LE PARTITE DEI CRABS
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ogni martedì alle 20.00 "calcio.basket"
e alle 23.00 la partita dei Crabs.
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CLASSIFICA
TeamPts
Mobyt Ferrara50
Centro Sedia Corno di Rosazzo46
BASKET RIMINI CRABS40
Goldengas Senigallia36
Zepa Marostica34
Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
Officine Creative Montegranaro32
 PSG Tosoni Villafranca28
 G.S. Riva del Garda28
 Fiorese Bassano24
 Naturino Civitanova22
 Texa Roncade20
 Pallacanestro Rovereto20
GSA Udine18
Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

MERCOLEDì 4 FEBBRAIO 2009


- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
VOTO 10 a German Scarone, come la speranza nella nebbia. Le sue magie stordiscono, sorprendono, commuovono. L’ultima bomba splendente, quella del PalaRavizza, va dritta al cuore di Corrado Sberlati, perché passando da lui e da German non ci si dimentichi mai di chi ha reso grande il Basket Rimini. “Tu dici non ho niente, ti sembra niente il sole, la vita, l’amore…” Meraviglioso.
VOTO 9 a Niccolò Martinoni (27, 11/14, 8 rimbalzi, 8 recuperi), perché qui non parliamo di uno che segna 2 punti da un centimetro contro i defunti, ma di un 19enne che fa l’amatriciana in testa a due come Tyler e Bryan, non proprio le suore del convento di fianco. Qualcuno farebbe meglio a prenderlo sul serio, sto ragazzo qua. Perché altrimenti ti lascia serio lui, ma per una settimana intera. Baby gang.
VOTO 8 a Mykal Riley (30, 9/15, 11/11 in lunetta), col piacere di rimangiarsi tutto quello detto 7 giorni fa inginocchiandosi anche sui ceci del PalaMokador, se serve. Ma Bianchi cosa gli ha dato da mangiare il giorno prima? Nafta e blu diesel per caso? Incendiario.
VOTO 7 a Jason Rowe (16, 5 assist) e a Philip Martin (17, 5/5), altro che Trinka Boys. Mentre Ezugwu spiega a Hines che basso è bello, ma grosso piace di più, i due si mettono li e fanno i postini, che dati i tempi che corrono è meglio portarle di corsa, le raccomandate con ricevuta di rimorchio. Prioritari.
VOTO 6 a Otis George (17 +17, e poi dicono che porta sfiga), perché era anche ora, di giustificare i guadagni del Casinò sudando e lottando invece che standosene sul Ponte dei Sospiri a far le foto coi piccioni. Siccome il mangime era finito, meglio dare le tagliatelle a Davison no? Laguna giù.
OTO 5 a Michael Cuffee (11, ma 5 falli in 23’) e ai batti e ribatti jesini, storie intricate di spogliatoi spaccati da 4 partite andate male quando 1 mese fa sembravano i 4 moschettieri, tutti per uno e uno per tutti. Adesso sono tutti per terra, e nessuno per Zanchi. Evirarne uno, per educarne 10? L’ombelico del mondo.
VOTO 4 a Robert Fulzt (1/6, 6 perse, -2), che poi qui qualcuno si è montato la testa e preferisce prendersela con chi scherza mentre loro cacciano gli allenatori coi messaggi, roba che non si fa neanche con la morosina a 12 anni. Fate una cosa, aspettate la cometa che magari prima o poi passa anche quella li a Reggio Emilia. Astrologi.
VOTO 3 ad Andrea Trinchieri e alla Veroli perduta, perché lui l’aveva detto che c’era il rischio di credersi invincibili per poi riscoprirsi normodotati. Era meglio se non lo diceva, almeno avrebbe avuto il beneficio del dubbio. Generazione di (pseudo) fenomeni.
VOTO 2 alla coppia Darby (2/7, 7 perse) – Silvere Bryan (0/5, 2 perse, -3), perché se questa è l’asse play pivot della speranza, allora facciamo prima a passare da Lourdes senza nemmeno fermarci a Pescia. Si risparmiano tempo, figurette, gente di 11 anni che ti salta in testa…Pellegrinaggio.
VOTO 1 al trio della settimana, Boyette (3/6, 4 perse, -2) – Rossetti (2/6 ai liberi, 4 perse, -2) – Simeoli (2 perse, -2), quelli che sarebbe stato il caso di far qualcos’altro, la domenica pomeriggio. Un cinema, un Iper, che so un giro contromano in autostrada. Tutto fuorché il basket, comunque. Percorsi alternativi.
VOTO 0 a Bennet Davison, perché in 11 minuti si possono fare tante cose, ma lui ha battuto ogni record. Quattro mattonate, 4 falli, 2 perse. Fa meno 7, col plus minus tendente a meno infinito e l’umore di Boo Davis tendente all’incazzato. Occhio che quello li come prende e tira prende e “ti” tira. Nel futuro però. Bimbo Mix.

