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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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VENERDì 9 GENNAIO 2009
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — DICI SCAFATI e la prima cosa che viene in mente è il
bruciante 3-0 con il quale i campani fecero fuori Rimini nei quarti di
finale playoff del torneo di Legadue ’04/’05. Stanic, Wilson, Robinson,
Jamison, Amoroso erano sono alcuni uomini di quell’EuroRida, squadra
che adesso presenta tutti volti completamente nuovi in organico, con
l’unico superstite che, ieri come oggi, siede in panca: coach Franco
Gramenzi, alla sua terza parentesi professionale nel club scafatese. Un
gruppo, quello targato Harem che farà capolino domani sera al “105
Stadium” per sfidare i Crabs nell’anticipo televisivo dell’ultima di
andata, che fin qui ha vinto 7 delle 14 partite disputate, con due
colpi esterni (a Sassari e Livorno) e tre scivoloni nel familiare
PalaMangano, dove ha giocato due incontri in più (Venezia, Soresina e
Pavia hanno firmato i blitz). La prima opzione offensiva è l’ex
pistoiese Ronald Davis, classe ‘82, guardia-ala di 1.90 che viaggia a
20.6 punti col 46.2% da due e il 42.5% nelle triple. E’ lui a prendersi
i tiri più pesanti, quando il pallone scotta e il cronometro dei 24’’
giunge a fine corsa, mentre gli altri due ‘piccoli’ servono a dare
fosforo in regia e ulteriore pericolosità sul perimetro. Il play è un
volto assai noto, non fosse altro perché a inizio febbraio compirà 37
anni. Parliamo di Leonardo Busca, una specie di allenatore in campo.
Nei paraggi il britannico Michael Lenzly, 27enne play-guardia di un
metro e 89: un tipo da 11.6p (48% da due, 40% da tre) e 4.6 rimbalzi in
34’.
DA APPENA un mese si è poi accasato a Scafati l’americano Bennett
Davison, 33enne ala forte di 2.02 dai garretti esplosivi. Subentrato in
corsa all’infortunato Dillon Sneed, Davison, che salta come un grillo
ma non è un gran tiratore dalla distanza, si tiene sui 12.8 punti (con
il 59.5% da due) e 4.8 rimbalzi a gara. Completa il quintetto il paisà
Joel Salvi, solido pivot mancino di due metri visto pure a Imola nella
stagione ’04/’05. In questo primo scorcio di campionato 14.4p con
percentuali eccellenti (58.7% da due, 42.6% nelle bombe) e 7.9 rimbalzi
nei 30’ che Gramenzi gli concede. Dalla panca si alzano solitamente in
quattro. Il più ‘spremuto’ è l’albanese Klaudio Ndoja, un esterno da
8.6 punti in quasi 21’. Carlo Cantone avvicenda Busca, Walter
Santarossa è un’alternativa per le ali, il ventenne Giacomo Eliantonio
cambia il centro.
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Rimbombano ancora nell’aria, i fendenti coi quali German
Scarone ha esorcizzato Livorno regalando una Befana felicissima ai
Granchi corsari di questa strana LegaDue. Solo 6 giorni dopo, la sagoma
dell’Harem Scafati si appresta a stagliarsi nel freddo catino del 105
Stadium (domani, diretta tv su Rai Sport Più dalle 20.45), coi Crabs di
fronte a una doppia maledizione da sfatare. In primis, un fattore campo
che fin qui è stato molto ostico (2-5 il record attuale, contro il 4-3
on the road), e poi la diretta televisiva, visto che, dopo il successo
su Casale nel playoff del maggio 2007, sono arrivate ben 7 ko
consecutivi, roba da guinnes o giù di li.
Regia La realtà parla di una squadra molto strana, capace di
strapazzare Varese e Jesi e di buscarle, in casa, da Venezia e Pavia,
contro la quale il team di Gramenzi ha perso il battesimo del 2009 ai
supplementari. La regia, forse, è l’unico reparto dove i Crabs paiono avere,
sulla carta, qualcosa in più: il veterano 36enne Leonardo Busca offre
garanzie ma quando il ritmo sale tende a perdere la trebisonda (4.7
punti, 3.1 rimbalzi e 3 assist in 28.6’). A rilevarlo c’è il giovane
napoletano Carlo Cantone (2.9 punti), 23 anni e, forse, il desiderio di
giocare di più visto che la rifondazione è partita da lui e da Joel
Salvi, unici confermati dell’anno scorso. Qui Scarone, Goss e Pinton
devono pressare all’inverosimile: il lavoro più importante sarà dietro.
