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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDì 30 MARZO 2009
- La Voce -
di Matteo Peppucci ROSETO – Nessun Venerdi 13, nessuna resurrezione ricorrente. Chi era a un metro dalla grandine ci è finito sotto, chi invece era a un millimetro dal sole, adesso se ne sta in costume a bere un aperitivo che sa di serenità quasi definitiva. La Coopsette ce la fa, a piantare il benedetto chiodo sulla bara rosetana, una salma che aspettava solo di essere cremata anche se a fuoco lento, senza artifizi particolari, ma soprattutto a livello mentale. Rimini vince nettamente una brutta partita, ma la vince perché è più forte, e nonostante dal 25’ si trovi in una difficile situazione a livello di falli: di Scarone e McCray, le zampate finali su un match che però non ha avuto un padrone, ma piuttosto una squadra – Rimini – conscia di quel che si giocava. Da oggi, possiamo dirlo, la terrazza è con vista sui playoff. La partita Più che la tensione, il quintetto rosetano pare soffrire, in avvio, della classica “poca voglia di difendere”, per lo meno a giudicare dalla marcatura (!) di Delonte Holland su German Scarone. Il gaucho lo sa di concetto, e gli spara subito due triple in uscita dal pick & roll che proiettano i Crabs verso il piano partita di Sacco (4-12 al 4’). Peccato che Rinaldi (subito due falli su Lloreda) e McCray si bevano due rigori da 1 millimetro, mentre di la il buon Delonte di voglia pare averne, così come Ruini, che conferma il suo odio immotivato verso Rimini. Lo 0-7 (11-12 al 6’) lancia la volatona globale, perché si andrà di leggera supremazia biancorossa fino al the caldo: con Goss che non fa male e una difesa che può far poco sui confetti di Delonte 1 contro 5, Roseto resta attaccata pur parendo poca cosa, e quando Holland rovina sulla testa di Gurini, sorpassa addirittura (29-28 al 12’). Sacco gira tutta la panchina, Moreno escluso, ma per due cose buone di McCray (lay up e stoppata su Delonte con contropiede annesso) se ne vedono tre cattive di Kesicki, che Ringstrom attacca battendo quasi per definizione. Quando Lloreda esce per una leggera scavigliata, Piero Bianchi da il proscenio a Max Monti: sono Pinton e McCray, con le due classiche triple della casa (38-42 al 18’), a far fruttare però un minimo di vantaggio nella nebbia di una palleggite che non rispecchia quanto fatto vedere contro Brindisi. Anche perché se tiri 4/15 da tre, dei quali almeno 13 non contestati, non ti basta nemmeno un tenue predominio del pitturato. Nonostante sia stata tenuta a galla, la Seven 2007 non pare rientrare dal tunnel convinta: Lloreda resta seduto, Holland invece è irritante nel giocare per i cavoli propri, senza nessun rispetto per i giochi. E’ fisiologica, quindi, la fughetta Coopsette, che se ne va quando Goss si sveglia: 6 punti in striscia dicono 50-55 (26’), poi Delonte si piglia un tecnico per proteste e Rimini, finalmente, punisce. De Pol si ricorda di saper tirare e manda al manicomio un Lloreda di nuovo del match ma senza difesa: è il +10, un 52-62 (30’) che pare mezza sentenza anche se Max Monti e Nello Lorenzetti danno qualche cenno di volontà e grinta e Zanus se ne va per falli poco prima di Kesicki. Dopo 3 minuti di nefandezze che vi evitiamo, lo schiaccione di Monti vale poco (56-64 al 34’), perché De Pol mette 4 liberi di ghiaccio e poi, quando serve l’ultimo chiodo, ci pensano McCray e German Scarone, con tre triple ignorantissime, a sprofondare la Seven all’inferno (59-76 al 37’). Finisce emotivamente qui, anzi no, perché al suono della sirena si scatena la rabbia dei tifosi abruzzesi, che se la prendono con Holland. La polizia riesce ad evitare il contatto per questione di centimetri, ma Delonte stamattina sarà già negli States: quel che conta, per Rimini, è quel referto rosa che dice 8 punti di vantaggio su Roseto e 6 su Imola, a sole 4 giornate dalla fine. Missione compiuta, contro Pistoia parte l’assalto ai playoff. Tv Stasera, alle 20.55, il match sarà visibile su E’Tv Romagna e Icaro Tv, prima di Calcio.Basket dove sarà ospite Phil Goss.
