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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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DOMENICA 3 OTTOBRE '09
RS - La Voce di Romagna -
RIMINI – Lo dicevano, che la pappa reale fa miracoli, ma non
pensavamo fino a questo punto. Nonostante un Bernard impresentabile,
nonostante un gioco corale che non c’è, nonostante un avversario forte,
i Crabs benedicono la LegaDue vincendo senza capire bene il perché: la
foga, la rabbia e l’orgoglio dei vecchi leoni, Scarone in primis,
riesce a controbilanciare un match che ai punti sarebbe da addebitare
alla Prima. Ma si sa, il basket è così: prendiamoci l’iniezione di
fiducia, montiamo i pannelli solari sul tetto: lo spettacolo può anche
attendere, per ora. Nel mezzo della nebbia, quel che è lampante è il grado
insostenibile di “palleggite” che attanaglia i Granchi sin dal
principio. La Prima trova contropiedi che nascono dalle forzature
disconnesse di Bennerman, Ebi e Myers (gol su tripla e boato annesso):
dopo il 10-6 interno ma illusorio, lo 0-10 è dipinto dalla coppia
Robinson – Hines, che dispone a piacimento della “non” difesa
biancorossa (10-16 al 6’, 2 falli Bernard e Scarone).
Se non difendi, la questione non si pone nemmeno: nei Crabs niente
sembra parente del concetto di squadra, e l’emblema di tutto è
Bennerman, che prima si inventa una bimane rovesciata da Nba Jam, poi
lascia un’autostrada deserta al buon Nissim. Il trend è quello li
(17-24 al 10’), e siccome Ebi è fuori dal mondo, il buon Marco Rossi
non vede l’ora di punire dalla sua mattonella preferita, finale
plausibile di qualche passaggio sensato: Riviera Solare sprofonda
(19-29 al 12’), e non c’è niente che faccia presagire qualcosa di
buono. Perché non c’è uno schema, non c’è circolazione, e se si torna
li è solo grazie al talento estemporaneo di Bennerman e Ebi, coast to
coast fortunati quasi quanto il buon Eliantonio, forse l’unico a
dannarsi l’anima, assieme a Gurini e a un Moreno discreto, nonostante
qualche pasticcio di troppo (Myers in panca con 3 falli). Il meno 4 è
realtà (27-31 al 15’), poi si assiste a cinque minuti di nefandezze
concentrate: Hines e Ebi giocano da per loro e il tutto rimane li, coi
Crabs non si sa come ancora collegati alla serata (35-39 al 20’).
Non è che non si impegnino, i Granchi, è che la chimica ancora non
c’è, soprattutto tra i primi cinque: Hines è più perfetto della
matematica (8/8, 37-45 al 23’), e converte le mezze transizioni
concesse da un Carlton che non ci prende. Poi, non si sa perché (anzi
si, l’avevamo già visto a Casale), Bennerman decide che è ora di
sparare due granate da 18 metri: Robinson si addormenta, German fa
ciuff con la testa rivolta alle Befane. Non ha senso, ma è 45 pari (
25’), col capitano che insacca anche i liberi del vantaggio (50-48): il
Flaminio si accende di colpo, ma la zona di Cancellieri lo controlla,
permettendo agli ospiti di calmare le acque nonostante gli errori e le
perse (54-56 al 30’, Bernard 4 falli).
Con Gurini ed Eliantonio, la difesa di Riviera Solare ruota
visibilmente meglio, ma la lucidità offensiva pare esaurita: il tap in
schiacciato di Ebi è un oasi, e su un paio di perse banali Nissim crea
la frattura con una bomba assassina (58-63 al 35’). Si gioca solo di
nervi, la benzina tende allo zero: Bennerman si trova in mano una
preghiera che viene accolta (61-63 al 36’), poi però la Sacco band non
trova di meglio che affidarsi solo ed esclusivamente, contro la zona, a
conclusioni impiccate da lontano. Questo “non gioco” costa caro, perché
Robinson e Rosselli pescano i jolly giusti (64-68 a 1’24”). Manca però
il gran finale: Ebi fa “3” a 45” secondi, Scarone si trascende
insaccando il confetto del 69-68 a 20”. Il fallo di German sul
rimorchio disperato di Hines (a 3 secondi dalla fine) è anche il
quinto: 0/2, fallo su Ebi, che sbaglia il primo e poi fa invasione sul
secondo. Manca 1”, Rosselli riesce a ricevere dall’altra parte ma non
prende niente. I Crabs, invece, si prendono 2 punti talmente pazzeschi
la cui importanza, forse, la capiremo solo in seguito.
