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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MARTEDÌ 10 NOVEMBRE 2009
- La Voce di Romagna -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Si sta davvero magnificamente, lassù in cima tutti soli.
Sensazioni dimenticate, per le quali bisogna risalire addirittura a 13
anni fa, a quella stupefacente e meravigliosa Koncret targata Piero
Bucchi, e diretta magistralmente da un ragazzo argentino di 21 anni. Un
gaucho piovuto da Buenos Aires una stagione prima con la voglia matta
di sfondare e regalare gioie in quantità a una città che si sarebbe
innamorata di lui immediatamente. E’ tornato Carlton Myers, sta per esordire Andrea “stai sereno”
Pecile, ma c’è sempre e solo un nome al quale accostare il Basket
Rimini. German Scarone, of course.
“Si, me la ricordo quella Koncret – attacca proprio il capitano
dei Crabs il day after Jesi –. Anche allora cominciammo molto bene
(dopo 6 giornate, però, il bilancio era di 4 vinte e 2 perse, oggi
siamo 5-1, ndc), per poi finire in trionfo. E anche allora la città
credeva in un sogno come ora: noi vogliamo regalare tante gioie ai
nostri tifosi. Ma è troppo presto per esaltarsi, tanto è vero che ci
siamo detti di non guardare la classifica. Qui magari c’è chi è felice
per il ko di Reggio Emilia, io invece sono preoccupato per il partitone
che ha fatto Casale Monferrato. Domenica sarà davvero durissima”. La mente viaggia già verso il Pala Ferraris, ma adesso è giusto
godersi un primato che, per quanto prematuro, è sinonimo di una squadra
che sa quel che vuole, che ha trovato una buona chimica, che dopo il ko
di Sassari ha recitato il mea culpa reagendo alla grande.
“Dopo quella sconfitta, figlia soprattutto di episodi e di una
rimonta subita, abbiamo capito che non si può prescindere dalla difesa,
ed è stata li la chiave del successo con la Fileni. Loro sono il primo
attacco del campionato, li abbiamo tenuti sotto media fermando molto
bene i loro lunghi e cercando i nostri sotto le plance. Il quintetto ha
fatto bene (4 su 5 in doppia cifra, ndc), ma la panchina è stata
fondamentale, senza l’apporto di Zanus, Moreno, Eliantonio e Guro non
saremmo arrivati freschi nel finale”. Proprio alla vigilia dell’inserimento ufficiale di Andrea Pecile,
German ci tiene a precisare tutta la fiducia che i senatori nutrono nei
confronti dei vari ragazzi della panchina. Le spallate di Zanus, la
difesa del Guro, la presenza di Eliantonio e il fosforo di Moreno sono
stati di fatto fondamentali, nelle pieghe di una trasferta non
semplice. “Non è un caso, infatti – rincara la dose G – se nell’unica
partita dove la panchina ha dato meno del solito, con Sassari, abbiamo
finito col perdere perché siamo arrivati cotti nel finale. Io sono
veramente contento e sorpreso per l’acquisto di Pecile, è un ottimo
giocatore e soprattutto un bravo ragazzo, uno che si inserirà nel
gruppo nel giro di 5 minuti. Ho già parlato coi ragazzi più giovani, il
suo inserimento non deve essere visto come una bocciatura, ma come la
possibilità di lavorare e crescere al meglio senza l’ansia di
sbagliare”. Tornando a quella stagione 1996-97, c’è lo spunto per parlare di
quanto sia cambiato il basket in 13 anni. “In primis c’erano i 30
secondi, così potevo palleggiare di più – scherza German –. Poi c’erano
solo due stranieri e 8 italiani, il livello era buono ma dava più
possibilità agli italiani per emergere e mettersi in mostra. Ora c’è
meno spazio, anche se questa LegaDue cresce e dimostra di essere un
campionato davvero elettrizzante, equilibrato e tecnicamente valido”.
Sei giornate, un quinto del cammino.
