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CLASSIFICA
TeamPts
Enel Brindisi42
Banco di Sardegna Sassari36
Fastweb Casale Monferrato36
Prima Veroli36
Trenkwalder Reggio Emilia36
Snaidero Cucine Udine34
Carmatic Pistoia32
Miro Radici fin. Vigevano32
Bialetti Scafati28
 EDILIZIA MODERNA RIMINI28
 Aget Imola28
 U.C.C. Casalpusterlengo24
 Paul Mitchell Pavia24
 Umana Reyer Venezia22
Fileni Jesi22
AB Latina14
IL SONDAGGIO
Chi è stato l'MVP della stagione dei Crabs?

Giacomo Gurini
German Scarone
Carlton Myers
Ndudi Ebi


NEWS - RASSEGNA STAMPA

LUNEDÌ 20 APRILE 2009

RS
- La Voce di Romagna -

di Matteo Peppucci
SCARONE 6 Sente la partita a livello viscerale, sa di essere il leader del gruppo, e la cosa lo porta spesso a strafare, a forzare scelte addirittura oltre il suo limite (7/15 al tiro, 5 perse, 4 rimbalzi). Qualche lampo indirizza la via, poi però nel finale guarda dalla panca i suoi figliocci che la vincono, ed è il più felice del mondo. Overbooking.
GOSS 6 E’ in debito, ha tirato la carretta per una stagione intera e lo si vede dalla poca brillantezza per la quale non gli riescono le “sue” cose (3/13 al tiro, 0/5 da tre, 4 recuperi e 4 assist). Lo capisce, e allora si mette a raspare il sommerso lasciando a McCray le chiavi del palcoscenico. Una notte al museo.
PINTON 5.5 Mezzo voto in più di stima e simpatia: Maurino ne azzecca veramente poche (1/6, 0/5 da tre, 2 assist), rifiuta tiri aperti e pare spesso su Marte. Però, alla fine, c’è anche lui nei 5 che si guadagnano il 90% dei playoff. Fuori banda.
MCCRAY 8 Ringraziamo chi ce lo ha riportato al 105, perché era da 18 lustri che ci mandavano il cugino scarso e sono cose che non si fanno. Attacca il mezzo, spara bombe micidiali, difende come un pazzo, salta e sollazza come se ci fosse solo lui nel cuore dell’area (9/13, 13 rimbalzi, 6 recuperi, 3 assist e 41 di valutazione). Tenetelo rinchiuso, non vorremmo che fuggisse di nuovo…Prison Break.
RINALDI 8 La serie A, e anche la Nazionale se continua così, cominciano a diventare due “cosette” possibili. Distrugge Bagnoli scherzandolo in ogni modo possibile (6/8, 8 rimbalzi, 7 falli subiti, 5 recuperi e 5 perse), prende sfondamenti di “guarasciana” memoria, dispensa leadership in quantità. Debordante.
KESICKI 6 Dopo una settimana a letto col termometro in bocca non gli si poteva chiedere di più, e ridendo e scherzando leggi di 9 rimbalzi dei quali 1, offensivo, chiave di volta del match. Tachipirina.
GURINI 8 Fate una cosa, prendete tutti i passaportati e i finti italici che rubano lo stipendio in A e LegaDue e fategli vedere cosa vuol dire “lavorare”. Il Guro non ha le molle nei piedi ne la poesia nelle mani, il Guro fa equazioni lineari, fa canestro quando conta, fa impazzire di gioia chi ama questo sport. Uno su mille.

