reyer, quanto una risposta positiva del sindaco
Ravaioli, che nel breve riceverà Braschi per dare notizie fresche sul
famoso serbatoio imprenditoriale paventato lo scorso luglio.
“Non faccio polemiche con nessuno, semplicemente perché nessuno ha
la bacchetta magica. I soldi non ce li deve dare il Comune, semmai
l’imprenditoria riminese, ma non me la sento di polemizzare perché
capisco la situazione. Io vi dico solo come stanno le cose: se andiamo
avanti così, non ha senso una LegaDue. Ormai il cuore e la passione non
bastano più”.
Sempre alle solite, sempre con l’acqua alla gola. Tanto che ci si
chiede come facciano altre società – Venezia, Brindisi, Veroli, tanto
per citarne tre – che spendono e spandono sempre di più.
“Non lo so come fanno, anzi si: le loro proprietà possono
permetterselo, e lo si capisce da tutti i nomi che portano sulle
maglie. Anche sulle casacche di Pistoia ho visto una sacco di sponsor:
da 3 anni a questa parte i nostri sostenitori sono sempre gli stessi, e
non parlo di main sponsor, ma di piccoli aiuti, da 1000 e 2000 euro.
Qui non abbiamo nemmeno quelli”.
Dopo la canonica cena di Natale,
consumata ieri sera da tutta la squadra e gli staff tecnici e societari
al completo, i Crabs puntano dritti alla sfida di domenica al Flaminio
contro l’Umana Venezia (ore 18.15). Un match importantissimo, visto che
la Reyer occupa attualmente la penultima piazza in coabitazione con
Pavia e Pistoia a quota 8 punti, due in meno dei Crabs, undicesimi
assieme al Banco Sardegna Sassari di Cavina. Se Giancarlo Sacco è ormai rassegnato a fare a meno di Chris
McCray, che prosegue le terapie ala caviglia infortunata ma non
rientrerà prima della trasferta di Livorno (il 4 gennaio), Stefano
Bizzosi, trainer veneto, sarà ancora costretto ad effettuare scelte
dolorose, visto che si ritrova in gruppo due Usa (la guardia Green e
l’ala forte George) e due comunitari (il pivot Bougaieff e il neo
arrivato Janicenoks, guardia – ala). Di questi, solo 3 possono essere schierati contemporaneamente:
nel ko interno contro Livorno è stato Bougaieff il sacrificato, e la
scelta è parsa controproducente visto che Venezia è stata asfaltata
sotto canestro (20 rimbalzi in meno dei labronici). Tenere in naftalina
uno tra Nate Green e Janicenoks, autentici fuoriserie per la categoria
ma forse incompatibili tra di loro, pare però veramente paradossale,
soprattutto se si pensa a quanto sono costati.
A tre rintocchi dal giro di boa, e a
quasi un terzo di cammino. Si, i bilanci adesso si possono pure fare.
Non definitivi – sia mai – ma di sicuro i valori finali non si
discosteranno più di tanto da quelli attuali. La classifica è
cortissima, sinonimo di un equilibrio paventato in estate e confermato
dai fatti, e per un posto nelle Final Four di Lega sono in lizza ancora
10 squadre.
Poker d’assi Tutti dicevano Varese, Casale e Reggio Emilia. Qui
sopra dicevamo pure Jesi, e non ci sbagliavamo. Eccole, le quattro
ancelle che si giocheranno la serie A diretta. La Cimberio del Pilla e
dei fenomeni (18) pareva destinata al monologo, invece è scivolata due
volte di fila e si è fatta riagganciare proprio dalla Fileni (18), che
ha Maggioli, Maestranzi, Cuffee, Boykin e Ryan. Pazzi quelli che non
pensavano potesse aspirare al salto. Convince anche Casale (16), perché ogni tanto è vero che scivola
(come a Imola, ad esempio), ma non può disporre di Andrea Ghiacci,
l’uomo che farà compiere a Crespi il salto di qualità decisivo al
rientro primaverile. E Reggio Emilia (16)? C’è pure lei, grazie al
blitz di Varese, e chissenefrega se gioca male. Fa giocare male gli
altri, e vince. Tanto basta.
