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CLASSIFICA
TeamPts
Enel Brindisi42
Banco di Sardegna Sassari36
Fastweb Casale Monferrato36
Prima Veroli36
Trenkwalder Reggio Emilia36
Snaidero Cucine Udine34
Carmatic Pistoia32
Miro Radici fin. Vigevano32
Bialetti Scafati28
 EDILIZIA MODERNA RIMINI28
 Aget Imola28
 U.C.C. Casalpusterlengo24
 Paul Mitchell Pavia24
 Umana Reyer Venezia22
Fileni Jesi22
AB Latina14
IL SONDAGGIO
Chi è stato l'MVP della stagione dei Crabs?

Giacomo Gurini
German Scarone
Carlton Myers
Ndudi Ebi


NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDÌ 3 MARZO 2009


- Il Resto del Carlino -

di Alberto Crescentini
Rimini. NELL’AMARA sconfitta di Frosinone, stop maturato dopo ben 50’ di battaglia, Tommaso Rinaldi ha messo a segno 22 punti, bottino che rappresenta il suo massimo-vita in Legadue. Peccato, però, che l’abbondante fatturato del 24enne centro non sia servito ai Crabs per muovere la classifica. «Già, la rabbia è tanta e poi questa è la seconda volta che mi capita. A Jesi realizzai 21 punti e alla fine vinse la Fileni», ricorda ‘Tommy’, che contro il Veroli ha ingaggiato uno spettacolare duello con Kyle Hines. «Lui è più basso, 1.96 appena, però ha braccia lunghissime ed è un atleta eccezionale. Io ho sfruttato al meglio i giochi a due con Scarone e Goss, l’area avversaria era abbastanza sguarnita». Poi, va detto, bisogna sempre metterli dentro quei canestri e Rinaldi ha chiuso la sua gara con 8/12 dal campo e 6/8 dalla lunetta. Roba veramente buona per questo giocatore cresciuto nel vivaio della società, un ragazzo che, alla sua prima stagione da titolare, viaggia a 10.9p (col 56.7% da due e il 76.2% dalla lunetta) e 5.1 rimbalzi nei 27’ che gli vengono concessi. «Non so se mi toccherà portare le paste per il mio high-score, starò a sentire quel che diranno i senatori della squadra», aggiunge Tommaso, che prova poi a spiegare un episodio chiave, il rimbalzo difensivo non controllato dai Crabs sul finire del primo supplementare, quando Nissim ha sbagliato apposta il secondo tiro libero. «Io e McCray abbiamo tagliato fuori Hines, mentre De Pol si è preso cura di Gatto. Robinson è sbucato poi da dietro, da come ha protestato Sacco, forse si è mosso anche prima che la palla toccasse il ferro. Quel canestro sulla sirena è stato una botta tremenda, nel secondo overtime, complici pure le uscite per falli, non ne avevamo più».
TEMPI supplementari al fiele per la Coopsette, che in questa stagione non riesce a spuntarla quando il match si prolunga oltre i 40’. Il primo dispiacere in avvio di campionato, con Jesi a banchettare al 105 (95-90 per i marchigiani), quindi un altro epilogo sfavorevole a Cremona, in occasione della partita con Soresina (96-92 Vanoli, che domenica sarà da queste parti per il ritorno). E adesso, ad avallare il più celebre dei proverbi, il terzo boccone amaro al duplice overtime.
«NON VEDO comunque delle analogie, sono stati tre stop in tre diversi momenti della stagione», sostiene Rinaldi, anche se bisogna rilevare che già a Cremona, come a Frosinone, i granchi si trovarono a concedere tanti, troppi rimbalzi offensivi ai rivali. Granchi che domani disputeranno uno scrimmage con la ScavoSpar Pesaro (ore 17.30 al 105).
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- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Così bravi, a farsi del male da soli, che rimembrando le varie occasioni letteralmente buttate via negli ultimi anni ci si potrebbe scrivere un libro. Sembra quasi insito nel dna del Basket Rimini, questa capacità innata di dare un calcio al secchio del latte riempito con talmente tanta fatica che poi, sciupare cotanta roba, ti fa imbestialire ancor di più.
A caldo, poi, si rischia anche di trascendere, di esagerare un po’. Lo ha fatto Giancarlo Sacco, subito dopo il sanguinoso ko di Frosinone contro Veroli, 2 punti buttati a mare da una Coopsette incapace di gestire 6 punti di margine (73-79, bomba di Scarone) con 49” da giocare. In perfetto stile Mourinho – ‘quel che dico lo penso, e me ne sbatto’ – il 51enne coach ha puntato il dito contro un atteggiamento arbitrale definito “indecente ed irritante. Ce lo potevano dire anche prima, che non avremmo mai potuto rovinare la festa di Veroli”.
A detta di Sacco, sono stati usati due pesi e due misure, dai signori Longhi, Castelluccio e Giovanrosa, coi Crabs poco tutelati sulle difese ai limiti del consentito di quelli di Trinchieri. Se The Bag è parso Mou, Renzo Vecchiato non ha però “fatto” il Moratti della situazione. Nessun “fate voi”, ma un “mi dissocio” forte e chiaro.
“Così facendo si giustifica una sconfitta che è solo causa nostra – dice il general manager dei Granchi – Sul più 6 a 49” dalla fine non si può perdere, non esiste. Il match era nelle nostre mani, abbiamo concesso un rimbalzo assurdo su quel tiro libero volutamente sbagliato da Nissim (situazione 79-81 a 3” dal 45esimo, ndr). Tutti a guardare, e Robinson che solo soletto realizzava il pareggio. Dopo il derby con Imola, ecco la seconda frittata che ci complica maledettamente la vita”.
Un vero e proprio avvertimento, quello di Vecchiato, rivolto al suo coach e alla sua squadra, per evitare, probabilmente, pericolosi alibi di sorta che facciano dimenticare l’occasione buttata via. Sta di fatto che quel 36 a 28 pro Veroli alla voce falli subiti, con 45 tiri liberi appannaggio della Prima contro i 33 dei Crabs, qualche dubbio effettivamente lo provoca.
“Si può discutere su alcune decisioni dubbie, su diversi contatti al limite tollerati, questo si – corregge il tiro Renzo – ma non si può dire che abbiamo perso a causa dei tre in grigio. Piuttosto sono ancora imbufalito e non ci ho dormito la notte: a quest’ora potevamo essere salvi e tranquilli, invece ci tocca rifare tutto daccapo”.
Quattro punti sopra la dead line non bastano, a dormire sonni sereni. Bisogna vincere senza meno contro Soresina, per evitare che il match contro Brindisi diventi uno spareggio dai toni inquietanti. In più c’è anche la “bega” Scarone, sofferente da un paio di settimane ad un piede che lo tormenta.
“Io ho paura, molta paura – ammette – anche se, ragionando a freddo, dico anche che i ragazzi hanno disputato un gran match a Frosinone. Avevamo di fronte i vincitori di Coppa, in un palazzetto caldissimo, e siamo andati a un millimetro dall’impresa. La prestazione rimane, ma quel maledetto rimbalzo me lo sognerò per una settimana intera. Riguardo a German, stiamo monitorando la cosa. Purtroppo lui non è tranquillo, è condizionato, e si vede, anche se con quella bomba aveva piantato i chiodi sulla bara”. Peccato che poi, tutti insieme, ci si sia adoperati per bene per riaprire il sarcofago.


