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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MARTEDÌ 17 FEBBRAIO 2009
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini
Rimini. NEL TRAVOLGENTE blitz di Reggio, vittoria che ha preso
corpo grazie a un clamoroso parziale di 35-15 nel quarto periodo, la
prima cosa che salta agli occhi è la distribuzione di punti in casa
Coopsette, con la bellezza di 7 uomini in doppia cifra, passando da De
Pol (10) a Goss (23). Già quando sono in cinque, a segnare dai 10 punti
in su, si parla di forza del collettivo, figuriamoci in casi — più
unici che rari — come questo. «L’abbiamo notato sul finire della
partita, una cosa davvero pazzesca», concorda Cristiano Zanus Fortes, a
sua volta uno dei ‘magnifici sette’ con ben 11 punti nel galoppo contro
la Trenkwalder. E pure questa non è proprio ordinaria amministrazione,
visto che il buon ‘Zus’, nella sua ormai triennale esperienza riminese,
in doppia cifra c’era finito solamente un’altra volta, proprio il
giorno del debutto. Era l’1 ottobre del 2006 e il centro ne imbucò 13
contro Reggio Calabria, comodamente battuta 84-67. «E’ vero, non sono
mai stato un cannoniere, anche se in carriera in qualche occasione ho
scollinato pure quota venti. Se la memoria non mi inganna, credo che il
mio top sia 24, ai tempi di Modena in A2. Anche allora giocavo con
Scarone...», osserva Zanus, che proprio dal gaucho l’altra sera ha
ricevuto uno degli assist più incredibili. «Già, German era a terra,
quella palla sembrava averla persa. E invece ha ruotato il busto e mi
ha visto tutto solo in mezzo all’area, per il più facile dei canestri».
UNO ZANUS Fortes da 3/3 ai liberi. Anche questa, se vogliamo, è
una notizia... «Si vede che ero sceso in campo nelle condizioni mentali
giuste, al di là della tecnica nei viaggi in lunetta conta tantissimo
la tranquillità. Comunque quando segno parecchi punti — precisa il
pivottone classe ’71 — il merito è della squadra: io fatico a
costruirmi tiri da solo, se mi arrivano invece comodi ‘scarichi’ ogni
cosa diventa più semplice». La pioggia di bombe (14/24, siamo al 58.3%)
ha naturalmente agevolato i Crabs, però la squadra di Sacco,
soprattutto nei secondi 20’, ha lavorato discretamente anche dietro.
«Sì, avevamo cominciato così così, con qualche disattenzione di troppo,
ma nella ripresa le cose sono andate diversamente, abbiamo cambiato sul
‘pick & roll’ e Reggio ha incontrato tante difficoltà. Vorrei anche
sottolineare — prosegue Zanus — come siamo riusciti a ricucire il -12
del secondo quarto senza farci prendere dalla frenesia, con la dovuta
calma. E al riposo eravamo di nuovo a contatto».
QUELLA di Reggio veniva considerata una partita spartiacque:
l’averla vinta autorizza i tifosi a pensare in grande? «Non lo so,
aspetterei ancora qualche giorno, soprattutto la gara con Imola. Se
vinciamo anche il derby con l’Andrea Costa, allora potremo guardare
pure più su. Però noi saremo sempre una squadra in ‘tuta blu’, dovremo
rimanere a testa bassa e lavorare, guai a rilassarci. Su questo non ci
piove». _________________________________________________________________________
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci RIMINI
– Metti una serata alla German Scarone. Tu che palleggi, gli altri
assatanati che ti triplicano senza riuscire a spaventarti. Ma non nel
garbage time. Nel momento clou, proprio quando si scappa via e si vola
verso la sesta perla (su undici) in trasferta, anche grazie alle tue
letture, alle tue scelte, alla tua difesa, alle tue bombe. Deve essere
stato emozionante, per Mauro Pinton, tenere in mano il vascello di
questi Crabs pirateschi col suo mentore German seduto tranquillamente in panca. “Si,
mi sono divertito parecchio – se la ride il 24enne mestrino – perché
era una vita che non giocavo tanti minuti di fila da playmaker puro.
