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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDÌ 26 OTTOBRE 2009
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci FAENZA
– La tripla pressoché definitiva (64-76 a 2’05” dal gong finale) di
“Giacomone” Eliantonio, che fa esplodere i 400 (!!!) impazziti riminesi
piombati su un PalaMokador da serata di gala, è l’emblema di un derby
che i Crabs vincono nonostante la panchina di Sacco, stasera, sia stata surclassata da quella di Lasi. L’emblema
dicevamo, perché i derby trascendono, e in particolare questo: nessuno
avrebbe meritato di perdere, nemmeno un Aget orgogliosa, viva, anche
bella da vedere, e che ha raschiato ogni ultima goccia del barile
grazie al furore di un Vaden pazzesco. Imola però non ha Scarone e
Myers, anima e cuore di un gruppo che ancora una volta dimostra di
saper soffrire, di saper passare “la nottata”, e di chiudere i
rubinetti quando l’assetato non ne può più. Il match Aldilà del
saluto “scaroniano”al derby (bomba ignorante in faccia a Bolzonella),
il piano di Lasi è evidente: contropiede sempre e comunque, chiusura di
qualsiasi rifornimento a Bennerman ed Ebi e blocchi su blocchi per
Vaden, con l’alternativa del gioco spalle a canestro di Ezugwu. I
Crabs cominciano invece un po’ sornioni, ma tanto basta per il primo
break, un 8-0 firmato da Myers: due triple e un cioccolatino
scartatogli dolcemente dall’Aget spingono la Riviera sul +7 (13-20 al
7’), prima che cominci il “Robert Vaden show”, ovvero la deposizione di
qualsiasi palla, da qualsiasi posizione e con qualsiasi marcatura, in
fondo al paniere. L’Usa di Lasi ne mette 11 in fila, con Bennerman e
Gurini che non riescono minimamente a impensierirlo: l’ultima cometa,
da 9 metri abbondanti, fa piovere il 26-25 Aget alla prima pausa. Dopo
le cuccagne, ecco le diete: quando si riparte, infatti, si segna col
contagocce perché Whiting per il momento è scentrato, e Moreno, dentro
per Scarone all’11, fa molta fatica anche nella normale
amministrazione. Sono così i gregari imolesi (Amoroso e
Casagrande, ottimi davvero) a propiziare l’inerzia Andrea Costa, mentre
Ebi litiga con le triple (ma ha già 9 rimbalzi al 20’) e l’unica
soluzione riminese possibile pare il rifornimento a Mike Bernard,
finalmente dominante quando riceve nei pressi dell’anello (12 punti al
10’, come Myers, e 6/7 al tiro). Ci sarebbe quindi modo, per Imola, di
fuggire via: Casagrande e Amoroso, la strana coppia, produce un 40-35
(18’) con almeno tre possibilità di replica. Imola perde però l’attimo,
e allora Bernard e Scarone, con una bomba senza senso guardando Bucci
in parterre, impatta sul 40 pari, troppo poco per l’Aget e troppo
troppo per i Crabs. Tutto da rifare, quindi, anche se quando si
ricomincia è Imola ad uscire meglio: Fazzi e Amoroso fanno da matti da
7 metri, e il 46-40 non va oltre solo per un dentro e fuori del
capitano Aget. La Riviera barcolla ma non molla, ed eccoci al
controbreak di default: Scarone chiude con la tripla del sorpasso
(48-49 al 25’), ai margini di lotte clandestine senza un vero padrone,
con Lasi che gira come un tornando la panca ma non vede ancora Whiting
entrare nel match. La bolgia è cosa fatta, l’equilibrio (bomba centrale
di Ebi) è fisiologicamente totale, col nigeriano che si sveglia tutto
di un colpo anche in attacco, peraltro imitato dal solito e immenso
Vaden (58-60 al 30’). Sarà questione di sguardi, di stoppate e
recuperi. Di difesa, in fondo: quella di Rimini, priva di Myers e
Scarone (in panca sino al 37’), morde che è un piacere, con Gurini
perfetto, nonostante i 4 falli, su un Vaden oscurato quel che basta.
