LE PARTITE DEI CRABS
Guarda il calendario


ogni martedì alle 20.00 "calcio.basket"
e alle 23.00 la partita dei Crabs.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
CLASSIFICA
TeamPts
Mobyt Ferrara50
Centro Sedia Corno di Rosazzo46
BASKET RIMINI CRABS40
Goldengas Senigallia36
Zepa Marostica34
Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
Officine Creative Montegranaro32
 PSG Tosoni Villafranca28
 G.S. Riva del Garda28
 Fiorese Bassano24
 Naturino Civitanova22
 Texa Roncade20
 Pallacanestro Rovereto20
GSA Udine18
Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

LUNEDì 19 GENNAIO 2009


- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
JESI – Houston, abbiamo un problema. Bisogna che qualcuno spieghi ai Granchi che Jesi non è Scafati, Pistoia, oppure Livorno. Qualcun altro poi ricordi che, su 40’, ne andrebbero giocati 44, mentre al PalaTriccoli i Crabs cominciano a fare basket negli ultimi dieci. Deturpati a rimbalzo, dominati da Maggioli, e divelti dai tiratori jesini, i Crabs affondano per poi risorgere nel finale, con un clamoroso De Pol a far sperare nel più assurdo dei colpacci. Ma si sa, quando sei costretto ai miracoli contro il cronometro, finisce che nemmeno la dea bendata ti da una mano.
Partono davvero malissimo, i Crabs, arruffoni davanti e soprattutto molli dietro: la tripla laterale di Cuffee è già qualcosa di significativo (12-4 al 5’), con Sacco costretto al time out e al cambio immediato del fantasma Kesicki (dentro De Pol).
Nonostante il 4-0 di McCray che illude, Maggioli fa quel che vuole ma non per se, bensì per i compagni: anche Sambugaro si iscrive al club dei “piedi per terra”, e quando Rossini costeggia i 24 metri, il meno 11 è dipinto (19-8 al 8’). Le percentuali crollano, con Goss reso inoffensivo da Cuffee e la Fileni a banchettare sotto entrambe le tabelle: è già un lusso che Scarone, in completa zingarata, piazzi il triplone del 21-15 sulla prima campanella.
Nonostante Sambugaro imperversi, i Crabs, con Gurini dentro, girano meglio la questione: il primo gol di Goss e un libero di Rinaldi riportano Rimini a un possesso (24-21), ma il tutto è figlio degli ingressi di Raminelli e Bastoni, un’altra cosa rispetto a Ryan e Rossini.
Infatti, al rientro di Lupo, succede di tutto: il 40enne capitano jesino piazza due bengala consecutivi sui blocconi di Maggioli, mentre dall’altra parte De Pol lancia due cross con 16 metri di spazio. E’ il nuovo + 8 Jesi (33-25 al 15’), che mantiene perché Goss è l’unico a buttarla nel cestone. Tornati a meno 5, infatti, i Granchi incassano un 12-4 sanguinoso, firmato da super Maggioli e dai tiri incontestati jesini, difesa con gli occhi e preoccupante fuga Fileni (46-34 al 18’).
Rimini gioca male, non difende (Jesi 60% al tiro, Maggioli 10 punti e 11 rimbalzi), e ha un McCray imbarazzante: la naturale conseguenza è il meno 17, una mezza sentenza, già al “pensiamoci su” (53-36).
La falsariga rimane tale, con Jesi a tripleggiare l’immenso in totale fiducia (Ryan e Sambugaro infallibili, +21 sul 61-40), e i Granchi a pescare qualcosa nelle pieghe di una difficile rimonta: Goss ci prova dall’angolo, Rinaldi da vicino con alterne sfortune, ma i ritmi sono completamente marchigiani, anche perché sotto canestro ci sono solo gli arancioni di Zanchi e il dominio di Maggioli e Boykin tende addirittura all’imbarazzante.
E’ quasi una sofferenza, per cui, trascinarsi fuori da un pantano del genere, e vedere il povero German prodigarsi tanto per un -17 (70-53 al 28’, 78-61 al 30’) mentre Bastoni (…) deposita solo soletto da 1 millimetro e McCray, tripla inutile a parte, continua a prendersi schiaffoni in testa da Sambugaro.
Resterebbe giusto l’onore, quello che i 100 tifosi venuti da Rimini continuano a tenere alto nonostante la debacle: il misero 5-0 biancorosso è sepolto da un’altra sentenza di Ryan (4/7 lui, 5/8 Sambugaro), anche se poi Zanchi ci vuol pensare su dopo un paio di contropiedi Crabs (87-73 al 34’).
Un De Pol versione bomber, però, in un attimo fa tremare tutto il PalaTriccoli: il suo 8-0 manda un po’ in ambasce i titolisti, anche perché sul confetto di Goss Rimini si ritrova a meno 6 (89-83) a 4 dalla fine con un match da giocare: un po’ tardi, direte voi. Si, aggiungiamo noi, perché nonostante le triple fuori di Scarone, Rinaldi torna a meno 4 (91-87 a 1’30”) prima dell’assurdità del signor Terranova, che vede un inesistente fallo di Tommy su San Maggioli e poi gli fischia pure un tecnico contro. E’ la resa, la strana caduta al fotofinish in un match che comunque non si sarebbe meritato di vincere. Perché 10 minuti su 30 non bastano nemmeno alla Playstation.

