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IL SONDAGGIO
Chi è stato l'MVP della stagione dei Crabs?

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NEWS - RASSEGNA STAMPA

LUNEDÌ 16 FEBBRAIO 2009


- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
REGGIO EMILIA – Terremoto a Reggio Emilia. No, state tranquilli, è solo la fischiata e inguaiata Trenkwalder a sentirlo forte e chiaro. Lo hanno provocato i pazzeschi Granchi di sti tempi, gente capace di giochicchiare per 30’ prima del crash boom bang globale. Una roba catastrofica, racchiusa in numeri che vi citiamo perché sono meglio delle note dell’Aida. 35-15, 51 a 1 (!!!) di valutazione, tutto per la Coopsette, non bellissima per 25’ ma poi pronta, nel momento di calo avversario, a piombare sulla preda senza lasciarle alcuna possibilità di reazione. Ribaltata anche la differenza canestri (ma chi ci pensava?), non dite a Sacco che Rimini è salva. Potrebbe provocare un terremoto per davvero.
Dopo due minuti di schifezze (tiri al piccione, perse di qua e di la, occhi sgranati), finalmente un po’ di pallacanestro: Reggio tenta di scappare agganciandosi a Fultz (7-3 al 3’), la Coopsette reagisce con un paio di siluri di Scarone e McCray, beneficiando anche delle paranoie reggiane con 3 metri di spazio (7-11 al 5’).
Si continuano a vedere però cose che con questo sport hanno poco a che fare: infrazioni di 5”, palleggi sui piedi, Kesicki che costeggia il campo manco fosse il grande puffo. In tutta sta meraviglia, le triple della Trenk – 2/2 Fultz – ridanno fiducia ai padroni di casa, che però non cavalcano l’onda perché dietro ci sono svariati problemi a contenere i dai e vai scolastici tra Goss e Zanus (Rinaldi subito fuori per una botta, 19-21 al 9’).
I Crabs però sono spreconi, arruffoni e deconcentrati: concedono di tutto a Fultz, non capitalizzano un paio di transizioni 3 contro 1 (McCray e Gurini) e lasciano 3 rimbalzi offensivi cruciali al nemico. Il risultato è il primo strappo reggiano, un 10-0 travolgente suggellato dal terzo siluro di Marco Carra (36-24 al 13’): Sacco ne ha abbastanza di Gurini, e manda in avanscoperta De Pol e Pinton.
La mossa da almeno un po’ di equilibrio ai Granchi, che con Goss e Sandrino, intelligente nell’attaccare il bimbo Defant, tornano a vedere la luce con 4 minuti di migliori letture (40-37 al 17’, break 4-13). Reggio segna solo su tiro libero (Carra illibato), ma nonostante 3 cosacce di McCray Rimini rimane in targa con le saggezze di De Pol (8 punti, un fattore) e la solita scaronata anti tempesta (46-43 al 20’).
Zanus, servito magnificamente da Goss sui pick & roll, ne mette 5 che compensano i troppi rimbalzi offensivi concessi da Rimini (50-51 al 23’), ma è un lampo nella nebbia visto che si continua con le disconnessioni pericolose. Fultz e Boscagin ne approfittano tenendo sopra il 50% la media da tre della Trenk, Rimini spreca altri 3 contropiedi potenzialmente caldi: si va avanti di errore in errore, e il tutto fa ovviamente il gioco di Reggio Emilia, che almeno si va a cercare falli invece di tentare cose complicate (57-54 al 27’, dentro il riposato Carra).
Non c’è continuità, però: i Crabs fanno - Goss e Pinton, 57-59 e palla in mano - e disfano (3 perse, tap in di Smith e Infante) con disarmante semplicità. L’ultima boa è virata sul +1 Reggio (62-61), ma è il quarto fallo di Zanus che preoccupa parecchio.
Non a caso, dopo il terzo boom di Pinton (64-66 al 32’), Infante comincia a banchettare su Kesicki a piacimento: nella scarpata, però, la Coopsette trova un appiglio inatteso, con tre bombe in striscia di Goss (2) e McCray a pitturare un tentativo di fuga (71-79 a 4’30”) che diventa addirittura un +15 pazzesco grazie a 7 “buoni propositi” consecutivi di Kesicki, solo soletto quando inchioda la schiacciata del 73-88 nel silenzio irreale di via Guasco.
Ma non è finita: ci pensa Phil Goss, a far tremare ancora di più la terra reggiana, con due missili terra aria da 9 metri che dipingono una punizione finale forse troppo pesante per la Trenk, ma dannatamente bella per i Granchi, che adesso vedono la salvezza a un passo e il derby con Imola come trampolino verso un qualcosa di innominabile.