Adriano Braschi, dalla lontana Grecia, aveva chiesto una vittoria per poter tornare al 105 in occasione dei playoff. I suoi Granchi lo hanno preso in parola, sfoderando un autentico capolavoro tattico, mentale e di entusiasmo.
“Siamo molto contenti di questa vittoria – prende la parola in primis Renzo Vecchiato - ora dovremo fare tutti i calcoli ma siamo felici di aver accontentato la richiesta del nostro presidente. In settimana cercheremo quasi sicuramente un altro giocatore, visto l’emergenza con la quale purtroppo dobbiamo convivere”.
Un lungo, italiano ma più probabilmente passaportato (si può agire solo sugli svincolati, oppure sul mercato europeo o mondiale), per compensare l’assenza definitiva di Zanus e i grossi problemi di De Pol. Tornando alla grande vittoria su Livorno, la scena è anche e soprattutto per Giancarlo Sacco, artefice maximo di una serata bellissima.
“Non sono meravigliato, ma contentissimo per l’anima con la quale abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo – dice il coach – Senza De Pol e Zanus era terribilmente difficile, ma il gruppo ha lavorato ottimamente e quello che avevamo preparato è stato fatto alla perfezione. La tattica dei 4 piccoli era obbligata: dovevamo costringere loro ad adattarsi a noi, e ce l’abbiamo fatta. La chiave è stata quella, la lotta a rimbalzo si è pareggiata e abbiamo potuto correre bene, nonostante percentuali non nostre da 3 punti”.
E il quarto piccolo in questione assume proprio le sembianze di C-Mac, redento nel momento più importante della stagione.
“Per me il vero McCray non è tornato, ma è arrivato adesso – continua Sacco – visto che non lo avevo ancora visto. Sono ancora più arrabbiato con lui dopo il match di stasera, perché sapeva benissimo che nessuno ce l’aveva con lui e nessuno lo voleva punire con la panchina. E’ una vita che gli diciamo di attaccare il mezzo, stasera lo ha fatto e ha anche difeso, prendendo tanti rimbalzi e dando sicurezza in attacco dove Goss e Scarone stanno fisiologicamente rifiatando. Non a caso ha giocato 40 minuti”.
Gloria anche per Rinaldi e Gurini, cuore, passione e anche canestri determinanti quando nel finale Scarone ha battuto un po’ in testa.
“Tommy non mi sorprende, è stato super fino all’attimo di riposo che gli ho concesso. Gurini? Vale lo stesso discorso, lui deve essere concentrato per dare questo rendimento: se è troppo in confidenza rischia di fare danni, vedi i primi 2 uno contro uno di Kemp. Ma in generale noi non possiamo pensare che siano sempre Scarone o Goss a vincere le partite, se c’è Damiani libero, Damiani deve tirare”.

Non ha troppi rammarichi, Sandro Dell’Agnello, per un ko che complica la strada della sua Energetic verso i playoff: Livorno è stata sempre sotto, nell’inerzia del match, ed è apparsa anche atleticamente in difficoltà contro l’esuberanza dei “bassotti” biancorossi.
“Abbiamo sofferto molto la loro impostazione coi 4 piccoli, perché senza Rossetti e Simeoli, gli unici due mezzi lunghi che giocano da esterno, tante alternative da proporre non potevamo pretenderle e così facendo Ostlers si è ritrovato a dover difendere su McCray, con tutti gli annessi e connessi del caso. Fisicamente parlando, ci portiamo dietro tutta una stagione con scioperi dovuti ai mancati pagamenti che non ci consentono di tenere a questi livelli per 40’. E’ anche per questo motivo che abbiamo perso la lotta a rimbalzo”.
Effettivamente Bagnoli e compagni non ci hanno creduto tanto, e ogni qual volta si riavvicinavano ai Crabs, è parso quasi fisiologico l’andar via in velocità della Coopsette: proprio Ostlers, alla fine della fiera, è risultato il peggiore in campo tra i labronici.
“Nelle transizioni del primo tempo Rimini ci ha fatto molto male, poi nel secondo siamo atleticamente calati subendo la loro velocità e concedendo troppi rimbalzi offensivi. Ostlers? L’infortunio al polso patito dopo pochi secondi lo ha condizionato”.

L’incredibile LegaDue avrà il suo finale incredibile, uno spareggio per la serie A vero e proprio, tutto in 40’. Roba per cuori fortissimi, tra 6 giorni a Masnago, dove la Cimberio (40 punti) di Childress (27 ma 2/8 da tre), sconfitta da una Vanoli scoppiettante (Bell 21, Valenti 19) e terza matematica a quota 36, dovrà battere la Prima Veroli (38), che all’andata inchiodò Varese e quindi, in caso di successo, salirebbe direttamente in serie A.
I ciociari si sono guadagnati il sogno battendo sulla sirena Jesi (28) grazie al trio Hines (19) – Migliori (15) – Nissim (15), contro i quali non è bastato Boykin (20). Rischia invece di perdere il quarto posto Casale (32), che a Venezia (28, playoff nel mirino) viene seppellita da Janicenoks e Rombaldoni (18+14), coi soli Dowdell, Ghiacci e Fantoni (19+16+) a meritare la sufficienza. Sassari (32) può salire ancora dopo aver espugnato l’ormai tranquilla Pistoia (24): Rowe fa il fenomeno (24 e 5/11 da tre), e il prodigarsi di Tyler (15 e 9 rimbalzi) alla fine non premia.
Nella bolgia per le posizioni di rincalzo della post season, Rimini (30), battendo Livorno (28), è dentro al 99%, mentre Pavia (30, Viggiano 20) sorpassa Scafati (28, Davis 17) di giustezza. Ci sperano (poco) ancora Brindisi (26), facile sulla già retrocessa Roseto (18), e Reggio Emilia (26), che ha condannato Imola (20) alla A dilettanti.
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- Il Resto del Carlino -