Pochi fronzoli, come sempre. La dura realtà di Giancarlo Sacco è presto detta, visto che il 51enne pesarese affronta i ko con signorilità saltando subito al nocciolo della sconfitta. “L’analisi è semplice – comincia – ed è nel nostro atteggiamento difensivo sbagliato. Siamo partiti troppo preoccupati di triplicare Maggioli, finendo per chiuderci tutti dentro l’area dove Michele, a un certo punto, non metteva nemmeno più per terra il pallone. Senza nemmeno alzare la testa ha messo in ritmo tutti i tiratori della Fileni, e i risultati si sono visti. E’ stata una vendemmia che è durata pure troppo”.
Resta da capire il perché di una scelta difensiva suicida, che ha finito per mettere in ritmo Ryan, Rossini e Sambugaro. In settimana, evidentemente, qualcosa non ha funzionato.
“Avevamo scelto di raddoppiare Maggioli sul primo, addirittura sul secondo palleggio – spiega Sacco – e di restare a tre quarti sugli esterni. Invece abbiamo sbagliato tutte le rotazioni, e siamo saltati. Questa cosa l’abbiamo registrata solo nel finale, anche perché Maggioli è andato in panchina ed è entrato Cantarello. Però 10 minuti buoni non bastano per vincere in casa di Jesi”.
Proprio così. Tanto che qualche recriminazione nasce: se Rimini, giocando il suo basket per un quarto solamente, ha rischiato il colpaccio, significa che i primi 30’ sono stati una sofferenza costante.
“Ed è vero – conferma Sacco – anche perché, con Kesicki impaurito contro i loro lunghi, Jesi si è concentrata solo sui nostri esterni. Scarone è stato braccato, McCray ha giocato male ed è il primo ad esserne dispiaciuto. Non è un caso se quando De Pol ha messo 3-4 canestri in fila da fuori, la loro difesa si è dovuta aprire e siamo riusciti a penetrare”.
Anche Rossini, 40 anni e troppe polemiche assurde sulla sua tenuta, è stato un rebus assoluto per i Granchi, che adesso tornano a casa con la convinzione di dover atteggiare meglio, e fin da subito, ogni match, ma soprattutto quelli con le più forti del lotto.
“Rossini ci ha fatto a fette – chiude The Bag – mi sembra di sognare quando sento che è finito, questo è un lusso da cambio in A2. La Fileni ha meritato, giocando un gran bel match, duro e intenso. Torniamo sulla terra? Mah, qui nessuno si era montato la testa prima, e non ce la fasceremo ora”.

SCARONE 5.5 Perché solo 4 tiri, perché solo 8 punti? Perché Jesi si gioca il match su di lui, triplicandolo e sfinendolo a più non posso: German evita di forzare (1/4 da tre, il possibile bengala del meno 3 lasciato sul ferro) coinvolgendo gli altri (6 assist). Solo che a parte Goss, il resto, per 30’ abbondanti, è tabula più rasa del deserto. Tarantola.
GOSS 6.5 In pratica è l’unico pervenuto mentre Jesi se ne va, anche se alterna cose buone a scelte infelici: alla fine leggi di 22 punti (6/16 dal campo) ma per una volta l’impronta non è nitida, così come spesso si perde in scelte cervellotiche (4 recuperi, 5 perse). In & out.
PINTON 5.5 Non ci basta, una bomba e qualche recupero, in un intera partita (1/4, 3 recuperi, 3 assist). Non ci basta perché con un McCray così, può e deve avere più coraggio. Striminzito.
DE POL 6.5 Fino al 30’ sarebbe da 2, visto che la difesa di Zanchi lo battezza manco fosse un Propaganda alle prime armi. Poi, di colpo, si illumina d’immenso trovando siluri e caramelle come quando peschi bene al luna park (8/10, due triple, 4 recuperi, +13 plus minus). Insomma, assieme a Rinaldi rischia addirittura di vincerla. Ed è una cosa davvero assurda. Matrix.
MCCRAY 4 E’ davvero imbarazzante, vedere come Sambugaro e Ryan lo affettino ad ogni mancata rotazione: in difesa non sa dove mettersi, e così perde ritmo anche davanti, tra tiracci sghembi e palleggiti inutili (5/10, 2 perse). L’anello debole.
ZANUS FORTES 6 Solo 5 minuti di gloria, forse pochi se si considera che Maggioli fa quel che vuole.
RINALDI 6.5 Lo perdoniamo, perché quel tecnico grida vendetta ma non ci è parso che abbia insultato qualcuno. L’irruenza purtroppo non paga, il più delle volte: peccato, perché a parte soffrire il Maggiolone, la sotto si fa sentire e ne mette 21, con 10/13 al tiro, 4 rimbalzi e 3 recuperi. Se impara a contenere la foga, qui si fa bella.
GURINI 5 Impatto debole, senza arte ne parte. Non la mette (0/2), non aiuta dietro. Missing.
KESICKI 4 Sprecare così 2 metri e 14 di possibilità fa dannatamente incavolare. Intimidito da Maggioli e Boykin, sembra il pulcino bagnato che ha paura di schiacciare in testa a Gatto Silvestro (2/6). Sacco, infatti, lo lascia seduto un bel po’. Titty.

