|
| NEWS - RASSEGNA STAMPA
|
LUNEDì 19 GENNAIO 2009
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
JESI – Houston, abbiamo un problema. Bisogna che qualcuno spieghi
ai Granchi che Jesi non è Scafati, Pistoia, oppure Livorno. Qualcun
altro poi ricordi che, su 40’, ne andrebbero giocati 44, mentre al
PalaTriccoli i Crabs cominciano a fare basket negli ultimi dieci.
Deturpati a rimbalzo, dominati da Maggioli, e divelti dai tiratori
jesini, i Crabs affondano per poi risorgere nel finale, con un
clamoroso De Pol a far sperare nel più assurdo dei colpacci. Ma si sa,
quando sei costretto ai miracoli contro il cronometro, finisce che
nemmeno la dea bendata ti da una mano.
Partono davvero malissimo, i Crabs, arruffoni davanti e
soprattutto molli dietro: la tripla laterale di Cuffee è già qualcosa
di significativo (12-4 al 5’), con Sacco costretto al time out e al
cambio immediato del fantasma Kesicki (dentro De Pol).
Nonostante il 4-0 di McCray che illude, Maggioli fa quel che vuole
ma non per se, bensì per i compagni: anche Sambugaro si iscrive al club
dei “piedi per terra”, e quando Rossini costeggia i 24 metri, il meno
11 è dipinto (19-8 al 8’). Le percentuali crollano, con Goss reso
inoffensivo da Cuffee e la Fileni a banchettare sotto entrambe le
tabelle: è già un lusso che Scarone, in completa zingarata, piazzi il
triplone del 21-15 sulla prima campanella.
Nonostante Sambugaro imperversi, i Crabs, con Gurini dentro,
girano meglio la questione: il primo gol di Goss e un libero di Rinaldi
riportano Rimini a un possesso (24-21), ma il tutto è figlio degli
ingressi di Raminelli e Bastoni, un’altra cosa rispetto a Ryan e
Rossini.
Infatti, al rientro di Lupo, succede di tutto: il 40enne capitano
jesino piazza due bengala consecutivi sui blocconi di Maggioli, mentre
dall’altra parte De Pol lancia due cross con 16 metri di spazio. E’ il
nuovo + 8 Jesi (33-25 al 15’), che mantiene perché Goss è l’unico a
buttarla nel cestone. Tornati a meno 5, infatti, i Granchi incassano un
12-4 sanguinoso, firmato da super Maggioli e dai tiri incontestati
jesini, difesa con gli occhi e preoccupante fuga Fileni (46-34 al 18’).
Rimini gioca male, non difende (Jesi 60% al tiro, Maggioli 10
punti e 11 rimbalzi), e ha un McCray imbarazzante: la naturale
conseguenza è il meno 17, una mezza sentenza, già al “pensiamoci su”
(53-36).
La falsariga rimane tale, con Jesi a tripleggiare l’immenso in
totale fiducia (Ryan e Sambugaro infallibili, +21 sul 61-40), e i
Granchi a pescare qualcosa nelle pieghe di una difficile rimonta: Goss
ci prova dall’angolo, Rinaldi da vicino con alterne sfortune, ma i
ritmi sono completamente marchigiani, anche perché sotto canestro ci
sono solo gli arancioni di Zanchi e il dominio di Maggioli e Boykin
tende addirittura all’imbarazzante.
E’ quasi una sofferenza, per cui, trascinarsi fuori da un pantano
del genere, e vedere il povero German prodigarsi tanto per un -17
(70-53 al 28’, 78-61 al 30’) mentre Bastoni (…) deposita solo soletto
da 1 millimetro e McCray, tripla inutile a parte, continua a prendersi
schiaffoni in testa da Sambugaro.
Resterebbe giusto l’onore, quello che i 100 tifosi venuti da
Rimini continuano a tenere alto nonostante la debacle: il misero 5-0
biancorosso è sepolto da un’altra sentenza di Ryan (4/7 lui, 5/8
Sambugaro), anche se poi Zanchi ci vuol pensare su dopo un paio di
contropiedi Crabs (87-73 al 34’).
Un De Pol versione bomber, però, in un attimo fa tremare tutto il
PalaTriccoli: il suo 8-0 manda un po’ in ambasce i titolisti, anche
perché sul confetto di Goss Rimini si ritrova a meno 6 (89-83) a 4
dalla fine con un match da giocare: un po’ tardi, direte voi. Si,
aggiungiamo noi, perché nonostante le triple fuori di Scarone, Rinaldi
torna a meno 4 (91-87 a 1’30”) prima dell’assurdità del signor
Terranova, che vede un inesistente fallo di Tommy su San Maggioli e poi
gli fischia pure un tecnico contro. E’ la resa, la strana caduta al
fotofinish in un match che comunque non si sarebbe meritato di vincere.
