|
| NEWS - RASSEGNA STAMPA
|
MARTEDì 3 MARZO 2009
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini Rimini.
NELL’AMARA sconfitta di Frosinone, stop maturato dopo ben 50’ di
battaglia, Tommaso Rinaldi ha messo a segno 22 punti, bottino che
rappresenta il suo massimo-vita in Legadue. Peccato, però, che
l’abbondante fatturato del 24enne centro non sia servito ai Crabs
per muovere la classifica. «Già, la rabbia è tanta e poi questa è la
seconda volta che mi capita. A Jesi realizzai 21 punti e alla fine
vinse la Fileni», ricorda ‘Tommy’, che contro il Veroli ha ingaggiato
uno spettacolare duello con Kyle Hines. «Lui è più basso, 1.96 appena,
però ha braccia lunghissime ed è un atleta eccezionale. Io ho sfruttato
al meglio i giochi a due con Scarone e Goss, l’area avversaria era
abbastanza sguarnita». Poi, va detto, bisogna sempre metterli dentro
quei canestri e Rinaldi ha chiuso la sua gara con 8/12 dal campo e 6/8
dalla lunetta. Roba veramente buona per questo giocatore cresciuto nel
vivaio della società, un ragazzo che, alla sua prima stagione da
titolare, viaggia a 10.9p (col 56.7% da due e il 76.2% dalla lunetta) e
5.1 rimbalzi nei 27’ che gli vengono concessi. «Non so se mi toccherà
portare le paste per il mio high-score, starò a sentire quel che
diranno i senatori della squadra», aggiunge Tommaso, che prova poi a
spiegare un episodio chiave, il rimbalzo difensivo non controllato dai
Crabs sul finire del primo supplementare, quando Nissim ha sbagliato
apposta il secondo tiro libero. «Io e McCray abbiamo tagliato fuori
Hines, mentre De Pol si è preso cura di Gatto. Robinson è sbucato poi
da dietro, da come ha protestato Sacco, forse si è mosso anche prima
che la palla toccasse il ferro. Quel canestro sulla sirena è stato una
botta tremenda, nel secondo overtime, complici pure le uscite per
falli, non ne avevamo più». TEMPI supplementari al fiele per la
Coopsette, che in questa stagione non riesce a spuntarla quando il
match si prolunga oltre i 40’. Il primo dispiacere in avvio di
campionato, con Jesi a banchettare al 105 (95-90 per i marchigiani),
quindi un altro epilogo sfavorevole a Cremona, in occasione della
partita con Soresina (96-92 Vanoli, che domenica sarà da queste parti
per il ritorno). E adesso, ad avallare il più celebre dei proverbi, il
terzo boccone amaro al duplice overtime. «NON VEDO comunque delle
analogie, sono stati tre stop in tre diversi momenti della stagione»,
sostiene Rinaldi, anche se bisogna rilevare che già a Cremona, come a
Frosinone, i granchi si trovarono a concedere tanti, troppi rimbalzi
offensivi ai rivali. Granchi che domani disputeranno uno scrimmage con
la ScavoSpar Pesaro (ore 17.30 al 105). _________________________________
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Così bravi, a farsi del male da soli, che rimembrando le
varie occasioni letteralmente buttate via negli ultimi anni ci si
potrebbe scrivere un libro. Sembra quasi insito nel dna del Basket
Rimini, questa capacità innata di dare un calcio al secchio del latte
riempito con talmente tanta fatica che poi, sciupare cotanta roba, ti
fa imbestialire ancor di più. A caldo, poi, si rischia anche di trascendere, di esagerare un
po’. Lo ha fatto Giancarlo Sacco, subito dopo il sanguinoso ko di
Frosinone contro Veroli, 2 punti buttati a mare da una Coopsette
incapace di gestire 6 punti di margine (73-79, bomba di Scarone) con
49” da giocare. In perfetto stile Mourinho – ‘quel che dico lo penso, e
me ne sbatto’ – il 51enne coach ha puntato il dito contro un
atteggiamento arbitrale definito “indecente ed irritante. Ce lo
potevano dire anche prima, che non avremmo mai potuto rovinare la festa
di Veroli”. A detta di Sacco, sono stati usati due pesi e due misure, dai
signori Longhi, Castelluccio e Giovanrosa, coi Crabs poco tutelati
sulle difese ai limiti del consentito di quelli di Trinchieri. Se The
Bag è parso Mou, Renzo Vecchiato non ha però “fatto” il Moratti della
situazione. Nessun “fate voi”, ma un “mi dissocio” forte e chiaro. “Così facendo si giustifica una sconfitta che è solo causa nostra
– dice il general manager dei Granchi – Sul più 6 a 49” dalla fine non
si può perdere, non esiste. Il match era nelle nostre mani, abbiamo
concesso un rimbalzo assurdo su quel tiro libero volutamente sbagliato
da Nissim (situazione 79-81 a 3” dal 45esimo, ndr). Tutti a guardare, e
Robinson che solo soletto realizzava il pareggio. Dopo il derby con
