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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDÌ 9 MARZO 2009
- Il Resto del Carlino -
PRIMA VEROLI 101 - COOPSETTE 94 (d2ts) PRIMA
VEROLI: Robinson 15, Rossi, Gatto 20, Rezzano 3, Plumari, Migliori 2,
Nissim 23, Mian 16, Bianchi, Hines 22. All. Trinchieri. COOPSETTE
RIMINI: Scarone 11, Goss 28, Moreno, Pinton, De Pol 10, McCray 16,
Zanus Fortes 7, Rinaldi 22, Gurini, Kesicki. All. Sacco. Arbitri: Longhi, Castelluccio, Giovanrosa. Parziali: 23-18, 32-31, 50-48, 68-68, 82-82. Note - Spettatori 1.700. Usciti per 5 falli: Rossi, Scarone, Gatto, Rinaldi, Goss, Pinton. Prima Veroli t2:
24/45; t3: 7/26; tl: 32/45; rimbalzi dif.: 27; off.: 17; palle perse:
18; palle recuperate: 22. Coopsette Rimini t2: 26/42; t3: 5/25; tl:
27/33; rimbalzi dif.: 27; off.: 9; palle perse: 22; palle recuperate:
18.
di Achille Reali Frosinone. DOPO due supplementari Rimini
piega la testa alla Prima. Palla a due e si parte con la Prima Veroli
che schiera Robinson, Hines, Nissim, Migliori, Gatto, mentre la
Coopsette Rimini risponde con Scarone, Goss, McCray, Rinaldi, Kesicki e
la partita si tinge subito di giallorosso, con i verolani a fare
l’andatura, grazie alla fuga nel punteggio che porta le firme di Nissim
e Gatto (9-4). La difesa dei “granchi” è ferma, troppo ferma e coach
Sacco lo sottolinea alla panchina dopo ogni canestro subito.
Sull’ottavo punto da fuori di Gatto dopo 4’30” il tecnico riminese
chiama sospensione per istruire i suoi, è il momento di De Pol al posto
di Kesicki che lamenta un dente rotto fortuitamente da una testata
ricevuta in allenamento di rifinitura. Il gioco sotto canestro sembra
la strada maestra dei biancorossi, mentre da fuori mancano i punti per
tenere il fiato sul collo ciociaro, Rinaldi segna per ultimo (23-18). DE
POL è l’uomo giusto al momento giusto per tracciare la linea di ripresa
di Rimini mentre Trinchieri suona un valzer di cambi: l’asse fra
l’esterno romagnolo e Rinaldi si rivela vincente, riuscendo a
rosicchiare con continuità punti e gioco alla Prima. A –2’43” dalla
sirena della pausa lunga è proprio De Pol a segnare il canestro del
momentaneo vantaggio ospite 30-31, mentre Veroli si lega le mani e
segna pochissimo, chiudendo con soli 9 punti sul pallottoliere. Tanto
Rinaldi in apertura di terzo parziale accompagna Veroli verso il tilt
mentale che costa agli uomini di Trinchieri la rincorsa al vantaggio
segnato da Scarone (37-43) e dallo stesso Rinaldi (40-45). Il tecnico
verolano richiama dalla panchina Hines con problemi di falli ed è come
dare la scossa ai suoi. La sola presenza in campo del minipivot
verolano ridà fiato alla compagine che riprende a marciare a pieno
ritmo, recuperando a 46 il pari con l’1 su 2 di Robinson dalla lunetta.
Ancora il play verolano firma i punti del vantaggio di fine parziale
sul 50-48. LA COOPSETTE tiene dentro Zanus Forte per Rinaldi e il
lungo riminese si fa carico dei punti in attacco dei suoi,
inanellandone 6 in piena riapertura, prima del timeout di Trinchieri
dopo 3’21”, ma l’Ivan Gatto del dopo Coppa è in grande spolvero e
riporta avanti Veroli di 5 (59-54). Sacco riprova Scarone per McCray,
mentre l’asse Goss-Rinaldi apre la strada ad una parità che arriverà
fino al primo overtime: 68-68. CAPOVOLGIMENTI di fronte a suon di
liberi accompagnano i 5’ del primo supplementare, impattato ancora da
Veroli con un libero sbagliato da Nissim e 2 punti di Robinson.