SCARONE 6.5 Per una volta gli evitano la prima pagina, nel senso che ci pensano i suoi ragazzi a chiudere la serranda mentre lui, prima, aveva contribuito e non poco a tenerla li, nell’ombra, con le sue unghiate improvvise (3/4 da tre, 4 perse, 4 assist). Se Rimini stravince con German al 50%, sono vacche di un grasso…Latteria.
GOSS 8 Fate una cosa, guardatevi bene come decide la partita segnando 2 punti: si si, perché le letture da fenomeno le fa tutte nel secondo tempo, quando manda al bar gratis Zanus, McCray e Pinton. Poi ti soffermi, e noti che ne ha messi 23, con 5/6 da tre, 7 rimbalzi e 3 recuperi. Semplicemente stratosferico. The Horsemen.
PINTON 7 Nel primo tempo latita ai margini di un’inerzia che non trova mai, poi si accende e spara dall’angolo come se fosse al Luna Park con le lattine (3/5 da tre). Benone la gestione finale dei possessi, anche sul pressing reggiano. L’allegro chirurgo.
DE POL 7 Continuiamo a capire ogni domenica di più il perché sia qui: adesso fa la differenza sotto, ma soprattutto legge bene certi momenti, quelli difficili, per cercare di renderli meno pesanti (3/5, 3 recuperi). Gioca 29’ e alla fine ne ha ancora. Tostissimo.
MCCRAY 6 E’ la media tra il 5 scarso dei primi 20’ e il 7 abbonante degli ultimi 5’, quelli nei quali spara una bomba immaginifica e senza un senso (ma decisiva), pesca Kesicki e ruba il pallone della staffa. Sembra che cammini sul ghiaccio ma senza pattini (4/9, 5 recuperi): in attesa che li trovi, ci gustiamo la sua difesa su Young. Ballerino.
ZANUS 7 Ancora una volta è determinante perché da equilibrio e saggezza ad una difesa che fa acqua. In più va in doppia cifra, fate un po’ voi (4/6, tre rimbalzi). Porthos.
RINALDI 6 Prende subito una brutta botta che lo condiziona, ed è per quello che nel quarto d’ora sul legno non incide. Aiha.
GURINI 5 Gioca solo 3’, ma riesce a confezionare disastri in quantità (0/1, 1 persa, -11 di plus minus). Tamponamento.
KESICKI 7 Perché finalmente decide una partita, e lo fa segnando 7 punti in striscia di immensa pesantezza (4/8, 6 rimbalzi). Le ingenuità rimangono, ma suvvia, vederlo schiacciare la sesta perla della collezione on the road è stupefacente. L’uragano polacco.

Giancarlo Sacco è talmente tranquillo che non sembra nemmeno sia appena passato come un rullo compressore, assieme ai suoi Granchi, su una Reggio Emilia crollata di schianto di fronte al furioso quarto periodo della Coopsette.
“Dire che per lunghi tratti abbiamo fatto male – attacca Sacco – quando si vince di 20 a Reggio può sembrare strano, ma i primi 20’ non mi sono piaciuti per niente soprattutto a livello difensivo. Allora ho optato per il cambio difensivo sistematico, e la mossa ha pagato: Zanus prima e Kesicki poi hanno svolto il lavoro ottimamente, abbiamo smesso di subire quei pick&roll irritanti stando più attenti sulle palle vaganti e i secondi tiri concessi. Trovando un po’ più di tranquillità e muovendo più la palla in attacco, siamo riusciti a effettuare il break in concomitanza con l’uscita per rifiatare di German”
La cosa che ha stupito di più è stato quel terrificante break che, a cavallo tra il 33’ e il 37’, ha di fatto spaccato in due un match fin li punto a punto.
“Se ci vengono concessi quei 2-3 minuti di scorribanda generale, abbiamo giocatori in grado di fare male – continua il coach dei Crabs – Ho sempre detto che questa squadra può avere tanti pregi e difetti ma ha la capacità camaleontica di sapersi adattare all’avversario. Stasera abbiamo giocato in pratica senza Tommy, condizionato dall’infortunio, ma quando vedo che abbiamo mandato 6 giocatori in doppia cifra”
Passando ai singoli, viene troppo facile celebrare leadership di un Goss meraviglioso per letture, coinvolgimento dei compagni, personalità. Ma anche McCray, tutto sommato, ha finito col sorriso stampato in faccia nonostante gli stenti rimangano.
“McCray aveva l’incarico di limitare al meglio Young, e direi che l’ha fatto abbastanza bene. In attacco lo stiamo coinvolgendo molto, ha sbagliato alcune scelte ma va dato merito anche a Reggio Emilia che ha difeso con aggressività: non credo che Chris volesse forzare, ma spesso è stato portato a farlo. Ma noi non siamo una squadra che vuole vincere 100-99: quando riusciamo a difendere è li che cominciamo a costruire l’attacco ed alzare le percentuali di tiro. Goss? Insieme a German è il leader del gruppo, loro due sono i nostri pilastri. Hanno talmente tanta sicurezza che non mi importano i numeri, loro leggono bene quel che succede in campo e per noi è un qualcosa di preziosissimo”.
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- La Gazzetta di Reggio -