Perché 10 minuti su 30 non bastano nemmeno alla Playstation.
Pochi fronzoli, come sempre. La dura
realtà di Giancarlo Sacco è presto detta, visto che il 51enne pesarese
affronta i ko con signorilità saltando subito al nocciolo della
sconfitta. “L’analisi è semplice – comincia – ed è nel nostro
atteggiamento difensivo sbagliato. Siamo partiti troppo preoccupati di
triplicare Maggioli, finendo per chiuderci tutti dentro l’area dove
Michele, a un certo punto, non metteva nemmeno più per terra il
pallone. Senza nemmeno alzare la testa ha messo in ritmo tutti i
tiratori della Fileni, e i risultati si sono visti. E’ stata una
vendemmia che è durata pure troppo”.
Resta da capire il perché di una scelta difensiva suicida, che ha
finito per mettere in ritmo Ryan, Rossini e Sambugaro. In settimana,
evidentemente, qualcosa non ha funzionato.
“Avevamo scelto di raddoppiare Maggioli sul primo, addirittura sul
secondo palleggio – spiega Sacco – e di restare a tre quarti sugli
esterni. Invece abbiamo sbagliato tutte le rotazioni, e siamo saltati.
Questa cosa l’abbiamo registrata solo nel finale, anche perché Maggioli
è andato in panchina ed è entrato Cantarello. Però 10 minuti buoni non
bastano per vincere in casa di Jesi”.
Proprio così. Tanto che qualche recriminazione nasce: se Rimini,
giocando il suo basket per un quarto solamente, ha rischiato il
colpaccio, significa che i primi 30’ sono stati una sofferenza
costante.
“Ed è vero – conferma Sacco – anche perché, con Kesicki impaurito
contro i loro lunghi, Jesi si è concentrata solo sui nostri esterni.
Scarone è stato braccato, McCray ha giocato male ed è il primo ad
esserne dispiaciuto. Non è un caso se quando De Pol ha messo 3-4
canestri in fila da fuori, la loro difesa si è dovuta aprire e siamo
riusciti a penetrare”.
Anche Rossini, 40 anni e troppe polemiche assurde sulla sua
tenuta, è stato un rebus assoluto per i Granchi, che adesso tornano a
casa con la convinzione di dover atteggiare meglio, e fin da subito,
ogni match, ma soprattutto quelli con le più forti del lotto.
“Rossini ci ha fatto a fette – chiude The Bag – mi sembra di
sognare quando sento che è finito, questo è un lusso da cambio in A2.
La Fileni ha meritato, giocando un gran bel match, duro e intenso.
Torniamo sulla terra? Mah, qui nessuno si era montato la testa prima, e
non ce la fasceremo ora”.
SCARONE 5.5 Perché solo 4 tiri, perché
solo 8 punti? Perché Jesi si gioca il match su di lui, triplicandolo e
sfinendolo a più non posso: German evita di forzare (1/4 da tre, il
possibile bengala del meno 3 lasciato sul ferro) coinvolgendo gli altri
(6 assist). Solo che a parte Goss, il resto, per 30’ abbondanti, è
tabula più rasa del deserto. Tarantola.
GOSS 6.5 In pratica è l’unico pervenuto mentre Jesi se ne va,
anche se alterna cose buone a scelte infelici: alla fine leggi di 22
punti (6/16 dal campo) ma per una volta l’impronta non è nitida, così
come spesso si perde in scelte cervellotiche (4 recuperi, 5 perse). In
& out.
PINTON 5.5 Non ci basta, una bomba e qualche recupero, in un
intera partita (1/4, 3 recuperi, 3 assist). Non ci basta perché con un
McCray così, può e deve avere più coraggio. Striminzito.
DE POL 6.5 Fino al 30’ sarebbe da 2, visto che la difesa di Zanchi
lo battezza manco fosse un Propaganda alle prime armi. Poi, di colpo,
si illumina d’immenso trovando siluri e caramelle come quando peschi
bene al luna park (8/10, due triple, 4 recuperi, +13 plus minus).
Insomma, assieme a Rinaldi rischia addirittura di vincerla. Ed è una
cosa davvero assurda. Matrix.
MCCRAY 4 E’ davvero imbarazzante, vedere come Sambugaro e Ryan lo
affettino ad ogni mancata rotazione: in difesa non sa dove mettersi, e
così perde ritmo anche davanti, tra tiracci sghembi e palleggiti
inutili (5/10, 2 perse). L’anello debole.
ZANUS FORTES 6 Solo 5 minuti di gloria, forse pochi se si considera che Maggioli fa quel che vuole.