Imola, ecco la seconda frittata che ci complica maledettamente la
vita”. Un vero e proprio avvertimento, quello di Vecchiato, rivolto al
suo coach e alla sua squadra, per evitare, probabilmente, pericolosi
alibi di sorta che facciano dimenticare l’occasione buttata via. Sta di
fatto che quel 36 a 28 pro Veroli alla voce falli subiti, con 45 tiri
liberi appannaggio della Prima contro i 33 dei Crabs, qualche dubbio
effettivamente lo provoca. “Si può discutere su alcune decisioni dubbie, su diversi contatti
al limite tollerati, questo si – corregge il tiro Renzo – ma non si può
dire che abbiamo perso a causa dei tre in grigio. Piuttosto sono ancora
imbufalito e non ci ho dormito la notte: a quest’ora potevamo essere
salvi e tranquilli, invece ci tocca rifare tutto daccapo”. Quattro punti sopra la dead line non bastano, a dormire sonni
sereni. Bisogna vincere senza meno contro Soresina, per evitare che il
match contro Brindisi diventi uno spareggio dai toni inquietanti. In
più c’è anche la “bega” Scarone, sofferente da un paio di settimane ad
un piede che lo tormenta. “Io ho paura, molta paura – ammette – anche se, ragionando a
freddo, dico anche che i ragazzi hanno disputato un gran match a
Frosinone. Avevamo di fronte i vincitori di Coppa, in un palazzetto
caldissimo, e siamo andati a un millimetro dall’impresa. La prestazione
rimane, ma quel maledetto rimbalzo me lo sognerò per una settimana
intera. Riguardo a German, stiamo monitorando la cosa. Purtroppo lui
non è tranquillo, è condizionato, e si vede, anche se con quella bomba
aveva piantato i chiodi sulla bara”. Peccato che poi, tutti insieme, ci
si sia adoperati per bene per riaprire il sarcofago.
Primo suggerimento: evitare gli
overtime. Anzi, dato che i tabù piacciono tanto coach Sacco, eccone uno
bello e buono da sfatare al più presto. Perché è la terza volta, in
stagione, che la Coopsette esce sconfitta da un match prolungatosi
oltre il 40’: tre su tre, per l’esattezza. Era già successo all’esordio
– con Massimo Galli in panca – in casa contro Jesi (90-95, 77 pari al
40’), poi a Cremona contro la Vanoli (96-92, 82 pari al 40’), prima
della doppia appendice di Frosinone. L’ultimo extratime felice risale
al 20 aprile 2008, quando i Granchi espugnarono Reggio Emilia per 76-83
(67 pari al 40’) conquistando, in quella occasione, la matematica
certezza dei playoff dopo una rimonta entusiasmante. Corsi e ricorsi
pericolosi, segnali non belli di un momento che parla coi risultati: i
Crabs, nelle ultime 4 giornate, sono caduti ben tre volte (a Sassari,
con Imola e a Veroli) battendo solamente Reggio Emilia on the road.
Insomma, il momento è down. Scelte Terrà banco per un bel po’, la scelta di German Scarone di
mandare in lunetta Nissim con 3” da giocare, sul 78-81 in favore dei
suoi. Una penalità – la quinta del gaucho – che aveva come obiettivo
quello di evitare la tripla del pareggio del franco israeliano, poco
prima autore del missile che aveva riaperto le speranze verolane. Ci
fosse stato Ticchi, siamo sicuri che avrebbe ordinato di difendere,
probabilmente insaccando il tre punti del pari. Insomma: come fai pare
che tu faccia male, anche se in questo caso il vero errore è stato
concedere il 17esimo rimbalzo offensivo all’avversario. A proposito:
causa i 5 falli di Scarone, Sacco ha mandato in campo Pinton. Non
sarebbe stato meglio, forse, mandare un lungo – Zanus, oppure Kesicki –
per avere più copertura a rimbalzo, visto che l’errore forzato di
Nissim era praticamente certo? Area dominata Ed è proprio questo, il dato numerico chiave della
contesa. Non è un caso, se alla fine è risultato determinante: 17
rimbalzi offensivi concessi sono troppi, figli di una sofferenza
continua nel tagliare fuori il dominante Hines (16 carambole, 7 in
attacco) e lo sgusciante Gatto (9 rimbalzi, 4 offensivi). Pensate
solamente che Rimini ne ha presi, in tutto, 36 – contro i 44 di Veroli
– dei quali solo 9 sotto il canestro altrui. Alla fine si è pagato
dazio con tantissimi possessi concessi in più alla Prima, che però non
ha capitalizzato dalla lunetta (32/45, 71%) come avrebbe potuto. McCray, un enigma Il solito immenso Goss, uno Scarone non sui
suoi livelli e un Pinton irriconoscibile. Già così è difficile, ma se
anche McCray tira al piccione (1/6 da tre, in totale un assurdo 5/20 di
squadra) è già un miracolo essersela giocata. A proposito di C-Mac:
pare che non sia in grado di tornare sui livelli del pre – infortunio.