Dice o non dice, è già qualcosa su cui basarsi, anche se solo
indicativamente. Basti pensare che la capolista Riviera Solare (10
punti, 5-1 il bilancio e 3-0 fuori casa), la scorsa stagione, di questi
tempi navigava nei fondali (1 vittoria, 5 ko) con Sacco che subentrava
all’esonerato Galli. Come a dire: manca una vita, può succedere di
tutto. Piani alti Detto dei Crabs in “fughina”, a quota 8 ci sono 4
squadre tutte più o meno pronosticabili all’avvio, ovvero Veroli,
Brindisi, Reggio Emilia e Sassari. Di queste, l’unica in fase “down” è
la Trenkwalder (2 ko di fila), martoriata da infortuni a catena e
comunque sorprendente visto l’organico meno talentuoso del lotto.
Veroli, dopo un inizio difficile, è uscita con due hurrà in striscia
dal brutto infortunio di Robinson, mentre Brindisi sembra la classica
squadra dai cambi di umore repentini e Sassari, al contrario, un nucleo
molto forte, che arriverà lontano perché il materiale c’è e Sacchetti è
molto bravo. Mucchio selvaggio Ben sei compagini, a quota 6, ovvero la mezza
via di chi tendenzialmente rappresenta il valore di un campionato (3
vinte e 3 perse). Udine è 0-2, ma paga ovviamente il cambio al timone
tra Mathis e Brown, un qualcosa che non si assimila dall’oggi al
domani, soprattutto se perdi sempre con tiri all’ultimo secondo. Imola,
tutto sommato, sta confermando quel che è, un buon insieme con momenti
di buio pericolosi, mentre Jesi sembra troppo legata agli “oggi si,
domani non lo so” del duo Paulinho – Waleskowsky. Venezia è un enigma:
in teoria ha il roster più lungo e completo, in pratica non sembra una
squadra, è scollata e nemmeno Garris riesce a metterci una pezza. Se
Vigevano è molto più che una sorpresa, almeno per ora, Casale
Monferrato può ripartire dall’exploit di Reggio per ritrovare se stessa
e le sue ambizioni. Più no che si Latina (4) e Casalpusterlengo (4) sono dove
dovevano essere, con la certezza di avere quattro americani forti, e
capaci di vincerti quelle partite che servono per sperare di salvarti.
Pavia (4) è un bel rebus, ha 4 playmaker di ruolo ma nemmeno uno che
sappia far compiere il salto di qualità, mentre Pistoia (4) sin qui ha
un po’ deluso, proprio come Scafati (0), che ha rivoluzionato tutto e
ripartirà completamente da capo. Entrambe, a sensazione, non staranno
per molto quaggiù.
Dopo il canonico lunedì di riposo, i
Granchi si ritroveranno oggi, alle 17.30 al Flaminio, per ricominciare
la preparazione verso la trasferta di Casale Monferrato, prevista per
domenica prossima alle 18.15. L’attesa, ovviamente, è spasmodica, ma è
la “questione Pecile” a tenere banco: per poter schierare il playmaker
triestino al Pala Ferraris, il Basket Rimini lo deve tesserare entro
venerdì mattina alle 12. Ciò significa che il passaggio di proprietà definitivo,
condizione ‘sine qua non’ per poter mettere la firma sul contratto tra
giocatore e società, dovrà avvenire massimo entro giovedì. “Ci stiamo
attivando – dice Alberto Bucci – per accelerare i tempi, io vorrei
avere Andrea disponibile per Casale, e come me ovviamente coach Sacco”.
Se ciò non fosse possibile, e cioè il tutto rimanesse in programma per
il 16 novembre, “Sunshine” esordirà in casa contro Casalpusterlengo, il
22, in sede ancora da definire. “Penso che entro pochi giorni si saprà
anche questo – chiude Bucci –. Il Comune aspetta una risposta in merito
dalla Prefettura, noi aspettiamo ma vogliamo il 105 Stadium disponibile
a partire da martedì 17, per poter preparare li la partita”. Il
concerto di Laura Pausini ci sarà questo venerdì (13): il tempo per
smantellare palco e attrezzature, in teoria, c’è.
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