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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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GIOVEDÌ 12 MARZO 2009
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Saliscendi di stagione, primavere anticipate che paiono
momentaneamente non piacere molto a questi Granchi in flessione forse
fisiologica, almeno a giudicare dagli ultimi 50 giorni, diametralmente
opposti ai 30 che li avevano preceduti.
50 giorni di buio La matematica non è un opinione, e nemmeno il
calendario: dal 4 gennaio – colpaccio a Livorno – al 5 febbraio –
grande impresa contro Varese al 105 – i Crabs di Sacco si specchiavano
in un fantastico 5 su 6 (ko solo a Jesi, il 18 gennaio) che di fatto li
aveva proiettati nel bel mezzo della zona playoff, con le paure
retrocessione, se non dimenticate, almeno bypassate dall’entusiasmo di
una squadra capace sempre e comunque di piazzare l’uppercut giusto nei
finali punto a punto (Livorno, Casale in casa, Pavia, Varese in casa). La flessione, più netta a livello di gioco che di prestazioni, ma
comunque evidente, è cominciata in quel di Sassari l’8 febbraio: dal
viaggio nell’isola infelice alla beffa terrificante di Frosinone,
infatti, si narra di 3 sconfitte su 4. L’intermezzo poco felice è
comprensivo del bel raid a Reggio Emilia ma anche della sanguinosa
caduta nel derby casalingo con Imola, puntualmente rimessa in
carreggiata in ottica salvezza quando una spintarella giù dal fosso,
forse, sarebbe stata cosa buona e giusta per eliminare almeno una delle
spasimanti alla permanenza in LegaDue. Stanchezza e sfortuna Gli alibi ci sono, evidenti, anche se non
bastano in toto a spiegare, ad esempio, né il capitombolo con l’Aget né
i regali atroci fatti alla Prima Veroli. Dopo quei 30 giorni al
massimo, infatti, la squadra di Sacco aveva rifiatato, inevitabilmente,
spossata da un tour de force che avrebbe, soprattutto a livello
mentale, appesantito un po’ tutti. Del resto la storia di squadre date per morte e poi risorte
(Pavia, Brindisi, Livorno) e quella di compagini fenomenali poi
dissoltesi nella nebbia della crisi (Reggio Emilia, Jesi, Scafati)
insegna che questa LegaDue è così, fisiologicamente portata alle
sorprese, alle mini strisce, ai cambi di potere senza un senso
apparentemente logico. Passi allora la stanchezza, che si spera aver allontanato con il
richiamo atletico intrapreso durante la sosta di due settimane fa, ma
la sfiga, manifestatasi prima nel 7/7 da tre di Riley e poi nel
rimbalzo cabarettistico di Robinson, ce la si è veramente tirata
addosso. Perché l’incredibile è possibile, se Riley sbaglia solo uno di
quei tiri e se McCray fa due centimetri verso il centro per occupare
una posizione che anche al minibasket sanno che deve essere occupata se
si vuole tagliare fuori il tiratore. Due episodi maledetti, 4 punti
buttati che, conquistati, porrebbero ora la Coopsette in salvo e a un
passo dai sogni. Malizia e riscatto Manca un po’ di malizia, a qualche Granchio un
po’ troppo molle quando la palla scotta. I Crabs giocano bene, stanno
sempre li, ma nelle ultime apparizioni sono apparsi meno affamati di
inizio anno e anche un po’ troppo spuntati (26.5% da tre con Imola, 20%
a Frosinone) rispetto a quanto occorrerebbe a chi vive e muore sul
perimetro. Ora però occorrerà mangiare, pena il rischio di atroci mal
di stomaco ricorrenti. Il futuro si chiama Soresina, da affrontare con
uno Scarone che non sta bene, cosa che già basta per mettere paura ai
sognatori. Poi al 105 planerà anche Brindisi. Tutto in due settimane,
parola più o parola meno.
Alla fine, il centinaio buono di tifosi
accorsi al 105 per lo scrimmage di lusso contro la Scavolini di coach
Sacripanti, si è potuto sorbire 50’ di discreta intensità ma
soprattutto un Carlton Myers non solo presente, ma addirittura
protagonista assoluto nel “quinto quarto”, una sorta di appendice che
ha rimesso a posto le cose per Pesaro. Il Molleggiato, autore di 19 punti con diverse sospensioni
mortifere, ha ingaggiato un bel duello a distanza col più giovane
Pinton, che dopo lo 0/4 da tre (e -9 di valutazione…) in quel di
Frosinone, si è preso il lusso di metterne addirittura 21 con 6 bombe
morbidissime.
Questo, ma anche tanto altro, in un amichevole che, sommando i
parziali dei 5 periodi resettati al termine di ogni frazione, ha visto
la Scavo prevalere per 93-85, frutto però di un appendice da 23-11.