Esterni Esperienza, fisicità e voglia di spaccare il mondo. C’è un
po’ di tutto, nel reparto di guardie titolare dell’Harem, squadra
difficile da leggere perché atipica e con pochi riferimenti dopo
l’addio al pivottone Sneed e l’avvento dell’ala Davison. Michael
Lenzly, una vita nell’Europa minore, è un difensore tosto col vizio
della tripla devastante (11.6 a serata, e il 40% da tre più 4.6
rimbalzi), difficile da tenere per Goss, visto che fisicamente
“dotato”. Il puntero designato, in teoria, sarebbe però Ronald “Boo” Davis,
26enne ex Pistoia. Fisicamente straripante, corre e difende molto bene,
mentre la mano è più morbida da fuori che in avvicinamento (20.6 punti,
42.5% da tre, 5.3 rimbalzi e 3.2 perse): il duello con McCray sarà
bello e decisivo. Scafati ha la terza miglior percentuale da tre punti
del campionato, ma, dato curioso, è quella che recupera meno palloni
del lotto (14.9). Dalla panca, Gramenzi pesca l’italo albanese Ndoja
(8.6 punti in 21’) e l’italianissimo Walter Santarossa (3.7 in 14.5’):
gente tosta, capace di far male e di leggere bene le difese. Si dovrà
evitare di ingolosirsi, lavorando ancora meglio sulla circolazione di
palla.
Lunghi Ci siamo, la chiave sta qui. Perché andare a capire chi
Giancarlo Sacco piazzerà sulle orme di Bennet Davison è difficile,
molto difficile: l’ex Virtus, arrivato da 5 turni, è attaccante di
razza (12.8, il 60% da due, 4.8 rimbalzi) e per Kesicki sarà molto
difficile tenerne il passo. Roba che sembra fatta apposta per Sandro De
Pol, mentre Joel Salvi, capitano e simbolo di Scafati, è di fatto il
pilone su cui reggi tutto l’impianto di Gramenzi (14.4 punti, 58.7% da
due e 42.6% da tre, 7.9 rimbalzi). Pane per Tommy Rinaldi, anche se non
si tratta del solito “bisonte”, ma di un marpione con soluzioni di
tutti i tipi nelle mani. L’ex Jesi Eliantonio (4.2 punti in 11.6’)
cambia entrambi i lunghi: controllo dei rimbalzi, solito discorso. E
attenzione agli accoppiamenti.
Dice abbastanza male, il 105 Stadium, al
Basket Scafati. In 7 incontri disputati a Rimini, infatti, solo due
volte i campani uscirono con i due punti, l’ultima e il 6 maggio 2005,
quando l’allora Conad di Becirovic perse malamente gara3 dei quarti
playoff (serie 3-0 Eurorida) affondando per 78-83 in uno dei più brutti
incontri di post season che si ricordino.
In regular season, invece, bisogna risalire addirittura al primo
anno di LegaDue, la stagione 2001-02, quando i campani si imposero
82-92 al Flaminio su una squadra piena zeppa di giovani a causa degli
infortuni in serie.
In totale, il bilancio tra le due contender recita un 9-6 Scafati
frutto di 6 vittorie biancorosse al 105 Stadium e di 7 ko, su 7, in
terra campana. La curiosità, però. È un’altra: fu proprio contro i
campani, infatti, che i Crabs esordirono ufficialmente al 105 Stadium,
esattamente il 2 febbraio 2003, con Didin in panca e il trio Machado
(26) – Lee Matthews (24 e 10 rimbalzi) – Giovannoni (17) che, contro
ogni pronostico, distrussero le velleità di una Rida capolista e con
Randy Childress nel motore (c’era ancora il mitico Giuseppe Corvo, e in
panca Frank Vitucci). Finì 92-76, e per Rimini, che non vinceva in casa
da una vita e veleggiava all’ultimo posto in classifica, fu una manna
dal cielo.
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