di Mauro Grasselli
REGGIO. Finisce con le bombe di Phil Goss, prima festicide, quando il match è ancora apertissimo, poi autoptiche, quando la salma biancorossa si avvia al rapido rigor mortis, accelerato dal -19 finale. Per la Trenkwalder è la sesta sconfitta consecutiva. Pure stavolta il ko arriva dopo minuti di buona lotta e sprazzi di apparente dominio; anche questa gara vede dall’altra parte un’avversaria quadrata e ricca di armi e pazienza. Resta il fatto che ancora una volta Reggio illude, poi crolla dal punto fisico e psicologico. La Trenk tiene aperta l’emorragia e scivola in classifica.
Dal settimo all’ottavo posto, l’ultimo utile per i play off. Non male per una squadra che aveva chiuso il girone d’andata con i letti a castello nell’infermeria, tanto era l’affollamento, e una manciata di giocatori veri in campo, ma sorprendentemente prima in classifica. Reggio resta inchiodata a quota 20, e ora la vetta è lassù, lontana 8 punti.
PIU’ QUATTRO. Ma ciò che preoccupa sono i soli 4 punti di vantaggio sulla zona retrocessione (Pistoia penultima a quota 16). La promozione diretta è ormai pura utopia. Alla Trenk non resta che attendere l’arrivo del nuovo americano al posto di Smith (l’annuncio dell’ingaggio di Glen McGowan potrebbe arrivare già in queste ore) e sperare che il puntello a stelle e strisce contribuisca non solo a raddrizzare un settore lunghi spesso imbarazzante (12 rimbalzi in quattro), ma anche a dare una botta di vita in termini di vitalità e autostima. In caso contrario, per Reggio si farà davvero dura, perché l’equilibrio del campionato non lascia presagire nulla di buono per una squadra che tende a squagliarsi nel finale.
COMINCIAMO BENE. Il match parte con Heinrich che sbaglia un rigore a porta vuota. Compagni di squadra e avversari non fanno molto meglio, da una parte e dall’altra del campo, così per vedere il primo canestro tocca aspettare 114”, quando Smith chiude un contropiede andando a schiacciare. Si rianima il pubblico, abbastanza numeroso nonostante l’orario, la diretta tv ed anche la concorrenza di Milan-Inter. Subito dopo si accente la gara del tiro dall’arco: all’ex Kesicki risponde Fultz, che centra il bersaglio dopo una stoppata di Infante. Reggio a +4, ma Rimini infila un 8-0 in poco più di un minuto, con un 2/2 di Zanus Fortes e le triple di Scarone e Goss.
ALMENO BOSCA. A 3’36” dalla prima sirena Giorgio Boscagin ri-debutta al Bigi. Dopo l’ottima prova a Casale Monferrato, la prima dopo l’ingaggio, l’ala veronese apre il Bosca-bis in via Guasco con il cuore in mano: prima la lotta greco-romana sul parquet; poi le mani vorticose tipo colibrì che fanno cozzare i neuroni di McCray e lo inducono a perdere tempo e palla sulla rimessa. Subito dopo la tripla del 15-13.
PIU’ DODICI. La partita viaggia in equilibrio, con Reggio che sorpassa (22-21) sulla prima sirena grazie ad una palombella di Carra dai 6.25. Difende forte e, finalmente, controlla i rimbalzi, la Trenk, che con altre due bombe di Carra ottiene il vantaggio in doppia cifra (34-24) che sembra il trampolino di lancio per la banda Ramagli.
Reggio sale per due volte a +12 con un gol di Ancellotti e una quasi-tripla di Carra, ma non è fuga. Infatti Rimini mette a segno un altro 8-0 che coincide con 2 minuti di buio reggiano. Young continua a sbagliare i tiri che di solito entrano, e a quel punto ci si mettono anche gli arbitri, che per due volte convalidano il canestro a De Pol mandandolo pure in lunetta per falli commessi mezz’ora prima, rispettivamente da Smith e Ancellotti. Un tap-in estroso di Defant manda le squadre negli spogliatoi sul 46-43.
L’ILLUSIONE. Alla ripresa delle ostilità, nuova illusione reggiana: le bombe di Boscagin e Fultz spingono la Trenk a +5, ma Pinton ricuce dall’arco e, sull’azione successiva, i fischietti annullano un bel canestro di Young, al quale attribuiscono sfondamento. Che sia arbitraggio ad minchiam vero o animato dai fantasmi, poco importa. Di fatto Reggio si ritrova lì, incapace di prendere in mano il timone. Si viaggia testa a testa fino a 7 minuti dalla fine, quando il microbottino reggiano (69-66) viene spazzato via da tre bombe consecutive (due di Goss, una di McCray).
DECIDE L’EX. Rimini difende il +6 grazie agli errori balistici di Young e soci, e quando a Boscagin viene fischiato il 4º fallo è l’ex reggiano Kesicki, dalla lunetta, a issare Rimini a +10 e a mettere i 2 punti nelle tasche romagnole. Sempre il lungo polacco, con un gioco da 3 ed un successivo canestro, sposta la levetta del film dal genere avventura all’horror: +15 Coopsette a poco più di un minuto dalla fine. Che non arriva mai. Bomba di Goss a 1’08” e ooohh del Palabigi. Altra tripla di Goss a una manciata di secondi dalla fine. Ora anche il pubblico reggiano applaude. Poi s’infila il cappotto e fischia la Trenkwalder. Che infila il tunnel degli spogliatoi con la pesantissima, inimmaginabile, stucchevole sesta sconfitta di fila.