COOPSETTE 91 - LIVORNO 81
COOPSETTE RIMINI: Scarone 19 (4/6, 3/9), Goss 10 (3/8, 0/5), McCray 23 (6/8, 3/5), Kesicki 2 (1/1, 0/1), Rinaldi 19 (6/8); Gurini 16 (7/8, 0/1), Pinton 2 (1/1, 0/5), Moreno ne, Damiani ne, Hassan ne. All.: Sacco.
ENERGETIC LIVORNO: Giuri 7 (3/5), Boyette 14 (6/9, 0/4), Kemp 31 (8/14, 4/7), Ostler 5 (1/3, 1/6), Foiera 7 (1/2, 1/3); Bagnoli 12 (6/9, 0/2), Rotondo (0/1, 0/1), Saccaggi (0/1), Casella 5 (1/1, 1/2), Simeoli ne. All.: Dell’Agnello.
Arbitri: Weidmann, Di Modica, Rostain.
Note - Parziali: 17-16, 50-41, 66-64. Tl: Coopsette 17/27, Energetic 8/12. Usciti per falli Bagnoli e Boyette.
 
di Alberto Crescentini
Rimini. DE POL e Zanus Fortes sono in abiti borghesi, ma la voglia di battersi, di provarci sempre e comunque, non viene meno a questa Coopsette dalle notevoli risorse, una squadra che non ha intenzione di staccare la spina, di andare in vacanza tra una settimana. Così lo ‘spareggio’ playoff con Livorno finisce in gloria, anche se per esseri certi della post season occorrerà attendere domenica prossima. Con un blitz a Scafati l’ingresso sarà matematico: in caso contrario, invece, i Crabs potranno solo incrociare le dita e augurarsi che il ginepraio della classifica avulsa a quota 30 sia favorevole.
CI VUOLE un po’, comunque, prima che i granchi si accendano, con 3’ abbondanti al buio tra palle perse e tiri sul ferro. A indicare la strada è Rinaldi, bravo a prendere posizione sulle tacche dei liberi e a sfruttare poi il suo efficace ‘giro e tiro’. Anche Livorno va con frequenza dai lunghi, soprattutto dall’ex Bagnoli, chiamato in causa prestissimo per un problema di Ostler alla mano. E pure lui fa bottino in un amen. Restano invece in ombra Kemp e Boyette, complice la buona difesa dei Crabs. Proprio Kemp, con un paio di fiammate, regala un +3 ai toscani in apertura di secondo periodo, mentre Rimini si affida – gioco forza – al quintetto ‘piccolo’, con McCray da numero 4. E l’americano, marcato da un uomo più grosso (e lento) di lui, si cala nel match da protagonista, sue le fiammate che propiziano l’8-0 Coopsette, un break che gira un po’ l’inerzia. Sotto canestro, intanto, Rinaldi continua a fare la voce grossa, caricando anche di falli gli avversari. A scaldare la platea tocca infine a Scarone, quando imbuca due triple ‘impossibili’ per il +9 che accompagna i biancorossi all’intervallo.
RIPRESA e l’avvio dei riminesi è al cloroformio. Di là impazza Kemp, che con 9 punti filati ottiene la parità da solo (50-50). Gettata via (malamente) la piccola dote, la Coopsette deve rimboccarsi di nuovo le maniche. E’ McCray a favorire l’ulteriore allungo dei romagnoli (57-50), strappetto ricucito in toto quando Foiera la mette da tre. I granchi sono in affanno, per fortuna c’è Gurini a regalare ossigeno puro ai suoi, così come pesa tanto una bomba di Scarone sulla penultima sirena dopo una palla persa ingenuamente da Livorno. Inizia il quarto tempino e si rivede sul parquet Kesicki, con Sacco che insiste comunque sul quintetto bonsai (Rinaldi rifiata in panca).
SUL 68-70 i Crabs sembrano avere il fiato grosso, ma Gurini è la variabile impazzita del match, il protagonista che non ti aspetti. E sull’onda del pesarese, Rimini piazza un 11-0 che tramortisce l’Energetic, break sigillato dalla tripla di McCray (80-70, 3’42’’ da giocare e Dell’Agnello al time-out). Anche Livorno ha carattere, orgoglio e soprattutto un certo Marcelus Kemp, che infila tre missili dalla distanza e tiene lì i suoi. Ma ormai i granchi vedono il traguardo, l’ottimo McCray la mette dall’arco, quindi dalla lunetta arrivano i punti sicurezza.