Una volta segna ma non difende, l’altra difende un po’ ma non segna
mai. La questione comincia a farsi pesante.
Dopo la giornata di riposo concessa ieri
da Sacco a tutti i Granchi, si torna oggi in palestra – ore 17.30, 105
Stadium – per cominciare la marcia di avvicinamento alla delicata e
decisiva sfida di domenica prossima contro la Vanoli Soresina (ore
18.15, sempre al 105). Domani, invece, amichevole di lusso al 105
contro la Scavolini Pesaro di Myers e Hicks: palla a due alle 17.30,
ingresso libero. A entrambi gli appuntamenti, però, non parteciperà sicuramente
German Scarone, che soffre di un principio di fascite plantare al piede
destro. Il gaucho ha cominciato a sentire fastidio già da prima del
derby con Imola, ma la situazione pareva non destare preoccupazioni:
ora però il dolore è aumentato, tanto che il dottor Corbari lo
sottoporrà oggi a una ecografia chiarificatrice. Non benissimo,
insomma. Provvedimenti disciplinari Mano pesante del giudice sportivo nei
confronti di Reggio Emilia, Livorno e Brindisi. La Trenkwalder è stata
multata di 1.733 euro per offese agli arbitri e lancio di palle di
carta che costringevano gli arbitri alla sospensione temporanea del
match nell’ultimo periodo, mentre Livorno a 1.467 euro per offese e
sputi ai tre in grigio. 1.200 euro di ammenda anche per l’Enel
Brindisi, per “uso di strumenti sonori (fischietti) atti a turbare il
regolare svolgimento della gara dopo che l'invito alla società di
provvedere è rimasto senza esito”.
Il quasi abbandono dei sogni promozione
diretta di Casale, la crisi prolungata di Venezia, Reggio Emilia,
Roseto e Scafati, l’ennesimo successo enigmatico di Varese e la
resurrezione completata di Pistoia. Vi bastano come temi di una LegaDue
ancora tutta da definire, quando mancano solo 7 rintocchi alla fine
della regular season? Segnali Quando stai sotto per 39’, finendo anche a meno 18, e poi
riesci lo stesso a spuntarla ancora una volta, è evidente che sei
predestinata. E’ la Cimberio Varese capolista (32), che agguantando
altri 2 punti immeritati – è almeno la quarta volta – contro Pavia,
tiene a distanza Veroli (28) e Soresina (28), teoricamente ancora
aggrappate al sogno promozione. Decisive le prossime due giornate: se
il Pilla tiene, sarà serie A. Decadute e speranzose Ormai è ufficiale, la Fastweb (26) è una
squadra sfigata. Con l’ottavo ko compreso tra 1 e 3 punti, Casale
abbandona le speranze e si rassegna ai playoff, dove Crespi dovrà
capire il perché di tante volate perse nella stessa maniera. Il quarto
posto diventa così una caccia all’uomo indefinita, con Livorno, Sassari
e Jesi (24) ormai in salvo e proiettate sugli spareggi promozione. I
labronici, 3 successi in fila e 5-2 nelle ultime 7, confermano la
crescita, mentre la Fileni respira. Delirio globale Lo si prova se si è a quota 22, nel limbo dei
disperati. Lo aprono i Crabs, 3 ko nelle ultime 4 e la faccia ancora
rivolta dietro. Brindisi, invece, conferma di valere un posto nelle
prime 9, così come Pavia, che a Varese gioca un basket spettacolare e
diverte tutti. Il contrario di Reggio Emilia, 7 ko nelle ultime 8 e 1
successo (su 6) da quando Ramagli ha sostituito Marcelletti, che al
momento del cambio era terzo in classifica. Dite che se la ride nella
sua Caserta? Si salvi chi può La questione riguarda anche quelle a 22, ma è da
quota 20 che si balla pericolosamente. Pistoia (20), però, è
resuscitata in maniera allucinogena: 5 hurrà nelle ultime 7
apparizioni, e un filotto di 3 vittorie consecutive, la proiettano dal
meno 4 al +2 sulla dead line. Incredibile. Scafati (20), invece, è in
caduta libera (4 ko consecutivi, 5 nelle ultime 6), mentre delle tre
ultime – Imola, Roseto e Venezia, 18 punti – l’Aget è 2-0, con gli
abruzzesi a 0-4 e la Reyer a 0-3. Insomma, c’è di che preoccuparsi. Ma
non si può mollare, Pistoia insegna.
Condividi su:
|
|
|
|
|