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CLASSIFICA
TeamPts
Mobyt Ferrara50
Centro Sedia Corno di Rosazzo46
BASKET RIMINI CRABS40
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Acmar Ravenna32
Remet Fossombrone32
Officine Creative Montegranaro32
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Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

SABATO 7 FEBBRAIO 2009


- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – I “suoi” ragazzi. E “suo” fratello maggiore. Tutto in una notte limpida ed entusiasmante, quasi commovente, se vogliamo, anche per un tipo alla “Charles Bronson” come lui, fatti e non “quisquilie” per usare un eufemismo alla massima epocale dell’assessore Cangini.
Anche Adriano Braschi, vedendo i Granchi onorare al meglio la memoria di Corrado Sberlati nel grandioso successo su Varese, avrà avuto un nodo in gola. Chissà, almeno per un secondo, se sarà riuscito a non pensare più al domani, al come finire la stagione, a quanti appuntamenti a vuoto avrebbe dovuto “assistere” il giorno seguente. E il giorno dopo. E quello dopo ancora.
“Sono felice per la vittoria, e per aver onorato Corrado in un modo così degno della sua persona – attacca il presidente dei Crabs – Io credo che Rimini non abbia ben capito cosa ha fatto quest’uomo per la città e per il basket. Ha tenuto in vita il giocattolo per 20 anni e oltre. Senza nessun tornaconto, senza avere nulla in cambio. Chissà, forse lo capiranno presto cosa vuol dire”.
Ahia. C’è come la sensazione che di basket parleremo poco. Ci proviamo, ma solo un po’. Dove vogliono arrivare questi Crabs che nelle ultime 10 ne hanno vinte 8?
“Ho sentito parlare di playoff, di differenza canestri persa contro Varese – continua Braschi – e mi è venuto da sorridere. A parte il fatto che non lo so neanche, se arriviamo ‘fisicamente’ a fare i playoff, credo che la squadra sia buona, l’ho sempre sostenuto. Io guardo sempre dietro, perché la classifica è corta. Avevamo in mente un tipo di basket e ora lo vediamo sul parquet. Scarone? Mah, a me German non sorprende, in LegaDue fa la differenza, se sta bene di gambe e di testa vale un americano”.
Ok, quindi adesso tra Sassari e Reggio firmiamo per un pareggio?
“No, preferirei vincerle tutte e due. Sassari è una buona squadra, ma sono convinto che se arriviamo punto a punto nel finale possiamo prenderci il match. Penso che noi abbiamo giocatori più determinanti quando conta che loro. Staremo a vedere, bisogna avere anche fortuna: se ti si infortuna un giocatore fondamentale come fai? La differenza sta anche li”.
Dopo Sassari si salirà a Reggio Emilia (domenica 15 febbraio, in posticipo tv). E, da Reggio Emilia, è tornata Coopsette per mettere un po’ d’ossigeno nei polmoni del Basket Rimini.
“Io li ringrazio di cuore, ci fanno respirare per un paio di mesi – prosegue – anche se è chiaro che non ci basta. Non mi si fraintenda: quello che fa Coopsette è incredibile, questa azienda dimostra di essere innamorata dei Crabs, di una squadra che non è della sua città. Nessuno, a Rimini, a parte i soliti noti si intende, se ne frega di noi. Bisognerebbe riflettere su questo particolare, perché qui il rischio di non finire il campionato esiste ancora. Mi dispiace frenare gli entusiasmi, ma siamo sempre messi male”.
Sempre li, con l’acqua alla gola e l’impossibilità di progettare qualcosa. Molti si chiedono come faccia l’Andrea Costa Imola, a comprare giocatori parcheggiandone altri pagati.
“Bravi loro, 30 soci che sborsano 10, o 20, o 30 mila euro a testa a stagione – spiega il pres – qui in quanti siamo? In due? In tre? Me lo dica lei. Quest’anno la raccolta si è fermata a 50 mila, il budget è di 1 milione. Non ce la faccio più, così non si va avanti. Se qualcuno non ci da una mano si chiude baracca a fine stagione”.

