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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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SABATO 7 FEBBRAIO 2009
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – I “suoi” ragazzi. E “suo” fratello maggiore. Tutto in una
notte limpida ed entusiasmante, quasi commovente, se vogliamo, anche
per un tipo alla “Charles Bronson” come lui, fatti e non “quisquilie”
per usare un eufemismo alla massima epocale dell’assessore Cangini.
Anche Adriano Braschi, vedendo i Granchi onorare al meglio la
memoria di Corrado Sberlati nel grandioso successo su Varese, avrà
avuto un nodo in gola. Chissà, almeno per un secondo, se sarà riuscito
a non pensare più al domani, al come finire la stagione, a quanti
appuntamenti a vuoto avrebbe dovuto “assistere” il giorno seguente. E
il giorno dopo. E quello dopo ancora.
“Sono felice per la vittoria, e per aver onorato Corrado in un
modo così degno della sua persona – attacca il presidente dei Crabs –
Io credo che Rimini non abbia ben capito cosa ha fatto quest’uomo per
la città e per il basket. Ha tenuto in vita il giocattolo per 20 anni e
oltre. Senza nessun tornaconto, senza avere nulla in cambio. Chissà,
forse lo capiranno presto cosa vuol dire”.
Ahia. C’è come la sensazione che di basket parleremo poco. Ci
proviamo, ma solo un po’. Dove vogliono arrivare questi Crabs che nelle
ultime 10 ne hanno vinte 8?
“Ho sentito parlare di playoff, di differenza canestri persa
contro Varese – continua Braschi – e mi è venuto da sorridere. A parte
il fatto che non lo so neanche, se arriviamo ‘fisicamente’ a fare i
playoff, credo che la squadra sia buona, l’ho sempre sostenuto. Io
guardo sempre dietro, perché la classifica è corta. Avevamo in mente un
tipo di basket e ora lo vediamo sul parquet. Scarone? Mah, a me German
non sorprende, in LegaDue fa la differenza, se sta bene di gambe e di
testa vale un americano”.
Ok, quindi adesso tra Sassari e Reggio firmiamo per un pareggio?
“No, preferirei vincerle tutte e due. Sassari è una buona squadra,
ma sono convinto che se arriviamo punto a punto nel finale possiamo
prenderci il match. Penso che noi abbiamo giocatori più determinanti
quando conta che loro. Staremo a vedere, bisogna avere anche fortuna:
se ti si infortuna un giocatore fondamentale come fai? La differenza
sta anche li”.
Dopo Sassari si salirà a Reggio Emilia (domenica 15 febbraio, in
posticipo tv). E, da Reggio Emilia, è tornata Coopsette per mettere un
po’ d’ossigeno nei polmoni del Basket Rimini.
“Io li ringrazio di cuore, ci fanno respirare per un paio di mesi
– prosegue – anche se è chiaro che non ci basta. Non mi si fraintenda:
quello che fa Coopsette è incredibile, questa azienda dimostra di
essere innamorata dei Crabs, di una squadra che non è della sua città.
Nessuno, a Rimini, a parte i soliti noti si intende, se ne frega di
noi. Bisognerebbe riflettere su questo particolare, perché qui il
rischio di non finire il campionato esiste ancora. Mi dispiace frenare
gli entusiasmi, ma siamo sempre messi male”.
Sempre li, con l’acqua alla gola e l’impossibilità di progettare
qualcosa. Molti si chiedono come faccia l’Andrea Costa Imola, a
comprare giocatori parcheggiandone altri pagati.
“Bravi loro, 30 soci che sborsano 10, o 20, o 30 mila euro a testa
a stagione – spiega il pres – qui in quanti siamo? In due? In tre? Me
lo dica lei. Quest’anno la raccolta si è fermata a 50 mila, il budget è
di 1 milione. Non ce la faccio più, così non si va avanti. Se qualcuno
non ci da una mano si chiude baracca a fine stagione”.
