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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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LUNEDì 6 OTTOBRE 2008
RS
- La Voce di Rimini -
di Matteo Peppucci RIMINI – Alla fine ce la fa, la corazzata e “rimbalzata”
Varese, a sopravvivere nell’inferno rosetano. Porta via i due punti
(68-70) grazie al solito immenso Childress, che dice 23 (con 7 assist e
7 recuperi) mentre Pinnock (18) e Sylvere Bryan (19 e 9 rimbalzi) non
bastano a Trullo per portare a casa la pellaccia.
Benone anche Reggio Emilia, che nel posticipo spiega quanto è dura
la LegaDue alla neopromossa Venezia, condizionata pesantemente
dall’assenza di George: sull’ 84-67 finale, pesano i 16 di Infante e i
15 di Smith, mentre Nate Green ne mette 24 ma rimane in gabbia e
Rombaldoni pareggia i conti con Fultz ma perde la partita.
Cade la terza ancella, vale a dire Casale Monferrato: Brindisi è
una brutta bestia, con Hatten (28) e Killingsworth (15 e 12 rimbalzi) a
dispensare sentenze, tanto che Dodwell (18) e Crespi alla fine alzano
bandiera bianca. Coppia Usa di lusso anche per Livorno, che con Kemp e
Boyette (23 a testa) tiene a dieta la Soresina di Troy Bell (23, ma con
23 tiri), mentre Pistoia accende un cero a San Elton Tyler (25 con 14
rimbalzi) nella sfida, vinta difficilmente, sulla Veroli del neo
profeta Nissim, 21 in attesa che Hines raddrizzi la mira.
Gran prova di squadra del Banco Sardegna, che manda ben 5 uomini
in doppia cifra (Rowe 22, Whiting 19) superando un’Edimes Pavia che fa
ancora meglio a livello di spartizione (6 in doppia cifra, Volcic 16,
Viaggiano e Cinciarini 15) ma alla fine esce con le ossa rotte.
RIMINI – Fa molto male. Perché era li, a
portata di mano, a un niente dai sogni. Ci hanno provato, i Crabs, a
portarla a casa dopo che la bomba di McCray aveva illuso tutti che
fosse un segnale beneaugurate. E invece no, al supplementare Jesi si è
dimostrata superiore, mentre Rimini ha pasticciato davvero troppo.
“Si, siamo mancati di cinismo e di lucidità nei momenti chiave del
match, soprattutto nell’overtime – ammette Massimo Galli – dove abbiamo
sbagliato troppi tiri facili, mentre Jesi, a cui faccio i complimenti,
ha dimostrato di possedere un’esperienza assoluta con letture tattiche
perfette. Abbiamo pagato i nostri errori, mi dispiace perché l’avevamo
rimessa in piedi e avremmo potuto anche vincere nei 40’, se solo
fossimo stati più attenti in qualche frangente”.
Una partita divertente, emozionante, piena di colpi di scena e di
ribaltamenti di fronte continui. Rimini, però, l’ha iniziata male,
sentendo un po’ troppo l’esordio mentre Jesi poteva mettere in cascina
fieno prezioso per il proseguo del match.
“Siamo partiti sotto intensità, contratti e tesi, e poi ci siamo
ripresi nel secondo periodo, che è stato simile al quarto, nel senso di
molto positivo e propositivo, mentre nel terzo ci siamo fatti
risucchiare in un gioco che non è il nostro. Il gioco e le scelte sono
da migliorare, ma il carattere c’è. Abbiamo lottato e dato il 100%,
prendendo più rimbalzi (41 a 34, ndr) e tirando 17 volte di più di
Jesi. Produciamo tanto, dobbiamo stringere di più. Certe partite
andrebbero vinte, perché producono entusiasmo, ma dobbiamo essere
ottimisti, Jesi è una squadra di vertice e abbiamo dimostrato di
potercela giocare”.
Tutto giusto, tutto vero. Anche le scelte finali, quelle con
Scarone, Goss e McCray a dirigere l’orchestra e De Pol nella mischia.
L’ex triestino ha un po’ deluso, così come non sarebbe dispiaciuto
vedere Kesicki nel finale.
“Tomasz ha giocato un ottimo primo periodo, e in generale è andato
bene – conferma Cedro – ma nella ripresa è stato condizionato dal terzo
fallo e poi ha subito due canestri in faccia da Maggioli. Per quello ho
preferito toglierlo. De Pol? Non è al meglio, fa ancora fatica”.
Chi è piaciuto per davero, invece, è stato Giacomo Gurini, già
dentro lo spartito di brutto, mentre Phil Goss ha perso il duello con
Maestranzi. “Gurini è cresciuto molto per attenzione e concentrazione, direi
che la sua è stata una prestazione positiva. Goss? Era emozionato, la
tensione non gli ha permesso di incanalare le energie positive nel
verso giusto: vedrete che si rifarà, ha dei numeri e lo dimostrerà”.