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- Il Resto del Carlino -

TRENKWALDER R. 77 - COOPSETTE RIMINI 96
TRENKWALDER REGGIO EMILIA: Smith 13 (5/8, 0/2), Fultz 13 (1/4, 3/6), Infante 7 (3/6, 0/2), Young 6 (3/9), Heinrich 4 (2/4), Ancellotti 2 (1/2), Boscagin 13 (2/2, 2/3), Carra 15 (1/4, 3/6), Maestrello 2 (1/2, 0/3), Defant 2 (1/2). All. Ramagli
COOPSETTE RIMINI: Scarone 15 (1/2, 3/4), Goss 23 (3/6, 5/6), Kesicki 12 (3/6, 1/2), McCray 12 (3/4, 2/5), Rinaldi (0/2); De Pol 10 (3/4, 0/1), Pinton 13 (0/2, 3/5), Zanus Fortes 11 (4/6), Gurini (0/1 da 3). N.E. Yankiel. All. Sacco
Arbitri: Pasetto, Terranova, Rostain
Parziali tempi: 22-21, 46-43, 62-61.
Note - Tiri liberi: Trenkwalder 13/18, Coopsette 20/23. Uscito per 5 falli Kesicki al 38’13 (73-88). Rimbalzi: 34-31 per la Trenkwalder. Spettatori 2475 per 23278 euro.

