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NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDì 6 GENNAIO 2009


- Il Resto del Carlino -

di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI - QUANDO il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E quando serve un super canestro, di quelli che fanno piegare le ginocchia agli avversari, è quasi scontato che ci si debba rivolgere a lui, al capitano di questi Crabs che fuori casa non fanno sconti.
German Scarone ha marchiato a fuoco il successo di Livorno mettendo a referto la bellezza di 30 punti, bottino che non aveva più raggiunto dal novembre del 2006. Ma al di là del pingue fatturato, il gaucho ha segnato appunto il ‘paniere’ più importante, quello che ha fatto crollare le ultime speranze dei toscani, rientrati con veemenza a –1. Una tripla pesantissima, anche perché mancavano appena una quarantina di secondi alla fine. «La loro difesa aveva cambiato su un’azione di ‘pick & roll’, così mi ero ritrovato marcato da Ostler, un lungo – ricorda Germano –. Ho fatto un paio di esitazioni in palleggio, ho fintato di andare a sinistra e poi sono andato dall’altra parte. A quel punto Ostler ha incrociato un po’ le gambe, allora invece di penetrare mi sono allontanato e ho sparato una bomba frontale, che per fortuna è finita dentro». Fortuna relativa, aggiungiamo noi, poiché al PalaAlgida Scarone ha ottenuto dall’arco un 8/11 che si commenta da solo, con la bellezza di 22 punti imbucati nella sola ripresa. E pensare che prima del match l’argentino viaggiava con un (per lui) modesto 29.2% da tre.
«Ci voleva proprio questa prestazione, anche perché con la Reyer, nell’ultima uscita prima di Natale, non avevo fatto mai canestro, disputando proprio una brutta gara — fa autocritica il maturo regista dei granchi —. A Livorno sono stati bravi Goss e gli altri compagni a innescarmi, a ribaltare bene il pallone, così sono riuscito a prendermi tiri aperti, comodi. La sosta non ci ha tolto la rabbia, la voglia di rimediare alla sconfitta con Venezia. E poi siamo riusciti a recuperare McCray, un giocatore per noi molto importante».
UNO SCARONE bravo pure a controllare i nervi. Sul finire del secondo quarto, infatti, gli veniva affibbiato un ‘tecnico’ ed era il suo terzo fallo. «Boyette mi ha preso il braccio da dietro mentre andavo in contropiede e io l’ho fatto notare agli arbitri: invece del suo antisportivo, è arrivata però la grande T nei miei confronti.
Insomma, oltre il danno la beffa». Un raid, quello in riva al Tirreno, che per come è maturato ha sconfessato il vostro coach. Sacco aveva dichiarato alla vigilia che era impensabile sbancare Livorno segnando 90 punti. Già… «E’ vero — ridacchia German —, non siamo stati aggressivi come al solito, questa vittoria è figlia più dell’attacco che di una grande prova difensiva». E adesso in classifica i riminesi si ritrovano ben 4 squadre dietro, anche se a soli due punti, mentre i playoff sono appena un gradino più su. Chi voleva un torneo equilibrato non potrà certo lamentarsi.

- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
Il dottor Corbari ce lo aveva confidato prima di Natale, nella nostra esclusiva con il leggendario medico dei Crabs: German Scarone è il miglior “riminese” mai visto a Rimini. Meglio anche di Myers. Per il doc, uno che è nel Basket Rimini giusto da 46 anni, il gaucho di Buenos Aires identifica in toto lo spirito dei romagnoli veri, quelli che buttano prima di tutto il cuore in campo. Chi era a Livorno, ma anche a Pistoia, o a Cremona, o con Roseto, o praticamente dovunque sia stato “G” nei 7 anni di militanza da queste parti, può pure confermarlo.
“Ti svelo un segreto, nel tragitto dall’albergo al Pala Algida il dottor Corbari mi ha fatto leggere quell’intervista – è la prima cosa che dice German – e mi sono veramente commosso. Mi ha dato una carica e una responsabilità pazzesca pensare che lui, un mito vivente, mi avesse addirittura messo sopra a grandi giocatori nati qui. Ecco perché gliel’avevo promessa, una grande prestazione, e alla fine gliel’ho dedicata: sono onorato di essere un “riminese”, io amo questo club e questa città da sempre”.
Non che ci fosse bisogno della conferma, in ogni caso, ma quello che il capitano numero 4 ha sfoderato a Livorno è qualcosa che ha del paradisiaco. Trenta punti, con 8/11 da tre, compreso il personale 8-0 che a fine terzo periodo provocava il break del +16 Rimini, e, soprattutto, inclusa quella cometa, sull’84-85 a 20” dal gong, che splendeva sulla testa di Ostler per vincerne un’altra, dopo quella di Pistoia. In più, anche 6 rimbalzi (migliore del gruppo) e 4 assist. A Germanlandia pare che non si abbia nessuna intenzione di chiudere bottega.
“Fino a quando ne avrò, starò qui a soffrire per i Granchi – continua German, contento come un bambino per l’exploit biancorosso – proprio come il ‘doc’. Volevo rifarmi dopo la serataccia contro Venezia (0/7 da tre, ndr), e soprattutto insieme ai ragazzi volevamo vincere dove era passata solo Scafati fino a qui. Il segreto è stato nella circolazione di palla, siamo riusciti, come del resto avevamo fatto nelle ultime gare eccetto quella con Venezia, a girarla bene, penetrando e scaricando per aprirci il campo e tirare piedi per terra”.
Quell’ultima tripla, dal palleggio e senza un senso effettivamente logico, è la differenza tra un giocatore e un campione.
“Me la sentivo, sul pick&roll loro hanno cambiato e mi sono trovato davanti Oslter (208 centimetri, ndr) che nell’azione precedente avevo battuto in penetrazione. Ho fintato l’entrata, lui si è scomposto, sono indietreggiato e ho tirato. A Cremona avevo sbagliato, qui no. Sono stato fortunato”.
Sarà. Ma quando si vince 4 volte su 7 fuori casa è evidente che ci sia un’alchimia particolare: il perché questi Granchi si trovino così bene on the road ce lo spiega proprio il gaucho.
“Non è la pressione, ma il fatto che, in casa, nei momenti di difficoltà tendiamo a passarci poco la palla non per egoismo ma per la foga di fare canestro – è la sua analisi – Fuori, invece, continuiamo a giocare come se fossimo sopra o sotto di 10, sena differenze, e quindi arriviamo ad un buon tiro anche dopo 20”. La chiave è tutta li, nella pazienza di attaccare: tutti, anche McCray che zoppicava, hanno dato il massimo e il merito va sempre diviso. Adesso c’è Scafati, e la tv: è ora di infrangere questo tabù, vogliamo prenderci altri due punti vitali per la salvezza”.

RIMINI  - L'incredibile matematica, che opinione lo è solo ogni tanto, parla di 12 punti in 14 partite, con un record di 6 vinte e 8 perse, ma da quando c'è Giancarlo Sacco sul pino - e questo è un fatto - i Crabs hanno conquistato 5 successi su 8, 4 dei quali in trasferta. Ormai è assodato: Rimini si trova molto meglio on the road che in casa: nelle ultime 5 scampagnate sono arrivati 8 punti, più quel match letteralmente buttato via a Cremona, il 30 novembre 2008, coi Granchi incapaci di difendere un +5 a 2' dal termine del supplementare, e Scarone a gettare sul ferro la bomba definitiva. Cosa che invece, a Livorno, il fenomenale capitano ha fatto.Pirateria Nell'analisi tecnico-tattica, si può proprio partire da questa tendenza corsara dei biancorossi, che, proprio come il Rimini Calcio, sono molto più belli e baldanzosi quando viaggiano. I numeri li tiriamo fuori di nuovo, perché non guastano: al 105 (o al Flaminio), sono arrivati 2 successi - con Pavia e Roseto - e 5 ko, fuori casa 4 hurrà e 3 tristezze, a Varese (prima), Casale (seconda) e, appunto, Cremona (quinta).
Motivi? Il primo è la totale mancanza di pressione, non che in quel di Rimini ci sia chissà quale aspettativa, ma è evidente che, isolandosi dal contesto ghiacciato del 105 teoricamente amico e invece solitamente semi spettrale, si giochi più sereni, più pragmatici, mettendo in conto i break avversar! e sospirando molto meno a ogni capovolgimento di fronte.
Poi c'è la questione tattica: quando i vari Scarone, Goss e McCray entrano in striscia, per le squadre che giocano in casa sale sempre di più l'ansia, e, nel tentativo di recuperare, i ritmi si alzano facendo il gioco dei Crabs. Triplo Usa Pochi lo considerano, ma quando German fa queste cosette qua, è come avere in scuderia tre americani. Le difese awersarie devono sempre fare una scelta, contro Rimini: dei tré tenori - Scarone, Goss e McCray -uno va per forza di cose "battezzato". E cosi, anche se Goss o McCray sono braccati, esce fuori il gaucho, o viceversa. La realtà dei fatti parla anche di percentuali astronomiche dall'arco, un 45.2% (14/31) che conferma tutta la bontà delle mani biancorosse.Se l'avversario non mette le mani addosso e non picchia nel senso letterale del termine (come fece Venezia, per intenderci), i tiratori di Sacco entrano in ritmo e fanno danni in quantità.

