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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDì 2 FEBBRAIO 2009
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci RIMINI – E adesso? Adesso si fa bella, tremendamente bella. Perché
con l’equilibrio che c’è in questa pazza LegaDue, vincere in trasferta
fa tutta la differenza del mondo. Soprattutto se vinci dove nessuno
riusciva da due mesi e mezzo, e rimontando 11 punti di scarto (ma erano
stati anche 14) in 16’ alla squadra del momento, quella che era reduce
da 7 successi nelle ultime 9 di campionato.
Impresa Quella dei Crabs al PalaRavizza lo è stata per davvero.
Perché al di la delle magie di Scarone – ancora una volta decisivo,
dopo Livorno e Casale –, della chirurgia scientifica di Phil Goss (7/9
al tiro, 10 assist, una personalità mostruosa) e del mastice vincente
della coppia Zanus Fortes – De Pol (16 punti e 12 rimbalzi in due, per
il sesto e ottavo uomo non male davvero), è stato il complesso a
dimostrare tutta la sua forza.
Non era facile, restare in scia di un’Edimes in evidente fiducia,
dove gli animi erano leggeri e le mani infuocate: i Granchi non si sono
scomposti, Sacco ci ha messo ancora del suo sparigliando le carte nella
ripresa, e alla fine la maggior abitudine al “quando conta” di Scarone
ha regalato 2 punti pesantissimi ai biancorossi.
Talento e carattere Da quando c’è Giancarlo Sacco, siamo a 8 su 12
(nessuno ha fatto meglio negli ultimi 3 mesi) ma soprattutto pare
chiara una questione. Questa squadra non molla mai, nemmeno sotto
tortura, e in questo assomiglia molto alla prima Coopsette di Ticchi.
Rispetto a quella, magari, non ha la saggezza di Guarasci e Thomas, ma
a memoria d’uomo non ci si ricorda di un potenziale offensivo così da
una vita. Il trio di esterni titolare continua a fare faville: detto di
Scarone e Goss, va rimarcata la buona prestazione di McCray, che è
tornato a tratti incontenibile in sospensione e, non a caso, è rimasto
in campo per tutti i 40 minuti, segno di immensa fiducia da parte di
Sacco (6/12 al tiro, 7/8 in lunetta, 6 rimbalzi e 3 assist). A Pavia si sono lamentati con la propria difesa, ma vincere fuori
casa subendo 95 punti è incredibile: le percentuali dei Crabs sono
ottime ormai da diversi turni (63% da due, addirittura 55% da tre) e
questa pericolosità spinge gli avversari alla pressione, spesso battuta
da Goss con pick&roll perfetti tra lui e Rinaldi, o Zanus. Difesina La nota stonata c’è, e sono i 95 punti subiti, che fanno
il paio coi 97 incassati a Jesi. Va reso grande merito all’avversario,
nel primo tempo assolutamente in trance agonistica in tutti i suoi
effettivi, ma se nella ripresa Rimini ha subito solo 36 punti, è perché
l’atteggiamento è stato più aggressivo quando la palla ce l’avevano in
mano gli altri. Se Sacco riuscirà nell’impresa di ottenere dai suoi una
maggiore continuità dietro, i biancorossi miglioreranno ancora. Con la
super sfida di Varese già sull’uscio (si gioca giovedì, alle 20.30, al
105 Stadium), è evidente che gli esami non finiscono mai, ma nemmeno le
possibilità. Sarà una sfida da vivere dal vivo, perché questo gruppo
merita per come diverte, si sbatte, emoziona. E anche perché un’altra
impresa aprirebbe le porte a scenari fantascientifici. Anzi no,
scusate, avvicinerebbe di un altro po’ i Granchi alla salvezza.
Facciamo entrambe. Può bastare per un salto al 105?
Si riprende prontamente, la capolista
Cimberio Varese (24), che distrugge senza pietà la Carmatic Pistoia
(12), ora ultima sa sola visto il successo di Imola (14) su Livorno
(16). Sugli scudi il giovanissimo Martinoni, che ne mette 27 con un
clamoroso 11/14 dal campo più 8 rimbalzi e 8 recuperi. Dietro, a 22, ci
sono Soresina e Casale, che battono rispettivamente Reggio Emilia (20)
e Roseto (16). La Vanoli soffre ma nel finale concitato è più lucida,
con le sentenze di Bell (16 e 4 rimbalzi) che condannano Young (17 ma
5/15 dal campo) e il neo coach Ramagli. Casale, invece, è letteralmente
scatenata: in doppia cifra ci finiscono in 4 (Pierich 20, e 4/7 da
tre), Roseto si spegne nel terzo quarto e chiude addirittura a meno 30.