di Gabriele Gallo
LA COOPSETTE archivia la battuta d’arresto di Sassari espugnando d’autorità il parquet di Reggio Emilia, che sprofonda a sua volta in un tunnel sempre più senza uscita. Per tre quarti il match è stato sostanzialmente in equilibrio, poco piacevole ma ad alta tensione agonistica. Scarone e Goss si vedevano a sprazzi mentre ottime cose arrivavano da un eccellente Pinton e da Zanus Fortes. La chiave della gara tra il 34’ e il 37’ quando, con quattro canestri dalla linea dei 6,25, Rimini ha scardinato l’ultimo baluardo di resistenza dei padroni di casa, incapaci, peraltro, di esprimersi in attacco ai livelli dei primi trenta minuti.
L’avvio di gara è semplicemente orripilante: Reggio parte con quattro azioni offensive da insulto al basket, replicati, sull’altro fronte, da altrettante nefandezze.
Poi, quando i dieci in campo si ricordano che sono pagati per giocare a pallacanestro, il primo allungo è dei padroni di casa, marcato Fultz; subito rintuzzato da un 8-0 a firma Scarone e Mc Ray, con cui i «granchi» passano a condurre (7-11 al 5’). Da lì in poi la frazione si snoda su binari di assoluto equilibrio con i riminesi che vivono di fiammate dei singoli più che di gioco organizzato. Nel secondo quarto la Trenkwalder prova a dare una spallata, Carra è incontenibile, infila tre «bombe» in rapida successione e porta i suoi al +12 (38-26) a metà dei giri del cronometro.
APPARE ‘groggy’ la Coopsette e allora Sacco decide, di fronte agli occhi da tigre dei padroni di casa, che è giunto il momento di catechizzare i suoi. All’uscita dal time-out gli ospiti, ispirati da Goss, trovano un controparziale di 8-0 e quando finalmente Scarone indovina un tiro dei suoi, arriva il -2. Qualche altra schermaglia e i primi 20’ si concludono sul 46-43 per la truppa di Ramagli. Il terzo quarto dice poco di decisivo, le due squadre restano a strettissimo contatto in virtù pure di difese che concedono molto. Pinton si distingue con due «triple» , coadiuvato da Scarone, dalla parte opposta risponde Boscagin. Un rimbalzo offensivo imperiale di Smith seguito da canestro fissa il parziale sul 62-61.
L’IDEA che l’equilibrio possa regnare sovrano sembra prendere piede anche all’inizio dell’ultimo quarto poi, d’improvviso, la Coopsette apre il festival delle «bombe». Pinton (1), Goss (2) e Mc Ray (1) affossano la Trenkwalder che si ritrova in pochi minuti dal +3 (69-66) al -10 (71-81), quando mancano quattro giri di lancette alla sirena; un terrificante parziale di 15-2 siglato da un gran canestro di De Pol e due liberi di Kesicki. Il finale è pura accademia, Reggio molla gli ormeggi lasciando autentiche autostrade in difesa sulle quali Goss e Mc Ray girovagano a loro piacimento trovando anche un paio di «bombe» che infliggono ai biancorossi di casa una punizione fin troppo severa. Lo score degli ultimi cinque minuti (6-19) dice tutto.


SCARONE 7. Aspetta i suoi tiri senza forzare nulla, così finisce per chiudere a quota 15 con appena 6 conclusioni. Distribuisce anche bene il gioco, German, con 4 assist – uno dei quali servito da terra – che anneriscono lo score. Un neo? Le 4 palle perse.
GOSS 8. Il mattatore dell’incontro, l’uomo che nel quarto periodo spacca in due la gara. In quel decisivo spicchio Phil mette dentro 4 triple senza errori, regalando a Rimini la carica emotiva per prendere in mano il match. Ma anche dietro si avverte l’americano, con difesa e rimbalzi (7 difensivi). Un’altra perla per questo giocatore sempre più determinante nell’economia dei Crabs (+29 la valutazione in 37’).
McCRAY 6. Svagato in avvio, con le ormai consuete leggerezze (due sfondi) e ben poca incisività, MC si cala nel match da protagonista in chiusura dopo aver trascorso tutto il terzo periodo in panca a riflettere. Solo allora arrivano le sue zampate (una tripla, un recupero, un prepotente rimbalzo nel traffico). Chissà che quell’ultimo spezzone non gli restituisca fiducia.
KESICKI 6,5. Anche la sua prova è double face. All’inizio limita il suo apporto a una bomba, nella lunga dirittura d’arrivo è pure lui un ‘fattore’ (preziosissimo un rimbalzo offensivo con canestro e fallo a meno di 3’ dalla sirena, utile una stoppata su Young). Ai liberi stavolta il polacco la mette (3/3) e 6 rimbalzi in 20’ non sono da buttare.
RINALDI ng. La prestazione è anonima (‘virgola’ in 15’ con 2 tiri su azione e un rimbalzo), ma dietro il grigiore c’è una spiegazione: una botta all’anca che lo costringe a lungo in panca. Poi, quando viene di nuovo chiamato in causa, fa quel che può. Ma non è a posto e si vede.
PINTON 7. Uno sguardo ai piedi, per posizionarli dietro l’arco, e via, il bombardamento sugli ‘scarichi’ può cominciare. Tre bombe per ‘Maurino’, tutte nella ripresa, che fanno malissimo a Reggio. Esente da pecche ai liberi (4/4), perde banalmente un paio di palloni.
GURINI 5,5. Una tripla e due liberi sul ferro nei suoi 3’.
DE POL 7. Il vecchio guerriero si sbuccia le ginocchia sul parquet, così come in attacco capitalizza al meglio per due volte l’azione di canestro e fallo subìto. Grande sostanza (4 rimbalzi, 3 recuperi) nei suoi 29’.
ZANUS FORTES 7. Il bomber che non t’aspetti, il centrone che oltre al lavoro ‘sporco’ finisce in doppia cifra col 67% dal campo e, squilli di tromba, il 100% dalla lunetta (3/3).




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