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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDÌ 13 LUGLIO 2009
- La Voce di Romagna -
Matteo Peppucci
RIMINI – Ora che il primo baluardo è saltato inopinatamente, la
speranza è che sia il “grande ritorno”, a rendere meno amaro l’addio di
Tommy Rinaldi. Perso il prode ragazzo della casa, per il quale
evidentemente non si poteva fare proprio di più (anche se un rinnovo a
stagione in corso, l’anno passato, magari avrebbe fatto entrare qualche
soldino, ma anche qui si ragiona nel campo dell’imponderabile), Braschi
e Vecchiato ora aspettano Carlton Myers, e lo aspettano sul serio.
E’ tutto vero Prima erano solo voci, alimentate dalla logica
conseguenza della rottura del “Molleggiato” con la Scavolini. Poi le
voci sono diventate leggenda, visto che Myers a Pesaro percepiva un
ingaggio fuori dalla portata non solo dei Crabs, ma anche di quasi
tutte le squadre di LegaDue. Adesso, invece, siamo passati dalla
leggenda alla statistica. E’ tutto vero, Carlton il riminese, che non
veste più la casacca della sua città dal lontano 1995, vuole fortemente
chiudere la carriera a Rimini, e sta facendo di tutto per trovare
quello sponsor di lusso che in pratica copra il suo stipendio, e magari
garantisca anche un’entrata supplementare alle casse del club di via
Dante. Dall’addio del giovane in rampa di lancio, si passerà quindi, se
tutto va come deve andare, al ritorno a casa del più grande campione
riminese di ogni epoca e ogni sport. Anche se ormai sul viale del
tramonto, Carlton è sempre Carlton. Con tutto quello che ne
conseguirebbe in ritorno pubblicitario e di marketing, e magari anche
con la speranza che assieme a Scarone Myers possa comporre la coppia di
esterni più talentuosi del campionato.
Sovradosaggio Dall’affare Myers dipende tutto il mercato dei
Granchi, perché con lui ovviamente si andrebbe su una coppia Usa negli
spot di “2” (in A2 Carlton può tranquillamente fare il “3”, soprattutto
in difesa) e “4”, mentre non dovesse concretizzarsi ciò che sembra pian
piano inevitabile, Sacco preferirebbe sempre avere due americani sul
perimetro. Ma qualche interrogativo resta. Bisognerà capire se Myers,
che l’anno scorso a Pesaro ha vissuto una stagione tribolata con scambi
di vedute accesi con società e tecnico, sarà animato dallo spirito che
richiede la realtà biancorossa, fatta da anni di “sudore, lacrime e
sangue”, col gruppo portato a primo ordine morale e tecnico di ogni
singola seduta e di ogni partita. Qui si entra nel merito del ‘motivo’
per il quale Myers intende tornare: se lo fa, evidentemente è perché ha
voglia di giocare, e si spera anche di contribuire al progetto Crabs,
cioè di chioccia per i giovani e di richiamo per la piazza ultimamente
assai apatica.
La chance di mettere una pietra sopra al brutto addio del 1995,
con quel Rimini – Forlì 0-3 nella finale promozione mai dimenticato, e
di riconciliarsi con una città che gli ha dato tanto, e alla quale lui
ha comunque dato pure molto, è però alla base di una favola che magari
batterà lo scetticismo di ogni dubbioso.
Mercato Vigevano ha firmato Chris Pearson, centro inglese di 207
cm già visto anni fa a Rieti. Brindisi invece ci va giù pesante,
assicurandosi le prestazioni di Giuliano Maresca, ex Montegranaro,
Treviso e Milano. ________________________________
- La Nuova Venezia -
MESTRE. «Il Taliercio mi ha fatto piangere, adesso sogno di vivere
una grande stagione». Tommaso Rinaldi si sta godendo i primi giorni di
vacanza al sole di Rimini (”Non faccio fatica ad andare in... vacanza.