Non c’è tempo, si parte di nuovo. Il successo su Varese è già un ricordo, la sagoma del caldo e rimbombante Pala Serradimigni di Sassari già all’orizzonte. Ieri Sacco ha riportato subito i Granchi in palestra, e lo farà anche stamattina, al Flaminio, dove Scarone e soci sgambetteranno dalle 11 alle 13 per preparare, in fretta e furia, un match delicato come quello col Banco Sardegna di Demis Cavina e Trent Whiting, reduce dal rocambolesco ko di Scafati, dove i sardi hanno dilapidato un + 13 a 5 minuti dalla fine perdendo all’overtime. Poi, alle 14, tutti sul pullman per Bologna, dove nel pomeriggio ci si imbarcherà su un volo diretto ad Alghero. Domani, alle 18.15, palla a due: fischiano Materdomini, Paronelli e Di Toro.
Mercato Due colpi a sensazione: il passaggio di Giorgio Boscagin da Varese a Reggio Emilia (è un ritorno) e l’ingaggio del pivot Max Monti da parte della Seven 2007 Roseto.
La 20esima giornata Così domani (ore 18.15): Varese – Scafati (Biggi, Terreni e Masi), Casale – Reggio Emilia (Weidmann, Aronne e Ciano), Jesi – Soresina (ore 20, diretta Rai Sport Più, Pascotto, Caroti e Ciaglia), Brindisi – Pistoia (Bettini, Longhi e Terranova), Sassari – Rimini (Materdomini, Paronelli e Di Toro), Veroli – Livorno (Provini, Calbucci e Rostain), Pavia – Roseto (Pasetto, Federici e Giovanrosa), Venezia – Imola (Pinto, Di Modica e Cappello).

I numeri parlano chiaro. Da quando Giancarlo Sacco si è seduto sul pino di via Dante, i suoi Crabs ne hanno vinte 9 su 13. Non solo. Nelle ultime dieci giornate, il ruolino della Coopsette è spaventoso. Otto successi, due sole tristezze (in casa con Venezia e a Jesi). Veroli è 7-3, Soresina, Pavia e Brindisi seguono con un buon 6-4. Casale e Scafati in pareggio (5-5), Varese e Reggio Emilia 4-6, Jesi è addirittura 3-7. Fate un po’ voi le vostre considerazioni.
Non è finita qui la splendente matematica biancorossa. Unica squadra con un bilancio positivo fuori casa (5-4), Rimini ha messo in pari pure il ruolino casalingo (5-5, 3-0 nelle ultime 3) e, per la prima volta dall’inizio del campionato, ha un record vinte perse positivo (10-9).
I segreti di Sacco E’ incredibile, come i punti deboli di inizio stagione siano diventati progressivamente i segreti del rilancio. Molto del merito è di Giancarlo Sacco: è lui che ha saputo tramutare la presunta incompatibilità di Scarone e Goss (che prima c’era, evidente) in una forza disarmante. Spostando Phil in guardia non solo l’ha liberato dal peso della regia, ma ha “scoperto” un giocatore nuovo, molto più forte di quello che in estate Vecchiato, Ferro e lo stesso Galli pensavano fosse. Segna 19.3 punti a partita, tirando col 61% da due e il 44.5 da tre. Nel reparto esterni, meglio di lui a livello statistico fanno solo Boyette (Livorno) e Dowdell (Casale).
Ma la differenza tra lui e gli altri è che Goss si prende in mano la squadra quando la palla scotta, senza mai forzare conclusioni e sempre, dicasi sempre, osservando se c’è qualcuno più in palla in quel determinato momento. Con la trazione Scarone – Goss, Sacco ha pescato la coppia di guardie più forte della LegaDue.
La fame di German Qualcuno alzi la mano se non è d’accordo. Uno Scarone così, a Rimini, non si vedeva dai tempi della Pepsi. Dal suo ritorno in biancorosso (stagione 2005/06), German non aveva mai avuto questa continuità di rendimento. I numeri qui contano fino ad un certo punto, perché è la sua leadership, la sua fame, il suo talento che sta facendo volare anche i compagni. Gioca 30.5’ a partita, e nei finali punto a punto sembra (non sembra, ma è) fresco come una rosa nelle mattine di maggio. Gli avversari ne sono stupiti, e triplicarlo, come ad esempio ha fatto la Cimberio, serve a molto poco. Lui capisce, scarica, e crea superiorità numerica. E’ stato lui, giovedì sera, ha creare la gran parte dei punti di Kesicki.
Prospettive Entusiasmo, compattezza, paura di nulla. Rinaldi, Zanus e De Pol sono tostissimi, Pinton fa il suo, Kesicki ondeggia ma rispetta le consegne, Gurini sta nell’ombra pronto a prendersi i momenti che arrivano. L’unico che continua ad annaspare sotto i suoi possibili livelli è McCray, una si, una no, una boh. Se anche lui trova un minimo di continuità, ci sono ulteriori margini di crescita. Sembra pazzesco, ma è proprio così.