Primo suggerimento: evitare gli overtime. Anzi, dato che i tabù piacciono tanto coach Sacco, eccone uno bello e buono da sfatare al più presto. Perché è la terza volta, in stagione, che la Coopsette esce sconfitta da un match prolungatosi oltre il 40’: tre su tre, per l’esattezza. Era già successo all’esordio – con Massimo Galli in panca – in casa contro Jesi (90-95, 77 pari al 40’), poi a Cremona contro la Vanoli (96-92, 82 pari al 40’), prima della doppia appendice di Frosinone. L’ultimo extratime felice risale al 20 aprile 2008, quando i Granchi espugnarono Reggio Emilia per 76-83 (67 pari al 40’) conquistando, in quella occasione, la matematica certezza dei playoff dopo una rimonta entusiasmante. Corsi e ricorsi pericolosi, segnali non belli di un momento che parla coi risultati: i Crabs, nelle ultime 4 giornate, sono caduti ben tre volte (a Sassari, con Imola e a Veroli) battendo solamente Reggio Emilia on the road. Insomma, il momento è down.
Scelte Terrà banco per un bel po’, la scelta di German Scarone di mandare in lunetta Nissim con 3” da giocare, sul 78-81 in favore dei suoi. Una penalità – la quinta del gaucho – che aveva come obiettivo quello di evitare la tripla del pareggio del franco israeliano, poco prima autore del missile che aveva riaperto le speranze verolane. Ci fosse stato Ticchi, siamo sicuri che avrebbe ordinato di difendere, probabilmente insaccando il tre punti del pari. Insomma: come fai pare che tu faccia male, anche se in questo caso il vero errore è stato concedere il 17esimo rimbalzo offensivo all’avversario. A proposito: causa i 5 falli di Scarone, Sacco ha mandato in campo Pinton. Non sarebbe stato meglio, forse, mandare un lungo – Zanus, oppure Kesicki – per avere più copertura a rimbalzo, visto che l’errore forzato di Nissim era praticamente certo?
Area dominata Ed è proprio questo, il dato numerico chiave della contesa. Non è un caso, se alla fine è risultato determinante: 17 rimbalzi offensivi concessi sono troppi, figli di una sofferenza continua nel tagliare fuori il dominante Hines (16 carambole, 7 in attacco) e lo sgusciante Gatto (9 rimbalzi, 4 offensivi). Pensate solamente che Rimini ne ha presi, in tutto, 36 – contro i 44 di Veroli – dei quali solo 9 sotto il canestro altrui. Alla fine si è pagato dazio con tantissimi possessi concessi in più alla Prima, che però non ha capitalizzato dalla lunetta (32/45, 71%) come avrebbe potuto.
McCray, un enigma Il solito immenso Goss, uno Scarone non sui suoi livelli e un Pinton irriconoscibile. Già così è difficile, ma se anche McCray tira al piccione (1/6 da tre, in totale un assurdo 5/20 di squadra) è già un miracolo essersela giocata. A proposito di C-Mac: pare che non sia in grado di tornare sui livelli del pre – infortunio. Una volta segna ma non difende, l’altra difende un po’ ma non segna mai. La questione comincia a farsi pesante.

