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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MERCOLEDì 7 GENNAIO 2009
- La Voce di Romagna -
RIMINI (ma.pep) – Tutti presenti, ieri, alla ripresa “festiva” degli
allenamenti: Giancarlo Sacco ha fatto lavorare i Granchi al Flaminio,
mentre da oggi a venerdì ci si trasferirà al 105 Stadium, visto che
sabato sera, proprio nella casa ufficiale dei Crabs arriverà l’Harem
Scafati, per l’anticipo tv (ore 20.45, diretta su Rai Sport Più) della
15esima e ultima giornata di andata. Oggi allenamento lungo (dalle
11.30), domani e venerdì classica seduta pomeridiana e mattina pesi
allo Steven. La speranza di Sacco, ovviamente, è che un’altra settimana
di lavoro serva a Chris McCray per tornare alla migliore condizione
fisica. L’ala Usa, giova ricordarlo, si era infortunato a Pistoia – il
14 dicembre – alla caviglia, e aveva ripreso la preparazione solamente
mercoledì 31.
Il programma della 15esima Così nel prossimo week end: sabato, ore
20.30 Edimes Pavia – Fileni Jesi (Pasetto, Ciaglia e Di Francesco), ore
20.45 Crabs – Harem Scafati (Pascotto, Calbucci e Giovanrosa). Domenica
(ore 18.15): Trenkwalder Reggio Emilia – Basket Livorno (Materdomini,
Perretti e Beneduce), Vanoli Soresina – Fastweb Casale Monferrato
(Weidmann, Provini e Terranova), Carmatic Pistoia – Seven 2007 Roseto
(Biggi, Federici e Ciano), Umana Venezia – Banco di Sardegna Sassari
(Bettini, Castelluccio e La Rocca), Enel Brindisi – Aget Imola (Longhi,
Terreni e Cappello), Prima Veroli – Cimberio Varese (ore 20, diretta
Rai Sport Più, Aronne, Caroti e Masi).
VOTO 10 a German Scarone, il mito della
porta accanto (30 punti, 8/11 da tre, le faccine a tutta Livorno). C’è
chi ha visto giocare Reggie Johnson, chi ha ammirato Carlton Myers, chi
ha avuto la fortuna di conoscere Larry Middleton. C’è anche chi, su
youtube, si riguarda le schiacciate di Buford, e chi ama follemente
Alex Righetti. German, però, “è” il Basket Rimini. Leggenda.
VOTO 9 a Thomas Mobley (14, 11 rimbalzi, 6 recuperi) e Paul
“Treccia Matta” Marigney (30, 9/14, 6 rimbalzi), gente che non si
stanca mai. Mentre a Scafati non difendono più nemmeno gli avvocati, i
due lasciano Santarossa nel Cantone e proiettano Pavia nel Far West di
una LegaDue più incerta del prezzo del petrolio. Su e giù.
VOTO 8 ad Alvin Young (29, 6 recuperi, gli incisivi di Swann) e
Andrea Ancellotti (10, 5/6, 5 rimbalzi), il grande “vecchio” che
prepara la calza e il giovane bimbo che si mangia i dolcetti. Però non
è possibile che ogni volta che a Reggio uno sotto i 20 anni fa 4
canestri diventi Bargnani per partito preso. Come quella volta che
Evtimov doveva essere illegale. Illegale da portare in giro, casomai.
Camomilla?
VOTO 7 a Jamar Smith, altro che Otis George. Mentre l’ex di turno
piglia 1 trilione di euro per fare pupazzi di neve e alzar su due
bilancieri, il suo sostituto piglia la metà ma i bagordi li fa dove
conta (21, 10/12, 7 rimbalzi, 2 recuperi). Si mormora che Crespi,
grazie a lui, riesca addirittura a dormire un paio d’ore a notte. Sogni
d’oro.
VOTO 6 alla media tra le bellezze di Picchio Feliciangeli (14,
6/6, 3 rimbalzi) e Manuel Vanuzzo (17, 6/11, 7 rimbalzi), e le
bruttezze di chi non si fida più degli italiani veraci, quelli che
tornano dalle ferie in tempo, quelli che sono sempre li, quelli che
alla fine danno un senso a questo mondo di pazzi isterici alla ricerca
dell’arubiano di turno. Santa voglia di vivere.
VOTO 5 a chi fa quel che può, cioè poco, e a chi non fa quel che
dovrebbe, cioè tanto. Non si può pretendere che Marco Giuri ti vinca le
partite da solo, al massimo si può aver paura che le perda (0/2, 3
perse, -6), mentre in teoria Marcelus Kemp dovrebbe portartele a casa,
e invece a casa ci era rimasto col cervello (4/11, 6 perse).