Saranno presenti al gran completo, oggi pomeriggio alle 15 presso la Chiesa Madonna del Casale a San Vito, i Crabs: giocatori, staff tecnico e societario renderanno l’ultimo saluto a Corrado Sberlati, per poi dirigersi verso il 105 Stadium, dove alle 18.30 è previsto l’ultimo allenamento prima del big match di domani sera contro la capolista solitaria Cimberio Varese (ore 20.30, arbitri Pascotto, Terreni e Di Francesco).
Qui Varese Situazione in divenire per Stefano Pillastrini, che contro Pistoia ha dovuto fare a meno di Nikagbatse, Boscagin, Dickens e Passera, il primo sicuro assente anche domani a Rimini, gli altri tre invece di certo presenti ma non si sa bene in quali condizioni e con quanti minuti nelle gambe. Occhio comunque a una squadra fortissima, col talento Niccolò Martinoni in grande spolvero e l’asse play pivot più forte del campionato, ovvero Galanda – Childress. L’ex Caserta e Montegranaro, tra l’altro, contro i Crabs negli ultimi anni ha sempre maramaldeggiato a piacimento.
Abbonamento Amico Tutti i possessori di una tessera potranno indicare, telefonando in sede (0541-54459), inviando una mail a segreteria@basketriminicrabs.it oppure un fax allo 0541-26600 entro domani alle 13, il nominativo di un amico che avrà diritto ad un biglietto al costo di 8 euro (settore non numerato).

Un simbolo. Un marchio della riminesità, un accenno di college basketball qui, in Romagna, nel tentativo, fantastico e ideologicamente preziosissimo, di identificare ancora di più il basket alla sua città. Crabs, basta la parola. Tutti lo sanno, ma forse in questi giorni tutti ci pensano un po’ di più, soprattutto quelli che per i “Granchi” biancorossi ogni domenica soffrono e applaudono. E’ tutta eredità di Corrado e Gianluca Sberlati, storie di un rapporto particolare, visceralmente legato a quella palla a spicchi e a quella fantastica passione per il Basket Rimini. L’idea nacque infatti durante la stagione 2000-01, l’ultima in A1 della Rimini cestistica: una stagione che di fatto aprì una sorta di interregno biennale, perché fu nell’estate del 2000 che Gianmaria Carasso e il suo braccio destro Cervellini lasciarono la stanza dei bottoni di via Dante. Sberlati “promosse” Renzo Vecchiato a general manager (fu lui, assieme a Riccardo Sbezzi, che perfezionò l’affare Buford e pure quello Washington), e gli affiancò un suo giovane dipendente, Andrea Prosperi, allora 26enne, e con un impiego nella Sofis, azienda del patron. “Si, con Corrado c’era un rapporto meraviglioso, gli sono profondamente grato come lo sono del resto tutti quelli che hanno avuto a che fare con lui – dice proprio Prosperi – Lui era solito investire sui giovani, sia in azienda che nel basket: diceva sempre che l’obiettivo doveva essere quello di ottenere un vero prodotto da una materia grezza”. Quella stagione finì male, con la Vip che retrocesse in LegaDue a causa di una sequela inenarrabile di fughe (Buford, Tony Smith), di risse da Far West in autogrill (Dumas e Sekunda, il primo era di troppo) e di match già vinti e perduti (a Chieti, contro Roseto, si dilapidarono 20 punti di margine in 20’). All’alba della ricostruzione, con Prosperi, Vecchiato e lo stesso Gianluca Sberlati impegnati nel perfezionamento del marchio Crabs, la tragedia del 27 giugno 2001, quando “Taz” perse la vita in un incidente stradale in Via Sacramora, a Viserba, a un passo da casa. “Quel giorno rimasi assieme a lui fino all’incrocio del viale – sussurra Prosperi – eravamo molto amici. Sono stato l’ultimo a vederlo da vivo, se ci penso ancora non me ne faccio una ragione. Da li Corrado ne uscì distrutto, ma non mollò proprio perché voleva che il sogno del figlio, quel Granchio rosso stilizzato sul petto del Basket Rimini, venisse realizzato subito”. Così fu. Anche se, dopo la sfortunata stagione 2001-02, Sberlati decise che era ora di “passare mano”. Cedette la maggioranza delle quote a Luciano Capicchioni, anche se contribuì sempre, anche oggi, alle sorti dei Crabs. “Si, mi lasciò libero di scegliere tra un ruolo nella nuova dirigenza e uno nella sua azienda – chiude Prosperi – e io ovviamente scelsi il secondo. Non è più venuto al 105, perché quel Granchio gli ricorda solo Gianluca. Fuori dal basket il loro era un rapporto particolare, ciò che li univa di più era la pallacanestro”. Oggi, quando Rimini saluterà Corrado per l’ultima volta, sia fiera di un sogno che alla fine si è realizzato. Grazie a Corrado e Gianluca.