L’inerzia gira e Rimini cede di testa, cercando di affidare ai falli i
tiri che non segna più e la minor grinta rispetto al primo overtime.
Una fiammata di McCray in fin di tempo non aiuta i ragazzi di Sacco a
recuperare la partita, per una classifica che vede i Crabs fermi a 22
punti all’ottavo posto.
SCARONE 6. Cerca ritmo da subito ma il
risentimento muscolare lo blocca un po’, sparacchia da 3 (1/6) ma
smista bene gli assist (4) in 24’. Dopo 210” è già proprietario di 2
falli, ma Sacco non lo risparmia per tutto il primo parziale.
GOSS 7. Viene fuori alla distanza quando il gioco sotto canestro
di Rimini si ferma. Fiato sul collo di Nissim e oltre 49’ sul parquet.
Mano torrida dalla lunetta (11/11) e 60 per cento nelle bombe che lo
portano a sfiorare il trentello.
PINTON 4. In poco più di 20’ riesce a collezionare solo palle perse (3), errori al tiro da 3 (0/2) e falli commessi (5).
DE POL 6,5. Impatta sulla partita come nessuno dei suoi arrivando
dalla panchina, i 10 punti nei 47’ sono accompagnati da grinta e
precisione da 2 (4/5), ma non da 3 (0/3). Distribuisce consigli e
sigilla l’asse con Rinaldi.
MCCRAY 5. Prova ad essere l’anti Nissim ma ci riesce (e neanche
tanto bene) solo per poco tempo. In campo per 50’ tondi tondi con un
bottino pieno di sprechi da 3 (1/6), anche se accalappia 6 rimbalzi e 2
recuperi. ZANUS FORTES 6. Sufficienza conquistata con gomiti e denti per il
sostituto di Rinaldi nel momento più difficile. Tiene a galla i suoi
all’inizio della quarta frazione con 6 punti di fila, 2 rimbalzi e un
recupero che chiudono una partita cammeo.
RINALDI 7,5. E’ lui l’uomo che indica a Rimini la strada da
percorrere fatta di centimetri di differenza e caparbietà sotto le
plance con 8 rimbalzi finali. Fa sentire fisico e statura contro Hines
che però è più agile in salto. Quando Sacco lo rimette dentro a 5’
dalla fine ha ancora grinta per tutti.
GURINI, MORENO e KESICKI S.V. ________________________________________
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci FROSINONE - Due tempi supplementari, oltre due ore e venti di gioco,
emozioni e sofferenze che la metà bastano per un infarto, il tutto con
una Coppa Italia pronta ad uscire dagli spogliatoi per essere offerta
in pasto alla tifoseria. Veroli - Rimini non è stata una partita, è
stato un thriller da Oscar, ma solo per Veroli che alla fine s´è
portata a casa per 101 a 94 una gara che pareva ormai persa. Perché i Crabs,
questi due punti, ce li avevano di fatto in tasca, dopo una guerra
senza quartiere lunga 45’ e parsa vinta, meritatamente (così come nulla
ha rubato la Prima, sia chiaro), sul solito gol chirurgico di German
Scarone, +6 Rimini a 49” dalla fine e il PalaCoccia ammutolito. Invece
no, perché nel basket non puoi pensare di aver già vinto, nemmeno a 2
secondi dalla fine. La dimostrazione lampante adesso la Coopsette ce
l’ha, ma se ne sarebbe fatto volentieri a meno, anche perché la immensa
fatica per agguantare il primo overtime e il contraccolpo psicologico
che può derivare da un ko del genere fa paura solo a pensarci. Chiaro che, lucidamente, è anche difficile pensare di poter
vincere a Veroli giocando in 4 (Pinton, Gurini e Kesicki
improponibili), con uno dei due americani per 40’ nullo in attacco e
con uno Scarone lontanissimo dal suo standard. Il cuore, il coraggio e
la voglia della squadra di Sacco sono stati encomiabili, ma certe
occasioni, forse, non andrebbero sprecate, anche se poi ci sarebbe da