Ambizioni e sorprese Un gradino sotto le aspettative c’è Soresina
(14), fortissima in casa e leggera in trasferta: va bene che Lollis si
è rotto, ma se su 7 trasferte ne perdi 5, scordati la serie A. Il
rendimento ondivago di Calabria e Gigena non aiuta, la Vanoli è ancora
sotto standard. Il plotone dei “mezzadri” è allucinante: ci sono ben 5
squadre a quota 12 (6 vinte, 6 perse), tra le quali Veroli e Scafati
paiono le più attrezzate, ma evidentemente non abbastanza. Poi c’è
Roseto, che con Lloreda può ambire ai playoff, Livorno, che onestamente
è impronosticabile, e l’Andrea Costa di Bianchi, sorpresissima del
lotto e ormai aperta a ogni più rosea speranza. Quando nasci per
soffrire, lo continuerai a fare anche ai piani alti perché ce l’hai nel
dna.
In riva al fosso Vedere Sassari e Rimini appaiate a quota 10 fa
specie, soprattutto pensando che solo dieci giorni fa erano distanziate
di 6 punti. La querelle Iannilli ha aperto una crisi nera per Cavina,
che soffre sotto canestro e non gode più dell’effetto sorpresa del’anno
scorso. I Crabs, invece, facendo il pieno in casa nelle ultime due di
andata chiuderebbero a 14, proprio come la passata stagione. Lo
pensavate possibile?
Codice rosso Detto che la lotta per la sopravvivenza comprende
ancora 11 squadre (da Roseto in giù) e la quota salvezza si alzerà
almeno a 24-26 punti, Pavia (8) è in netta ascesa con la cura De
Raffaele. Pistoia (8) è un enigma, i problemi di Darby e un reparto
italiani non all’altezza della LegaDue dipingono questo quadro. Venezia
(8) e Brindisi (6) sono le due neopromosse miliardarie che non si
spiegano la situazione: la realtà è che mettere assieme dei nomi non
basta, serve molto di più. Trovarne due già spacciate, comunque, è
impossibile.
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini STAGIONE (di A2) 98/99, la Scavolini Pesaro è nelle mani di Giancarlo
Sacco, mentre il suo vice è Stefano Bizzozi. Domenica 21 dicembre 2008,
al Flaminio i Crabs affidati dallo scorso 10 novembre a Sacco ospitano
la Reyer Venezia, matricola ambiziosa che da un paio di partite vede
Bizzozi a dirigere le operazioni dalla panchina. Dieci anni dopo – e
senza sfide incrociate in mezzo – i due tecnici si ritrovano dunque da
avversari. E chissà se il coach dei veneti, avendo lavorato a gomito
con il più navigato collega, non possa trarre ora qualche vantaggio.
«Non credo, anche perché non sono un allenatore mono-trama – ribatte
Giancarlo –. Mi sono sempre adattato alle caratteristiche dei giocatori
che avevo in organico, due stagioni uguali penso di non averle mai
fatte». Un Sacco che in quell’ormai remota annata pesarese riuscì a
scioccare il suo assistente. «Eravamo in palestra, un martedì mattina,
quando il gm Costa mi convocò in sede per parlarmi – ricorda il coach
dei granchi –. Sapendo già cosa mi aspettava, e su questo vinsi pure
una scommessa, al mio assistente dissi: ‘Non so se ci vedremo ancora,
in ogni caso ti manderò una cartolina’. E così fu, la società mi
esonerò prendendo Caja, che si era appena liberato da Roma, e io volai
sul mar Rosso. Lui rimase di sasso, non se l’aspettava assolutamente».
Anche perché, aggiungiamo noi, a Sacco venne dato il benservito
nonostante l’imbattibilità casalinga e una seconda piazza in
classifica. «Già, in un campionato di A2 durissimo, pieno di giocatori
importanti», precisa il condottiero dei granchi, che su Bizzozi spende
poi ottime parole. «Una persona competente, preparata, sempre
disponibile. Con lui lavorai benissimo».
E ADESSO questo ritrovato faccia a faccia. Ma prima di pensare
alla Reyer, Sacco deve cercare di far quadrare il cerchio nonostante il
forfait di McCray. «Sul perimetro ci sono sempre quattro senior e
Moreno dovrà farsi trovare pronto – non si fascia la testa il coach
biancorosso –. Ho fiducia nel gruppo, la cosa più importante è avere
un’identità, questo ti permette di sopperire alla giornata no di
qualcuno. La nostra dev’essere una squadra di guastatori, di commandos,
di guerriglieri… Mi vengono in mente solo termini bellici, d’altronde
se non giochiamo così facciamo fatica». Contro Venezia sarà Gurini, in
avvio, a rimpiazzare nello starting five l’infortunato McCray.
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