Ho il mare fuori dall’uscio di casa”), al termine di una stagione
lunga, ma brillantissima, culminata con la partecipazione ai Giochi del
Mediterraneo. «Bellissima esperienza, indossare la maglia azzurra
provoca sempre una grande gioia - ha spiegato il neoacquisto dell’Umana
Reyer - rimane l’amarezza di essere ritornati a casa con una...
medaglia di cartone in tasca. Potevamo fare meglio del quarto posto, ma
per due volte la Turchia ci ha sbarrato la strada, e poi siamo arrivati
in fondo al torneo un pò stanchi». Il Taliercio rievoca brutti ricordi
in Tommaso Rinaldi. «Ero un ragazzino, ma ero presente il giorno della
finale-promozione tra Reyer e Rimini di 13 anni fa. Una delusione
atroce, ma era segnato nel mio destino professionale che avrei
ritrovato la Reyer sulla mia strada. Di quella partita ne ho parlato
anche in Nazionale con Francesco Vitucci, all’epoca allenatore della
Reyer che ho ritrovato nello staff di Recalcati. Il ricordo di Steve
Burtt? Un incubo, per giorni». Con l’ex allenatore granata, però,
Rinaldi non ha affrontato l’argomento Reyer. «Non avevo ancora deciso
dove andare, non ho parlato con Vitucci della Reyer, ma un quadro
completo e più che positivo di società e ambiente me l’aveva dato un
altro mio ex allenatore, Giampiero Ticchi, che nell’ultimo anno è stato
spesso a Mestre per vedere la squadra femminile e con la Nazionale».
Ventiquattro anni, una carriera vissuta all’ombra di casa. «E’ vero.
Sono di Rimini, cresciuto nel settore giovanile dei Crabs. Fatta
eccezione per una parentesi di un anno e mezzo a Ozzano, ho sempre
indossato quella maglia». Poi la decisione di partire. «Credo che a 24
anni sia giusto provare esperienze nuove. A Rimini ero il giocatore di
casa, al quale si finiva per perdonare tutto. Voglio mettermi alla
prova lontano da casa e credo che la Reyer sia una delle società
migliori in Italia in questo momento. Sono rimasto impressionato,
quando sono venuto da avversario con Rimini, dall’organizzazione della
società e dall’atmosfera che si respira al Taliercio e che viene
trasmessa in campo. Ho avuto la fortuna di poter scegliere tra varie
offerte, Rimini mi aveva proposto addirittura un triennale, non ho per
avuto dubbi a scegliere Venezia».
Michele Contessa __________________________
- Il Resto del Carlino -
Alberto Crescentini PERSA la freschezza di Tommaso Rinaldi, finito in Laguna dovrà avrà
modo di crescere lontano da casa, i Crabs vorrebbero cercare quanto
meno di aggrapparsi all’esperienza di Cristiano Zanus Fortes (foto),
l’esperto centro veneziano che tra una settimana esatta compirà 38
anni. Parliamo di un giocatore di contorno, un prezioso collante che
tiene unito lo spogliatoio ed è in grado di regalare sul parquet 10-15
minuti di buona solidità, soprattutto difensiva. Ma un accordo, tra il
maturo pivot e la società biancorossa, si deve ancora trovare. «Ho
parlato con Renzo (Vecchiato, ndr) tempo fa, ma allora c’erano altre
priorità in ballo, andava definito il budget – attacca ‘Zus’, in questi
giorni a Verona –. Dovrei capitare a Rimini mercoledì, dove mi aspetta
la consueta iniezione ‘lubrificante’ al ginocchio destro, e ne
approfitterò per cercare di fissare un appuntamento con i dirigenti».
