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CLASSIFICA
TeamPts
Enel Brindisi42
Banco di Sardegna Sassari36
Fastweb Casale Monferrato36
Prima Veroli36
Trenkwalder Reggio Emilia36
Snaidero Cucine Udine34
Carmatic Pistoia32
Miro Radici fin. Vigevano32
Bialetti Scafati28
 EDILIZIA MODERNA RIMINI28
 Aget Imola28
 U.C.C. Casalpusterlengo24
 Paul Mitchell Pavia24
 Umana Reyer Venezia22
Fileni Jesi22
AB Latina14
IL SONDAGGIO
Chi è stato l'MVP della stagione dei Crabs?

Giacomo Gurini
German Scarone
Carlton Myers
Ndudi Ebi


NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDÌ 10 FEBBRAIO 2009


- La Voce di Romagna -
 
di Matteo Peppucci
RIMINI – Non c’è stato proprio modo, di tornare felici da Sassari. Quando deve andare male, del resto, va anche peggio, e lo si era capito fin da subito che la Coopsette planata in Sardegna dopo il grandissimo successo su Varese aveva le pile scariche. Poca cattiveria, o forse semplicemente meno di un avversario che era si reduce da 45’ durissimi (a Scafati) ma che aveva perso ed era molto più arrabbiato dei Granchi.
“L’analisi regge – è sincero Tommy Rinaldi – perché è vero che la stanchezza si è fatta sentire, ma anche il Banco non era al meglio e la brutta partita che ne è uscita fuori è stata la logica conseguenza. Poco basket, tanti contatti: noi però il più delle volte li abbiamo subiti, finendo per battere la testa contro la loro aggressività”.
A dire il vero il match si è deciso nel finale, con il folletto Jason Rowe a punire qualche disattenzione di una difesa che – tutto sommato – ha pure funzionato, visti i 71 punti concessi all’avversario. “Solo che segnando 62 punti – continua Rinaldi – fai fatica a vincere anche in casa, figuriamoci fuori. L’infortunio di Scarone ha pesato, inutile negarlo, ma nonostante tutto eravamo anche rientrati in partita dopo essere andati a meno 13 ad inizio terzo periodo (sul 37-24, ndr). Raggiunta la parità siamo andati avanti punto a punto fino a 2’ dalla fine, poi Rowe ci ha massacrato e noi abbiamo sbagliato un paio di tiri ben costruiti”.
Non può andare sempre bene, del resto, e le basse percentuali di una squadra che poggia molto sull’entusiasmo da “striscia di canestri” ha finito per impedire ai Granchi un allungo che, ad inizio ultimo parziale, pareva possibile. I troppi rimbalzi offensivi concessi a Sassari (10, contro i soli 5 della Coopsette) hanno poi fatto il resto.
“Vero, e questo è stato un aspetto determinante della sconfitta perché lo sapevamo che il Banco è una squadra che va a rimbalzo d’attacco con tutti gli effettivi: non siamo stati sufficientemente reattivi soprattutto sulle carambole lunghe, e in almeno tre occasioni abbiamo subito canestro dal doppio possesso concesso. E’ un’altra dimostrazione che forse ci è mancata proprio la lucidità. Il mio match? Mi sono annullato con Ezugwu: ci siamo dati delle gran botte e alla fine nessuno dei due ha inciso più di tanto”.
Beh, su questo dissentiamo, perché il “lopez” che l’inglese palestrato ha rifilato inavvertitamente a German Scarone sul finire di primo tempo, in soldoni, ha permesso a Sassari di non avere contro uno degli uomini più in forma di Sacco.
“German zoppicava anche questa mattina – svela Tommy – e ieri è rientrato a 2 minuti dalla fine più per voglia che per altro. Chiaro che senza di lui perdiamo molto, anche perché poi le difese avversarie possono concentrarsi esclusivamente su Goss e McCray, quasi sempre triplicati e costretti a tiri difficili”.
Inutile fare drammi, anche perché, classifica alla mano, i punti di vantaggio sulla zona B sono rimasti 6. Anche se all’orizzonte c’è la trasferta di Reggio Emilia dove bisognerà cercare di fare meglio.
“Io guardo sempre dietro, altro che playoff – chiosa il lungo riminese – e ho negli occhi Pavia, che prima di incontrare noi pensava in grande e poi, con due ko beffardi consecutivi, si è ritrovata di nuovo con l’acqua alla gola. Stiamo sereni, guardiamo avanti e focalizziamo l’obiettivo su Reggio: sarà durissima vincere, ma di sicuro saremo più freschi che a Sassari”.