ridire – e Sacco lo ha fatto nel post gara – su una condotta arbitrale
che, in una sfida sempre punto a punto, ha finito per comminare 8 falli
in più ai Granchi, di sicuro molto meno grossi e pesanti dei verolani. La cronaca Saltando a piè pari i primi 39 minuti e 55 secondi –
perché non basterebbe un libro – si arriva su Ivan Gatto che si
presenta in lunetta con Veroli in vantaggio per 67-66. Con un 2/2
l´ex-Caserta darebbe di fatto la vittoria nei regolamentari a Veroli,
che sul successivo possesso della Coopsette può mandarla in lunetta col
fallo sistematico senza paura di essere più raggiunta. Gatto però fa 1/2, con McCray che sorprende tutti e va coast to
coast a segnare quasi indisturbato l´appoggio del 68 pari, sulla
sirena, che manda tutti all´overtime. Per Veroli è una mazzata
tremenda, mentre la Coopsette cavalca l’onda con uno strepitoso Rinaldi
(22 punti e 8 rimbalzi), Goss (infallibile ai liberi) e il redivivo
Scarone, che da fantasma diventa killer quando a 42" dalla fine (fa
male solo a pensarci…) insacca la tripla che vale il +6 riminese
(73-79). Il canestro da 3 a mò di replica di Nissim sembra solo un colpo
di coda tardivo per i padroni di casa, ma dopo il passi di De Pol, i
due liberi di Nissim per il 78-79 a 9" dalla sirena, e i 2 di Goss
pochi attimi dopo per il 78-81, Scarone decide di mandare Veroli in
lunetta, commettendo il quinto fallo, a -3" dal gong. Scelta in teoria giusta, ma col senno del poi deleteria. Perché
Nissim segna il primo, e ovviamente getta un mattone sul secondo
sperando nel miracolo, che per i Crabs diventa la beffa dell’anno:
Dawan Robinson strappa il rimbalzo in mezzo alla deconcentrata difesa
di Sacco, e ad un metro dal ferro mette il canestro che vale
l´incredibile secondo supplementare anche perché Hines stoppa
l´ultimissimo disperato tentativo di McCray da oltre la metà campo. E’ la fine, per i Crabs. Perché senza Scarone, disperato, in
panca, Rimini crolla fisicamente e mentalmente mentre Veroli si sente
“miracolata” e spinta dalla bolgia ciociara trova subito inerzia. Hines giganteggia, Pinton e poi Goss escono con 5 lampadine: Mian
sente l’odore del sangue e spara (11 punti nel secondo prolungamento
anche grazie a tanti viaggi in lunetta), Rezzano, con l’unica tripla di
serata a 80" dalla fine, manda nella fossa i Granchi col +7 della
staffa. Una coltellata micidiale, per Rimini, con la speranza che oltre
alla beffa non ci sia il danno più pericoloso, quello degli strascichi
che una roba del genere ti può lasciare dentro.
E’ letteralmente imbufalito, Giancarlo
Sacco, al termine di 50’ allucinanti e intensi come si vede, forse,
solo nelle finali playoff. Brucia terribilmente, questa sconfitta che
sa di beffa, visto che Rimini è andata a soli 2” dal successo e di
fatto ha perso partita e due punti a causa di quel rimbalzo concesso a
Robinson, sul 79-81, dopo l’errore volontario di Nissim in conclusione
di primo overtime. “Siamo tutti incazzati neri – attacca – perché dopo una sfida
così intensa e dura perdere per un episodio fa molto male. I miei hanno
giocato una grande partita, soprattutto a livello di intensità
difensiva, ma mi pare chiaro che la festa di Veroli non si potesse
rovinare e così è stato”.
Il riferimento è piuttosto chiaro, e coinvolge i tre in grigio:
otto falli in più fischiati a favore di una squadra – la Prima – che fa
delle mani addosso la sua principale prerogativa paiono effettivamente
un po’ sospetti.