Ebi – Bernard – Moreno fanno 58-67 al 35’, ed è uno strappo che conta,
con l’Andrea Costa senza segnare per 4’43”. Il sortilegio lo
blocca Whiting (4 liberi a fila provvidenziali), e dopo la seconda
persa riminese sulla pressione furente di Fazzi e compagnia, Sacco
ributta Scarone (ma non Myers) nella mischia: l’ormone Trent non ci sta
(tripla e 67-72 a 3’28”), poi però, dopo il 2/2 in lunetta di Ebi,
Eliantonio pesca il jolly centrale più pesante del derby. E’ 67- 76 a
2’ dalla fine, ma non è finita: Vaden si trasfigura piazzando due
siluri spaziali in testa al povero Jack (75-78 a 1’05”), e allora tocca
a German & Carlton dare le ultime pennellate. Del resto, due così,
Imola non li ha.
SCARONE 7.5 Chissà dove sarà mai, questa
sfuggente felicità. Di sicuro è nelle sue mani, che regalano ai 400
riminesi un finale di urli e proclami (“salutate la capolista” gli sarà
piaciuto un bel po’): German deposita un lay up letale (5/8 al tiro, 7
falli subiti), mentre prima, a suon di triple e super difesa sull’amico
nemico Whiting, aveva esorcizzato il quarto spauracchio su 4. Niente
paura ci pensa Germano mi han detto così.
EBI 7 E’ incredibile come metta insieme cifre colossali senza
apparire più di tanto (6/12 al tiro, 14 rimbalzi, 3 recuperi e 3
stoppate), ma due “veloci” e soprattutto due bombe al curaro tra fine
terzo e inizio ultimo periodo indirizzano verso Rimini la questione.
Amoroso lo sorprende un po’ troppo spesso, ma fate voi 33 di
valutazione in 38’ se ci riuscite. Megalomane.
MORENO 5.5 Ok, il meno 7 di valutazione per Sacco è fuorviante.
Però nel primo tempo fa fatica persino a palleggiare (1/3 e 4 perse in
16’), anche se nella ripresa, con German in panca, tiene bene mettendo
anche un appoggio importante. Saliscendi.
MYERS 7.5 La faccia finale (espressione compiaciuta di fronte alla
curva piena che acclama i suoi eroi) vale anche per quella in campo:
gioca con una tranquillità, una leggiadria e una classe incredibili,
cosciente che tanto, prima o poi, la partita arriverà da lui (5/7 al
tiro, 7 falli subiti, 3 assist). Corre, incita, prende falli, congela.
Mondi sommersi.
BENNERMAN 6.5 Le cose migliori le fa in difesa: un paio di
stopponi (ad Amoroso e Whiting) sono pazzeschi, così come la difesa su
Vaden nei primi 5’ del quarto periodo. E’ temuto e quindi contenuto
(4/9 dal campo, 0/3 da tre), e allora si mette al servizio del gruppo
(3 recuperi, 5 assist). Una sera da mediano.
BERNARD 7.5 Tiene in piedi la baracca nei primi 20’, nei quali
segna e si fa beffe di Ezugwu (7/9 da due, 7 rimbalzi, 5 recuperi). La
presenza che chiede Sacco, stavolta, c’è e si sente: quei 120kg vanno
sfruttati per schiacciare gli altri. Panzer.
GURINI 6 Entra e fa 4 falli in un nanosecondo. Rientra e mette
tanta di quella intensità che ne sarebbe bastata mezza. Frullato.
ELIANTONIO 6.5 Ok, 2 perse e 1/3 dal campo. Ma quella bombetta
centrale chiude la partita, e non ha paura di tirarla nonostante la
serata un po’ così. Game, set and match.
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- Il Resto del Carlino -
Aget Imola 82 Riviera Solare 88
AGET IMOLA: Bolzonella 7 (2/4, 1/1), Whiting 15 (3/7, 1/5), Vaden
26 (3/7, 6/9), Bruttini, Ezugwu 8 (3/8); Fazzi 6 (2/4 da tre), Masoni,
Casagrande 6 (2/3), Amoroso 14 (4/6, 2/4), Amoni ne, Pasini ne. All.:
Lasi.
