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CLASSIFICA
TeamPts
Enel Brindisi42
Banco di Sardegna Sassari36
Fastweb Casale Monferrato36
Prima Veroli36
Trenkwalder Reggio Emilia36
Snaidero Cucine Udine34
Carmatic Pistoia32
Miro Radici fin. Vigevano32
Bialetti Scafati28
 EDILIZIA MODERNA RIMINI28
 Aget Imola28
 U.C.C. Casalpusterlengo24
 Paul Mitchell Pavia24
 Umana Reyer Venezia22
Fileni Jesi22
AB Latina14
IL SONDAGGIO
Chi è stato l'MVP della stagione dei Crabs?

Giacomo Gurini
German Scarone
Carlton Myers
Ndudi Ebi


NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDÌ 17 FEBBRAIO 2009


- Il Resto del Carlino -

di Alberto Crescentini
Rimini. NEL TRAVOLGENTE blitz di Reggio, vittoria che ha preso corpo grazie a un clamoroso parziale di 35-15 nel quarto periodo, la prima cosa che salta agli occhi è la distribuzione di punti in casa Coopsette, con la bellezza di 7 uomini in doppia cifra, passando da De Pol (10) a Goss (23). Già quando sono in cinque, a segnare dai 10 punti in su, si parla di forza del collettivo, figuriamoci in casi — più unici che rari — come questo. «L’abbiamo notato sul finire della partita, una cosa davvero pazzesca», concorda Cristiano Zanus Fortes, a sua volta uno dei ‘magnifici sette’ con ben 11 punti nel galoppo contro la Trenkwalder. E pure questa non è proprio ordinaria amministrazione, visto che il buon ‘Zus’, nella sua ormai triennale esperienza riminese, in doppia cifra c’era finito solamente un’altra volta, proprio il giorno del debutto. Era l’1 ottobre del 2006 e il centro ne imbucò 13 contro Reggio Calabria, comodamente battuta 84-67. «E’ vero, non sono mai stato un cannoniere, anche se in carriera in qualche occasione ho scollinato pure quota venti. Se la memoria non mi inganna, credo che il mio top sia 24, ai tempi di Modena in A2. Anche allora giocavo con Scarone...», osserva Zanus, che proprio dal gaucho l’altra sera ha ricevuto uno degli assist più incredibili. «Già, German era a terra, quella palla sembrava averla persa. E invece ha ruotato il busto e mi ha visto tutto solo in mezzo all’area, per il più facile dei canestri».
UNO ZANUS Fortes da 3/3 ai liberi. Anche questa, se vogliamo, è una notizia... «Si vede che ero sceso in campo nelle condizioni mentali giuste, al di là della tecnica nei viaggi in lunetta conta tantissimo la tranquillità. Comunque quando segno parecchi punti — precisa il pivottone classe ’71 — il merito è della squadra: io fatico a costruirmi tiri da solo, se mi arrivano invece comodi ‘scarichi’ ogni cosa diventa più semplice». La pioggia di bombe (14/24, siamo al 58.3%) ha naturalmente agevolato i Crabs, però la squadra di Sacco, soprattutto nei secondi 20’, ha lavorato discretamente anche dietro. «Sì, avevamo cominciato così così, con qualche disattenzione di troppo, ma nella ripresa le cose sono andate diversamente, abbiamo cambiato sul ‘pick & roll’ e Reggio ha incontrato tante difficoltà. Vorrei anche sottolineare — prosegue Zanus — come siamo riusciti a ricucire il -12 del secondo quarto senza farci prendere dalla frenesia, con la dovuta calma. E al riposo eravamo di nuovo a contatto».
QUELLA di Reggio veniva considerata una partita spartiacque: l’averla vinta autorizza i tifosi a pensare in grande? «Non lo so, aspetterei ancora qualche giorno, soprattutto la gara con Imola. Se vinciamo anche il derby con l’Andrea Costa, allora potremo guardare pure più su. Però noi saremo sempre una squadra in ‘tuta blu’, dovremo rimanere a testa bassa e lavorare, guai a rilassarci. Su questo non ci piove».
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- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Metti una serata alla German Scarone. Tu che palleggi, gli altri assatanati che ti triplicano senza riuscire a spaventarti. Ma non nel garbage time. Nel momento clou, proprio quando si scappa via e si vola verso la sesta perla (su undici) in trasferta, anche grazie alle tue letture, alle tue scelte, alla tua difesa, alle tue bombe. Deve essere stato emozionante, per Mauro Pinton, tenere in mano il vascello di questi Crabs pirateschi col suo mentore German seduto tranquillamente in panca.
“Si, mi sono divertito parecchio – se la ride il 24enne mestrino – perché era una vita che non giocavo tanti minuti di fila da playmaker puro. Coach Sacco mi sta dando fiducia, i compagni anche, e questo per me è il massimo. Dopo viene tutto più facile, anche mantenere i nervi saldi nei momenti decisivi delle partite”.
Nettamente sopra le sue medie stagionali (6.6 punti in 18.7’ con un ottimo 43% da tre), Pinton ha accarezzato il parquet solo nel secondo quarto, restandoci poi però per 27’, e non uscendo mai nel secondo tempo. Le cifre parlano bene – 13 punti, 3/5 da tre, 4/4 ai liberi – ma è stata la sua gestione nell’ultimo periodo a fare felice tutto lo staff biancorosso, che su di lui punta ad occhi chiusi ormai da 3 anni.
“Mi trovo benissimo coi ragazzi, e devo dire che due maestri come Scarone e Goss possono solo farmi migliorare. Phil è pazzesco, mai visto da quando sono qui uno così forte. Ha un arresto e tiro incredibile, ma più di tutto mi stupisce la sua tranquillità. Ha una consapevolezza precisa, sa sempre quello che deve fare e come”.
Le bombe di Pinton, Goss e McCray – 6/8 nell’ultimo quarto, micidiale il break di 15-2 col quale la Coopsette ha tramortito la Trenkwalder – hanno scavato il solco, ma tutto nasce sempre da dietro.
“Assolutamente, ne siamo ormai consapevoli – conferma Mauro – La sensazione che abbiamo in campo è che se cominciamo a difendere non c’è n’è per nessuno. Se alziamo l’argine, poi in attacco qualcosa arriva sempre. Perché ognuno sa quello che deve fare e lo fa: io so per certo che Goss o farà canestro o la scaricherà fuori, in quel caso arriverà un tiro in ritmo, con conseguente canestro o almeno la possibilità di prendere un rimbalzo. C’è ottimismo, coesione, tranquillità. Ecco perché quando andiamo sotto non sbraghiamo mai”.
Bella, questa vita piena di certezze. Di sicuro la Coopsette vista al PalaBigi non è stata bellissima nei primi 20’, leit motiv stonato di una squadra che spesso le deve prendere prima di svegliarsi.
“Sembra di si, capita che entriamo in campo un po’ assopiti e sarà meglio partire con più aggressività nelle prossime sfide – continua – C’è da dire che la Trenkwalder ha ceduto di schianto quando noi abbiamo fatto il break, anche se sui volti dei loro giocatori si leggeva bene la paura di perderne un’altra”.
Sulla faccia di De Pol e Scarone, invece, si sono letti un paio di labiali “poco carini” verso il povero Pinton, spesso preso di mira dai senatori che lo strigliano come fa un padre col figlioccio prediletto.
“Quando mi ‘cazziano’ German e Sandrino io sono contentissimo, perché significa che tengono a me. E poi sono io che glielo chiedo, altrimenti mi addormento. In ogni caso riguardo alla reprimenda di Scarone (presunto passaggio sbagliato da un metro di Pinton, ndr) sono ancora convinto che fosse colpa sua…”.