“Come abbiamo fatto a vincere? Abbiamo
segnato un punto in più di Veroli”. Giancarlo Sacco lo sa, che
l’esordio bagnato dei suoi ragazzi sa tanto di miracolo. Veroli era più
pronta, sembrava in completo controllo del match. Però, raschiando
sempre qualcosa in più, i biancorossi riuscivano a tenere botta e a
piazzare, nel finale, il più clamoroso dei ko. “Avevo detto che la
tattica, in questo match qua, non sarebbe contata niente. Non mi
sbagliavo, siamo troppo indietro, noi ma anche le altre squadre, per
poter pensare di sviluppare un gioco corale e fatto di movimenti
fluidi. Abbiamo buttato in campo il cuore, l’orgoglio, la voglia, la
grinta: il 99% del merito di questo successo è dei ragazzi, io c’entro
veramente poco”. Scarone, come al solito, è stato decisivo nel finale, ma se
proprio si deve fare un nome è quello di Ndudi Eb, uno che un minuto
prima lo meneresti e un minuto dopo lo baceresti. Ventitre rimbalzi e
un dominio quasi irrisorio dei tabelloni, però, sono aspetti di fatto
decisivi sull’esito finale.
“Se gioca sempre così io sono il coach più contento del mondo –
sorride Sacco – perché dominare contro Foiera, Hines e Foiera non è
cosa da poco. Quando riusciremo a mettere a posto anche Bernard, che
paga pesantemente l’assenza settimanale di Zanus e non riesce a
sostenere allenamenti attendibili, allora potremo avere una coppia di
lunghi ancora più incisiva”.
A proposito di Zanus, il veneziano sta talmente male (sciatalgia
fulminante, ndr) che non era neppure presente al Flaminio, fermo nel
letto davanti alla tv. Messaggio nemmeno troppo cifrato a Bucci e
compagnia: qui bisogna intervenire, e anche subito. In conclusione, due
parole su Myers e Bennerman, entrambi a corrente alternata.
“Carlton ha tanta voglia, ha giocato 30’ perché se li è meritati
correndo e sacrificandosi. Cameron fa degli errori, ma quelle due bombe
nel momento di buio (terzo periodo, ndc) ci hanno salvato la vita. E’
così, dobbiamo ancora conoscerci, soprattutto quelli del quintetto dove
4/5 sono nuovi. Il cambio di proprietà? Contenti, ora c’è un futuro e
mi pare anche dei bei progetti. Bucci lo conosco bene: è una persona
competente ed è un bene averlo qui con noi. Sono contento anche di aver
visto un Flaminio così stretto attorno a noi, è stato bellissimo”. _____________________________________
- Il Resto del Carlino -
Riviera Solare 69 - Prima Veroli 68
RIVIERA SOLARE RIMINI: Scarone 13 (3/6, 1/6), Bennerman 18 (3/8,
4/12), Myers 8 (0/5, 2/3), Ebi 15 (6/11, 1/3), Bernard 5 (2/6);
Eliantonio 4 (2/3, 0/1), Moreno 6 (2/3), Gurini (0/2 da tre), Broglia
ne, Curcio ne. All.: Sacco. PRIMA VEROLI: Robinson 18 (6/9, 1/2), Nissim 13 (3/3, 2/4),
Rosselli 8 (2/5, 1/2), Gatto 4 (1/2, 0/3), Hines 16 (8/11); Rossi 5
(1/3, 1/3), Foiera 4 (2/2, 0/1), Bushati (0/1), Plumari ne, Iannarilli
ne, Fall ne. All.: Cancellieri.
Arbitri: Pasetto, Castelluccio, Di Toro.
Parziali: 17-24, 35-39, 54-56.
Note – Tl: Rimini 9/13, Veroli 7/18. Uscito per falli Scarone.
di Alberto Crescentini
Rimini. EMOZIONI forti, nel vecchio Flaminio, e Crabs che bagnano
nel migliore dei modi il marchio Riviera Solare con una vittoria a dir
poco rocambolesca. A 40’’ dalla fine Rimini, in totale confusione, è
sul -4 quando Ebi la mette da tre in transizione (67-68). Sul
ribaltamento Robinson sbaglia una tripla nel deserto e Scarone, cuor di
capitano, inventa l’arcobaleno del sorpasso a -15’’ (69-68). Finita?
Macché, ne succedono ancora di tutti i colori. A 3’’ dal gong c’è fallo
su Hines, che dalla lunetta — ahilui — spadella entrambi i tiri.
