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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDÌ 20 APRILE 2009
RS - La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci SCARONE 6 Sente la partita a livello viscerale, sa di essere il
leader del gruppo, e la cosa lo porta spesso a strafare, a forzare
scelte addirittura oltre il suo limite (7/15 al tiro, 5 perse, 4
rimbalzi). Qualche lampo indirizza la via, poi però nel finale guarda
dalla panca i suoi figliocci che la vincono, ed è il più felice del
mondo. Overbooking. GOSS 6 E’ in debito, ha tirato la carretta per una stagione
intera e lo si vede dalla poca brillantezza per la quale non gli
riescono le “sue” cose (3/13 al tiro, 0/5 da tre, 4 recuperi e 4
assist). Lo capisce, e allora si mette a raspare il sommerso lasciando
a McCray le chiavi del palcoscenico. Una notte al museo. PINTON 5.5 Mezzo voto in più di stima e simpatia: Maurino ne
azzecca veramente poche (1/6, 0/5 da tre, 2 assist), rifiuta tiri
aperti e pare spesso su Marte. Però, alla fine, c’è anche lui nei 5 che
si guadagnano il 90% dei playoff. Fuori banda.
MCCRAY 8 Ringraziamo chi ce lo ha riportato al 105, perché era da
18 lustri che ci mandavano il cugino scarso e sono cose che non si
fanno. Attacca il mezzo, spara bombe micidiali, difende come un pazzo,
salta e sollazza come se ci fosse solo lui nel cuore dell’area (9/13,
13 rimbalzi, 6 recuperi, 3 assist e 41 di valutazione). Tenetelo
rinchiuso, non vorremmo che fuggisse di nuovo…Prison Break. RINALDI 8 La serie A, e anche la Nazionale se continua così,
cominciano a diventare due “cosette” possibili. Distrugge Bagnoli
scherzandolo in ogni modo possibile (6/8, 8 rimbalzi, 7 falli subiti, 5
recuperi e 5 perse), prende sfondamenti di “guarasciana” memoria,
dispensa leadership in quantità. Debordante. KESICKI 6 Dopo una settimana a letto col termometro in bocca non
gli si poteva chiedere di più, e ridendo e scherzando leggi di 9
rimbalzi dei quali 1, offensivo, chiave di volta del match.
Tachipirina.
GURINI 8 Fate una cosa, prendete tutti i passaportati e i finti
italici che rubano lo stipendio in A e LegaDue e fategli vedere cosa
vuol dire “lavorare”. Il Guro non ha le molle nei piedi ne la poesia
nelle mani, il Guro fa equazioni lineari, fa canestro quando conta, fa
impazzire di gioia chi ama questo sport. Uno su mille.
Adriano Braschi, dalla lontana Grecia,
aveva chiesto una vittoria per poter tornare al 105 in occasione dei
playoff. I suoi Granchi lo hanno preso in parola, sfoderando un
autentico capolavoro tattico, mentale e di entusiasmo.
“Siamo molto contenti di questa vittoria – prende la parola in
primis Renzo Vecchiato - ora dovremo fare tutti i calcoli ma siamo
felici di aver accontentato la richiesta del nostro presidente. In
settimana cercheremo quasi sicuramente un altro giocatore, visto
l’emergenza con la quale purtroppo dobbiamo convivere”. Un lungo, italiano ma più probabilmente passaportato (si può
agire solo sugli svincolati, oppure sul mercato europeo o mondiale),
per compensare l’assenza definitiva di Zanus e i grossi problemi di De
Pol. Tornando alla grande vittoria su Livorno, la scena è anche e
soprattutto per Giancarlo Sacco, artefice maximo di una serata
bellissima. “Non sono meravigliato, ma contentissimo per l’anima con la quale
abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo – dice il coach – Senza De
Pol e Zanus era terribilmente difficile, ma il gruppo ha lavorato
ottimamente e quello che avevamo preparato è stato fatto alla
perfezione. La tattica dei 4 piccoli era obbligata: dovevamo
costringere loro ad adattarsi a noi, e ce l’abbiamo fatta. La chiave è
stata quella, la lotta a rimbalzo si è pareggiata e abbiamo potuto
correre bene, nonostante percentuali non nostre da 3 punti”. E il quarto piccolo in questione assume proprio le sembianze di C-Mac, redento nel momento più importante della stagione.