Non c’è tempo, si parte di nuovo. Il
successo su Varese è già un ricordo, la sagoma del caldo e rimbombante
Pala Serradimigni di Sassari già all’orizzonte. Ieri Sacco ha riportato
subito i Granchi in palestra, e lo farà anche stamattina, al Flaminio,
dove Scarone e soci sgambetteranno dalle 11 alle 13 per preparare, in
fretta e furia, un match delicato come quello col Banco Sardegna di
Demis Cavina e Trent Whiting, reduce dal rocambolesco ko di Scafati,
dove i sardi hanno dilapidato un + 13 a 5 minuti dalla fine perdendo
all’overtime. Poi, alle 14, tutti sul pullman per Bologna, dove nel
pomeriggio ci si imbarcherà su un volo diretto ad Alghero. Domani, alle
18.15, palla a due: fischiano Materdomini, Paronelli e Di Toro.
Mercato Due colpi a sensazione: il passaggio di Giorgio Boscagin
da Varese a Reggio Emilia (è un ritorno) e l’ingaggio del pivot Max
Monti da parte della Seven 2007 Roseto.
La 20esima giornata Così domani (ore 18.15): Varese – Scafati
(Biggi, Terreni e Masi), Casale – Reggio Emilia (Weidmann, Aronne e
Ciano), Jesi – Soresina (ore 20, diretta Rai Sport Più, Pascotto,
Caroti e Ciaglia), Brindisi – Pistoia (Bettini, Longhi e Terranova),
Sassari – Rimini (Materdomini, Paronelli e Di Toro), Veroli – Livorno
(Provini, Calbucci e Rostain), Pavia – Roseto (Pasetto, Federici e
Giovanrosa), Venezia – Imola (Pinto, Di Modica e Cappello).
I numeri parlano chiaro. Da quando
Giancarlo Sacco si è seduto sul pino di via Dante, i suoi Crabs ne
hanno vinte 9 su 13. Non solo. Nelle ultime dieci giornate, il ruolino
della Coopsette è spaventoso. Otto successi, due sole tristezze (in
casa con Venezia e a Jesi). Veroli è 7-3, Soresina, Pavia e Brindisi
seguono con un buon 6-4. Casale e Scafati in pareggio (5-5), Varese e
Reggio Emilia 4-6, Jesi è addirittura 3-7. Fate un po’ voi le vostre
considerazioni.
Non è finita qui la splendente matematica biancorossa. Unica
squadra con un bilancio positivo fuori casa (5-4), Rimini ha messo in
pari pure il ruolino casalingo (5-5, 3-0 nelle ultime 3) e, per la
prima volta dall’inizio del campionato, ha un record vinte perse
positivo (10-9). I segreti di Sacco E’ incredibile, come i punti deboli di inizio
stagione siano diventati progressivamente i segreti del rilancio. Molto
del merito è di Giancarlo Sacco: è lui che ha saputo tramutare la
presunta incompatibilità di Scarone e Goss (che prima c’era, evidente)
in una forza disarmante. Spostando Phil in guardia non solo l’ha
liberato dal peso della regia, ma ha “scoperto” un giocatore nuovo,
molto più forte di quello che in estate Vecchiato, Ferro e lo stesso
Galli pensavano fosse. Segna 19.3 punti a partita, tirando col 61% da
due e il 44.5 da tre. Nel reparto esterni, meglio di lui a livello
statistico fanno solo Boyette (Livorno) e Dowdell (Casale).
Ma la differenza tra lui e gli altri è che Goss si prende in mano
la squadra quando la palla scotta, senza mai forzare conclusioni e
sempre, dicasi sempre, osservando se c’è qualcuno più in palla in quel
determinato momento. Con la trazione Scarone – Goss, Sacco ha pescato
la coppia di guardie più forte della LegaDue.