RINALDI 6.5 Lo perdoniamo, perché quel tecnico grida vendetta ma
non ci è parso che abbia insultato qualcuno. L’irruenza purtroppo non
paga, il più delle volte: peccato, perché a parte soffrire il
Maggiolone, la sotto si fa sentire e ne mette 21, con 10/13 al tiro, 4
rimbalzi e 3 recuperi. Se impara a contenere la foga, qui si fa bella. GURINI 5 Impatto debole, senza arte ne parte. Non la mette (0/2), non aiuta dietro. Missing.
KESICKI 4 Sprecare così 2 metri e 14 di possibilità fa dannatamente
incavolare. Intimidito da Maggioli e Boykin, sembra il pulcino bagnato
che ha paura di schiacciare in testa a Gatto Silvestro (2/6). Sacco,
infatti, lo lascia seduto un bel po’. Titty.
__________________________________________________________________________________
- Il Resto del Carlino -
FILENI BPA JESI: Maggioli 19, Cardinali ne, Bastoni 3, Cuffee 11,
Rossini 17, Boykin 10, Ryan 20, Raminelli, Sambugaro 17, Cantarello.
All. Zanchi. CRABS RIMINI: Scarone 8, Goss 22, Moreno ne, Pinton 3, De Pol 19,
McCray 11 Zanus Fortes 1, Rinaldi 21, Gurini, Kesicki 4. All. Sacco. Arbitri: Materdomini, Terranova, La Rocca.
Parziali. 21-15, 53-36, 78-61.
JESI — NON INGANNI il + 8 finale. Poteva traquillamente finire con
uno scarto in doppia cifra per Jesi, sempre al comando dal primo
all’ultimo minuto con vantaggi a volte abissali. (+ 21 70-49 al 27’)
comunque oscillanti intorno ai 15 punti. Poi Rimini, approfittando
delle uscite di Cuffee (per 5 falli) e di Maggioli (per tamponare una
lieve ferita ad una mano), grazie ai ‘buoni uffici’ di Rinaldi, miglior
uomo e ultimo ad arrendersi dei Crabs, è riuscita a ricucire gran parte
dello strappo rendendo decisamente meno trionfale il finale
arancio-blù. Un + 8 un po’ bugiardo, verdetto in parte sorprendente
stando alle premesse: Rimini reduce da cinque vittore negli ultimi sei
incontri, Jesi, senza Maestranzi, con un filotto di tre sconfitte
consecutive. ZANCHI può ringraziare la vecchia guardia
Rossini-Sambugaro-Maggioli, trova contributi importanti da Ryan e dagli
americani e ‘scopre’ Fabio Bastoni che regala ossigeno puro a Rossini e
ne toglie a Scarone. Sacco ha poco da un deludente McCray, pochissimo
da Kesicki, il minimo, se non altro in termine di punti, dal suo
playmaker titolare. In compenso riscopre un De Pol leggendario (6/6 da
due, 2/4 da tre punti) e un Rinaldi che si batte (quasi) alla pari con
Maggioli. A sorpresa è Jesi a fare pressing a tutto campo sulla rimessa
ospite, prima azione riminese, prima palla recuperata. Una iniezione di
fiducia che serviva come il pane alla truppa arancio-blù ancora priva
del cervello Maestranzi (il sostituto, il 24enne play guardia
brasiliano Paulo Boracini, in arte Paulinho, arriverà martedì a Jesi).
Rimini probabilmente si aspettava una Fileni Bpa meno aggressiva:
pagherà caro il suo un avvio soft con il sollecito vantaggio interno in
doppia cifra (14-4 al 5’). Come regolarmente avviene da tre partite a
questa parte la consegna in casa leoncella è fare di necessità virtù:
chi può da una mano a portare palla nell’altra metà del campo. La
notizia più bella è che Rossini sembra tornato quello del finale dello
scorso campionato. Corre e segna come e meglio dei playoff di un anno
fa. Dal capitano e dal totem Maggioli la squadra trae linfa vitale e
idee vincenti: Lupo slalomeggia come un ragazzino e serve assist (e
all’occorrenza va a segno pure dall’arco 2/2), sotto le plance
Michelone attira gli avversari come mosche prima di distribuire gioco e
assist per i compagni. UN MASSACRO, per Rimini, come dirà Sacco nel dopo-partita, vista
la mano calda dei tiratori appostati al di la dell’arco (Ryan 4/8,
Sambugaro 5/9). Gli sprazzi di Goss, la grinta di Rinaldi, la
(ritrovata) mira di De Pol (grandissimo finale il suo) non bastano a
tenere Rimini in scia. Jesi innesta il turbo intorno al 15’ (35-27) e
alzerà il piede dall’acceleratore solo in dirittura d’arrivo. Quando
finalmente arriva, con qualche patema ma meritatissima, la prima
vittoria del 2009.
di Gianni Angelucci _______________________________________________________________________
Condividi su:
|
|
|
|
|