SCARONE 7 Odora il sangue fin da subito, tanto che apre con due triple di avvisaglia: nel mezzo, una gestione oculata dei vantaggi e pochi personalismi (6/10, 7 rimbalzi, 3 assist), fino alla doppia coltellata al cuore, letale, proprio nel momento in cui doveva esser portata. The Undertaker. GOSS 5.5 Partita difficile, alla ricerca di una tripla che non entra e non si sa perché (5/14 al tiro e 0/5 da tre) e di un ritmo spezzettato da troppi falli anche evitabili. Si accende giusto un attimo, e basta e avanza per scappar via. Lampeggiante. PINTON 6.5 Bravo Maurino, che capisce la sua funzione e la esegue senza eccessi di zelo: Delonte Holland va in avaria totale proprio grazie a lui, per il resto è ordinaria amministrazione (1/1 da tre, 1 recupero). Subuteo. DE POL 6 L’essenza di un successo utile ma poco bello è lui: sbuffa e si picchia a volte con Lloreda e a volte con Pazzi, trova tiri liberi e una tripla, quella del 52-62, decisamente fondamentali (1/4, ma 6/6 in lunetta), ma alle volte finisce gambe all’aria quasi senza un motivo preciso. Traffic. MCCRAY 6 In mezzora di fine marzo fa vedere ciò che è: uno che può stoppare Holland, può mettere una tripla chirurgica e permettersi gli occhi di dietro (5/12, 7 rimbalzi e 7 assist), ma anche un pazzoide che perde palla da solo e sbaglia appoggi da un millimetro. Più che inaffidabile, oserei dire imprevedibile. Cruciverbone. ZANUS 5.5 Un gancio sulla testa di Lloreda, e 5 falli. Il tutto, in soli 8’. Beh, almeno la media è scesa. Scala mobile. RINALDI 6 Servivano sostanza e clava, e Tommy ce le mette: stavolta la retina fruscia meno (0/5 al tiro, 5/6 ai liberi), ma il contorno è molto più calorico dell’hamburger (9 rimbalzi, 6 falli subiti). Fatti, non finezze. GURINI 6 Holland gli vomita addosso 7’ indifendibili: ha poche colpe, e comunque attacca bene la porta di dietro (2/3), quella che Delonte non sa nemmeno dove sia. Cù cù. KESICKI 5.5 Comincia pure bene, però battezzato la mette dentro quasi mai (3/9, 0/3 da tre), mentre la dietro tira giù qualche mattone però si fa anche strisciare il fianco ora da Ringstrom ora da Pazzi (3 perse). Insomma, non da Charles Barkley. Sofficino.