La fame di German Qualcuno alzi la mano se non è d’accordo. Uno
Scarone così, a Rimini, non si vedeva dai tempi della Pepsi. Dal suo
ritorno in biancorosso (stagione 2005/06), German non aveva mai avuto
questa continuità di rendimento. I numeri qui contano fino ad un certo
punto, perché è la sua leadership, la sua fame, il suo talento che sta
facendo volare anche i compagni. Gioca 30.5’ a partita, e nei finali
punto a punto sembra (non sembra, ma è) fresco come una rosa nelle
mattine di maggio. Gli avversari ne sono stupiti, e triplicarlo, come
ad esempio ha fatto la Cimberio, serve a molto poco. Lui capisce,
scarica, e crea superiorità numerica. E’ stato lui, giovedì sera, ha
creare la gran parte dei punti di Kesicki. Prospettive Entusiasmo, compattezza, paura di nulla. Rinaldi,
Zanus e De Pol sono tostissimi, Pinton fa il suo, Kesicki ondeggia ma
rispetta le consegne, Gurini sta nell’ombra pronto a prendersi i
momenti che arrivano. L’unico che continua ad annaspare sotto i suoi
possibili livelli è McCray, una si, una no, una boh. Se anche lui trova
un minimo di continuità, ci sono ulteriori margini di crescita. Sembra
pazzesco, ma è proprio così.
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini
Rimini. «CHE PECCATO, avremmo potuto mettere a posto anche la
differenza canestri». Così un tifoso riminese, mentre sfollava l’altra
sera dal 105 Stadium dopo il convincente successo dei granchi sulla
Cimberio Varese. E’ proprio vero, gli incontentabili non mancano mai,
però è altresì innegabile che quella frase fotografa il radicale
cambiamento di umore degli appassionati, che dopo i patimenti dei mesi
scorsi vogliono cominciare a pensare in grande, a non accontentarsi
solamente di una risicata salvezza. E in effetti, per la prima volta in
questa stagione, la Coopsette può finalmente esibire una percentuale
vittorie superiore al 50% (10-9 il bilancio, siamo al 52.6%), con
appena 4 lunghezze di ritardo dalla vetta e un +6 sulla soglia della
paura. «Abbiamo disputato veramente una bella partita, se giochiamo così
potremo divertirci ancora», sostiene Giacomo Gurini, la guardia-ala dei
Crabs che, complice la totale abulia di Chris McCray, si è ritrovato
sul parquet per 19’, lui che ultimamente era finito un po’ ai margini
delle rotazioni. Ma stavolta, quando il concittadino Sacco lo ha
chiamato in causa, si è fatto trovare pronto. Questo al di là del
migliorabile 2/8 al tiro. «All’inizio ero un po’ titubante – riconosce
‘Guro’ –, d’altronde ultimamente avevo giocato poco, dovevo ritrovare
la fiducia. Poi mi sono sciolto, soprattutto credo di aver fatto un
buon lavoro in difesa su Cotani. Insomma, sono contento». L’ESTERNO pesarese ha fatto anche parte di quel quintetto un po’
azzardato proposto da coach Sacco sul finire del secondo periodo,
quando sul perimetro i tre ‘piccoli’ titolari se ne stavano seduti in
panca, mentre dentro battagliavano Pinton, Moreno e Gurini, appunto.
Una mossa che ha pagato, con Rimini che ha fatto respirare i suoi
terminali preferiti, dilatando pure il margine di vantaggio. «E’ stata
una bella prova di squadra, nessuno si è tirato indietro», aggiunge
Giacomo, che dopo ogni partita ascolta i consigli del padre Paolo,
giocatore della Sarila Rimini una trentina d’anni fa. «Consigli? Più
che altro mi dà i cicchetti…», ribatte la guardia-ala, che oggi
pomeriggio volerà a Sassari. Domani, infatti, la Coopsette dovrà
vedersela con quel Banco Sardegna che venne a sbancare il 105 nel
confronto di andata. Allora sembravano squadre di categorie diverse,
adesso i biancorossi hanno due punti in più degli isolani. Le cose
cambiano…
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