Coach Sacco mi sta dando fiducia, i compagni anche, e questo per me è
il massimo. Dopo viene tutto più facile, anche mantenere i nervi saldi
nei momenti decisivi delle partite”. Nettamente sopra le sue medie
stagionali (6.6 punti in 18.7’ con un ottimo 43% da tre), Pinton ha
accarezzato il parquet solo nel secondo quarto, restandoci poi però per
27’, e non uscendo mai nel secondo tempo. Le cifre parlano bene – 13
punti, 3/5 da tre, 4/4 ai liberi – ma è stata la sua gestione
nell’ultimo periodo a fare felice tutto lo staff biancorosso, che su di
lui punta ad occhi chiusi ormai da 3 anni. “Mi trovo benissimo coi
ragazzi, e devo dire che due maestri come Scarone e Goss possono solo
farmi migliorare. Phil è pazzesco, mai visto da quando sono qui uno
così forte. Ha un arresto e tiro incredibile, ma più di tutto mi
stupisce la sua tranquillità. Ha una consapevolezza precisa, sa sempre
quello che deve fare e come”. Le bombe di Pinton, Goss e McCray –
6/8 nell’ultimo quarto, micidiale il break di 15-2 col quale la
Coopsette ha tramortito la Trenkwalder – hanno scavato il solco, ma
tutto nasce sempre da dietro. “Assolutamente, ne siamo ormai
consapevoli – conferma Mauro – La sensazione che abbiamo in campo è che
se cominciamo a difendere non c’è n’è per nessuno. Se alziamo l’argine,
poi in attacco qualcosa arriva sempre. Perché ognuno sa quello che deve
fare e lo fa: io so per certo che Goss o farà canestro o la scaricherà
fuori, in quel caso arriverà un tiro in ritmo, con conseguente canestro
o almeno la possibilità di prendere un rimbalzo. C’è ottimismo,
coesione, tranquillità. Ecco perché quando andiamo sotto non sbraghiamo
mai”. Bella, questa vita piena di certezze. Di sicuro la Coopsette
vista al PalaBigi non è stata bellissima nei primi 20’, leit motiv
stonato di una squadra che spesso le deve prendere prima di svegliarsi.
“Sembra di si, capita che entriamo in campo un po’ assopiti e sarà
meglio partire con più aggressività nelle prossime sfide – continua –
C’è da dire che la Trenkwalder ha ceduto di schianto quando noi abbiamo
fatto il break, anche se sui volti dei loro giocatori si leggeva bene
la paura di perderne un’altra”. Sulla faccia di De Pol e Scarone,
invece, si sono letti un paio di labiali “poco carini” verso il povero
Pinton, spesso preso di mira dai senatori che lo strigliano come fa un
padre col figlioccio prediletto. “Quando mi ‘cazziano’ German e
Sandrino io sono contentissimo, perché significa che tengono a me. E
poi sono io che glielo chiedo, altrimenti mi addormento. In ogni caso
riguardo alla reprimenda di Scarone (presunto passaggio sbagliato da un
metro di Pinton, ndr) sono ancora convinto che fosse colpa sua…”.
Dopo il meritato riposo di ieri, i Crabs
si ritrovano oggi al Flaminio (ore 17.30), dove peraltro si alleneranno
tutta la settimana visto che il derby contro l’Aget di domenica
prossima si disputerà proprio nel vecchio impianto riminese.
Ci saranno da valutare le condizioni di Tommy Rinaldi, uscito
malconcio dalla sfida di Reggio Emilia a causa di un brutto colpo
all’anca subito nel corso del primo quarto. Pure German Scarone sarà
“visionato” dallo staff medico, anche se la contusione alla coscia
subita a Sassari è in netta via di miglioramento. La preparazione
seguirà il canonico corso settimanale, compreso l’allenamento “lungo”
di domani (ore 11.30 – 14). La 22esima giornata Sabato, ore 20.45: Harem Scafati – Basket
Livorno. Domenica (ore 18.15): Fileni Jesi – Cimberio Varese, Seven
2007 Roseto – Trenkwalder Reggio Emilia, Carmatic Pistoia – Vanoli
Soresina, Enel Brindisi – Banco Sardegna Sassari, Umana Venezia – Prima
Veroli, Coopsette Rimini – Aget Imola, Edimes Pavia – Fastweb Casale
Monferrato (ore 20). Classifica Varese 28; Soresina e Casale 26; Veroli 24; Jesi,
Sassari e Rimini 22; Reggio Emilia, Pavia, Scafati, Livorno e Brindisi
20; Roseto e Venezia 18; Pistoia 16; Imola 14.
Ne mancano ancora nove, di rintocchi,
alla fine di questa incredibile LegaDue che continua a regalare
equilibrio un po’ ovunque. C’è però da dire che si comincia a capire
qualcosa di più, soprattutto in chiave promozione dove si assottiglia
il lotto delle pretendenti effettive al salto diretto.
Una poltrona per 3? Sarà anche azzardato, perché poi domenica
prossima si rischia di rimangiarsi tutto, ma ci sono segnali che fanno
propendere per un restringimento delle candidate al bersaglio grosso.
Varese (28) continua a soffrire le pene dell’inferno, ma anche a
vincere partite che meriterebbe di perdere con bombe all’ultimo
secondo. Se torna big anche fuori casa, ce la farà: ci provano anche
Soresina (11-0 in casa, 2-8 fuori) e Casale (10-0, 3-8), entrambe a 26.
Delle due, però, convince di più la banda di Crespi. Più lunga, più
solida. La Vanoli deve cambiare adesso il passo fuori casa, altrimenti
sarà tardi.
