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CLASSIFICA
TeamPts
Enel Brindisi42
Banco di Sardegna Sassari36
Fastweb Casale Monferrato36
Prima Veroli36
Trenkwalder Reggio Emilia36
Snaidero Cucine Udine34
Carmatic Pistoia32
Miro Radici fin. Vigevano32
Bialetti Scafati28
 EDILIZIA MODERNA RIMINI28
 Aget Imola28
 U.C.C. Casalpusterlengo24
 Paul Mitchell Pavia24
 Umana Reyer Venezia22
Fileni Jesi22
AB Latina14
IL SONDAGGIO
Chi è stato l'MVP della stagione dei Crabs?

Giacomo Gurini
German Scarone
Carlton Myers
Ndudi Ebi


NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDÌ 31 MARZO 2009


- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
RIMINI – I presunti santoni servirebbero a noi, per capire se c’è un futuro, se i rumors che si inseguono in questi giorni hanno un qualche fondamento, per districarsi meglio in una situazione che da più parti sembra migliorata ma dall’unica parte che conta, quella del presidente Adriano Braschi, è sempre stagnante. Anzi, tendente all’inquietante.
La vittoria di Roseto, che di fatto ha sancito la salvezza “sportiva” dei Crabs, perché con 6 punti di vantaggio su Imola a quattro turni dalla fine manca giusto la matematica (se domenica prossima si vince con Pistoia arriverà pure quella, ma anche se Imola perde a Casale, ipotesi tutt’altro che impossibile), è stata dedicata dalla squadra intera proprio a Braschi, che la scorsa settimana, in un incontro col gruppo al completo, aveva espressamente chiesto un exploit in Abruzzo per rasserenare una volta per tutte la classifica.
“Contento? Si, a livello sportivo non posso che esserlo – parla proprio il ‘pres’ – Sono stati bravi, non era semplice vincere così nettamente in un ambiente del genere, ma io avevo fiducia così come ne ho sempre avuta da inizio stagione, anche quando dopo 6 giornate eravamo ultimi in classifica. L’avevo detto che la squadra valeva la salvezza, direi che ci ho azzeccato”.
Il bilancio è tutto sommato positivo, se è vero che il 10 novembre, giorno nel quale fu esonerato Massimo Galli per ricorrere ai servigi di Giancarlo Sacco, in pochi potevano pensare che nel giro di breve Rimini sarebbe uscita dalla zona retrocessione e poi, in seguito, sarebbe stata capace di salvarsi a 1 mese dal gong della regular season.
“La squadra ha sempre giocato un buon basket, e nonostante qualche fisiologico momento difficile, come le tre sconfitte in fila prima della vittoria su Brindisi, ha sempre remato dalla stessa parte. Siamo al 50% delle vittorie e delle sconfitte, mi piacerebbe chiudere in positivo e magari togliermi qualche soddisfazione ai playoff”.
Una parolina magica che stride un po’, però, con la situazione societaria. Ma facciamo il punto. Da un paio di settimane i rumors dicono che qualche imprenditore locale, caldeggiato anche dall’amministrazione, paia essere interessato a delle quote di Rimini Sport Srl, la public company che fa capo al Basket Rimini ma non solo.
Tra questi, si fa pure il nome di Giorgio Corbelli, santarcangiolese doc e proprietario di Telemarket, società di comunicazioni già sponsor storico del Baseball Rimini.
“Sono solo voci buttate li – indietreggia Braschi – perché qui servono soldi veri, e noi in questo momento non li abbiamo. E’ vero che entro il 15 di aprile avremo un incontro con diversi imprenditori della zona, contattati sia dal sottoscritto che dall’amministrazione comunale. Ci siederemo ad un tavolo, e vedremo se c’è l’interesse di salvare il basket. Perché altrimenti il rischio chiusura è pressoché certo. Corbelli? Al momento non è previsto che venga a questo incontro, ma non è detto che poi non si presenti”.
Ricapitolando: la società annaspa, si parla di circa 600 mila euro necessari solamente per chiudere la stagione, e di altri fondi per programmare la prossima. Senza quei soldi, addio basket.
“Esatto, il quadro è questo. Al momento la situazione è tragica, ci sono un sacco di problemi compreso il pagamento degli stipendi dei giocatori, che sono al corrente di tutto. Possiamo solo sperare”.