E così, nella lontana e incontaminata Sardegna, e contro un Banco che sta cominciando a diventare molto indigesto ai colori biancorossi (4 ko consecutivi nelle ultime due stagioni, ultimo hurrà contro i sardi datato 25 febbraio 2007), si è fermata la striscia dei Crabs. Un percorso netto di 3 successi in fila partito contro Casale, proseguito poi a Pavia e terminato al 105 contro la capolista Varese.
Stanchi e imprecisi In teoria avrebbe dovuto essere un match spettacolare, visto che Sassari e Rimini vantano ottime percentuali al tiro. Il tutto, come da previsione, è stato falsato dal tour de force che la LegaDue ha osservato di recente, col turno infrasettimanale di giovedì scorso che si è fatto sentire e non poco. Per una squadra che tendenzialmente vince segnandone uno in più e non subendone uno in meno, tirare col 41.7% da due e il 73.3% ai liberi è sinonimo di ko quasi certo. I 62 punti segnati sono quasi un minimo storico di stagione, se si escludono i 47 di Varese: è evidente che le gambe di McCray e soci non erano quelle solite.
La poca lucidità dei Granchi si è manifestata anche nell’ennesimo finale punto a punto. Se a Pavia la rimonta si era concretizzata, a Sassari non è successo: a parte il fatto che non si può sempre pretendere di vincere sulla sirena coi tiri ignoranti da 9 metri, la realtà è che le troppe palle perse (19, ben 14 nei primi due quarti) e un paio di disattenzioni nel finale hanno condannato la Coopsette a una sconfitta che ci sta, ma che lascia lo stesso qualche rammarico perché con un po’ di concentrazione in più si sarebbe potuto pure vincere.
Particolari Ok, la prima cosa che balza agli occhi, leggendo lo scout, è quel 15 accostato ai minuti giocati da German Scarone. Col gaucho costretto alla panca da un “lopez” di Ezugwu – e non deve essere simpatico – Sacco ha dovuto spremere Pinton e Gurini per 40’ complessivi: i surrogati del reparto esterni hanno dato troppo poco, in termini offensivi (7 punti e 2/7 dal campo). Se Scarone si chiama fuori, McCray è sempre in quel limbo non ben identificato e Goss adesso è sistematicamente triplicato, pare chiaro che la panchina debba dare qualcosa in più. 17 punti – di cui 8 del solo De Pol – sono troppo pochi se i tre tenori ne segnano 35, quando la media classica si assesta sui 50-55. In più c’è una dato che spariglia il match: i 10 rimbalzi offensivi concessi al Banco sono troppi, soprattutto se anche il tuo avversario fa fatica a segnare. Concedere 11 tiri in più a chi ti sta di fronte, in partite sporche, brutte e cattive, è un qualcosa di deleterio.
Prospettive Il bicchiere mezzo pieno c’è. Ancora una volta si è lottato alla pari in trasferta, e la zona retrocessione è rimasta lontana 6 punti. Il percorso minato, che è cominciato a Jesi e finirà domenica sera a Reggio Emilia, dice che Rimini ha un bel 3-2 contro l’1-4 dell’andata. Insomma, siamo anche sopra le tabelle più ottimistiche.

Senza nemmeno accorgercene, entriamo nell’ultimo terzo di regular season, visto che 20 dei 30 turni previsti in LegaDue sono passati alla storia. Il futuro, breve ma intensissimo, è però tutto da decifrare, anche se qualcosa si muove, sia sopra che sotto.
Corsa a 5 Premesso che le smentite sono all’ordine del giorno, le famose “6 sorelle” sono diventate adesso 5. Nonostante continui a non brillare e sia falcidiata dagli infortuni, Varese (26) è sempre lassù, un giro accompagnata e un giro sola. Non convince in pieno, ma rimane la favorita, perché ogni settimana la potenziale rivale pensa bene di capitolare. Stavolta è toccato a Soresina (24), disfatta da Maggioli e Ryan a Jesi, e con un ruolino in trasferta (2-8) che non è per chi vuole salire.
Si potrebbe dire lo stesso di Casale (24), perfetta in casa (10-0, come la Vanoli) ma chiaramente più forte: se Crespi smette di perdere tutte le volate fuori casa la Fastweb ce la può ancora fare. Veroli (24) ha uno straordinario 8 su 11 negli ultimi 3 mesi, ma adesso non avrà più Jerome Allen, che lascia il posto all’amico reintegrato Robinson. Bisogna vedere come reagisce il gruppo, in una situazione diametralmente opposta a quella di Jesi (22), che tra poco riabbraccerà Maestranzi.
In bilico Nove squadre, più della metà dell’intera combriccola. Possono pensare ai playoff, ma devono anche preoccuparsi di quel che succede in fondo. Ce ne sono addirittura 5 a quota 20, ovvero al 50% di successi conquistati: a Sassari, tre hurrà nelle ultime 4, serve un’ala piccola di qualità perché senza Dordei le rotazioni sono avare. Reggio Emilia è in crisi, non vince da dicembre ed è anche sfortunata: i mezzi per risalire, soprattutto con un innesto che arriverà, ci sono però tutti. Scafati è viva, Rimini pure, ma Brindisi, 7 hurrà nelle ultime 8, comincia a fare sul serio.
A 18, invece, un poker: Roseto è indecifrabile come poche, Livorno continua a perdere occasioni e ha un pessimo 1-9 fuori casa. Pavia c’è, gioca bene e resiste, mentre Venezia fa sempre troppa fatica rispetto al potenziale che ha. La sensazione è che i playoff arriveranno a quota 30, ma gli scontri diretti saranno decisivi.
Burrone Il solco ora c’è: a quota 14 sono rimaste sole, Pistoia e Imola. Ma se per la Carmatic paiono scorgersi segnali di vita, per l’Aget (6 ko nelle ultime 7) la sfida con Pavia rappresenta più di una dead line.