Di rincorsa Veroli (24) ha fallito una curiosa prova del nove con
Casale, e forse gli manca qualcosa per tentare la salita immediata.
Rimane comunque una squadra molto forte, così come Jesi (22), che
risalirà perché Maestranzi è tornato e la cosa non può non pesare. Poi
ci sono Sassari (22), quattro successi nelle ultime 5, e gli
incredibili Crabs (22): la differenza è che i sardi sono in linea con
gli obiettivi, mentre la Coopsette è ben oltre. Se Rimini batte Imola,
non si guarderà più indietro. Limbo E’ la zona di quelle a 20 punti, la via di mezzo tra i
sogni playoff e gli incubi di risucchio nella zona calda. Alla sesta
mazzata in fila ci è finita dentro Reggio Emilia, che sembra
sfiduciata, incapace di cavalcare l’onda e con notevoli problemi di
tenuta mentale. Pavia, a Imola, ha fatto un bel balzo in ottica salvezza, e si
giocherà le carte playoff fino alla fine: stesso dicasi per Scafati,
assieme a Livorno troppo tenera fuori casa per sperare in qualcosa di
più, mentre Brindisi – 7 nelle ultime 9 – nonostante il ko a Cremona
conferma di essere tutt’altra cosa rispetto al 2008. Acque torbide Roseto (18) conferma la sensazione che ci sarà da
soffrire fino all’ultimo, mentre Venezia (18) è anche sfortunata: se
gioca come a Varese, salvarsi non sarà un problema. Pistoia (16) è
viva, mentre ora come ora si fa fatica a credere in una resurrezione di
Imola (14), persa nei meandri di una crisi difficile da superare.
Aria di vertigini, se si continua così.
La progressione dei Crabs è costante, si parla di un 10 su 15 nell’era
Sacco e di un 6 su 8 da gennaio in poi: sono numeri da farti perdere la
testa.
La Coopsette continua a divertirsi la faccia in trasferta (6 su
11, la migliore in LegaDue), dove tra l’altro pare che i Granchi
giochino anche più sciolti, più disinibiti: la vittoria di Reggio
Emilia può rappresentare la svolta definitiva, ma è proprio adesso che
bisogna volare bassi e continuare a guardarsi indietro. Consci che i
motivi del successo sono tanti, primo tra tutti la personalità di un
gruppo che al PalaBigi ha mandato in doppia cifra addirittura 7 uomini.
In scia Rimini spesso comincia così così, con poca concentrazione,
specchiandosi un po’ in disattenzioni che poi si tramutano in
pericolosi black out. Era capitato già a Brindisi (-10 nel primo quarto), Pistoia (meno
12), Jesi (-18), Pavia (-11), Sassari (-11), ed è ricapitato a Reggio
Emilia (-12 al 15’). In tutti e sei i casi la Coopsette ha avuto la
pazienza di restare li, di non crollare definitivamente, risorgendo
grazie a una tranquillità che è nel dna suo e del suo allenatore. Due
volte – a Jesi e Sassari – la rimonta è rimasta incompiuta, ma questo
atteggiamento ha portato successi fondamentali sfruttando l’inerzia
positiva di risalite spaventose, quasi inarrestabili per avversari che,
via via, rimanevano sorpresi dall’incedere di Pinton e soci. Goss, un fenomeno Si fa presto a parlare di Phil Goss, assieme a
Dowdell il miglior giocatore del campionato, senza ombra di dubbio. La
sua faccia sorridente campeggia sulla home del sito della LegaDue, ma
siamo sicuri che nella prossima stagione il suo nome troverà posto in
palcoscenici molto più alti. Del resto parliamo di un giocatore
completo, un attaccante di razza che però ha l’innata caratteristica di
leggere alla perfezione quando è il momento di mettersi in proprio e
quando è il caso di mettere in ritmo i compagni. Anche a Reggio lo ha fatto magnificamente, spiegando basket sui
pick & roll con Zanus Fortes e De Pol, e scaricando fuori per
Pinton (ottimo anche in regia) e Scarone sui raddoppi della difesa
Trenkwalder. Non ferma mai il palleggio, non deraglia mai, riconosce la
leadership morale di Scarone (come faceva Thomas). E poi la mette con
una morbidezza disarmante (5/6 da tre). Applausi. Tutti per uno Proprio dalla coppia Scarone – Goss nasce la
fiducia di una squadra che ha ancora ampi margini di miglioramento.
Perché Rinaldi sta vivendo un leggero momento di calo dopo i bagordi
natalizi, Gurini è attualmente in difficoltà e McCray è ancora a caccia
di una continuità minima. Il +27 di plus minus di C-Mac a Reggio
dimostra però che i Crabs, nonostante diverse sciocchezze, hanno
bisogno di lui per scappare via. Sarà un caso, ma quando si accende lui
– è successo a Brindisi, a Pavia, a Reggio – Rimini decolla
sistematicamente.
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