“Diciamo le cose come stanno, gli arbitri sono stati indecenti –
ci va giù duro – e hanno usato due pesi e due misuri. Non parlo mai di
queste cose, lo sapete, per cui se lo faccio è perché ho visto cose che
non mi sono piaciute per niente. Non siamo stati mai tutelati nell’uno
contro uno, e Veroli picchiava come noi, e in più l’atteggiamento nei
nostri confronti a tratti è stato irritante”. Difficile, parlare di quel rimbalzo, oppure dei 17 totali, in
attacco, che i Granchi hanno concesso alla squadra di Trinchieri,
oppure del 5/25 da tre. Oppure, ancora, di una difesa che solo dopo 10’
ha cominciato a carburare.
“Giocavamo con la squadra più forte del momento, che mi risulta
avesse vinto una Coppa 7 giorni fa e che dispone di uomini esperti e
talentuosi. Le nostre percentuali sono anche figlie della loro difesa
ai limiti del consentito, mentre i rimbalzi si, quei 17 offensivi sono
la chiave della partita, anche se poi alla fine bastava evitarne solo
1, quello di Robinson. Li siamo stati disattenti, ma non voglio parlare
ora, mi serve tempo per rivedere il tutto a mente fredda. Adesso ci
servono 24 o 48 ore per metabolizzare, poi dovremo guardare avanti e
vincere le prossime due in casa per forza”.
SCARONE 5.5 Fino all’overtime batte in
testa e non la mette mai, poi quella bomba chirurgica (62-68 a 30”
dalla fine) che onestamente pare il classico chiodo nella bara. Poi
arriva il fallo – il quinto – su Nissim e il mondo biancorosso si
capovolge. Ma se avesse giocato sui suoi standard prima (1/6 da tre, 3
perse)? GOSS 7.5 Tiene su la baracca offensiva assieme a Rinaldi, si
sbatte dietro e come al solito è l’arma più precisa dei Crabs (4/9,
3/5, più 6 rimbalzi). Canta, porta la croce e quando conta, nel finale,
non trema quasi mai (11/11 in lunetta). Fenomenale.
MORENO sv Un minuto a giochi già fatti.
PINTON 4.5 Male. L’unica cosa buona che fa è la pressione su
Robinson, costretto a forzare spesso e volentieri, ma per il resto è un
pianto greco (0/2 da tre, 3 perse, -9 di valutazione) proprio in una
serata nella quale Scarone non incide.
DE POL 6.5 Appena entra lui, Gatto si placa e i Crabs prendono una
forma decisamente più compatta. Contribuisce a rimettere le cose a
posto (7 rimbalzi, 2 assist), da equilibrio al quintetto, però dalla
linea lo battezzano e fanno bene (0/3 da tre).
MCCRAY 5.5 Sembra non ancora in grado di concentrarsi sui due lati
del campo. Sporca e ringhia su Robinson e Nissim, ma tira solo
mattonate fino al lay up del supplementare (1/6 da tre, ma 6 rimbalzi e
2 recuperi). Unico in campo per 50’ filati, conferma una discontinuità
globale già nota. ZANUS FORTES 6 Per una volta, fa l’attaccante di razza in 9’ (3/3), e subisce di tutto da Hines.
RINALDI 7.5 Partitona, per Tommy, che attacca alla grande Hines
segnandogli in testa spesso e volentieri (8/12, 6/8 ai liberi), senza
dimenticarsi la solita foga ora positiva, ora negativa (8 rimbalzi, 5
perse, 2 assist). Su quel rimbalzo maledetto, purtroppo, finiremo per
non ricordarci di una prestazione maiuscola.
GURINI 5 Entra, spadella e perde palla. Esce per forza di cose,
poi riappare nel secondo overtime e ri-spadella di nuovo (0/4, -7 di
valutazione in 6’).
KESICKI 5 Entra in campo soffice come se si fosse a teatro, e Sacco non approva tirandolo giù seduta stante.
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