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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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SABATO 10 GENNAIO 2009
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — BELLI e vincenti in viaggio, i Crabs vanno a caccia di
conferme sulle tavole amiche del 105 Stadium, teatro questa sera del
match con l’Harem Scafati, partita che chiude il girone di andata di
un’incertissima Legadue (palla a due alle 20.45 per la diretta tv su
Raisport Più, fischiano Pascotto, Calbucci e Giovanrosa). Un fattore
campo che finora non è esistito, tanto che per ben 5 volte (su 7,
attenzione...) gli ospiti in riviera se ne sono andati via con il
referto rosa. Una tendenza che Rimini deve assolutamente invertire,
altrimenti tutte le imprese esterne rischiano di essere vanificate da
questi granchi che lontano da casa sanno come usare le chele. Rispetto
all’ultima esibizione interna — sconfitta contro la Reyer, era il 21
dicembre — i biancorossi non dovranno regalare giocatori agli
avversari, con Chris McCray che ha già mordicchiato il parquet per 26’
domenica scorsa a Livorno. Ma stasera, con una settimana in più di
allenamenti nelle gambe, cosa possiamo aspettarci da MC? «Chris deve
provare a difendere di più, per noi è fondamentale — sostiene Vincenzo
Di Meglio, vice di Giancarlo Sacco sulla panchina riminese —. Scafati
sul perimetro è temibile, tutti gli esterni vanno a rimbalzo. Lavorare
forte dietro è un’esigenza, più del mettere dentro una ventina di
punti».
L’ASSISTENTE dei granchi si è studiato a lungo i campani,
facendosi un’idea precisa della compagine guidata da coach Gramenzi. «A
loro piace tantissimo correre, anche da canestro subìto, pertanto
dovremo stare particolarmente attenti nei rientri difensivi — osserva
il tecnico —. Dietro ogni tanto si affidano alla zona, 2-3 e anche
1-3-1, poi come detto cercano la velocità, con Busca a spingere. Per
noi sarà importante non farci trascinare nella bagarre, lì abbiamo
tutto da rimetterci. Se la partita è più tattica, penso che non
dovremmo avere grossissimi problemi per portarla a casa», è più che
fiducioso Di Meglio, nonostante i superstiziosi mettano pure in conto
la micidiale cabala quando c’è mamma Rai a riprendere i granchi, con
quell’ultimo, remoto sorriso nel piccolo schermo che risale al maggio
2007 (playoff con Casale). Nei Crabs infine ieri è tornato ad allenarsi
anche Scarone, che giovedì si era fermato per un’infiammazione da
affaticamento alla coscia.
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Cosa vuoi che gliene freghi, a uno come lui, della
maledizione tv. A Giancarlo Sacco non gli fa nemmeno il solletico,
sapere che è dal 9 maggio 2007 che da queste parti non si batte cassa,
se c’è Mamma Rai a irradiare le gesta dei Granchi. “A parte il fatto
che io ho un record fantastico con la tv e in pratica ho quasi sempre
vinto, la superstizione la lascio agli altri”.
Beato lui, che non va in giro coi cornini in tasca, e non toccherà
ferro (o Ferro, poco conta…) stasera, quando Pascotto, Calbucci e
Giovanrosa scodelleranno la palla a due dell’anticipo dell’ultima
giornata di andata tra i Crabs e l’Harem Scafati (ore 20.45, 105
Stadium, diretta su Rai Sport Più). In molti lo faranno, se non altro
perché quella coi campani non è una partita come le altre. Classifica e
calendario seguente alla mano, c’è molto più di un referto rosa in
palio. C’è da completare il “giro buono”, quello cominciato a Brindisi
alla giornata 10, e dal quale Scarone e company hanno trovato la forza
per vincerne 4 su 5.
“Prima di Brindisi eravamo ultimi, e avevo parlato di una serie di
partite fondamentali contro nostre pari classifica – dice Sacco –
adesso invece il discorso è diverso, perché visto che tutti vincono con
tutti e la classifica è paurosamente indecifrabile, non possiamo
permetterci di pensare che una partita sia differente dalla’altra.
Scendiamo in campo sempre per vincere, e fortuna che ultimamente lo
abbiamo fatto spesso, altrimenti saremmo in fondo soli e tristi”.
Il 51enne pesarese lo sa benissimo, che due punti sopra ci sono i
playoff, mentre due sotto la B1. Ma sa anche che questi Granchi adesso
hanno una consapevolezza diversa, e desidererebbe vederla pure in casa,
dove il bilancio – 2 vinte, 5 perse – è il peggiore della LegaDue,
contraltare a una pirateria che ai suoi piace tantissimo, visto che
fuori i Crabs ci sguazzano (4 vinte e 3 perse, solo Varese e Reggio
tengono il passo).
“Anche questo dato è relativo, nel senso che è figlio
dell’equilibrio del campionato: nell’ultima giornata ci sono stati ben
5 successi esterni su 8 partite, per cui poco importa dove vinci, basta
che lo fai. Personalmente, fuori, in casa, in giardino o in salotto,
cambia poco. La A2, anni fa, era già segnata alla 15esima, qui invece
nessuno è sicuro di niente”.
Tanto per avere qualche garanzia in più, occorrerà battere questa
strana Scafati, squadra che gioca ai mille all’ora e capace di alzare e
abbassare il livello nel giro di un click. Una brutta bestia, ma che si
può esorcizzare.