Passi falsi interni pesanti, invece, per Jesi (20) e Veroli (20):
la Fileni (Maggioli 23, Ryan 18, e poi il nulla) si suicida
letteralmente contro una Brindisi (16) in netta crescita e trainata da
Hatten (21), Killingsworth (24) e Gioulekas (16), mentre la Prima
(Allen 27) si fa sotterrare da Sassari (18), che pare aver esaurito la
crisi grazie a Whiting (20) e Martin (17).
A quota 18, oltre ai Crabs corsari a Pavia (16), ci rimane pure
Scafati, che nel posticipo cede a Venezia (16): Green e Janicenoks
dicono 49 in due, ma la vera differenza la fa Otis George, 17 +17,
contro il solito Davis da 31 con 20 tiri e 10/15 in lunetta.
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini
Rimini. SI PUÒ dire tutto, di German Scarone, fuorché sia un tipo
che si nasconde, che evita di prendersi le sue responsabilità. Poi,
chiaramente, non sempre il risultato è quello sperato, qualcosa può
andare storto, un tiro può trovare solo il ferro, ma quando se la
sente, il gaucho, va lasciato fare. E a Pavia, l’altra sera, il
prezioso blitz dei Crabs l’ha marchiato a fuoco lui, con un finale che
ha ammutolito un intero palazzo. Tanto per citare unicamente le ultime
‘cosucce’, ricordiamo che il break di 10-3 con il quale Rimini ha
girato il match, da 92-87 Edimes al 95-97 rimasto impresso sul
tabellone, è tutta roba sua. Prima una tripla, poi una coppia di
liberi, quindi un canestro da due e, dulcis in fundo, la bomba-partita
a 4’’ dal gong, quella che ha trasformato in statue di sale i lombardi.
«Quando un incontro si decide in volata entro come in trance e lo
voglio vincere, a ogni costo — è ancora carico German, rientrato
dall’Oltre Po solamente alle tre di notte —. Siamo stati comunque bravi
a rimanere sempre lì, a non mollare quando il vento soffiava alle
spalle degli avversari. D’altronde sapevamo che se avessimo limato
qualche errore in attacco e difeso con più attenzione, ci saremmo
potuti giocare il match sino in fondo. E così è stato».
MEGLIO soffermarci ancora un attimo su quell’incredibile finale,
comunque. A 10’’ dal gong i granchi sono sul –1 e hanno la rimessa a
favore, il gioco è fermo per un time-out. «Sacco ha chiesto che mi
venisse portato subito un blocco per farmi ricevere palla, cosa
puntualmente avvenuta — racconta Scarone —. A quel punto sono stato
isolato, per giocarmi l’uno contro uno su Cinciarini, che mi marcava.
L’ho visto un po’ piegato sulle gambe, forse per cercare di deviarmi il
pallone su un’eventuale penetrazione. Così ho preferito ‘rubargli’ il
tempo, ho arrestato il palleggio sparando subito la tripla frontale».
Che è finita dentro... «Già, un bel ciuff, morbido», se la gode il play
italo argentino, che durante la gara, come gli capita praticamente
ovunque, era stato oggetto di ‘attenzioni’ da parte dei tifosi di casa.
«Sì, insulti anche belli pesanti, erano venuti pure dietro la
panchina, ma questo finisce solo per caricarmi ancor di più. Sono fatto
così, io...».
VA PURE detto che il quarto fallo di German, fischiato quando si
era ancora nel terzo periodo, da possibile jattura si è trasformato in
una benedizione, poiché il gaucho è stato costretto a una lunga pausa
in panca, sosta che si è tramutata in maggiore energia da spendere in
dirittura d’arrivo. «Non si può sapere, magari facevo qualche canestro
prima, chissà...», si fa fatalista Scarone, che non vuole cullare
illusioni. «Vedo sempre una classifica cortissima, così come il
calendario ci riserva ora Varese, Sassari e Reggio. E’ giusto essere su
di giri e il raid di Pavia ci regala serenità, però in un torneo
talmente incerto si continua a vivere alla giornata, i conti è meglio
farli alla fine. Insomma, nella salvezza ci credo, eccome, però playoff
è sempre una parola grossa». Trascorsa un’insolita domenica di riposo,
i granchi già oggi saranno in palestra in vista del match di giovedì,
al “105”, contro Varese.
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