__________________________________________________________________________________

- Il Resto del Carlino -

FILENI BPA JESI: Maggioli 19, Cardinali ne, Bastoni 3, Cuffee 11, Rossini 17, Boykin 10, Ryan 20, Raminelli, Sambugaro 17, Cantarello. All. Zanchi.
CRABS RIMINI: Scarone 8, Goss 22, Moreno ne, Pinton 3, De Pol 19, McCray 11 Zanus Fortes 1, Rinaldi 21, Gurini, Kesicki 4. All. Sacco.
Arbitri: Materdomini, Terranova, La Rocca.
Parziali. 21-15, 53-36, 78-61.
JESI — NON INGANNI il + 8 finale. Poteva traquillamente finire con uno scarto in doppia cifra per Jesi, sempre al comando dal primo all’ultimo minuto con vantaggi a volte abissali. (+ 21 70-49 al 27’) comunque oscillanti intorno ai 15 punti. Poi Rimini, approfittando delle uscite di Cuffee (per 5 falli) e di Maggioli (per tamponare una lieve ferita ad una mano), grazie ai ‘buoni uffici’ di Rinaldi, miglior uomo e ultimo ad arrendersi dei Crabs, è riuscita a ricucire gran parte dello strappo rendendo decisamente meno trionfale il finale arancio-blù. Un + 8 un po’ bugiardo, verdetto in parte sorprendente stando alle premesse: Rimini reduce da cinque vittore negli ultimi sei incontri, Jesi, senza Maestranzi, con un filotto di tre sconfitte consecutive.
ZANCHI può ringraziare la vecchia guardia Rossini-Sambugaro-Maggioli, trova contributi importanti da Ryan e dagli americani e ‘scopre’ Fabio Bastoni che regala ossigeno puro a Rossini e ne toglie a Scarone. Sacco ha poco da un deludente McCray, pochissimo da Kesicki, il minimo, se non altro in termine di punti, dal suo playmaker titolare. In compenso riscopre un De Pol leggendario (6/6 da due, 2/4 da tre punti) e un Rinaldi che si batte (quasi) alla pari con Maggioli. A sorpresa è Jesi a fare pressing a tutto campo sulla rimessa ospite, prima azione riminese, prima palla recuperata. Una iniezione di fiducia che serviva come il pane alla truppa arancio-blù ancora priva del cervello Maestranzi (il sostituto, il 24enne play guardia brasiliano Paulo Boracini, in arte Paulinho, arriverà martedì a Jesi). Rimini probabilmente si aspettava una Fileni Bpa meno aggressiva: pagherà caro il suo un avvio soft con il sollecito vantaggio interno in doppia cifra (14-4 al 5’). Come regolarmente avviene da tre partite a questa parte la consegna in casa leoncella è fare di necessità virtù: chi può da una mano a portare palla nell’altra metà del campo. La notizia più bella è che Rossini sembra tornato quello del finale dello scorso campionato. Corre e segna come e meglio dei playoff di un anno fa. Dal capitano e dal totem Maggioli la squadra trae linfa vitale e idee vincenti: Lupo slalomeggia come un ragazzino e serve assist (e all’occorrenza va a segno pure dall’arco 2/2), sotto le plance Michelone attira gli avversari come mosche prima di distribuire gioco e assist per i compagni.
UN MASSACRO, per Rimini, come dirà Sacco nel dopo-partita, vista la mano calda dei tiratori appostati al di la dell’arco (Ryan 4/8, Sambugaro 5/9). Gli sprazzi di Goss, la grinta di Rinaldi, la (ritrovata) mira di De Pol (grandissimo finale il suo) non bastano a tenere Rimini in scia. Jesi innesta il turbo intorno al 15’ (35-27) e alzerà il piede dall’acceleratore solo in dirittura d’arrivo. Quando finalmente arriva, con qualche patema ma meritatissima, la prima vittoria del 2009.

di Gianni Angelucci

_______________________________________________________________________


Condividi su:


Basket Rimini CRABS
Via Dante, 18 - 47921 Rimini (Rn)
Tel. +39 0541/54459 - Fax +39 0541/26600 - E-mail: info@basketriminicrabs.it
C.F. - iscr.Ufficio Reg. Imprese di Rimini: 91 002 440 401
P. I.V.A.: 02 028 690 408
Capitale Sociale Eur. 120.000,00 i.v.
realizzazione siti internet