Dopo la giornata di riposo concessa ieri da Sacco a tutti i Granchi, si torna oggi in palestra – ore 17.30, 105 Stadium – per cominciare la marcia di avvicinamento alla delicata e decisiva sfida di domenica prossima contro la Vanoli Soresina (ore 18.15, sempre al 105). Domani, invece, amichevole di lusso al 105 contro la Scavolini Pesaro di Myers e Hicks: palla a due alle 17.30, ingresso libero.
A entrambi gli appuntamenti, però, non parteciperà sicuramente German Scarone, che soffre di un principio di fascite plantare al piede destro. Il gaucho ha cominciato a sentire fastidio già da prima del derby con Imola, ma la situazione pareva non destare preoccupazioni: ora però il dolore è aumentato, tanto che il dottor Corbari lo sottoporrà oggi a una ecografia chiarificatrice. Non benissimo, insomma.
Provvedimenti disciplinari Mano pesante del giudice sportivo nei confronti di Reggio Emilia, Livorno e Brindisi. La Trenkwalder è stata multata di 1.733 euro per offese agli arbitri e lancio di palle di carta che costringevano gli arbitri alla sospensione temporanea del match nell’ultimo periodo, mentre Livorno a 1.467 euro per offese e sputi ai tre in grigio. 1.200 euro di ammenda anche per l’Enel Brindisi, per “uso di strumenti sonori (fischietti) atti a turbare il regolare svolgimento della gara dopo che l'invito alla società di provvedere è rimasto senza esito”.

Il quasi abbandono dei sogni promozione diretta di Casale, la crisi prolungata di Venezia, Reggio Emilia, Roseto e Scafati, l’ennesimo successo enigmatico di Varese e la resurrezione completata di Pistoia. Vi bastano come temi di una LegaDue ancora tutta da definire, quando mancano solo 7 rintocchi alla fine della regular season?
Segnali Quando stai sotto per 39’, finendo anche a meno 18, e poi riesci lo stesso a spuntarla ancora una volta, è evidente che sei predestinata. E’ la Cimberio Varese capolista (32), che agguantando altri 2 punti immeritati – è almeno la quarta volta – contro Pavia, tiene a distanza Veroli (28) e Soresina (28), teoricamente ancora aggrappate al sogno promozione. Decisive le prossime due giornate: se il Pilla tiene, sarà serie A.
Decadute e speranzose Ormai è ufficiale, la Fastweb (26) è una squadra sfigata. Con l’ottavo ko compreso tra 1 e 3 punti, Casale abbandona le speranze e si rassegna ai playoff, dove Crespi dovrà capire il perché di tante volate perse nella stessa maniera. Il quarto posto diventa così una caccia all’uomo indefinita, con Livorno, Sassari e Jesi (24) ormai in salvo e proiettate sugli spareggi promozione. I labronici, 3 successi in fila e 5-2 nelle ultime 7, confermano la crescita, mentre la Fileni respira.
Delirio globale Lo si prova se si è a quota 22, nel limbo dei disperati. Lo aprono i Crabs, 3 ko nelle ultime 4 e la faccia ancora rivolta dietro. Brindisi, invece, conferma di valere un posto nelle prime 9, così come Pavia, che a Varese gioca un basket spettacolare e diverte tutti. Il contrario di Reggio Emilia, 7 ko nelle ultime 8 e 1 successo (su 6) da quando Ramagli ha sostituito Marcelletti, che al momento del cambio era terzo in classifica. Dite che se la ride nella sua Caserta?
Si salvi chi può La questione riguarda anche quelle a 22, ma è da quota 20 che si balla pericolosamente. Pistoia (20), però, è resuscitata in maniera allucinogena: 5 hurrà nelle ultime 7 apparizioni, e un filotto di 3 vittorie consecutive, la proiettano dal meno 4 al +2 sulla dead line. Incredibile. Scafati (20), invece, è in caduta libera (4 ko consecutivi, 5 nelle ultime 6), mentre delle tre ultime – Imola, Roseto e Venezia, 18 punti – l’Aget è 2-0, con gli abruzzesi a 0-4 e la Reyer a 0-3. Insomma, c’è di che preoccuparsi. Ma non si può mollare, Pistoia insegna.



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