Appena rientrati in Romagna, Sacco ha fatto svolgere ai Granchi una seduta defaticante, alla quale non ha ovviamente partecipato German Scarone, che a Sassari si è dovuto in pratica fermare a causa di una brutta botta alla coscia presa, sul finire di secondo quarto, in uno scontro col possente pivot Ezugwu. E’ possibile che German venga tenuto a riposo anche oggi, quando Giancarlo Sacco riporterà i suoi al Flaminio (domani, invece, intera giornata di riposo): la testa della Coopsette è già proiettata verso il posticipo di domenica prossima (ore 20, diretta su Rai Sport Più) a Reggio Emilia contro la Trenkwalder di Alessandro Ramagli.
Qui Reggio A Casale è arrivato il quinto ko consecutivo: dopo aver chiuso in testa il girone di andata e aver conquistato le Final Four di Lega, la Trenk si è di fatto arenata. L’esonero di Marcelletti, arrivato dopo il ko interno con Pavia, e l’avvicendamento con Ramagli, non ha fin qui prodotto gli esiti sperati. C’è aria di cambiamenti, però: l’ala piccola Brian Smith è vicinissima al taglio, e al suo posto, oltre al sogno Erik Daniels, folletto ex Biella già allenato da Ramagli, si fa anche il nome di Tim Pickett, la cui avventura cinese è finita ancor prima di cominciare. L’ingaggio di Giorgio Boscagin, 20 punti all’esordio, potrebbe però spostare le attenzioni verso un lungo Usa al posto di Smith, con consequenziale promozione di Boscagin in quintetto.

- Il Resto del Carlino -
 
di Alberto Crescentini
Rimini. LA SVEGLIA, ieri mattina, è suonata qualche minuto prima delle 5, complice il volo Alghero-Bologna pronto a decollare alle 7.05, ma in quella piccola porzione di notte Giancarlo Sacco ha fatto ugualmente fatica a prendere sonno. Ancora troppa l’adrenalina dovuta alla partita, così come si avvertiva la tensione per una sconfitta che ci poteva pure stare, è vero, ma si sarebbe potuta evitare. «E’ stata un po’ la gara che mi aspettavo, tra due squadre stanche — commenta il 52enne coach della Coopsette —. Un incontro infarcito di errori e chi ne ha commessi di più, soprattutto in difesa, ha finito per perdere». Nella battuta d’arresto di Sassari spiccano i soli 15’ in cui è rimasto in campo Scarone. Un German che nelle ultime uscite vedeva il canestro grande come una vasca da bagno. A metterlo ko una ginocchiata a una coscia rimediata in uno scontro con Ezugwu, il solido centro del Banco Sardegna. Ma cosa sarebbe cambiato col gaucho a pieno servizio? «Mah, è sempre difficile dirlo — ribatte l’allenatore dei granchi —. Il lavoro grosso, cioè la rimonta da -11 a +2, eravamo riusciti a farlo ugualmente. Dopo, chiaramente, la sua qualità ci sarebbe tornata utile, mi sembra di ricordare che German ‘qualcosina’ abbia fatto nei finali...».
IN UN MATCH caratterizzato da percentuali modeste (40% al tiro Rimini, addirittura 39.4% Sassari), la differenza finiscono per farla altre cose, tipo rimbalzi, perse, recuperi. Tutte ‘voci’ statistiche dove il Banco, oggettivamente, si è fatto preferire. «Sì, soprattutto i tanti rimbalzi offensivi che abbiamo concesso hanno pesato — riconosce Sacco —. In ogni caso i ragazzi hanno disputato la loro onesta partita, hanno lottato, dimostrando ancora una volta di avere cuore, carattere». Dopo l’insolita e clamorosa ‘virgola’ contro Varese, McCray stavolta ne ha messi 11 con un insufficiente 2/9 al tiro. Qualche progresso si è visto, in “MC”? «Un passettino in avanti in difesa, un po’ meglio anche in attacco. Però adesso è importante che Chris abbia un rendimento da americano, in Legadue gli extra-comunitari sono solo due e dal loro consistente apporto non si può prescindere». Ma come mai McCray batte un po’ in testa? «In queste ultime settimane è salito il livello di tutti, compagni e avversari, mentre lui si è dovuto fermare a dicembre per un infortunio a una caviglia. Uno stop che l’ha condizionato, così ora fatica a trovare il ritmo», spiega Sacco.
GIA’ NEL TARDO pomeriggio di ieri i granchi si sono ritrovati in palestra per sgranchirsi, cioè per fare lavoro defaticante col preparatore atletico. Oggi nuova seduta, un mix di atletica e basket, quindi domani un’intera giornata di riposo.



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