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MARECCHIA

Risultati: La Posada – Bellaria 70-55, Villa Verucchio – Taz Viserba 54-51, Autopronti – Sharks 68-60, Locanza Abruzzese – Giorgia T.P. 56-48.

Classifica: La Posada 22; Locanda Abruzzese e Autopronti 18; Giorgia T.P. 16; Bellaria 8; Taz 6; Villa Verucchio 6; Sharks 2.

CENTRAL

Risultati: Panzini Tim – Lokomotiv 82-84, Victoria Ideal – Rose & Crown 44-51, Lord Nelson – Pizz. Prima o Poi 53-68, Titanka Basket – Marlow 50-66.

Classifica: Rose & Crown 20; Marlow, Lokomotiv e Victoria Ideal 16; Prima o Poi 10; Titanka e Panzini 8; Lord Nelson 2.

AUSA

Risultati: La Brocca – Il Girasole 108-67, Rist. Al Granchio – Cus Rimini 55-54, Ferramenta Riminese – Vecchia Guardia 74-49, Young Guns – Pizz. Acqua e Sale 69-59. Riposava Petroltecnica.

Classifica: Il Girasole 20; La Brocca e Petroltecnica 18; Ferramenta Rn 16; Rist. Al Granchio 12; Vecchia Guardia 10; Cus 6; Pizz. Acqua e Sale e Young Guns 2.

CONCA

Risultati: Rhinos Morciano – Skizzo/365 63-56, Misano Basket – Free Basket 44-84, Sanpatrignano – Barrumba 57-52, Nuovo Fiore Riccione – Nuova Bontempi 57-64.

Classifica: Free Basket 22; Nuova Bontempi 18; Skizzo/365 12, Sanpatrignano e Rhinos 12; Barrumba 10; Nuovo Fiore Riccione 6; Misano 4.


RIMINI – E all’undicesima, caddero gli Scaples. Più che un ko, un massacro, quello rifilato all’ex capolista Il Girasole dalla Brocca di Grossi, Ugolini e Gaudenzi, devastanti in tutto e per tutto e capaci di rifilare addirittura un 108-67 clamoroso a quella che, fino a ieri, era l’unica squadra imbattuta del campionato Uisp NBU.

Una “carovana” che prosegue veloce, tanto che abbiamo già consumato la quarta di ritorno: ancora un mese e sarà tempo di intergironi. E, fisiologicamente, la classifica comincia a spezzarsi: se Free Basket e Posada tornano a comandare, occhio al Rose & Crown, alla stessa Brocca e all’Autopronti. Miglior marcatore di giornata, giusto per non farsi mancare niente, l’esterno Grossi, della Brocca, che con 30 punti ha cancellato pure i 28 del prode Miserocchi (Scaples).

Marecchia Senza alcun tipo di problemi, La Posada resta saldamente in vetta disponendo a piacimento di un comunque gagliardo Bellaria: Vittori si ferma a 24, ma i 25 di Mandolini non bastano per evitare il ko. Nel big match, una solida e affamata Locanda Abruzzese tiene a dieta rigidissima il Giorgia T.P e lo scavalca: il solito Bernardi scrive 11, Scranni ne fa 18 ma perde. Bene anche l’Autopronti griffato Tassinari (27), che sale al secondo posto battendo non senza qualche patema gli Sharks (Semprini 17), mentre il Villa Verucchio di Podeschi (12) soffre tanto ma alla fine ha la meglio sul Taz (Lucchi 16).

Central Sarà la fuga buona? Ci spera il Rose & Crown, che finalmente mette tra se e la seconda 4 punti di margine: Gabriele Ceccarelli (20) bombarda da par suo il fortino del Victoria Ideal, che cede di misura perché oltre a Moscotti (15) il resto latita. Dietro, quindi, acciuffano l’Idea sia il Marlow, al quinto squillo di fila col mitico Briolini ancora on fire (22) contro un tonico ma impreciso Titanka (Rossi 13), e il Lokomotiv, pazzesco exploit nella tana del Panzini con bomba all’ultimo secondo di Magnani, mentre prima si era assistito alla fiera della tripla made in Vitali e Vandi (entrambi a quota 24). Sorride anche il Prima o Poi, che passa di netto sul Lord Nelson con le “cicciate” di Ciccio Lancini (17, Boari si ferma a 15).