- Il Resto del Carlino -

di Alberto Crescentini
Rimini. «CHE PECCATO, avremmo potuto mettere a posto anche la differenza canestri». Così un tifoso riminese, mentre sfollava l’altra sera dal 105 Stadium dopo il convincente successo dei granchi sulla Cimberio Varese. E’ proprio vero, gli incontentabili non mancano mai, però è altresì innegabile che quella frase fotografa il radicale cambiamento di umore degli appassionati, che dopo i patimenti dei mesi scorsi vogliono cominciare a pensare in grande, a non accontentarsi solamente di una risicata salvezza. E in effetti, per la prima volta in questa stagione, la Coopsette può finalmente esibire una percentuale vittorie superiore al 50% (10-9 il bilancio, siamo al 52.6%), con appena 4 lunghezze di ritardo dalla vetta e un +6 sulla soglia della paura.
«Abbiamo disputato veramente una bella partita, se giochiamo così potremo divertirci ancora», sostiene Giacomo Gurini, la guardia-ala dei Crabs che, complice la totale abulia di Chris McCray, si è ritrovato sul parquet per 19’, lui che ultimamente era finito un po’ ai margini delle rotazioni. Ma stavolta, quando il concittadino Sacco lo ha chiamato in causa, si è fatto trovare pronto. Questo al di là del migliorabile 2/8 al tiro. «All’inizio ero un po’ titubante – riconosce ‘Guro’ –, d’altronde ultimamente avevo giocato poco, dovevo ritrovare la fiducia. Poi mi sono sciolto, soprattutto credo di aver fatto un buon lavoro in difesa su Cotani. Insomma, sono contento».
L’ESTERNO pesarese ha fatto anche parte di quel quintetto un po’ azzardato proposto da coach Sacco sul finire del secondo periodo, quando sul perimetro i tre ‘piccoli’ titolari se ne stavano seduti in panca, mentre dentro battagliavano Pinton, Moreno e Gurini, appunto. Una mossa che ha pagato, con Rimini che ha fatto respirare i suoi terminali preferiti, dilatando pure il margine di vantaggio. «E’ stata una bella prova di squadra, nessuno si è tirato indietro», aggiunge Giacomo, che dopo ogni partita ascolta i consigli del padre Paolo, giocatore della Sarila Rimini una trentina d’anni fa. «Consigli? Più che altro mi dà i cicchetti…», ribatte la guardia-ala, che oggi pomeriggio volerà a Sassari. Domani, infatti, la Coopsette dovrà vedersela con quel Banco Sardegna che venne a sbancare il 105 nel confronto di andata. Allora sembravano squadre di categorie diverse, adesso i biancorossi hanno due punti in più degli isolani. Le cose cambiano…



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