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BASKET RIMINI CRABS40
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Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

GIOVEDì 29 GENNAIO 2009


- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Si fa la storia. Adesso. E’ innegabile, del resto: dopo il successo su Casale, i Crabs si proiettano sulla trasferta di sabato sera a Pavia (ore 20.30) consapevoli che il PalaRavizza assomiglia tantissimo ad un bivio. L’ennesimo, se vogliamo. Il perché è presto detto: si affrontano le due formazioni più in palla dell’intera LegaDue, proprio quelle due che, nei primi due mesi, erano state candidate forse troppo in fretta alla discesa agli inferi.
Ruolini da big Il cammino delle prossime contendenti è pressoché identico. Entrambe, infatti, cominciarono malissimo, con 2 punti nelle prime 6 giornate di stagione: il tutto costò la panchina sia a Galli, esonerato dopo il ko interno contro Reggio Emilia, che a Salieri, cacciato la settimana seguente, dopo la sconfitta di misura patita a Casale Monferrato che, tra l’altro, sancì anche l’ultimo posto solitario dell’Edimes (Rimini vinse, con la prima di Sacco, a Faenza nel derby).
Con Giancarlo Sacco e Walter De Raffaele in plancia, il mondo si è totalmente capovolto: i Crabs, dall’avvento di “The Bag”, si specchiano in un incredibile 7-4 (6-2 nelle ultime 8), mentre i lombardi, con la nuova gestione, hanno fatto addirittura meglio, perché si narra di un 7-3 che diventa 7-2 nelle ultime 9 giornate, di gran lunga il record migliore dell’intera LegaDue. In soldoni, stiamo parlando delle due squadre più in forma del campionato.
Bivio La classifica parla chiaro, qui è questione di un attimo trovarsi a sognare oppure finire nel gorgo dei pensieri contorti: Giancarlo Sacco lo sapeva, quando è arrivato, e sulla semplicità dei ruoli e la motivazione “personale” ha puntato alla grande per rivoluzionare il gioco e la mente dei Crabs. Dati alla mano, la salvezza dovrebbe arrivare quasi sicuramente a quota 26, forse anche a 24 con qualche scontro diretto favorevole. Ma passare indenni dal prossimo, difficilissimo poker, sarebbe per Scarone e soci la metà dell’opera necessaria a guardare verso l’alto, e non più verso il basso.
Pavia fuori, Varese (giovedì 5 febbraio) in casa, poi due trasferte consecutive a Sassari e Reggio Emilia, prima della sfida fratricida contro Imola, il 22 febbraio al Flaminio, tra l’altro ultima giornata prima della sosta per le Final Four di Lega. Non si firma niente, in questo manicomio qua, ma, ragionevolmente, trovarsi a 18 punti prima del derby sarebbe una manna. Perché poi ci sarebbero ben 5 scontri su 9 da giocare in casa.
Margini di miglioramento Detto che al momento i Granchi sono l’unica squadra, assieme a Imola, con un record negativo in casa (4-5), ma allo stesso modo gli unici ad avere un significativo pareggio fuori (4-4, condiviso con Reggio Emilia), la realtà ci fa pensare che i margini per crescere ci siano ancora. Appurato che questi Crabs sono “tosti”, che hanno trovato una quadratura poggiando sul talento degli esterni e la concretezza di Rinaldi, va però rimarcato che ci si aspetta molto di più da Chris McCray, evidentemente l’uomo del prossimo salto di qualità. Per Tomasz Kesicki la sensazione è che l’altalena proseguirà fino alla fine, ma C-Mac può e deve decollare. Se ci riesce, allora vedremo tutto il potenziale di un gruppo che, viaggiando sempre molto basso, pare non aver paura di andare in contro alle tempeste. Prima si, adesso no.

Si alleneranno sia oggi che domani al Flaminio, i Crabs, che al completo, Yankiel Moreno compreso (il cubano non si è aggregato alla Under 19 di Gandolfi impegnata a Piombino nella Coppa carnevale, ma è rimasto con la prima squadra), chiuderanno domani le fatiche settimanali, con la strana rifinitura del venerdì alle 14.30, che precederà poi la partenza per Pavia, dove sabato sera (ore 20.30, arbitri Pascotto, Terreni e Cappello) affronteranno l’Edimes di Mobley e Marigney.
Mercato Dopo il colpo Bryan, la Carmatic Pistoia mette a segno un altro botto: alla corte del nuovo coach Moretti arriva anche Juan Marcos Casini, play italo – argentino ex Jesi. I rumors, intanto, danno per vicinissimo l’approdo di Demian Filloy a Reggio Emilia, che è a caccia anche di un Usa visto che Smith non convince più.
Il programma della 18esima Sabato, ore 20.30: Pavia – Rimini (Pascotto, Terreni e Cappello), Jesi – Brindisi (Provini, Perretti e Ciano). Ore 20.45, diretta Rai Sport Più: Soresina – Reggio Emilia (Pinto, Longhi e Di Francesco). Domenica (ore 18.15): Veroli – Sassari (Pasetto, Federici e Beneduce), Varese – Pistoia (Materdomini, Calbucci e Giovanrosa), Imola – Livorno (Aronne, Paronelli e Castelluccio), Casale – Roseto (Caroti, Bertelli e Ciaglia), Venezia – Scafati (ore 20, diretta Rai Sport Più, Vicino, Terranova e Rostain).