“L’Harem è una bella squadra – continua “The Bag” – ed è
impressionante quando ha i momenti buoni: ho visto la partita che hanno
perso con Pavia, sono andati sopra di 15 in un attimo facendo sempre
canestro e poi si sono spenti finendo sotto di 4. Tutti, Salvi e
Davison (i lunghi titolari, ndr) compresi, corrono come i pazzi. Davis,
Lenzly, Ndoja e Santarossa, poi, appena sono liberi tirano. Insomma, se
ti deconcentri becchi un 15-0 in 2’ e non te ne accorgi nemmeno”.
Con McCray in crescendo e uno Scarone così, però, le armi per controbattere ci sono. A patto di confermare i progressi.
“Chris è al 60% ma lo vedo voglioso, German ha ripreso ad allenarsi
solo ieri dopo 2 giorni di stop per un problemino agli adduttori.
Vorrei vedere gli stessi movimenti senza palla di Livorno ma una difesa
100 volte migliore: per fermare Scafati dovremo abbassare ‘i glutei’ e
pedalare”.
Mettiamola così. Si affrontano due
squadre alle quali piace correre, ma in maniera un bel po’ diversa. I
Crabs prendono linfa dalla difesa per scatenare le sgroppate di McCray
e Goss, tentando il secondo rimorchio coi vari Kesicki e Rinaldi. Scafati non ha rimorchi, ma solo gazzelle. Può capitare di vedere
Joel Salvi e Bennet Davison, pivot e ala forte del quintetto titolare,
prendere palla e partire in palleggio anche da canestro subito. Due
basket “podistici” diversi, in mezzo ai quali sarà la difesa a fare la
differenza.
Accoppiamenti e mis match Ce ne sono a bizzeffe, e faranno la
storia della partita. I Crabs non sembrano avere l’uomo per marcare
Bennet Davison, troppo esperto e smaliziato per Kesicki e troppo veloce
per Rinaldi. Di contro, però, Scafati avrà grossi problemi nel
contenimento di Scarone, perché Busca fa quel che può e Davis non è di
sicuro un mastino napoletano. Franco Gramenzi, trainer dell’Harem, usa
spesso diversi tipi di zona: 3-2, 2-3, match up. Contro Rimini, chi lo
ha fatto è stato sistematicamente punito.
Il festival delle triple I campani hanno una vera e propria
malattia, in fatto di bombe. Se ne prendono addirittura 25.7 a
incontro, contro 31.4 conclusioni da due. Un dato che lascia bene
intendere quanto a Scafati piaccia allargare il campo, anche perché la
cosa da i suoi frutti: l’Harem ha una percentuale dall’arco altissima,
un 39.1% (141/361) di non poco superiore al positivo 36.6 (121/331) dei
Granchi. Tradotto in soldoni, tutti gli uomini in maglia gialla,
Davison escluso (forse), possono colpire a piacimento. Che il miglior
cecchino avversario sia Salvi, il pivot (42.6, poco sopra al compagno
Davis che fin qui ne ha imbucate 45/106), la dice lunga. Meglio
rischiare una penetrazione con l’autostrada che lasciar pensare i
campani coi piedi in terra.
Ritmi giusti Dicevamo della corsa. Allora completiamo il discorso
azzardando che sarebbe un errore, per i Crabs, congelare il pallone:
Scafati non è squadra dal recupero facile, così come non spreca chissà
cosa, mentre Rimini è regina negli scippi. Se si ruba, si va, poche
storie: non è in attacco che i Granchi devono stravolgersi, ma è dietro
che devono sopire gli entusiasmi scafatesi. Se la pressione sarà
furente, forse dopo 19 mesi tondi Mamma Rai assisterà a un successo
biancorosso. Sarebbe già qualcosa da ricordare.
Oltre a Rimini (12) – Scafati (14), il
più classico degli spareggi “bivio” della LegaDue, si anticipa anche a
Pavia (10), dove un’Edimes ritrovata attende al varco la Fileni Jesi
(18), orfana di Maestranzi ancora per due mesi e infatti sulle tracce
dell’ex Granchio Ariel Filloy (palla a due alle 20.30).
Domani, invece, si completerà il quadro della 15esima e ultima di
andata, con le prime 4 che perfezioneranno le iscrizioni alla Final
Four di Lega: Varese (20), capolista solitaria e unica già qualificata
all’evento, viaggia in serata e con un Dimitri Lauwers in più nel
motore (ore 20, diretta Rai) in quel di Veroli (16), alla quale invece
serve un successo per centrale la Coppa. Molto dipenderà però dallo spareggio tra Soresina (16) e Casale
(18), perché chi perde ha molte probabilità di non farcela (Troy Bell,
stella della Vanoli, è ex di lusso): nel mezzo c’è pure Reggio Emilia
(18), che contro Livorno (14) deve stare attenta a non considerarsi
troppo bella anche perché Bagnoli e compagni sono piuttosto
imprevedibili.
A Venezia (10) altra partita scottante, visto che ci arriva una
Sassari (14) con 4 punti consecutivi nella mente ma un Bushati in meno
in squadra: Pistoia (10) – Roseto (12) è uno scontro salvezza puro e
semplice, così come lo è Brindisi (12) – Imola (10). Insomma, il gioco
si fa duro. E i duri, vedrete, cominceranno a giocare per davvero.
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