A un passo dal giro di boa, ci ritroviamo con una LegaDue pazzescamente equilibrata, dove tra la capolista Varese e il quartetto di coda ci sono appena 10 punti: l’anno scorso, giusto per fare un confronto, ce n’erano ben 14 (Soresina e Sassari 20, Livorno e Novara 6), ma quello che più colpisce è vedere addirittura dieci squadre – da Scafati, settima e in piena zona playoff, in giù – ammassate in quattro misere lunghezze, mentre al 5 gennaio 2008 guardavamo Reggio Emilia (settima, 16 punti) a +10 sulle ultime.
Final Four: scatta la volata L’unica sicura di partecipare al vernissage di Coppa di Lega è Varese (20), che onestamente non sta facendo gli sconquassi ma è la più completa e forte del campionato: sotto, a lottare per gli altri tre posti, sono addirittura in cinque. Alle tre a quota 18 – Jesi, Reggio e Casale - basterà vincere, ma c’è lo scontro diretto Soresina (16) – Casale a sparigliare le carte, con l’arrembante Veroli (16) che riceverà proprio Varese e in caso di successo ha ottime possibilità di qualificazione.
Queste 6 squadre, sembra ormai assodato, si giocheranno anche la promozione diretta e i primissimi posti playoff, ma senza gerarchie apparenti. Jesi, ad esempio, sta faticando (2 punti nelle ultime 4, proprio come Varese!) per l’assenza di Maestranzi, mentre Casale deve compiere il salto di qualità in trasferta, e Reggio Emilia metabolizzare il ko di Melli. Riguardo a Veroli, l’idea che il roster fosse di primissimo livello lo si aveva fin da principio: se comincia a fare il pieno anche fuori, può puntare in altissimo.
Tutti nel mucchio Dal trio Scafati – Livorno – Sassari (14) al quartetto di coda a quota 10 (Venezia, Pistoia, Brindisi, Pavia), passando per l’altro trittico con 12 punti in saccoccia e composto da Rimini, Imola e Roseto, tutte e 10 devono restare con le antenne ben dritte.
La quota salvezza, negli scorsi anni sistematicamente a quota 20-22 punti, si alzerà almeno a 24-26, mentre quella playoff potrebbe abbassarsi proprio per l’equilibrio allucinante di tutto il campionato. Scafati continua nelle sue stranezze, tipo scherzare sia Varese che Jesi e poi crollare con Venezia e Pavia: più o meno è la stessa situazione di Livorno, che alla prova del nove ha fallito e non di poco, mentre Sassari è in ripresa (2 successi di fila) e si assesta sul suo livello.
Rimini ha il vento in poppa (4 hurrà nelle ultime 5), e l’anticipo con Scafati può essere un’altra svolta. Imola, invece, è in striscia no (4 ko su 5, il contrario dei Crabs), mentre Roseto continua ad alternare buone cose a partitacce. Nel poker della paura, si parte da Venezia, che però ha un roster onestamente troppo forte per non salvarsi: Pistoia è in caduta libera (6 punti nelle prime 5, appena 4 nelle nove successive), mentre Brindisi e Pavia sono molto più vive di qualche settimana coi successi in trasferta li a dimostrarlo. Se qualcuno vuole scommettere, si accomodi. Meglio giocare al lotto?

RIMINI (ma.pep) – Dopo il meritato riposo concesso ai suoi ragazzi ieri, Giancarlo Sacco riporterà tutti in palestra fin da oggi, anche perché il prossimo impegno di campionato sarà sabato prossimo, alle 20.45 al 105 Stadium, contro l’Harem Scafati di coach Franco Gramenzi. Ci sarà ovviamente da verificare la condizione di Chris McCray, il quale convive ancora con una caviglia sinistra ballerina: nel corso della settimana, si spera che i miglioramenti abbondino.
La maledizione Rai L’anticipo con Scafati coinciderà con la terza apparizione stagionale dei Granchi in diretta tv, sulle frequenze “nemiche” di Rai Sport Più: quella con Mamma Rai è una maledizione che da queste parti va avanti dal 9 maggio 2007, ultimo giorno nel quale i biancorossi vinsero un match “live”, in gara5 dei quarti playoff della stagione 2006-07 contro la Fastweb casale Monferrato. Da li, addirittura 7 ko filati: a Fabriano, a Casale, con Reggio Emilia, a Pavia e a Caserta (gara2 di quarti playoff) nella stagione 2007-08, con Sassari e a Cremona in quella in corso.
Insomma, c’è già qualcuno che fa le macumbe, anche perché l’importanza della sfida coi campani, che precedono di soli 2 punti i Crabs, è di fatto totale: vincendo, Rimini compierebbe un ulteriore salto in classifica, agganciando – con ogni probabilità – la zona playoff.



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