ROSETO (ma.pep) – Non era semplice, in un contesto “morente” come quello rosetano, concretizzare una superiorità apparsa a tratti evidente e anche un tantino imbarazzante. Alla fine, però contavano solo i 2 punti, e questi Granchi li hanno presi senza tanti patemi d’animo. “Mi è piaciuto l’atteggiamento del gruppo, nessuno ha fatto una partita straordinaria ma tutti hanno portato il loro contributo – attacca Giancarlo Sacco - Ci siamo trovati, a causa dei problemi di falli, in una situazione difficile, con quelle triple spacca partita che non entravano, ma siamo rimasti comunque mentalmente nel match. Holland? Impossibile fare 40’ come lui ha fatto i primi 10’, ma credo che fisicamente non sia al meglio. Ci abbiamo messo sopra Pinton, alla fine, per dargli fastidio sul palleggio”. Se Rimini avesse convertito almeno 2 o 3 bombe aperte nel primo tempo, probabilmente il match si sarebbe chiuso già alla pausa lunga. “Si, nel primo tempo ma anche nel secondo non abbiamo sfruttato dei momenti a noi propizi, sbagliando dei tiri che ci appartengono, anche se è stata una partita strana, direi insolita. Poi non ci siamo sempre abituati ad avere qualcuno che fa il partitone, un mattatore designato, e invece stasera senza avere un risolutore particolare siamo riusciti a portar via un match difficile dove loro si giocavano la salvezza. Tutta una serie di cose che non si erano presentate tutte insieme”. A 4 giornate dalla fine, la dote su Imola sale a 6 punti che diventano 8 con la differenza canestri favorevole nello scontro diretto. La salvezza pare roba fatta, adesso per i Crabs potrebbe cominciare un altro campionato, rivolto però verso l’alto. “Non ci poniamo limiti, ma quando ero arrivato qui la squadra era ultima in classifica per cui l’obiettivo prioritario era e rimane la salvezza, che non è ancora matematica. La dote può essere anche sufficiente, ma non mi interessa: abbiamo compiuto un bel passo avanti, ma mancano 4 partite e le giocheremo tutte alla morte perché io non sono uno che si accontenta”. Anche Renzo Vecchiato è accorso in sala stampa per svelare una dedica speciale. “Oggi per noi era una partita fondamentale, dedichiamo la vittoria al presidente Braschi che ce l’aveva espressamente richiesta”. _________________________________
- Il Resto del Carlino -
SEVEN 2007 67 - COOPSETTE 79
SEVEN 2007 ROSETO: Ruini 18 (3/6,3/5), Borsato 5 (1/2,1/5),
Ringstrom 5 (1/3,0/2), Fulvio (0/2,0/3), Lorenzetti 2 (0/2,0/1), Pazzi
6 (3/5,/), Lloreda 10 (3/6,/), Lagioia 3 (/,1/2), Monti 2 (1/4,/),
Holland 16 (5/13,2/5). All. Bianchi.
COOPSETTE RIMINI: Scarone 17 (2/3,4/7), Goss 12 (5/9,0/5), Yankiel
ne, Pinton 4 (/,1/1), De Pol 9 (0/2,1/2), McCray 15 (3/6,2/6), Zanus
Fortes 2 (1/1,/), Rinaldi 5 (0/5,/), Gurini 6 (2/3,/), Kesicki 9
(3/6,0/3). All. Sacco.
Arbitri: Aronne, Bertelli, Ciano.
Parziali: 19-22, 41-44,52-62.
Note - Tiri da 2: Roseto 17/43, Rimini 16/35. Tiri da 3: Roseto
7/23, Rimini 8/24 . Tiri liberi: Roseto 12/21, Rimini 23/27. Usciti per
cinque falli: Zanus Fortes e Kesicki. Spettatori 2.000.
Roseto. LA COOPSETTE Rimini domina Roseto ed esce vittoriosa dal
Pala Maggetti in un incontro in cui, pur non brillando, è riuscita a
gestire situazioni poco usuali come il carico di falli dei suoi lunghi
e la scarsa precisione dei suoi esterni. Con questo successo Rimini
condanna praticamente alla retrocessione la Seven 2007, staccando per
sé un piccolo pezzetto di play-off. Non era una partita facile, bravi i
ragazzi di Sacco a non perdere mai la testa, nemmeno quando Holland
sembrava immarcabile. Nessuno in casa Rimini ha fatto gli straordinari
ma questo è stato sufficiente a mettere in cassaforte due punti
preziosissimi in chiave play-off.