RIVIERA SOLARE RIMINI: Scarone 19 (2/4, 3/4), Bennerman 11 (4/6,
0/3), Myers 22 (3/3, 2/4), Ebi 17 (4/7, 2/5), Bernard 14 (7/9); Moreno
2 (1/2, 0/1), Gurini, Eliantonio 3 (0/1, 1/2), Broglia, Zanus Fortes
ne, Calegari ne. All.: Sacco.
Arbitri: Longhi, Paronelli, Ciano.
Parziali: 26-25, 40-40, 58-60.
Note – Tl: Imola 12/19, Rimini 22/26. Usciti per falli Moreno, Fazzi, Bennerman, Ezugwu e Casagrande.
Alberto Crescentini
Faenza
FINISCE con i granchi sotto la curva a prendersi i meritati
applausi dei tanti tifosi riminesi che hanno colorato di biancorosso e
passione il PalaCattani. Quattro su quattro, dunque, per questa Riviera
Solare che non ne vuole sapere di fermarsi. L’Aget è stata una
degnissima avversaria di questo derby che accende la Romagna dei
canestri e i Crabs, per portarla a casa, si sono dovuti sbucciare le
ginocchia in un quarto periodo dove l’intensità difensiva è lievitata
in maniera clamorosa (primi punti per Imola dopo quasi 5’...). Vince,
la squadra di Sacco, mandando in doppia cifra tutti e cinque gli uomini
del quintetto base, a dimostrazione che la pericolosità si può
ripartire su piccoli e lunghi, un rebus irrisolto per gli avversari.
SI VA a strappi, quando si comincia. Allunga Imola con Ezugwu e
Vaden, ribalta Rimini con Bernard e un chirurgico Myers (13-20, è Lasi
il primo coach a doversi rifugiare nel time-out). Un minuto utile,
quello del tecnico imolese, con la sua squadra che si rimette subito in
carreggiata con Vaden, spietato sul perimetro. Per la Riviera Solare
già qualche problemino di falli con Scarone e Bennerman. Nel secondo
periodo gli scoppiettanti attacchi si placano un po’, adesso far
canestro è meno facile e il punteggio – 104 a 100 la proiezione dopo
10’ – frena vistosamente. Per Sacco è anche tempo di lavorare con la
panchina, ma le risposte non sono incoraggianti: Gurini spende falli
(4) alla velocità della luce, Eliantonio è morbido, Moreno pasticcia. E
l’Aget, che riceve invece energia dai cambi, può guadagnare qualcosa
(38-33). L’equilibrio non abbandona comunque il match e i granchi, con
l’ormai abituale tripla ai confini della realtà di Scarone, impattano
prima di rientrare negli spogliatoi per il the.
RIPRESA e le squadre si scambiano subito un paio di ‘ceffoni’,
mentre Myers non molla la presa: la prima pausa in panca, per Carlton,
arriva a 3’02’’ dalla penultima sirena, con le duellanti inchiodate sul
53 pari. Ebi è felice da tre e dall’arco il nigeriano si ripete in
apertura di quarto tempino (58-63). Intanto l’energia difensiva si
centuplica, Bennerman piazza due stopponi da urlo e quando anche
l’incerto Moreno trova il guizzo in entrata per Imola sono dolori
(58-67, 5’40’’ alla fine). Proprio Moreno commette però una
sciocchezza, spingendo via il difensore per ricevere palla: è il suo
quinto fallo, ma soprattutto c’è l’Aget che, buttandola sulla bagarre,
risale la corrente in un amen (64-67). Bennerman regala ossigeno ai
suoi con un’azione da 2+1, ma adesso Imola ci crede. A 3’13’’ dal gong
Sacco vuole nuovamente sul parquet Myers e il veterano risponde
presente, gelando al meglio il gioco e trasformando come una macchina
caterve di tiri liberi. Una bomba di Eliantonio – fin lì impalpabile –
vale oro (67-76, -2’05’’), quindi un’altra magia di Scarone fa capire a
Imola che il derby ha imboccato una direzione precisa. Quella che porta
al mare.