“Per me il vero McCray non è tornato, ma è arrivato adesso –
continua Sacco – visto che non lo avevo ancora visto. Sono ancora più
arrabbiato con lui dopo il match di stasera, perché sapeva benissimo
che nessuno ce l’aveva con lui e nessuno lo voleva punire con la
panchina. E’ una vita che gli diciamo di attaccare il mezzo, stasera lo
ha fatto e ha anche difeso, prendendo tanti rimbalzi e dando sicurezza
in attacco dove Goss e Scarone stanno fisiologicamente rifiatando. Non
a caso ha giocato 40 minuti”. Gloria anche per Rinaldi e Gurini, cuore, passione e anche
canestri determinanti quando nel finale Scarone ha battuto un po’ in
testa.
“Tommy non mi sorprende, è stato super fino all’attimo di riposo
che gli ho concesso. Gurini? Vale lo stesso discorso, lui deve essere
concentrato per dare questo rendimento: se è troppo in confidenza
rischia di fare danni, vedi i primi 2 uno contro uno di Kemp. Ma in
generale noi non possiamo pensare che siano sempre Scarone o Goss a
vincere le partite, se c’è Damiani libero, Damiani deve tirare”.
Non ha troppi rammarichi, Sandro
Dell’Agnello, per un ko che complica la strada della sua Energetic
verso i playoff: Livorno è stata sempre sotto, nell’inerzia del match,
ed è apparsa anche atleticamente in difficoltà contro l’esuberanza dei
“bassotti” biancorossi.
“Abbiamo sofferto molto la loro impostazione coi 4 piccoli, perché
senza Rossetti e Simeoli, gli unici due mezzi lunghi che giocano da
esterno, tante alternative da proporre non potevamo pretenderle e così
facendo Ostlers si è ritrovato a dover difendere su McCray, con tutti
gli annessi e connessi del caso. Fisicamente parlando, ci portiamo
dietro tutta una stagione con scioperi dovuti ai mancati pagamenti che
non ci consentono di tenere a questi livelli per 40’. E’ anche per
questo motivo che abbiamo perso la lotta a rimbalzo”. Effettivamente Bagnoli e compagni non ci hanno creduto tanto, e
ogni qual volta si riavvicinavano ai Crabs, è parso quasi fisiologico
l’andar via in velocità della Coopsette: proprio Ostlers, alla fine
della fiera, è risultato il peggiore in campo tra i labronici.
“Nelle transizioni del primo tempo Rimini ci ha fatto molto male,
poi nel secondo siamo atleticamente calati subendo la loro velocità e
concedendo troppi rimbalzi offensivi. Ostlers? L’infortunio al polso
patito dopo pochi secondi lo ha condizionato”.
L’incredibile LegaDue avrà il suo finale
incredibile, uno spareggio per la serie A vero e proprio, tutto in 40’.
Roba per cuori fortissimi, tra 6 giorni a Masnago, dove la Cimberio (40
punti) di Childress (27 ma 2/8 da tre), sconfitta da una Vanoli
scoppiettante (Bell 21, Valenti 19) e terza matematica a quota 36,
dovrà battere la Prima Veroli (38), che all’andata inchiodò Varese e
quindi, in caso di successo, salirebbe direttamente in serie A. I ciociari si sono guadagnati il sogno battendo sulla sirena Jesi
(28) grazie al trio Hines (19) – Migliori (15) – Nissim (15), contro i
quali non è bastato Boykin (20). Rischia invece di perdere il quarto
posto Casale (32), che a Venezia (28, playoff nel mirino) viene
seppellita da Janicenoks e Rombaldoni (18+14), coi soli Dowdell,
Ghiacci e Fantoni (19+16+) a meritare la sufficienza. Sassari (32) può
salire ancora dopo aver espugnato l’ormai tranquilla Pistoia (24): Rowe
fa il fenomeno (24 e 5/11 da tre), e il prodigarsi di Tyler (15 e 9
rimbalzi) alla fine non premia. Nella bolgia per le posizioni di rincalzo della post season,
Rimini (30), battendo Livorno (28), è dentro al 99%, mentre Pavia (30,
Viggiano 20) sorpassa Scafati (28, Davis 17) di giustezza. Ci sperano
(poco) ancora Brindisi (26), facile sulla già retrocessa Roseto (18), e
Reggio Emilia (26), che ha condannato Imola (20) alla A dilettanti. __________________________________________
- Il Resto del Carlino -
COOPSETTE 91 - LIVORNO 81 COOPSETTE
RIMINI: Scarone 19 (4/6, 3/9), Goss 10 (3/8, 0/5), McCray 23 (6/8,
3/5), Kesicki 2 (1/1, 0/1), Rinaldi 19 (6/8); Gurini 16 (7/8, 0/1),
Pinton 2 (1/1, 0/5), Moreno ne, Damiani ne, Hassan ne. All.: Sacco. ENERGETIC
LIVORNO: Giuri 7 (3/5), Boyette 14 (6/9, 0/4), Kemp 31 (8/14, 4/7),
Ostler 5 (1/3, 1/6), Foiera 7 (1/2, 1/3); Bagnoli 12 (6/9, 0/2),
Rotondo (0/1, 0/1), Saccaggi (0/1), Casella 5 (1/1, 1/2), Simeoli ne.