IL PRIMO a prendere la parola, in sala stampa, è Renzo Vecchiato. E la dichiarazione del gm è di quelle che fanno capire su come la società ci tenga davvero ad andare avanti. «Se riusciremo a entrare nei playoff, cercheremo di ingaggiare un giocatore sul mercato». Stringato ma chiaro, il dirigente riminese, che aveva subito comunicato il risultato della vittoria su Livorno al presidente Braschi, in Grecia per lavoro. Un segnale, quello di voler allargare la rosa visti gli acciacchi dei veterani, che va pure letto in un’altra maniera e cioè che la situazione economica, dopo mesi nerissimi, di stenti e porte sbattute in faccia, si è rasserenata, questo grazie all’ingresso di nuovi personaggi nella Public Company che deve sostenere l’attività del Basket Rimini. Considerato poi che i malconci sono De Pol e Zanus Fortes, l’eventuale ‘innesto’ sarà mirato a un lungo o mezzo lungo, anche se Vecchiato non aggiunge altro. E qui i granchi potrebbero pescare anche un ‘passaportato’. col giovane Moreno che uscirebbe dai dieci.
PER QUEL che concerne l’analisi del match, simpatico Sacco a proposito di McCray. «Dite che finalmente è tornato? Per me è appena arrivato...», sghignazza il 52enne coach.

SCARONE 6. La massima esaltazione arriva sul finire del secondo periodo, quando regala vantaggio e inerzia ai granchi con un paio di triple che solo lui può imbucare. Poi insiste dall’arco, ma non va più, così come smarrisce qualche pallone di troppo (5 perse contro un solo recupero). Sul parquet per 32’.
GOSS 6. Voto di stima, perché ieri Phil è rimasto ben al di sotto del suo abituale standard di rendimento (appena il 23% al tiro, 4 perse e altrettanti recuperi). Mostra segnali di stanchezza, il play-guardia: una cosa comprensibile per un tipo che ha tirato la carretta per mesi con grande generosità.
McCRAY 8. Si appanna un americano, ecco che si guadagna la ribalta l’altro statunitense di questa sorprendente Coopsette. Criticato fino a qualche settimana fa, l’ala disputa una prova di grande spessore, giocando peraltro per molti minuti da numero 4 (che sia quello il suo vero ruolo? Chissà...). La mette con regolarità, MC, tanto da chiudere con il 69% al tiro e sotto i tabelloni svetta che è un piacere (13 i rimbalzi, 2 quelli offensivi). E ancora i recuperi (6), i falli subiti (5), gli assist (3), per una valutazione di +41 che la dice lunga su quanto abbia pesato nel successo dei Crabs.
KESICKI 6. Morbido e scentrato (0/4 ai liberi) nel primo periodo, il polacco rimane a sedere in tutta la fase centrale del match, per riaffacciarsi nell’ultimo spicchio di gara. In attacco resta sempre ai margini, ma a rimbalzo si fa sentire (9 carambole nei suoi 18’).
RINALDI 7,5. Prima metà gara da incorniciare, con un clamoroso percorso netto al tiro (5/5 da due, 6/6 dalla lunetta e 16 punti già messi a referto). Nella ripresa l’impatto offensivo svapora, ma la prova nel complesso rimane di assoluta sostanza (anche 8 rimbalzi, 7 falli subiti e +31 di valutazione in 31’).
PINTON 5. Da tre non la mette mai e la sua partita si incanala così sui binari sbagliati. Poi non ‘legge’ il cronometro in un paio di situazioni e questa cosa, se vogliamo, è più grave rispetto a una giornata di mira storta.
GURINI 7,5. E bravo il ‘Guro’, bravo ad aspettare nuovamente il suo momento. Con le rotazioni ridotte a 7 uomini, finisce per restare sul parquet 25’, tempo che sfrutta al meglio per pungere Livorno (un clamoroso 88% da due con penetrazioni, tap-in, tiri dalla media) e non risparmiarsi mai dietro. Un difetto? Spende 3 dei suoi 4 falli in situazioni di canestro buono e libero aggiuntivo. Ma lo si può perdonare.




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