SCARONE 7,5. Diabolico capitano, lo
vedi boccheggiante e poi ti spacca in due la difesa con un’entrata al
platino oppure estrae un coniglio bianco dal cilindro, cioè imbuca una
tripla da 7 metri buttandosi indietro e con l’uomo addosso. Per non
parlare del gran lavoro sull’ex compagno Whiting, che ‘vede’ un solo
canestro su azione nei primi due quarti. BENNERMAN 7. Impiega tanto per entrare in partita, ma quando lo
fa si avverte, eccome. Stoppate (2) e penetrazioni, recuperi (3) e
assist (5), energia pura per i Crabs. E poco importa se dall’arco non
la mette. MYERS 8. Partita di notevole spessore, match nel quale Carlton
interpreta alla perfezione il ruolo di Grande Vecchio. Un veterano per
la verità più arzillo che mai, poiché Sacco lo fa rifiatare in panca
solo dopo 27’ filati di gara. E quando rientra, frustra le velleità di
Imola infilando un libero dietro l’altro, senza sconti (10/10 per lui,
in campionato la striscia senza macchia si allunga a 14...). Nei suoi
31’ spreme 22 punti con appena 7 tiri dal campo, nello score anche 3
assist. Giù il cappello. EBI 7,5. E’ bello come il sole, il nigeriano. In certi frangenti
sembra che si sia appena alzato dal letto, con gli amici che lo hanno
chiamato a giocare per fare numero. Poi, presa coscienza che c’è
qualcosa di grosso in ballo, eccolo calarsi da protagonista nel derby,
eccolo dominare fisicamente la scena (14 rimbalzi e 3 stopponi, il
tassametro continua a correre...), eccolo punire i ‘cugini’ con un paio
di triple che tagliano le gambe. Chiude con la quarta ‘doppia doppia’
consecutiva, la valutazione dice +33 in 38’. Alla prossima, Ndudi. BERNARD 7. Nei primi due quarti ‘Big Mike’ è un fattore anche in
attacco, con tap-in, buoni movimenti spalle a canestro e tiri dalla
media. Poi si defila un po’, però si batte dietro e tiene sempre il
connazionale Ezugwu ai margini del derby, vincendo alla grande il
duello tra colossi ‘british’ (25 a 2 alla voce valutazione). MORENO 5,5. E’ ingenuo e gli arbitri, essendo ancora un baby, non gli perdonano niente. Cinque falli e 4 perse in 16’.
GURINI 5,5. Accende troppo in fretta le lampadine rosse, però
sgrugna anche con 4 falli, non fa mezzo passo indietro. Non pervenuto
in attacco. ELIANTONIO 6. In una partita soffice, il giovane lungo ha gli attributi per infilare una bomba centrale a 2’ dal gong.
E’ UN GIANCARLO Sacco visibilmente
soddisfatto quello che si presenta in sala stampa a fine partita e
concede all’Aget l’onore delle armi: «E’ stata una gara molto dura,
molto fisica da parte di entrambe le squadre, nello stile di un derby —
sono le parole del coach dei Crabs —. Un derby giocato con un agonismo
ai massimi livelli. Si sono viste giocate di alto livello, come quelle
di Vaden». Poi Sacco passa ad analizzare la partita: «Noi, com’è nostra
abitudine — continua — abbiamo fatto sprazzi notevoli». Il coach ha
parole di elogio in particolare per chi non partiva in quintetto:
«Vorrei sottolineare una cosa. Quando abbiamo preso il vantaggio che
abbiamo gestito fino alla fine c’erano Myers e Scarone a sedere. Questa
squadra dipende dai nostri senatori e da Ebi, ma nel cuore della
partita hanno avuto un peso importante anche le seconde linee». SULLA SPONDA imolese, coach Lasi ha poco da rimproverare ai suoi:
«Penso sia stato un bel derby e sono d’accordo con Sacco nel
sottolineare le belle giocate viste. Noi non siamo quella squadra
esperta che è Rimini e nel finale non abbiamo saputo recuperare quei 5
o 6 punti di svantaggio che avevamo. Ai ragazzi rimprovero poco perché
ci hanno messo cuore».
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