All.: Dell’Agnello. Arbitri: Weidmann, Di Modica, Rostain. Note - Parziali: 17-16, 50-41, 66-64. Tl: Coopsette 17/27, Energetic 8/12. Usciti per falli Bagnoli e Boyette. di Alberto Crescentini Rimini.
DE POL e Zanus Fortes sono in abiti borghesi, ma la voglia di battersi,
di provarci sempre e comunque, non viene meno a questa Coopsette
dalle notevoli risorse, una squadra che non ha intenzione di staccare
la spina, di andare in vacanza tra una settimana. Così lo ‘spareggio’
playoff con Livorno finisce in gloria, anche se per esseri certi della
post season occorrerà attendere domenica prossima. Con un blitz a
Scafati l’ingresso sarà matematico: in caso contrario, invece, i Crabs
potranno solo incrociare le dita e augurarsi che il ginepraio della
classifica avulsa a quota 30 sia favorevole. CI VUOLE un po’,
comunque, prima che i granchi si accendano, con 3’ abbondanti al buio
tra palle perse e tiri sul ferro. A indicare la strada è Rinaldi, bravo
a prendere posizione sulle tacche dei liberi e a sfruttare poi il suo
efficace ‘giro e tiro’. Anche Livorno va con frequenza dai lunghi,
soprattutto dall’ex Bagnoli, chiamato in causa prestissimo per un
problema di Ostler alla mano. E pure lui fa bottino in un amen. Restano
invece in ombra Kemp e Boyette, complice la buona difesa dei Crabs.
Proprio Kemp, con un paio di fiammate, regala un +3 ai toscani in
apertura di secondo periodo, mentre Rimini si affida – gioco forza – al
quintetto ‘piccolo’, con McCray da numero 4. E l’americano, marcato da
un uomo più grosso (e lento) di lui, si cala nel match da protagonista,
sue le fiammate che propiziano l’8-0 Coopsette, un break che gira un
po’ l’inerzia. Sotto canestro, intanto, Rinaldi continua a fare la voce
grossa, caricando anche di falli gli avversari. A scaldare la platea
tocca infine a Scarone, quando imbuca due triple ‘impossibili’ per il
+9 che accompagna i biancorossi all’intervallo. RIPRESA e l’avvio
dei riminesi è al cloroformio. Di là impazza Kemp, che con 9 punti
filati ottiene la parità da solo (50-50). Gettata via (malamente) la
piccola dote, la Coopsette deve rimboccarsi di nuovo le maniche. E’
McCray a favorire l’ulteriore allungo dei romagnoli (57-50), strappetto
ricucito in toto quando Foiera la mette da tre. I granchi sono in
affanno, per fortuna c’è Gurini a regalare ossigeno puro ai suoi, così
come pesa tanto una bomba di Scarone sulla penultima sirena dopo una
palla persa ingenuamente da Livorno. Inizia il quarto tempino e si
rivede sul parquet Kesicki, con Sacco che insiste comunque sul
quintetto bonsai (Rinaldi rifiata in panca). SUL 68-70 i Crabs
sembrano avere il fiato grosso, ma Gurini è la variabile impazzita del
match, il protagonista che non ti aspetti. E sull’onda del pesarese,
Rimini piazza un 11-0 che tramortisce l’Energetic, break sigillato
dalla tripla di McCray (80-70, 3’42’’ da giocare e Dell’Agnello al
time-out). Anche Livorno ha carattere, orgoglio e soprattutto un certo
Marcelus Kemp, che infila tre missili dalla distanza e tiene lì i suoi.