NEL PRIMO quarto Lloreda ottiene subito il primo punto su tiro
libero ma Scarone replica immediatamente con una bomba da quasi 8
metri. Roseto non riesce a tramutare i possessi in punti, e favorisce
così il gioco della Coopsette. I padroni di casa hanno una fiammata, ma
gli uomini di Sacco con Kesicki spingono indietro gli avversari.
Scarone in penetrazione ottiene il 19-22 che segna la fine del periodo.
L’unico che crea problemi alla difesa di Sacco è Lloreda, ma la sua
scarsa precisione nei liberi limita l’impatto dei falli commessi in
difesa dalla Coopsette.
NEL SECONDO quarto dopo il canestro di Goss, Roseto agguanta la
parità, poi si sveglia all’improvviso Mc Cray che mette la museruola a
uno scatenato Holland e inchioda due schiacciate di fila, la seconda
dopo aver rubato palla proprio all’americano, 29-34 e 0-6 di parziale.
Con Lloreda fuori per infortunio Rimini accelera e va sul 38-42.
All’intervallo si arriva sul 41-44 con la Coopsette paga la serata no
di Goss dall’arco ma trova in Scarone il suo punto di forza. NEL TERZO quarto la Coopsette sale subito a +7, con Goss, e
l’unico cruccio per Sacco è la situazione falli dei lunghi. Quando le
cose sembrano complicarsi (Zanus Fortes out per falli) arriva un
aiutino dalla terna, infrazione in palleggio per Holland e tecnico
all’americano, con Goss che non sbaglia i liberi. De Pol azzecca anche
la bomba e per Rimini è +10, 52-62.
NELL’ULTIMO quarto la musica è la stessa. Padroni di casa in
affanno nel concretizzare e Coopsette un po’ sciupona ma attenta a non
dilapidare il margine ottenuto. Malgrado l’uscita contemporanea di
Zanus Fortes e Kesicki, sotto i tabelloni non si soffre. Se poi in
oltre sei minuti gli avversari fanno solo 4 punti è difficile farsi
scappare la partita di mano e difatti gli uomini di Sacco se la tengono
ben stretta, allargando il margine e festeggiando a fine partita il
67-79.
A FINE gara è visibilmente soddisfatto
coach Giancarlo Sacco. I suoi ragazzi hanno saputo gestire la gara,
portando a casa due punti importantissimi in chiave play-off, un
risultato ancor più straordinario se si pensa che quando giunse sulla
panchina dei Crabs, Sacco trovò la squadra in ultima posizione. Non vuole ancora sentir parlare di spareggi promozione
l’allenatore di Rimini: il tecnico preferisce guardare indietro, con un
pizzico di modestia forse eccessiva, visto che alle sue spalle Roseto
appare già con un piede e mezzo in B1 e Imola non sembra messa molto
meglio. Questa l’analisi della partita contro la Seven 2007.
«SIAMO stati bravi a non perdere mai la testa —, osserva Sacco,
—tutti hanno dato il loro contributo. Se guardiamo i tabellini,
eccettuato il grande finale di Scarone, non c’è un ragazzo che spicca
sugli altri. È stato un successo del collettivo». Eppure, guardando
alla situazione falli dei lunghi, già complicata a metà gara, tutto
lasciava presagire una seconda parte dell’incontro di sofferenza sotto
i tabelloni: «Non eravamo abituati certamente a giocare con questo
fardello. Marcare Lloreda è stato molto complicato, una volta che
abbiamo trovato le giuste misure siamo stati abili nel limitarlo e di
conseguenza a togliere uno sbocco importante per il loro attacco». OLTRE a mettere la museruola a Lloreda, in difesa si è riusciti a
disattivare Holland, autore all’intervallo di uno stratosferico 7/10
dal campo. «Negli spogliatoi ho detto ai ragazzi che se Holland
continuava su quei ritmi per 40 minuti loro vincevano la partita con
pieno merito. Per fortuna lui è calato fisicamente e noi ne abbiamo
approfittato. Forse ha anche sofferto la marcatura di Pinton che è un
piccolo e magari gli ha dato fastidio in alcuni movimenti di
avvicinamento al canestro». Due parole le spende anche Renzo Vecchiato:
«Questa vittoria la dedichiamo al presidente, che ci aveva chiesto un
regalo quando ci è venuti a trovare venerdì». _________________________________________
- Il Centro -
di Giorgio Pompon ROSETO-RIMINI 67-79
ROSETO: Ruini 18, Borsate 5, Ringstrom 5, Fulvio, Lorenzetti2.
