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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDì 5 GENNAIO 2009
- La Nazione -
di LORENZO GREMIGNI
LIVORNO — LE FESTE HANNO appannato la condizione di Livorno che
torna in campionato dopo la vittoria pre-natalizia con Jesi e soffre
Rimini, una buona squadra che trova uno Scarone eccezionale al tiro e
gioca con buona velocità malgrado le condizioni precarie di Mc Cray
ottenendo molto da tutti e superando nel finale il pericolo
dell’arrembaggio di Livorno. I locali sbagliano l’approccio alla
partita e non solo perché Kemp parte in panchina. C’è la difesa che non
funziona e concede troppo agli ospiti scatenati in Rinaldi che nessuno
marca e vanifica così un attacco non trascendentale che fa la sua
parte. L’avvio sbagliato condiziona tutta la partita dei livornesi che
sono costretti a inseguire sempre, devono utilizzare la difesa a zona
prima del previsto, e Rimini la punisce col tiro da fuori, ed a cercare
di forzare i tempi facendo il gioco di Rimini che ama correre e si
esalta quando le cose le vanno bene. Il risultato si decide nel terzo
periodo che i livornesi iniziano bene portandosi a un solo punto di
distacco e dando l’impressione di poter rovesciare l’inerzia della
partita. Poi però la Crabs rilancia con i canestri da sotto di Zanus
Fortes e le triple di Scarone che in 2’10” poco oltre la metà del
periodo piazza un 11-0 personale. Che porta la sua squadra a più 16 e
mette la parola fine all’esito della gara. Livorno, è vero ha una
reazione nell’ultimo quarto, pressa molto e ruba qualche palla
preziosa, riesce con un ottimo Boyette e con Rotondo a portarsi in tre
occasioni a meno due, ma le manca sempre il guizzo per pareggiare e
ribaltare l’inerzia della gara. E’ allora Scarone — dopo che Kezincki
aveva sbagliato due liberi a 57” dalla sirena rimettendo in gioco
Livorno che con Boyette si portava addirittura a meno 1 sull’84-85 — a
rimettere le cose a posto con l’ennesimo canestro dalla lunga distanza
eseguito con le mani sulla faccia. Il Rimini ha ampiamente meritato il
successo, per Livorno ora è tutto da rifare in chiave play-off, ma la
giornata negativa non deve far tremare le vene. Può capitare,
l’importante è reagire subito e tornare ad essere aggressivi in difesa
e lucidi in attacco.
LIVORNO — «UNA delle più brutte partite
che abbiamo giocato in questo campionato». Non usa mezzi termini in
sala stampa Sandro Dell’Agnello per descrivere l’84-90 con cui Rimini
ha battuto la squadra amaranto. Un team, quello labronico, che ha
mostrato lacune sotto il profilo mentale più che tecnico. Dell’Agnello
lo riconosce. Il panettone, a Boyette e soci, è andato per traverso.
«Siamo apparsi molli fin dall’inizio – commenta l’allenatore del Basket
Livorno – Purtroppo non sono riuscito a far passare tra i miei il
concetto che Rimini ci avrebbe fatto soffrire. A parte la sconfitta con
Venezia, venivano da ottime partite anche in trasferta. Una squadra,
quella romagnola, che sa aprire il campo e che ha punti nelle mani». SOTTO accusa l’atteggiamento mentale. Poco agonismo in campo,
tanto che Rimini ha chiuso il primo quarto con ben 31 punti all’attivo.
«Dobbiamo capire perché siamo stati così molli e lo capiremo – commenta
Dell’Agnello – Rimini è composta da atleti che, se iniziano a segnare,
poi prendono fiducia e non si fermano più. Lo abbiamo visto in questa
partita. Concedere 31 punti nel primo quarto è stata un po’ la chiave
della nostra sconfitta». L’aspetto tecnico viene messo da parte.
Livorno, spiega Dell’Agnello, è una squadra che in attacco sa come
colpire e far male, tanto è vero che è arrivata a poter vincere, negli
ultimi secondi, la partita. E’ il calo psicologico che non va giù al
tecnico livornese. «ABBIAMO preso la partita sottogamba. Venivamo da delle buone
affermazioni casalinghe. Ci siamo adagiati. La sosta natalizia ci ha
fatto male». La Legadue, ribadisce il tecnico, non vuole pause. “Questo
campionato non fa sconti. Ogni domenica ti devi guadagnare la vittoria.
La sconfitta dispiace doppiamente per il pubblico. Oggi c’era più gente
del solito e riprendere con una sconfitta non è il massimo». Un diluvio
di 14 tiri da tre: Livorno è stata surclassata dall’arco. Un match
quello con Rimini che ricorda l’altra sconfitta in casa, contro
Scafati. «MA IN quel caso lottammo molto di più. Con Rimini invece abbiamo
permesso ai nostri avversari di andare via lisci come l’olio”. Un
accenno anche alla mancata presenza di Kemp nel quintetto iniziale. Una
sorta di “punizione” per i due giorni di ritardo con cui è tornato
dalle vacanze. «Per la squadra serve rispetto – dice Dell’Agnello –
Rifarei quello che ho fatto. Comunque il discorso è chiuso, ho parlato
con il giocatore e ci siamo completamente chiariti». Pacche sulle
spalle e sorrisi per Giancarlo Sacco in sala stampa. L’ex allenatore
della Palla canestro Livorno di fine anni Ottanta ha ancora molti amici
in città. «La mia squadra ha eseguito alla perfezione ciò che avevo
comandato – dice Sacco – muovendo molto la palla e mostrando qualità
anche nei cambi difensivi».
- Il Resto del Carlino -
SCARONE 9. Se Rimini espugna Livorno gran parte del merito è suo. Il
gaucho gioca ispirato fornendo assist e facendo girare la squadra
insieme a Goss, inoltre penetra ma soprattutto segna un 8/11 da tre che
è un vero capolavoro. Il suo indice di valutazione dice +35 e per una
guardia vuol dire già tutto, ma mette dentro anche il canestro più
importante quando a 43” dalla fine Livorno era tornata a meno 1.
GOSS 7. Partita di grande scarificio in difesa e di buona levatura
in cabina di regia. Tira bene quando riesce a penetrare, meno quando lo
lasciano libero dalla linea dei 6.25.
PINTON 6,5. 15’ di buona difesa, due tiri da tre importanti messi
dentro. Perde un paio di palle banali, ma dà il suo contributo.
DE POL 5,5. In difesa qualcosa combina, ma in attacco sembra un ex giocatore.
MC CRAY 6. Si vede che ha voglia di fare, ma la condizione non lo
sorregge. Tira e sbaglia più del necessario, cattura qualche buon
rimbalzo e recupera due palle, ma subisce anche un paio di stopponi.
ZANUS FORTES 6. Buon contributo in attacco, troppi falli in difesa, ma fa sentire i gomiti e ciò è importante.
RINALDI 7. Inizio di gran carriera con 9 punti nel primo quarto e
una presenza imgrombante per Livorno, poi si calma un po’ ma resta una
spina nel fianco della difesa avversaria, anche se perde 3 palle e
recupera solo 3 rimbalzi.
GURINI 6. 7’ per dare riposo a Scarone e Goss senza infamia en senza lode.
KESICKI 7. Buona partita in attacco dove segna il 100% sia da due
che da tre. Discreta presenza ai rimbalzi, ma in difesa soffre troppo e
non dovrebbe Bagnoli e Foiera.
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