Dopo il meritato riposo di ieri, i Crabs si ritrovano oggi al Flaminio (ore 17.30), dove peraltro si alleneranno tutta la settimana visto che il derby contro l’Aget di domenica prossima si disputerà proprio nel vecchio impianto riminese.
Ci saranno da valutare le condizioni di Tommy Rinaldi, uscito malconcio dalla sfida di Reggio Emilia a causa di un brutto colpo all’anca subito nel corso del primo quarto. Pure German Scarone sarà “visionato” dallo staff medico, anche se la contusione alla coscia subita a Sassari è in netta via di miglioramento. La preparazione seguirà il canonico corso settimanale, compreso l’allenamento “lungo” di domani (ore 11.30 – 14).
La 22esima giornata Sabato, ore 20.45: Harem Scafati – Basket Livorno. Domenica (ore 18.15): Fileni Jesi – Cimberio Varese, Seven 2007 Roseto – Trenkwalder Reggio Emilia, Carmatic Pistoia – Vanoli Soresina, Enel Brindisi – Banco Sardegna Sassari, Umana Venezia – Prima Veroli, Coopsette Rimini – Aget Imola, Edimes Pavia – Fastweb Casale Monferrato (ore 20).
Classifica Varese 28; Soresina e Casale 26; Veroli 24; Jesi, Sassari e Rimini 22; Reggio Emilia, Pavia, Scafati, Livorno e Brindisi 20; Roseto e Venezia 18; Pistoia 16; Imola 14.