Perché fino al 40esimo i Granchi erano stati più bravi, sia dietro,
dove a tratti Sacco ha provato una zona mista interessante ma non
sempre perfetta, che davanti, dove oltre a Pinton si sono viste cose
discrete da Tommy Rinaldi, 18 punti e la conferma di una crescita
costante, e da Tomasz Kesicki, 14 tutti nella ripresa con un paio di
tiri in allontanamento stile Rebraca. Rimini ha prevalso nel primo, terzo e quarto parziale (21-17,
19-17, 22-19), mentre Pesaro ha avuto la meglio nel secondo (14-17) e,
come già detto, nel’ultimo: oltre a CM, bene anche Hicks, scuola di
piede perno di fronte al solito McCray altalenante, e l’immenso Deji
Akindele, 216 centimetri di potenza con un buon controllo. Con un Goss stranamente spuntato dall’arco (13, ma molte triple
out) e uno Zanus encomiabile ma un tantino fuori giri nei ganci da
vicino, Sacco ha dato molto spazio a Gurini (maluccio) e a Yankiel
Moreno, gambe bioniche, difesa sulla palla ecellente ma una mano ancora
molto da addomesticare. Pare proprio quello, il punto su cui insistere
col cubano, che fisicamente è già prontissimo. Perché anche Carlton, da
bimbo, non era un tiratore puro. Sai mai… Il tabellino Coopsette: Pinton 21, Goss 13, McCray 4, Rinaldi 18,
Kesicki 14, Gurini 2, De Pol 3, Moreno 4, Zanus Fortes 6, Pesaresi 2,
Strivieri. Scavolini: Zukauskas 5, Stanic 9, Hicks 20, Akindele 19,
Myers 19, Shaw 6, Van Rossom 13, Tomassini 2, Nardi, Amici, Ginaij.
Rientra oggi, in gruppo, il lungodegente German Scarone, a riposo fino a ieri per una fascite plantare che lo tormenta ormai da un paio di settimane. I Granchi si alleneranno fino a sabato compreso al 105, dove domenica (ore 18.15) è in programma una sfida importantissima contro la Vanoli Soresina, attualmente seconda in classifica a quota 28 punti (22, invece, quelli raccolti fino a qui dalla Coopsette). Qui Cremona Ieri la squadra di Cioppi ha sostenuto uno scrimmage contro l’Intertrasport Treviglio (A dilettanti). Tanti, gli assenti illustri a causa di problemi fisici svariati: Lollis soffre ancora di problemi alla caviglia e lavora a parte, Valenti ha la fascite plantare, Calabria è stato colpito da tonsillite e Mbemba è rientrato solo ieri, nel tardo pomeriggio, dalla Svezia. Tutti, comunque, sono recuperabili per la sfida contro i Crabs, anche se preoccupa non poco la fascite di Valenti, che ormai da diverse settimane non riesce ad allenarsi con continuità. Proprio come German Scarone. Infante sotto i ferri Da Reggio Emilia, intanto, rimbalza la notizia dell’avvenuto intervento a Luca Infante, ala pivot che si era infortunato al ginocchio durante le Final Four di Coppa Italia. Per lui la stagione è già finita.
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini Rimini. DA UNA PARTE Scarone fa il cronometrista, complice un
problema alla pianta di un piede che ne consiglia il riposo; dall’altra
sono out Curry e Hurd, due pedine da quintetto base di una Scavolini
Spar che si arrabatta per entrare nei playoff di serie A. Ma al di là
delle assenze, lo scrimmage andato in scena ieri pomeriggio al 105
Stadium fornisce ugualmente qualche buona indicazione a coach Sacco. La
notizia migliore è la ritrovata vena di Mauro Pinton. Perso nei meandri
di una prova offensivamente incolore pochi giorni fa a Frosinone, il
play-guardia mestrino, che ha appena compiuto 25 anni, stavolta mette a
ferro e fuoco il canestro. Per ‘Maurino’ (nella foto) ben 21 punti con
6/7 da tre. Insomma, ogni volta che alza la mano dall’arco è una
sentenza. «Speriamo che ne tenga qualcuna per Soresina...», sussurra un
tifoso in tribuna.
E IN EFFETTI se le triple di Pinton sugli ‘scarichi’ vanno è
davvero tutta un’altra musica per i Crabs, che possono aprire il campo
a piacimento. Il giocatore veneto è la nota lieta e Chris McCray quella
stonata. Oltre alle solite svagatezze, MC butta sul ferro quasi tutto
quello che tira (1/6), con l’unico ‘paniere’ che arriva in una
situazione di contropiede. Non certo la prestazione che ti aspetti da
un americano quando, da come è strutturata la Legadue, gli stranieri
possono essere solamente due.
ORDINARIA amministrazione per Goss, qualche problema in avvio per
Rinaldi contro l’atletico Akindele, poi Tommaso riesce a prendersi
buone soluzioni (8/14 dal campo per il lungo riminese). Stimoli forti
per Gurini nel duello contro quel Myers che è stato un po’ il suo idolo
in gioventù, con Carlton che ha piazzato alcuni ‘graffi’ dei suoi, pur
sbagliando qualcosa di troppo (7/17 al tiro). Un po’ intermittente
Kesicki, che è andato decisamente meglio nel suo secondo spezzone di
gara. E parecchi minuti pure per Yankiel Moreno, giocatore che potrebbe
rientrare nelle rotazioni se il piede infortunato continuerà a
tormentare Scarone.
LE SQUADRE hanno giocato 5 tempi da 10’ l’uno, col tabellone che
veniva azzerato ogni volta. Per quel che può contare, la ScavoSpar ha
finito per raccogliere qualche punticino più dei granchi (95-89 per
Pesaro). Il tabellino. COOPSETTE RIMINI: Pinton 21, Goss 13, McCray 4,
Kesicki 14, Rinaldi 18; Moreno 6, Gurini 2, De Pol 3, Pesaresi 2, Zanus
Fortes 6, Damiani, Gasparin ne. All.: Sacco. SCAVOLINI SPAR PESARO:
Stanic 9, Myers 19, Hicks 20, Zukauskas 5, Akindele 19; Van Rossom 13,
Shaw 8, Tomassini 2, Nardi, Amici, Ginaij. All.: Sacripanti. Parziali
(5 tempi da 10’): 21-17, 14-17, 19-17, 22-19, 13-25.
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