Pazzi 6, LIoreda 10, La Gioia3. Monti 2, Holland 16. Coach:Bianchi.
RIMINI: Scarone 17, Goss 12, Yankiel n.e., Pinton 4, De Poi 9,
McCray 15, Zanus Fortes 2, Rinaldi 5, Gurini 6, Kesicki 9. Coach:
Sacco.
ARBITRI: Aronne, Bertelli e Ciano.
PARZIALI: 19-22; 41-44; 52-62;67-79.NOTE: Spettatori 2.400 circa.
Tiri Liberi: Roseto 12/21, Rimini 23/27; Tiri da tré: Roseto 7/23,
Rimini 8/24. Rimbalzi: Roseto 44 (15 offensivi), Rimini 40 (9
offensivi).
ROSETO. Facce da retrocessione! Quelle della Seven 2007 Roseto,
che contro Rimini (67-79 il finale) perde la settima partita
consecutiva, la faccia e, molto probabilmente, anche la LegaDue.
Facce da retrocessione lasciate (giustamente) in panchina negli
ultimi due minuti, quando con Rimini saldamente padrona del match
(61-79) il coach Piero Bianchi (il croato Bavcevic era in tribuna per
ritardo nel tesseramento) ha saggiamente lasciato il campo a Monti e
Lorenzetti, gli unici due capaci di giocare con il sangue agli occhi
come la sfida da ultima spiaggia imponeva, oltre che a Borsato, Ruini e
Pazzi. Facce da retrocessione e scene poco edificanti a fine partita,
che si potevano evitare: Fulvio discuteva a brutto muso con alcuni
dirigenti, Holland cercava addirittura il contatto con alcuni tifosi
che lo stavano contestando, al pari di tutta la squadra, nei pressidel
tunnel che conduce agli spogliatoi.
Esasperazione, rabbia, delusione. Sono gli ingredienti che hanno
avvelenato una stagione che poteva significare la rinascita della
pallacanestro a Roseto e che, invece, potrebbe sancirne la definitiva
scomparsa.
L'aritmetica, il freddo calcolo, tiene ancora in vita le speranze
di Roseto, con quattro partite ancora da giocare, ma è Roseto che ha
smesso di crederci, da troppo tempo. E la sensazione è che la frattura
tra la società e i giocatori sia ormai insanabile. Contro Rimini, la
Seven è durata 20 minuti, grazie al buon impatto di Ruini (8 punti nel
primo quarto, 18 alla fine) e di Holland (16 punti a metà gara e 7/10
dal campo, O punti dopo l'intervallo e 0/8), ma senza mai dare
l'impressione di poter prendere un minimo di vantaggio (19-22 al 10',
41-44 a metà gara).
Quello che nessuno — tifosi e addetti ai lavori che siano —
riuscirà a capire perché al rientro sul parquet bisognava attendere 5
minuti per vedere il primo canestro rosetano (Pazzi), e il parziale di
11-18 mandava Rimini in vantaggio di 10 (52-62) alla penultima sirena.
Poi nulla che vale la pena di essere raccontato, se non che la Seven 2007 Roseto, oggi, è con un piede e mezzo in serie B.
Il Sassari è l'avversario del prossimo impegno di campionato,
sempre in casa. Ma a questo punto della stagione, e visto ciò che è
accaduto ieri, il dubbio è vedere chi si ripresenterà domani alla
ripresa degli allenamenti. Il rischio è che si assista a una fine
ingloriosa e anticipata.
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