Non è che a Rimini lasciò un bel ricordo, però era uno dei pochi che ancora non avevamo “pescato” in giro per il mondo e quindi eccolo qua. Parliamo di David Harrison, esterno Usa del Kentucky arrivato alla corte della Conad di Didin nell’estate 2003: reduce dal titolo di capocannoniere in CBA, praticamente la serie B dell’NBA (ma anche no, forse), in biancorosso riuscì solo a non far comprendere il perché di quella nomea di bomber, visto che non segnava quasi mai.
Tanto è vero che, dopo 10 partite, fu messo da parte per lasciar posto a Rodney Monroe, lui si un cannoniere: David, che adesso ha 33 primavere, si è appena accasato all’Univer KSE, in Ungheria, dopo un pellegrinaggio a dir poco allucinogeno che l’aveva portato fino ai Tecos UAG, in Messico, lasciati dal “nostro” poco dopo Natale. Al suo esordio nel campionato magiaro, non un granché per la verità: 4 punti (2/4 al tiro) e 4 rimbalzi nella sconfitta dei suoi contro il Domvobar (67-71). Sarà stato il fuso. Oppure è fuso lui.
Dominanti Troppo forti, in campionati troppo “deboli” per le loro magie. E, non a caso, le loro squadre li stanno distruggendo, quei campionati. Parliamo, in primis, di Rashad Bell, numero 1 assoluto in Ungheria: con 21 punti (9/13 dal campo), 5 rimbalzi e 4 assist ha trascinato la capolista Albacomp al nono successo, su 11 match, ai danni dell’Atomeromu. Rashad è ancora il capocannoniere del torneo (24.7 di media) e il terzo miglior rimbalzista (8.3).
Troppo facile? Forse, ma le caramelle ai bambini le ruba ancora di più Arthur Lee, playmaker visto in Romagna nel 2001-02, stagione immediatamente successiva alla retrocessione dei Granchi in LegaDue: il 32enne è arrivato, col Nymburg (Repubblica Ceca), alla 21esima vittoria su 22 apparizioni, senza nemmeno dover fare chissà che cosa. Sette punti e 4 assist, questa le serata in ufficio sufficiente per battere di giustezza (86-82) il Liberec. Non esattamente il Montepaschi, insomma.
Dilettanti Li chiamano così, ma ‘sti dilettanti che prendono una marea di soldi li abbiamo solo in Italia. Va beh, tocca assecondare le definizioni: e allora facciamo un salto nelle minors, prima di tutto a Palestrina, che nel turno infrasettimanale ha faticosamente matato l’Igea Barcellona Pozzo di Gotto. Angeli non c’è più, Vitale è ancora rotto, ma Mauro Morri no: 16 punti (3/11 al tiro, ma 7/7 in lunetta) e 7 assist per Taisho.
Nello stesso girone – quello B – gioca anche la Levoni Potenza del mitico Max Ruggeri, in crisi mistica e affondata in casa dalla Bartoli Fossombrone di Jack Crow, 15 caramelle (5/12 al tiro) e 5 rimbalzi in 33’ davvero da protagonista. Per Ruggio, 10 punti (4/7) inutili e un cambio di allenatore immediato: sarà Gigio Gresta, ex Jesi e Veroli e discepolo di Giancarlo Sacco, a succedere al dimissionario Tripodi.

- Il Resto del Carlino -

di Alberto Crescentini
Rimini. E’ ARRIVATO in punta di piedi e, sempre con grande discrezione, si è imposto a suon di eccellenti prestazioni come uno degli americani più forti che bazzicano la Legadue. E se i Crabs hanno cominciato a viaggiare con piglio spedito, al di là dell’innegabile impronta di coach Sacco, Phil Goss ci ha sicuramente messo del suo (18.8 punti per il 25enne play-guardia di Washington DC, con il 61.1% da due e il 42.3% nelle triple, senza dimenticare i 2.5 assist e i 4.2 recuperi, graduatoria quest’ultima che lo vede indiscusso leader). «Credo di poter fare meglio, un po’ ovunque: rimbalzi, punti, gli stessi recuperi, vorrei migliorare pure lì», non si accontenta Goss, che non ha avuto alcun disagio ad ambientarsi in Italia. «Da quando sono lontano da casa, questo è il miglior campionato nel quale ho giocato – sostiene –. C’è grande equilibrio tra le squadre, ogni partita è dura. E questo mi piace». A inizio stagione sembrava potessero esserci dei problemi per una coesistenza tecnica con Scarone, ‘capo’ storico dei granchi: problemi risolti, oseremmo dire. «In avvio non c’era ancora la giusta ‘chimica’, era anche normale che fosse così – ribatte Goss –. Poi Sacco ci ha cambiato i ruoli, German play e io guardia, e le cose sono migliorate».
UN ASPETTO importante, nel gioco di Phil, è che riesce a ‘riempire’ il tabellino pur non essendo per nulla egoista. Se la squadra gira, lui se ne sta in disparte: quando la manovra si inceppa, eccolo ergersi a protagonista. «Preferisco che la partita venga da me, senza forzare nulla. In altre situazioni sono invece costretto a prendermi più responsabilità, è tutta una questione di ‘letture’. In ogni caso cerco sempre di fare la cosa più utile per la squadra», precisa Goss, che in Legadue è rimasto impressionato da Hatten, Bell e Dowdell («Tutti giocatori che hanno 20 punti facili nelle mani»), mentre il sogno nel cassetto non riguarda la Nba. «No, non mi interessa. Piuttosto mi piacerebbe giocare in Eurolega con un ‘top team’, questo sì».
MA COSA le manca di più degli States, della sua Washington? «La famiglia, la fidanzata. Tra pc e telefono ci sentiamo comunque tutti i giorni», rivela Goss, che ha accolto naturalmente con favore l’elezione di Barack Obama a presidente («E’ un grosso cambiamento nella storia americana, mi aspetto un miglioramento per la nostra economia»). E come si immagina quando smetterà di giocare? «Ricco – ride – a rimirare in una stanza tutti i trofei conquistati. Mi vedo padre di famiglia ma ancora attivo nel basket, come coach oppure agente».



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