Scollegato.
VOTO 4 alla coppia della settimana, Alberto Causin e Massimo
Farioli, 1/5, 6 perse e -7 in due, all inclusive col braccialetto che
così non c’è nemmeno da pagare. Valli anche a pagare, due così: fate
una cosa, adesso che avete Kristaps (Gianicenoks), comprate anche
Petrektet, quello di Zelig, che almeno ci facciamo due risate. Becitos.
VOTO 3 al trio della settimana, Juan “mi sa che mi rompo” Fabi
(0/2, 1 persa, -4), Gennaro “mi hanno spostato il canestro” Sorrentino
(3/12, 8 perse, -2) e Fede “io mi sono rotto davvero” Pugi (0/1, 1
persa, -1). Se sperate che Swann vi riporti sulla retta via, fate prima
a farvi un giro in via Zamboni. Happy Hour.
VOTO 2 a Fabio Ruini (0/6 da tre, -4), perché mentre Hatten e Tutt
difendono (si, una volta all’anno succede a tutti), litiga con Fulvio
visto che Lloreda è triplicato e nessuno dei due vuole passarla a
Pazzi. Alberobello.
VOTO 1 alla triade Rossini (1/4, 4 perse, -1), Maggiolone (3/11, 3
perse) e Ryan (4/18, 2 perse). Senza gli “shortini” di Maestranzi, a
Jesi si ride molto meno, perché quando il Cuffee finisce, tocca andare
di Raminelli, Sambugaro e Bastoni, solo che gli altri avevano l’asso di
Denari. Altro che Final Four, qui sembra Final Destination… Chiuso per
lutto.
VOTO 0 ai tiratori sciolti della Vanoli, visto che quelli scelti
erano rimasti a casa. Terry lo lasciano fare, Gigena (1/4, 2 perse, -3)
e Troy Bell (0/6 da tre, 5 falli, -2) invece li lasciano proprio fuori.
Con quel freschino, il cappotto era il minimo. 50 special.
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini NELLA gratificante gestione-Sacco (5-3 il bilancio), il cammino dei
Crabs è stato comunque caratterizzato da prestazioni – e risultati –
eccellenti lontano da Rimini, mentre sulle tavole amiche, vuoi che si
giocasse al 105 Stadium oppure al Flaminio, i granchi hanno continuato
a balbettare e perdere come nella prima parte di stagione. In
trasferta, pensate, i biancorossi hanno vinto ben 4 volte (Imola,
Brindisi, Pistoia e Livorno le ‘vittime’ nell’ordine), con l’unico stop
nella tana del Soresina che è maturato solamente all’overtime. In riva
all’Adratico, invece, scivolone con Veroli, successo con Roseto e nuovo
inciampo con Venezia alla vigilia di Natale. Giancarlo Sacco prova a
trovare qualche spiegazione per questa insolita tendenza. «Innanzitutto
questo è un torneo fatto così, il fattore campo è relativo – attacca il
52enne coach pesarese –. Non c’è la squadra ammazza-campionato, così
come non esistono formazioni materasso, tutti i team sono competitivi.
Per quel che riguarda le nostre sconfitte interne – prosegue
l’allenatore dei Crabs – contro Venezia eravamo senza McCray, mentre
con Veroli ci ritrovammo senza Goss, espulso, nella seconda metà di
gara. E questi sono fattori che pesano». C’E’ ANCHE un modo di giocare diverso, però. Fuori la manovra dei
granchi è più fluida, meno farraginosa… «Vero, la cosa palese è che
nelle esibizioni esterne siamo sempre portati a fare un passaggio in
più, cerchiamo di risolvere le situazioni in maniera corale – osserva
Giancarlo Sacco –. In casa, invece, emerge di più l’individualità, c’è
voglia, generosità di fare subito un qualcosa in più, c’è una maggiore
fretta. Insomma, pecchiamo di egoismo positivo». Con il risultato,
aggiungiamo noi, di non riuscire a costruire quei tiri aperti ad alta
percentuale come accade in viaggio. Ma quando vedremo i brillanti
granchi formato export anche da queste parti? «Speriamo subito –
ribatte deciso Sacco –. A) Perché mi sono stancato. B) Perché abbiamo
ormai visto che se affrettiamo le cose poi è peggio. La strada è
indicata, ora si tratta di seguirla. E il campo, come sempre, è quello
che dice la verità». A LIVORNO il malconcio McCray (foto) è rimasto dentro 26’. Meglio
delle più ottimistiche previsioni… «Ed è stato importante, al di là
delle cifre il rientro di Chris ha regalato fiducia al gruppo, sulla
faccia dei ragazzi questa sensazione si leggeva benissimo».
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