Ma ormai i granchi vedono il traguardo, l’ottimo McCray la mette
dall’arco, quindi dalla lunetta arrivano i punti sicurezza.
IL PRIMO a prendere la parola, in sala
stampa, è Renzo Vecchiato. E la dichiarazione del gm è di quelle che
fanno capire su come la società ci tenga davvero ad andare avanti. «Se
riusciremo a entrare nei playoff, cercheremo di ingaggiare un giocatore
sul mercato». Stringato ma chiaro, il dirigente riminese, che aveva
subito comunicato il risultato della vittoria su Livorno al presidente
Braschi, in Grecia per lavoro. Un segnale, quello di voler allargare la
rosa visti gli acciacchi dei veterani, che va pure letto in un’altra
maniera e cioè che la situazione economica, dopo mesi nerissimi, di
stenti e porte sbattute in faccia, si è rasserenata, questo grazie
all’ingresso di nuovi personaggi nella Public Company che deve
sostenere l’attività del Basket Rimini. Considerato poi che i malconci
sono De Pol e Zanus Fortes, l’eventuale ‘innesto’ sarà mirato a un
lungo o mezzo lungo, anche se Vecchiato non aggiunge altro. E qui i
granchi potrebbero pescare anche un ‘passaportato’. col giovane Moreno
che uscirebbe dai dieci.
PER QUEL che concerne l’analisi del match, simpatico Sacco a
proposito di McCray. «Dite che finalmente è tornato? Per me è appena
arrivato...», sghignazza il 52enne coach.
SCARONE 6. La massima esaltazione arriva
sul finire del secondo periodo, quando regala vantaggio e inerzia ai
granchi con un paio di triple che solo lui può imbucare. Poi insiste
dall’arco, ma non va più, così come smarrisce qualche pallone di troppo
(5 perse contro un solo recupero). Sul parquet per 32’.
GOSS 6. Voto di stima, perché ieri Phil è rimasto ben al di sotto
del suo abituale standard di rendimento (appena il 23% al tiro, 4 perse
e altrettanti recuperi). Mostra segnali di stanchezza, il play-guardia:
una cosa comprensibile per un tipo che ha tirato la carretta per mesi
con grande generosità.
McCRAY 8. Si appanna un americano, ecco che si guadagna la ribalta
l’altro statunitense di questa sorprendente Coopsette. Criticato fino a
qualche settimana fa, l’ala disputa una prova di grande spessore,
giocando peraltro per molti minuti da numero 4 (che sia quello il suo
vero ruolo? Chissà...). La mette con regolarità, MC, tanto da chiudere
con il 69% al tiro e sotto i tabelloni svetta che è un piacere (13 i
rimbalzi, 2 quelli offensivi). E ancora i recuperi (6), i falli subiti
(5), gli assist (3), per una valutazione di +41 che la dice lunga su
quanto abbia pesato nel successo dei Crabs.
KESICKI 6. Morbido e scentrato (0/4 ai liberi) nel primo periodo,
il polacco rimane a sedere in tutta la fase centrale del match, per
riaffacciarsi nell’ultimo spicchio di gara. In attacco resta sempre ai
margini, ma a rimbalzo si fa sentire (9 carambole nei suoi 18’).
RINALDI 7,5. Prima metà gara da incorniciare, con un clamoroso
percorso netto al tiro (5/5 da due, 6/6 dalla lunetta e 16 punti già
messi a referto). Nella ripresa l’impatto offensivo svapora, ma la
prova nel complesso rimane di assoluta sostanza (anche 8 rimbalzi, 7
falli subiti e +31 di valutazione in 31’).
PINTON 5. Da tre non la mette mai e la sua partita si incanala
così sui binari sbagliati. Poi non ‘legge’ il cronometro in un paio di
situazioni e questa cosa, se vogliamo, è più grave rispetto a una
giornata di mira storta.
GURINI 7,5. E bravo il ‘Guro’, bravo ad aspettare nuovamente il
suo momento. Con le rotazioni ridotte a 7 uomini, finisce per restare
sul parquet 25’, tempo che sfrutta al meglio per pungere Livorno (un
clamoroso 88% da due con penetrazioni, tap-in, tiri dalla media) e non
risparmiarsi mai dietro. Un difetto? Spende 3 dei suoi 4 falli in
situazioni di canestro buono e libero aggiuntivo. Ma lo si può
perdonare.
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