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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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GIOVEDÌ 26 MARZO 2009
- La Voce -
di Matteo Peppucci RIMINI – Ci mancava solo il santone croato “simil” Murat Didin, a completare il pandemonio rosetano. Dopo le dimissioni (forzate?) di Tony Trullo, ecco che a Roseto plana Niksa Bavcevic, 53enne istrionico rappresentato tra l’altro dalla Interperformance, la scuderia di Luciano Capicchioni, ex patron del Basket Rimini e tuttora proprietario del settore giovanile dei Crabs. In uscita dalla Russia, dove allenava il Saratov che con lui sul pino ha ottenuto un 9 su 9 clamoroso – la domanda sorge spontanea, ma perché è venuto via? – nel suo curriculum figurano ben 7 stagioni in Belgio, dove in due occasioni, 2002 e 2005, conquistò il titolo di coach dell’anno. “Non c’è tempo da perdere in una situazione del genere. Dobbiamo salvare il soldato Ryan e credo che ce la faremo, sono ottimista” ha detto dall’aereo che lo portava a Roseto, dove ieri pomeriggio ha diretto il suo primo allenamento: sarà meglio non fidarsi, aspettando il suo “esordio”, che avverrà proprio contro la Coopsette, di scena domenica al Pala Maggetti. La crisi rosetana In ottica Crabs, il rischio “scossa psicologica”, inutile negarlo, potrebbe anche esserci, per quel che riguarda la Seven 2007, che non vince dal 5 febbraio scorso, quando Roseto sconfisse 80-79 la Fileni Jesi. Dopo quel successo, ben 6 ko consecutivi (Pavia, Livorno, Imola e Scafati fuori, Reggio e Venezia a domicilio) e la caduta verticale in classifica: dal nono posto – con vista sui playoff – all’ultimo solitario, a meno 4 dalla quota salvezza. Insomma, quella con la Coopsette pare proprio l’ultima spiaggia, anche se dopo il match con Rimini Lloreda e soci avranno un altro impegno interno contro Sassari: in una situazione di “acqua alla gola” come questa, di solito si tende a stringersi, ma le ultime prestazioni della Seven, che ha incassato una media di 90 punti nelle ultime 3 sconfitte, lascia pensare che anche lo spogliatoio non sia più compatto come ad inizio stagione. In questo senso l’avvento di Delonte Holland, talentuosa ala ex Virtus Bologna e Varese con almeno 30 punti nelle mani ad incontro ma in palese ritardo di condizione atletica che ha rimpiazzato il panamense Pinnock, si è rivelato fin qui un boomerang devastante: in 29’ di media Holland ha messo assieme 16 punti per gara (con 12 tiri a match), perdendo però quasi 5 maniglie ad allacciata con una valutazione media di 7.7. L’occasione dei Crabs Rimini può mettere la parola fine, al 99%, sulla questione salvezza: un successo, di fatto, porterebbe a 8 punti il vantaggio in classifica su Roseto, col 2-0 negli scontri diretti (Granchi vincenti 88-70 all’andata) che significherebbe un +10 virtuale irraggiungibile dagli abruzzesi con solo 4 partite da giocare. Considerando che Imola, attualmente penultima a quota 20, giocherà a Frosinone contro Veroli, è palese l’occasione che la Coopsette non può permettersi di fallire: è il match della svolta definitiva, quello che può darti gas ed entusiasmo anche in ottica playoff, ma soprattutto quello che chiuderebbe una volta per tutte le paure di risucchio. Non si dovrà commettere lo stesso errore fatto il 22 febbraio scorso al Flaminio contro l’Aget, quando di fatto si resuscitò una squadra quasi morta: per roster, gioco fin qui espresso e condizione psicologica, Scarone e compagni hanno il dovere di giocarsi il match point come se fosse una finale scudetto. Bavcevic o non Bavcevic.
Uno a Reggio Emilia, l’altro a Soresina.
Alla fine della fiera, i Filloy Brothers sono tornati tutti e due in
LegaDue, e sta a vedere che magari ci sarà anche modo di ritrovarli da
avversari, magari nei playoff, dopo tutti i loro trascorsi riminesi.
Se però Demian, che si allena da una settimana con la Trenkwalder
di Ramagli, non è ancora stato ufficialmente tesserato, ieri è arrivato
il nero su bianco per Ariel, il più piccolo dei due, che finirà la
stagione nella Vanoli di coach Cioppi e di Quad Lollis. In un
comunicato diramato ieri, infatti, la società del presidente Triboldi
annuncia l’accordo sino al termine del campionato “con estrema
soddisfazione”. Ariel, playmaker puro di 22 anni appena compiuti (è
nato l’11 marzo a Cordoba) e visto dal 2004 al 2008 in casacca Crabs
(Demian se ne andò un anno prima, a Montegranaro), è comunque un
giocatore di formazione italiana, e proviene – in prestito –
dall’Armani Jeans Milano, dove a dire il vero non è mai stato preso in
considerazione da coach Piero Bucchi. In 17 presenze, solamente due volte è andato a referto, giocando
in totale 4 minuti, il tempo per prendersi due tiri (sbagliati),
arpionare 1 rimbalzo, subire 1 stoppata e perdere due palloni. Di mezzo
c’è stato anche un infortunio alla mano, ma forse, il nostro, non era
ancora pronto per la serie A.
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