Ausa Prendete una super capolista, imbattuta da 10 turni, e rifilatele 41 punti di scarto. Se ce la fate, siete come i ragazzi de La Brocca: coach Maurizio Vincenzi trova una difesa da urlo e un attacco stellare, guidato da Grossi, 30 in testa a mister Miserocchi, 28 ma la resa incondizionata quasi subito. Così si riapre tutto, in ottica primo posto, con la stessa Brocca e la Petroltecnica (che riposava) distanti solo 2 punti dal Girasole di Manduchi. Più sotto, da annotare il successo della Ferramenta Riminese (Tonti 19) sulla Vecchia Guardia (Calmarini 22), il fotofinish vincente del Granchio (Carlini 22) sullo sfortunato Cus (Briganti 18) e il primo hurrà stagionale degli Young Guns, che grazie ad Angeli (27) si tolgono da quota 0 battendo la Pizzeria Acqua e Sale (Valmaggi 17).

Conca E’ il girone più definito, nel senso che il Free Basket Cattolica, devastante anche a Misano (44-84) ha già in tasca il primo posto, mentre la Nuova Bontempi di Gabellini (27), passata in scioltezza a Riccione contro il Nuovo Fiore (Biagini 20), è già certa della piazza d’onore. Nella terra di mezzo, risorgono i Rinhos Morciano, che battono di giustezza gli Skizzo (Castro 24, Di Martino 27), mentre il Sanpatrignano di Amaroli (19) fa le scarpe al Barrumba di Sandro Bucchi (17).

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- Il Resto del Carlino -

Alberto Crescentini
Rimini. MENTRE l’ambiente riminese dei canestri è ancora scosso dalla notizia della morte di Corrado Sberlati, storico patron del club di via Dante, il campionato fa nuovamente capolino per celebrare domani la 19ª giornata. Un turno che vedrà i Crabs impegnati al “105” contro la Cimberio Varese, solitaria capolista con 24 punti già messi in cascina (16 quelli dei biancorossi, reduci dal raid a Pavia). Una Varese che onora il torneo di Legadue, non fosse altro per quella stella che i suoi giocatori esibiscono sulle casacche.
UNA STELLA che significa 10 scudetti vinti, privilegio che nella nostra pallacanestro spetta inoltre a Virtus Bologna (15 scudetti) e Olimpia Milano, coi meneghini che ne hanno addirittura due (ben 25 titoli). Il decimo sigillo varesino maturò nella primavera del ’99, giusto dieci anni fa. E a levare le braccia al cielo — oltre ai riminesi De Pol e Zanus Fortes — c’era pure Giacomo Galanda, che adesso è ancora lì, dopo una brillantissima carriera sia a livello di club (scudetti anche a Bologna e Siena) che di nazionale. Un Galanda che non è lì solo per mostrare le medaglie, bensì per portare un fattivo contributo al gruppo di Stefano Pillastrini. Per il 34enne lungo 12.7 punti e 6.5 nei 28’ che il ‘Pilla’ gli concede, più altre preziose cose che nelle cifre non si vedono.
SE GALANDA è la (ritrovata) bandiera, in regia c’è tutto il sapere di Randy Childress, classe ’72, play americano specialista in promozioni (il ‘professore’ ha già portato in A Montegranaro e Caserta). Al suo fianco Dimitri Lauwers, guardia belga di passaporto italiano, micidiale tiratore dall’arco (11/21 finora, si è accasato alla Cimberio appena un mese fa). Il numero 3, nello starting five, dovrebbe essere Simone Cotani, ala da 8.6p e 5.1 rimbalzi già visto al ‘piano di sopra’ con Livorno e Biella. Il secondo lungo sulla carta è Kaniel Dickens, ma un problema a un pollice potrebbe sconsigliarne l’utilizzo contro i granchi. In ogni caso Niccolò Martinoni, vent’anni da compiere, è pronto (ben 27 punti domenica contro Pistoia). Out la guardia-ala Nikagbatse, mentre lamentano acciacchi vari il play Passera e l’esterno Boscagin.
PER IL MATCH con la Cimberio, infine, il Basket Rimini propone la formula ‘Abbonamento amico’. Chi possiede la tessera, telefonando in sede (0541/54459) entro le 13 di domani può indicare il nominativo di un amico che avrà diritto a un biglietto a soli 8 euro.



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