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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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SABATO 14 MARZO 2009
- La Provincia di Cremona -
CREMONA — Coopsette Rimini-Vanoli Soresina di domani (105 Stadium,
ore 18.15) è anche sfida nella sfida a ritmo di tango tra German
Scarone e Silvio Gigena, argentini di nascita, italiani di passaporto,
figli della stessa terra che hanno trovato fortuna in Italia a suon di
canestri. Li abbiamo sentiti a poche ore da una sfida chiave per
entrambe le squadre.
di Alessandro Rossi
CREMONA — «Io e German abbiamo avuto destini comuni, storie simili,
ci accumuna lo spirito, la voglia di lottare che accompagna da sempre
noi argentini». Silvio Gigena parla con affetto dell’amico Scarone,
anche se domani, sul campo, non ci sarà spazio per i sentimenti: «Cosa
dico a German? Di chiudere alla grande questa stagione, ma di prendersi
una pausa contro di noi. Vogliamo vincere in trasferta, è un momento
importante della stagione». Come stai fisicamente? «Bene, in crescita,
la primavera poi porta benefici non solo a livello fisico, ma
soprattutto a livello emotivo». Da qui alla fine vi dividono sette
gare, sette finali da giocare con quali obiettivi. «Fare il meglio
possibile, senza tabelle di marcia. Vogliamo mantenere alta la
concentrazione e l’intensità difensiva. Rialzeremo la testa solamente
al fischio finale dell’ultima partita». Quanto conta la gara con
Rimini. «Tanto, perchè vogliamo lanciare un segnale al campionato,
adesso viene il bello e il difficile». E Gigena è abituato a giocare
gare decisive. «Ci metto esperienza, intensità e garra. Mi piace il
clima da battaglia». Torniamo a Rimini e a Scarone: cosa gli invidi?
«La visione di gioco. Canestro lo sappiamo fare entrambi, certo che se
lui infila le prime due triple, dopo non si ferma più...». Chi vince
questa volta? «Che vinca Gigena o Scarone conta poco, non è un duello
di singolo, ma una partita fondamentale per gli obiettivi di entrambe
le squadre. Noi questa volta non possiamo sbagliare».
di Michele Talamazzi
CREMONA — «Ho avuto problemi al piede, ma ci sarò. Veniamo da due
sconfitte, restano poche partite, piccoli o grandi acciacchi ora si
lasciano da parte». Parole da leader, quelle di German Scarone, simbolo
dei Crabs. Quando però il discorso si sposta sul confronto indiretto
con Silvio Gigena, la voglia di scherzare prende il sopravvento.
«‘Gigio’ — attacca il play della Coopsette — è un ottimo ragazzo, che
porta sempre entusiasmo. Siamo stati tra i primi ad arrivare, insieme,
in Italia, aprendo una strada per tanti altri; forse anche perché han
visto che se Gigena riusciva a giocare bene... Scherzi a parte, in
Legadue è uno fondamentale: atipico, pericoloso a rimbalzo d’attacco,
sa aprire il campo». Cosa gli dirai prima della gara? «Gli farò i
complimenti per il premio di ‘miglior italiano’ della Final Four, anche
se è una ‘bufala’ — ride Scarone — Comunque di solito non parliamo di
basket». Rimini come sta dopo le ultime due sconfitte? «Non ci siamo
buttati giù, anzi. Abbiamo tanta fiducia, stiamo lavorando di più per
riscattarci». La Vanoli come la si batte? «E’ un’ottima squadra, specie
se gioca al proprio ritmo. Dovremo limitare Bell e non permettere loro
di far girare la palla; e se coinvolgono Lollis diventa tutto più
difficile». Il pubblico di Cremona ti ha spesso contestato. Però la tua
voglia di rivalsa sarà per la rimonta incompiuta dell’andata. «Magari
mi contestano perché vedono che ci tengo a vincere e cerco di farlo in
tutti i modi. Sì, quella rimonta rimasta incompiuta con quel mio tiro
sbagliato, grida vendetta, ma c’è soprattutto voglia di riscatto gli
ultimi due ko». ______________________________________
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini
Rimini. SMALTITA (a fatica) la rabbia per lo stop di Frosinone dopo
due overtime, la Coopsette si riaffaccia domani al 105 Stadium che
ricevere la visita di una ‘grande’ del torneo di Legadue, quella Vanoli
Soresina che occupa la seconda piazza a braccetto con Veroli, a –4
dalla lepre Varese. Lombardi che non hanno perso un colpo sulle tavole
amiche del PalaSomenzi (12-0 il bilancio, ‘fattore campo’ che è poi
scemato in coppa), mentre in viaggio la compagine affidata al pesarese
Stefano Cioppi si è fermata in più stazioni, con appena 2 blitz (su 9
tentativi) all’attivo, ultimo sorriso che risale allo scorso 23
novembre, 91-87 a Scafati. Una Vanoli che per 8 partite ha dovuto
rinunciare al suo totem da area, quel Quadre Lollis, classe ’73, che
tra i canestri europei ha giocato per club prestigiosi come Ulker
Istanbul, Aek Atene e Alba Berlino. Ma adesso l’esperto americano è
tornato al suo posto, regista occulto di Soresina, con quell’innata
capacità di smistare palla, di mettere in ritmo i compagni. Un
giocatore che vale decisamente di più rispetto a quel che raccontano le
sue pur buone statistiche (14.7 punti col 50.6% da due e il 50% da tre,
6.4 i rimbalzi). E’ un califfo Lollis e non è niente male neppure
l’altro statunitense, quel Troy Bell, 27enne guardia di 1.86, che aveva
fatto bene anche al ‘piano di sopra’ con Biella (15.6p nella stagione
passata, annata che lo vide protagonista pure a Casale). Con la Vanoli
fattura 20 punti tondi a uscita: nelle triple il 38.7% è più che
dignitoso, da due è invece passibile di miglioramenti il suo 47.4%. NOME nuovo per il basket italiano, il play è lo svedese –
originario del Mali – Rudy Mbemba, 21 anni, 181 cm esplosivi. Un
regista dinamico da 10.3p (con percentuali di tutto riguardo, 59.7% da
due e 40.8% nelle bombe) e 3.6 assist nei 27’ che Cioppi gli concede.
Un neo: i liberi li batte proprio male, 25/58, appena il 43.1%. In
posizione di ala piccola un tiratore di striscia come Dante Calabria.
Non più giovanissimo (è del ’73), il paisà ex azzurro ora sta
viaggiando meglio rispetto a un inizio di stagione per nulla
confortante. Pertanto attenzione nell’interpretare le sue cifre, che al
momento sono ancora modeste (8p in quasi 28’ col 43.5% da due e il
31.6% da tre). Il quintetto base di Soresina si completa con un giovane
lungo italiano, quel Marco Cusin, classe ’85, che è coetaneo (e più
volte compagno di squadra nelle nazionali giovanili) del riminese Tommy
Rinaldi. Per il solido centro di Pordenone, 212 cm, 7.7p (col 61.2% da
due), 5 rimbalzi e 0.7 stoppate in 22’. DALLA panchina si ritagliano buoni spazi le ali Silvio Gigena
(7.2p in 17’) e Rodolfo Valenti (8.5p in 24’), anche se quest’ultimo è
in forte dubbio per una fastidiosa fascite plantare. Nelle rotazioni
pure i ‘piccoli’ Matteo Rossetti e Luca Bernardi, nonché il lungo
Francesco Basei.
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