Giancarlo Sacco, ora negli States a visionare giocatori nelle varie
Summer League, ha speso parole confortanti nei suoi confronti, ha detto
espressamente che «…Zanus sa che con me non ha una porta aperta, ma
spalancata». Lusingato dalla fiducia del coach? «Assolutamente, sono
contento di avere il suo appoggio – ribatte il centro, che sbarcò in
riviera nell’estate 2006 –. Personalmente cercherò di venire incontro
alle esigenze della società, qualche piccolo sacrificio sono disposto a
farlo, anche perché a Rimini mi hanno voluto tutti bene e io ormai ho
il cuore in Romagna».
NON AVRA’ più consigli da dare a Rinaldi, accasatosi curiosamente
nella sua Venezia. «Credo che Tommy avesse bisogno di un’esperienza del
genere. La Reyer è ambiziosa, lì avrà pressioni che lo aiuteranno in un
percorso di crescita. Tommaso ha fatto bene anche a livello
internazionale, ma la cosa non mi ha stupito affatto. E’ duro, solido,
l’ho potuto constatare giocandoci contro tutti i giorni in palestra».
L’anagrafe è un po’ severa nei suoi confronti: si è dato un limite,
insomma quando dirà basta? «Il tempo-limite è dettato solo dalla tenuta
fisica. Con Balducci e Corbari mi sono trovato benissimo, mi ha
assistito una condizione atletica invidiabile, addirittura insperata.
Perciò vado avanti. E poi mi diverto ancora troppo con la
pallacanestro», ammette Zanus Fortes.
SI GODE qualche spicciolo di vacanza
insieme ai nipoti all’isola di Poros, in Grecia, ma già domani Adriano
Braschi rientrerà a Rimini per continuare a tessere rapporti, per
cercare di regalare solidità economica a quel Basket Rimini che gli sta
tanto a cuore. E il presidente dei granchi, al solito molto cauto,
prudente nello sbilanciarsi, mostra addirittura un po’ di ottimismo
sugli scenari futuri. «Sembra che finalmente ci siano delle buone
possibilità per chiudere con lo sponsor – rivela –. Abbiamo in piedi
due, tre trattative, speriamo di portarne a casa una». Uno sponsor che,
aggiungiamo noi, permetterebbe la quadratura del cerchio, così come il
budget a disposizione per allestire la squadra potrebbe lievitare un
po’. Nel puzzle, infatti, mancano parecchi pezzi, a cominciare dal
sostituto di Rinaldi nella delicata posizione di centro. «Stiamo
seguendo un centro comunitario importante, un giocatore che non farebbe
rimpiangere Tommy», ribatte Braschi, che tiene sempre le antenne
dritte, anche dalla terra degli Dei. Rimane poi in fase di stallo la
suggestiva ipotesi del ritorno di Myers. «Abbiamo un appuntamento per i
prossimi giorni, Carlton continua a mostrarsi molto interessato, gli
piacerebbe proprio concludere la carriera a casa sua», aggiunge il
massimo dirigente del Basket Rimini.
CON UNA lettera aperta inviata alla
società, Tommaso Rinaldi – il lungo finito alla Reyer a parametro zero,
cioè senza che un solo euro sia entrato nelle asfittiche casse del club
di via Dante – ha voluto esternare i suoi sentimenti in questo momento,
ringraziando tantissime persone, dal presidente Braschi a Vecchiato,
dai tecnici («Carasso in primis») alle persone dello staff («Mi
mancherà la saggezza del Doc»), ai compagni, ai tifosi. Eccone alcuni
stralci. «Quando si lascia la propria città e la società che ti ha
cresciuto, coccolato e fatto esordire in serie A è sempre un piccolo
trauma, ma in cuor mio credo che sia arrivato il momento giusto di
andare … Ho 24 anni e considerando che ho iniziato a giocare a cinque
con il minibasket sono quasi 20 anni che faccio parte della famiglia
del Basket Rimini: una famiglia la si può lasciare per crescere e
trovare la propria strada, ma non la si può dimenticare. Ed è per
questo che terrò sempre il Basket Rimini nel cuore».
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