Ne mancano ancora nove, di rintocchi, alla fine di questa incredibile LegaDue che continua a regalare equilibrio un po’ ovunque. C’è però da dire che si comincia a capire qualcosa di più, soprattutto in chiave promozione dove si assottiglia il lotto delle pretendenti effettive al salto diretto.
Una poltrona per 3? Sarà anche azzardato, perché poi domenica prossima si rischia di rimangiarsi tutto, ma ci sono segnali che fanno propendere per un restringimento delle candidate al bersaglio grosso. Varese (28) continua a soffrire le pene dell’inferno, ma anche a vincere partite che meriterebbe di perdere con bombe all’ultimo secondo.
Se torna big anche fuori casa, ce la farà: ci provano anche Soresina (11-0 in casa, 2-8 fuori) e Casale (10-0, 3-8), entrambe a 26. Delle due, però, convince di più la banda di Crespi. Più lunga, più solida. La Vanoli deve cambiare adesso il passo fuori casa, altrimenti sarà tardi.
Di rincorsa Veroli (24) ha fallito una curiosa prova del nove con Casale, e forse gli manca qualcosa per tentare la salita immediata. Rimane comunque una squadra molto forte, così come Jesi (22), che risalirà perché Maestranzi è tornato e la cosa non può non pesare. Poi ci sono Sassari (22), quattro successi nelle ultime 5, e gli incredibili Crabs (22): la differenza è che i sardi sono in linea con gli obiettivi, mentre la Coopsette è ben oltre. Se Rimini batte Imola, non si guarderà più indietro.
Limbo E’ la zona di quelle a 20 punti, la via di mezzo tra i sogni playoff e gli incubi di risucchio nella zona calda. Alla sesta mazzata in fila ci è finita dentro Reggio Emilia, che sembra sfiduciata, incapace di cavalcare l’onda e con notevoli problemi di tenuta mentale.
Pavia, a Imola, ha fatto un bel balzo in ottica salvezza, e si giocherà le carte playoff fino alla fine: stesso dicasi per Scafati, assieme a Livorno troppo tenera fuori casa per sperare in qualcosa di più, mentre Brindisi – 7 nelle ultime 9 – nonostante il ko a Cremona conferma di essere tutt’altra cosa rispetto al 2008.
Acque torbide Roseto (18) conferma la sensazione che ci sarà da soffrire fino all’ultimo, mentre Venezia (18) è anche sfortunata: se gioca come a Varese, salvarsi non sarà un problema. Pistoia (16) è viva, mentre ora come ora si fa fatica a credere in una resurrezione di Imola (14), persa nei meandri di una crisi difficile da superare.

Aria di vertigini, se si continua così. La progressione dei Crabs è costante, si parla di un 10 su 15 nell’era Sacco e di un 6 su 8 da gennaio in poi: sono numeri da farti perdere la testa.
La Coopsette continua a divertirsi la faccia in trasferta (6 su 11, la migliore in LegaDue), dove tra l’altro pare che i Granchi giochino anche più sciolti, più disinibiti: la vittoria di Reggio Emilia può rappresentare la svolta definitiva, ma è proprio adesso che bisogna volare bassi e continuare a guardarsi indietro. Consci che i motivi del successo sono tanti, primo tra tutti la personalità di un gruppo che al PalaBigi ha mandato in doppia cifra addirittura 7 uomini.
In scia Rimini spesso comincia così così, con poca concentrazione, specchiandosi un po’ in disattenzioni che poi si tramutano in pericolosi black out.
Era capitato già a Brindisi (-10 nel primo quarto), Pistoia (meno 12), Jesi (-18), Pavia (-11), Sassari (-11), ed è ricapitato a Reggio Emilia (-12 al 15’). In tutti e sei i casi la Coopsette ha avuto la pazienza di restare li, di non crollare definitivamente, risorgendo grazie a una tranquillità che è nel dna suo e del suo allenatore. Due volte – a Jesi e Sassari – la rimonta è rimasta incompiuta, ma questo atteggiamento ha portato successi fondamentali sfruttando l’inerzia positiva di risalite spaventose, quasi inarrestabili per avversari che, via via, rimanevano sorpresi dall’incedere di Pinton e soci.
Goss, un fenomeno Si fa presto a parlare di Phil Goss, assieme a Dowdell il miglior giocatore del campionato, senza ombra di dubbio. La sua faccia sorridente campeggia sulla home del sito della LegaDue, ma siamo sicuri che nella prossima stagione il suo nome troverà posto in palcoscenici molto più alti. Del resto parliamo di un giocatore completo, un attaccante di razza che però ha l’innata caratteristica di leggere alla perfezione quando è il momento di mettersi in proprio e quando è il caso di mettere in ritmo i compagni.
Anche a Reggio lo ha fatto magnificamente, spiegando basket sui pick & roll con Zanus Fortes e De Pol, e scaricando fuori per Pinton (ottimo anche in regia) e Scarone sui raddoppi della difesa Trenkwalder. Non ferma mai il palleggio, non deraglia mai, riconosce la leadership morale di Scarone (come faceva Thomas). E poi la mette con una morbidezza disarmante (5/6 da tre). Applausi.
Tutti per uno Proprio dalla coppia Scarone – Goss nasce la fiducia di una squadra che ha ancora ampi margini di miglioramento. Perché Rinaldi sta vivendo un leggero momento di calo dopo i bagordi natalizi, Gurini è attualmente in difficoltà e McCray è ancora a caccia di una continuità minima. Il +27 di plus minus di C-Mac a Reggio dimostra però che i Crabs, nonostante diverse sciocchezze, hanno bisogno di lui per scappare via. Sarà un caso, ma quando si accende lui – è successo a Brindisi, a Pavia, a Reggio – Rimini decolla sistematicamente.



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