Dodici vittorie, delle quali addirittura sette conquistate on the road, e 8 sconfitte, comprese quelle di Cremona (con Soresina) e Frosinone (con Veroli), in pratica secchi riempiti fino all’orlo e poi calciati così, in maniera incredibile.
Con una marcia che proiettata su 26 giornate sarebbe stata da alta classifica, Giancarlo Sacco è riuscito a salvare i Granchi mostrando a tutta l’Italia della LegaDue un basket a tratti spettacolare e comunque sempre molto intenso ed esteticamente valido. E’ la realtà dei fatti, e gli va reso merito di essere stato uno degli artefici principali di una salvezza fortemente meritata da un gruppo coeso e unito, che anche a Roseto ha dato l’idea di sapere bene cosa servisse per vincere.
Pochi fronzoli La teoria del vino non annacquato, massima che rende in pieno il credo di Sacco, si è materializzata ancora una volta e forse, proprio nella serata più importante, è apparsa chiara come non mai. Perché i Crabs, al Pala Maggetti, non sono stati belli da vedere. Tanti errori (16/35 da due, 15 palle perse, 5 stoppate subite), diverse scelte cervellotiche, il mancato affogamento del match nel primo tempo, quando si poteva già chiudere la questione.
Però alla fine si è vinto, largamente tra l’altro, e lo si è fatto dando la sensazione di avere sempre la gara in mano, dal 1’ al 40’ per intenderci. Sfruttando un maggior peso tecnico e una condizione atletica nettamente superiore, Rimini ha giocato al gatto col topo chiudendo – ma va? – con tre triple strisciate, firmate McCray – Scarone – Scarone (8/24 dall’arco). La buona difesa su Holland e Lloreda ha fatto il resto, anche perché oltre a loro, al solito Ruini e all’ardore di Max Monti, la Seven 2007 è parsa onestamente di una pochezza disarmante.
German il magnifico Sarà anche stucchevole, ma è sempre così. Quando le indirizza e le gestisce lui, le partite, in linea di massima Rimini vince. Senza star qui a contare il numero di match uccisi proprio quando andava fatto (Livorno, Pavia, Varese, Casale, Brindisi, Roseto), la sua leadership è talmente evidente che poi il resto viene di conseguenza. Sta di fatto che pur con un Goss da sufficienza stiracchiata e un McCray volitivo e lavoratore anche dietro ma ancora altalenante per come fa e disfa nel giro di uno stesso possesso, questa squadra ha una sua identità, e non è stata mai seviziata da nessuno. Solo il ko casalingo con Veroli è da annoverare nel campo delle batoste. Per il resto, si è sempre venduta carissima la pelle.
Progetti Detto, a rigor di aritmetica, che battere Pistoia significherebbe, risultati dagli altri campi o no, la salvezza matematica, adesso è il momento di osare. Perché Sacco, due stagioni fa a Pavia, in una situazione analoga portò l’Edimes alla finale playoff: per arrivarci dovrebbero bastare 30 punti, la differenza è che, oggi, una corazzata come la Scavolini dei fenomeni non c’è.

Dopo la meritata giornata di riposo concessa ieri alla squadra, Giancarlo Sacco ritroverà i suoi Crabs oggi, al 105 Stadium, a partire dalle 17: la settimana che porterà allo spareggio playoff contro Pistoia (e che può sancire la matematica certezza di una salvezza comunque ormai raggiunta) proseguirà domani e giovedì sempre al 105, mentre venerdì e sabato la Coopsette si sposterà al Flaminio. Previsto il solito impiego part time di German Scarone, da “adoperare con moderazione” visto il problema al piede che è sempre presente.
Provvedimenti disciplinari Mano pesante del giudice sportivo nei confronti della Fileni Jesi, multata di 2.000 mila euro per “invasione del campo di gioco commessa da individuo isolato a fine gara con tentativo di aggressione nei confronti del 3° arbitro”, con deplorazione per Michele Maggioli a causa di “comportamento irriguardoso nei confronti degli arbitri a fine gara”. 1.600 euro l’ammenda inflitta alla Seven 2007 Roseto, “per offese e minacce verbali collettive frequenti del pubblico agli arbitri anche sporgendosi dalle transenne, e per lancio di oggetti non contundenti (palle di carta) collettivo e frequente, senza colpire”. Pistoia e Sassari, sempre per analoghe questioni, multate rispettivamente di 1.000 e 733 euro.

La classifica rimane spaventosamente raccolta attorno a un nucleo centrale di ben 10 squadre (da Sassari, quinta, a Brindisi, 14esima) racchiuse nello spazio di 2 miseri punti: per i playoff, insomma, sarà guerra globale senza esclusione di colpi.
Quasi alla metA Superato lo scoglio Casale, la predestinata Varese (36) mantiene 4 punti di vantaggio su Veroli (30), ultima lepre rimasta alla rincorsa di una Cimberio che pare ormai proiettata alla A. Il calendario però caldeggia le speranze ciociare, perché il Pilla deve andare a Reggio Emilia e a Soresina, oltre ad affrontare Brindisi in casa. Per evitare che lo scontro diretto dell’ultima giornata diventi decisivo (all’andata vinse Veroli…), servirebbe un 3/3, visto che la Prima farà probabilmente l’en plein (Brindisi fuori, Roseto e Jesi in casa).
Tagliate fuori, invece, sia la Vanoli (30) che Casale (28), con record fuori casa (rispettivamente 3-10 e 3-11) che non possono essere di chi ambisce al bersaglio grosso. Per loro, adesso, si tratta di accaparrarsi la migliore griglia playoff possibile.
Guerriglia Sassari (26) ha il calendario migliore, mentre Jesi (26, dopo il 9-3 iniziale, 4-10 negli ultimi 3 mesi), pare in difficoltà anche se figlia di se stessa come i Crabs (26), ai quali dovrebbe bastare battere Pistoia e Livorno in casa per centrare il bersaglio. Proprio Livorno (26) è arbitra di se e degli altri, dovendo affrontare tutti scontri diretti, mentre Pavia (26) pare in forma splendida anche se forse un 2 su 4, con tanti scontri diretti sfavorevoli, potrebbe non bastare. Scafati (26) non ha un bel calendario (trasferte a Casale e Pavia) ma è in striscia da due turni.
Passando uno scalino sotto, Reggio Emilia (24) si gioca tutto nelle prossime due (in casa con Varese e poi a Sassari, non semplice), mentre Venezia (24), risorta con 3 successi in fila, e Pistoia (24), a un nulla dall’agognata salvezza, sognano il 3 su 4 difficile ma non impossibile.
Alla frutta Sembra segnato, il destino di Imola (20) e Roseto (18). L’Aget non mollerà, ma per farcela servono almeno 3 successi su 4, con un calendario davvero duro. Riguardo agli abruzzesi, basta la faccia mostrata contro Rimini a far capire che non c’è più speranza.



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