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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDÌ 9 FEBBRAIO 2009
- Il Resto del Carlino -
di Gabriele Sardu B. SARDEGNA 71 - COOPSETTE 62
BANCO DI SARDEGNA SASSARI: Amoni 3, Devecchi 5, Ezugwu 2, Rowe 22,
Martin 2 (esce per 5 falli), Chessa 6, Sechi n.e., Whiting 17, Vanuzzo
14, Manca. Coach: Demis Cavina COOPSETTE RIMINI: Scarone 9, Goss 15, Moreno n.e., Pinton 5, De
Pol 8, McCray 11, Zanus Fortes 2, Rinaldi 6, Gurini 2, Kesicki 4.
Coach: Giancarlo Sacco
Arbitri: Roberto Materdomini, Francesco Paronelli, Claudio Di Toro
Parziali: 18-14, 35-26, 46-46
SASSARI. SCONFITTI ma con onore. Rimini esce a testa alta dal Pala
Serradimigni di Sassari al termine di una gara combattuta fino
all’ultimo secondo. Vincono i sardi per 71 a 62 che si aggiudicano il 2
a 0 negli scontri diretti. Stanchezza ed errori hanno condizionato il
match e il gioco. I Crabs erano partiti in Sardegna col vento in poppa,
sospinti dall’entusiasmo, dopo la vittoria in casa contro Varese nel
turno infrasettimanale, disputato giovedì e l’exploit di Pavia di
domenica scorsa. Ed è una Coopsette diversa quella scesa in campo a
Sassari, molto diversa rispetto a quella del girone di andata: è
cambiata soprattutto la mentalità di una compagine che ha compreso le
proprie potenzialità, grazie soprattutto al suo capitano German
Scarone. In casa Banco di Sardegna le ultime settimane erano state
caratterizzate da tanta voglia di riscatto per dimenticare i continui
infortuni, l’ultimo, il più grave a carici dell’ala Gigi Dordei: per
lui stagione finita e un lungo periodo fuori dai parquet. INIZIO GARA equilibrato tra due formazioni che si studiano a
lungo. E’ il solito Scarone a farsi notare subito: punti e tanto gioco
per i suoi, poi però una botta una coscia lo metterà al tappeto troppo
presto (per lui solo 15’ in campo). Crabs incitati anche in trasferta
da un piccolo ma animatissimo gruppo di tifosi che ha varcato il
Tirreno per sostenere la propria squadra. La risposta di Sassari non si
fa attendere e Whiting conferma il suo buon momento di forma. Risultato
altalenante e prima frazione dove si vede un basket non eccezionale che
si conclude col Banco in vantaggio: 18 a 14. La partita viaggia sotto
il segno dell’equilibrio. Basso il livello tecnico ed entrambe le
squadre guardinghe fino all’eccesso. Da una parte all’altra errori su
errori, anche su tiri facili da sotto. Ai guizzi di Goss e McCray
risponde puntualmente Rowe con una serie di belle conclusioni. Rimini
non tiene il passo e alcune smagliature difensive vengono punite da
puntuali conclusioni da tre. Si riparte dopo la pausa lunga con una
schiacciata perentoria di Martin e ancora Rowe in cattedra.
DE POL e Goss suonano la carica e infilano un parziale di 8 a 2, i
granchi ritornano in partita. Lo svantaggio si assottiglia: da -11 a -4
col tabellone dei punti che indica 44 a 40 per i sardi a 3 minuti dalla
fine della terza frazione di gara. Il Banco perde lo smalto iniziale e
comincia a spararacchiare da tre. Le medie non sono buone e i romagnoli
ne approfittano, rosicchiando punti in ogni azione, fino al 46 pari. I
valori in campo sono equivalenti e solo chi riesce a tenere i nervi
saldi sa di poter strappare i due punti in palio. L’ultima frazione
inizia col Rimini di nuovo avanti, come in avvio di match. Vanuzzo
tiene a galla il Banco che continua ad affidarsi solo ai tiri dalla
lunga distanza. Martin esce per 5 falli e la stanchezza inizia a farsi
sentire davvero. Di nuovo avanti Sassari con una tripla di Whiting: i
sardi non ci stanno a perdere e grazie ad un Rowe particolarmente
ispirato capitalizzano bene le ultime azioni. Il finale di gara è un
susseguirsi di emozioni, ma la Coopsette commette qualche ingenuità di
troppo e perde la partita. La testa è già a Reggio Emilia per il derby.
A FINE GARA l’unica a non aver fatto bella figura è la terna
arbitrale: discutibili molte decisioni e falli fischiati
inspiegabilmente da tutte e due le parti. La partita ha rischiato di
innervosirsi nonostante la correttezza delle squadre.
SCARONE 6. Non ha potuto dare un grosso
contributo alla sua squadra. Ha dovuto alzare bandiera bianca dopo un
incontro ravvicinato di un certo tipo con Ezugwu che lo ha costretto ad
accomodarsi in panchina. Ed è stato un peccato vero.
GOSS 6.5. Ha dettato i tempi con sincronia ed efficacia ai propri
compagni di squadra come sa fare un buon metronomo. Incontenibile da
‘tre’, ci prova in tutti i modi e con tanta tenacia a centrare il
canestro. E’ l’ultimo ad arrendersi e non è poco. Lui il suo lo ha
fatto eccome, ha poco da rimproverarsi.
PINTON 6. Contribuisce alla causa sostituendo nel migliore dei
modi Scarone, ma purtroppo non è assolutamente sufficiente per poter
invertire la brusca rotta.
DE POL 5,5. Poca l’acqua che è riuscito a tirare al mulino di
Rimini. Cerca continuamente il fallo. Troppo nervoso in molti frangenti
anche se è da sottolineare la carica agonistica per tutta la durata
dell’incontro. MCCRAY 6. Si rivela un buon mastino da guardia. Non permette così
al suo diretto avversario di ‘respirare’, lottando su tutti i palloni
con intensità e grande agonismo. Unico neo della sua serata la
percentuale al tiro (0/4 da due) anche se innesta la quarta nel finale
andando a segno con due liberi e arpionando sei rimbalzi. ZANUS FORTES 5,5. Sono troppo pochi i minuti passati sul parquet
per Fortes che, però, si fa ricordare per i tre falli a referto. RINALDI 5,5. Da registrare e da sottolineare la mancanza di
precisione a canestro. Non trova quindi il bandolo della matassa e
soffre non poco. Butta però sul parquet tanta buona volontà. Da
rivedere.
GURINI 5. Non è proprio la sua serata. Evanescente, non raggiunge
la sufficienza nello svolgere un compitino senza sugo. Per lui sono
soltanto due i punti all’attivo: una miseria.
KESICKI 5,5. Per i pochi minuti durante i quali saltella sul
parquet mette in evidenza anche buone cose. Nella sua area di
competenza non c’è storia né spazio per alcuno. Perfetto sotto canestro
molto meno però quando si tratta di andare a punti.
Insomma è poco efficace quando conta.
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