Rimbalzo di Ebi e fallo: errori voluti, ma pure invasione e nuova
chance, con un secondo da giocare, per Veroli. Rosselli riesce a fare
una specie di tiro tutto sbilanciato, non va. E adesso può esplodere la
gioia dei tifosi riminesi. Un successo che scalda l’anima: per il
gioco, la coralità, alla prossima.
NON E’ FACILE accendersi, in questo ‘Opening game’ di Legadue.
Rimini trova qualcosa in transizione, Veroli è più concreta contro la
difesa schierata, con Hines troppo sgusciante per Bernard, che dopo 5’
si accomoda infatti in panca. Crabs in difficoltà anche sulle
penetrazioni e i due falli precoci di Scarone propongono sulla scena
Moreno sin dal primo quarto. I granchi, che in attacco faticano proprio
a giocare insieme, con Ebi che si limita a catturare rimbalzi,
scivolano indietro, tanto che in apertura del secondo tempino sono già
9 le lunghezze di ritardo (17-26). In un amen, poi, Myers spende 2° e
3° fallo, dentro Gurini a 7’29’’ dal riposo. La situazione non è
semplice, ma il quintetto d’emergenza, pur arrancando sempre in fase
offensiva, tiene. Sul finire del quarto si riaffaccia sul parquet
Bernard, ma l’impatto del centrone non c’è. Quando le squadre rientrano
negli spogliatoi, comunque, l’incontro è aperto, tutto da giocare.
RIPRESA e Hines ricomincia da dove aveva lasciato, allungando a 8
la sua striscia di canestri senza errori (37-45). I Crabs sono in
affanno, ma due triple in 20’’ di Bennerman la riportano lì, a stretto
contatto. E poco dopo Scarone firma la sospirata parità a quota 45. Per
il vantaggio ci pensa ancora il gaucho, sua la doppietta ai liberi che
vale il 50-48. Rimini è davanti ma non ha l’inerzia in mano, un paio di
pasticci contro la zona e Veroli si riporta sul +2 alla penultima
sirena. Un margine esiguo, che i ciociari difendono però con le unghie
e coi denti. L’ultima parità sul tap-in in schiacciata di Ebi (58-58),
poi i Crabs devono sempre rincorrere, il fiato grosso e le idee
annebbiate. Al cospetto della zona piovono solo bombe, molte sul ferro,
zero gioco interno. Veroli può chiuderla e non lo fa, Rimini la punisce
con Scarone. Aspettando il gioco, basta e avanza.
LA LEGADUE, al suo nono anno di vita, si
è presentata ieri mattina nella suggestiva cornice del teatro di San
Patrignano. Una scelta non casuale, quella di mettersi in vetrina nella
comunità di recupero presieduta da Andrea Muccioli, peraltro
appassionato doc dello sport dei canestri. «Essere qui è sempre
un’emozione — attacca Marco Bonamico, che da alcuni mesi ha assunto la
presidenza di Legadue —. Sanpa lavora sul disagio, è un esempio per
tutti». E a suggellare questa collaborazione ecco spuntare la T-shirt
con il logo ‘Dunk into life’ (Schiaccia dentro la vita) che i giocatori
indosseranno come sopra maglia in questo turno inaugurale, maglietta
che viene pure consegnata a Muccioli. «Noi vogliamo dire ai ragazzi che
non saranno mai soli — ribatte Andrea —. ‘WeFree’ è una comunità,
virtuale e non, in cui si può crescere, un mondo aperto. E lo sport
continua ad avere un valore educativo».
SFILANO poi sul palco altri personaggi, a cominciare dal
presidente federale Dino Meneghin, che loda Bonamico («Marco, come me,
è nato il 18 gennaio: noi capricorno siamo gente tosta»), anche se la
futura introduzione della ‘wild card’ che andrà a restringere l’imbuto
tra Legadue e la categoria superiore (permettendo alla penultima di
serie A di acquistare per 500mila euro il titolo sportivo dalla seconda
di Legadue), genera malumore nel presidente di Legadue. «Ci sentiamo
penalizzati, su una decisione così importante non siamo stati neppure
interpellati — mastica amaro Bonamico —. Nessuno ha tenuto conto che la
stragrande maggioranza anche dei tifosi è contraria. Lo sport è bello
perché c’è il campo, noi giochiamo per quello». E una forma di protesta
simbolica sarà attuata subito in questa prima giornata: alla palla a
due le squadre staranno ferme per 24 secondi. Di parere diverso però
Meneghin. «Viene istituito un premio di 500mila euro che può rivelarsi
un toccasana per parecchi club, soldi che si possono reinvestire nel
vivaio e in altro».
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