E’ ovviamente raggiante, a fine gara, il
coach della Fileni Andrea Zanchi. La sua Fileni ha cominciato
espugnando un campo mai violato dalla Jesi dei canestri, grazie ad una
lucidità decisiva nei momenti clou.
“Si, vincere qui e all’esordio è molto positivo e mi fa ben
sperare per le prossime partite. Ho visto cose buone e meno buone,
diciamo che questa partita l’abbiamo vinta e persa un paio di volte,
compreso su quella bomba di McCray allo scadere dei 40 minuti. Siamo
stati bravi a non demoralizzarci e a rimanere uniti, cercando le cose
facili. Le nostre percentuali ci hanno permesso di vincere”.
Un po’ discontinui, ma maledettamente cinici nei momenti chiave.
L’asse Maestranzi – Maggioli ha fatto la differenza, dimostrando che il
telaio c’è ed è quello giusto per sognare.
“La squadra è stata costruita sul miglior play e il miglior pivot
del campionato – continua Zanchi – e su giocatori che si integrassero
al meglio coi due di cui sopra. Secondo me siamo sulla buona strada,
anche se stasera non mi è piaciuto il perdere la guerra a rimbalzo e il
subire troppo, in certi frangenti, la foga dei Crabs. Devo però
riconoscere che Rimini ha fatto una partita gagliarda, e che non è
facile giocare qui. La panchina ha dato poco? Rossini stava male e nel
finale ha fatto 6/6 ai liberi, dagli altri mi aspetto ovviamente di
più”.
SCARONE 6.5 E’ ancora indispensabile, mettetevelo bene in testa. Quando entra lui, il cuore dei Crabs comincia a battere fortissimo: si sbatte, segna canestri assurdi, difende di coraggio (5/12 dal campo, 3 recuperi e 3 assist). Nel final, però, la vista si annebbia assieme ai sogni di rock&roll. Il centro del mondo. GOSS 5.5 Emozionato a dismisura, si fa prendere dalla foga e sbaglia tiri che metterebbe ad occhi chiusi. Attacca poco il ferro, ogni tanto si riprende ma Maestranzi lo taglia a fette e la regia non è proprio il massimo (1/6 da tre, 3 perse). Ansia da prestazione? PINTON 5 Timoroso e spuntato (0/2 da tre), Galli lo toglie quasi subito dalle rotazioni. Chi l’ha (intra) visto? DE POL 5.5 Ok, alla fine i suoi 8 rimbalzi li tira giù. Però ci si aspetta di più, da uno che ha vinto Europei e scudetti. Condizionato dagli acciacchi, si inalbera spesso in soluzioni sgangherate (2/5, 4 perse) che producono i contropiedi jesini. Derailed. McCRAY 7 Il ragazzo si diverte, e fa anche divertire. Non solo: ha il coraggio di metterla quando conta, e se non era per lui, addio overtime. Va di folate assassine e repentini nascondini, ma ha una classe che abbaglia (8/16 dal campo) e fa il suo anche a rimbalzo. La difesa, però, è ancora un qualcosa di sconosciuto…Mirabilandia. ZANUS FORTES 6 Fa quello che gli si chiede. Marca Maggioli come se fosse Eva Mendez in perizoma, tira giù 6 rimbalzi e sbava l’infinito. Caccia grossa. RINALDI 6 L’irruenza è il suo pane, la generosità incontrollata la sua primaria fonte di sussistenza. Se lo collegassero a una pila, illuminerebbe le Befane, ma spesso va fuori giri e qualcuno lo aspetta sotto al ferro per togliere insieme a lui il tappo (3/10, 4 recuperi). Prozac +. GURINI 7 Che bellezza, l’Omar Thomas bianco venuto dalle Marche per stupire la LegaDue. Si infila che è un piacere nella terra di nessuno, si appiccica a chi capita togliendogli il fiato, corre come un dannato. Ci sta già un bel po’ simpatico, il Guro. L’exogino. KESICKI 6.5 Doppia doppia (11 punti, 11 rimbalzi), e scusate se è poco. All’inizio Rimini si avvinghia al “polacchino”, per non affondare. Maggioli lo porta a scuola, ma lui in un paio di occasioni lo porta a spasso. Discontinuo e inesperto si, ma forse la materia prima c’è. Speranza.
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — ACCIUFFATO il supplementare per i capelli — tripla di
McCray a 3’’ dal gong dopo due errori di Rinaldi da sotto —, i Crabs si
sciolgono nei 5’ decisivi, un overtime che li vede arrembare ormai con
poche idee e il fiato grosso. Per 3’40’’ non mettono a referto punti i
granchi e la Fileni vola via, anche se nel caotico finale Scarone si
ritrova a scagliare la bomba del pareggio, tiro che muore sul ferro. E
stavolta Jesi, con il suo nutrito drappello di tifosi al seguito, può
esultare per davvero. Anche perché da queste parti, in passato,
l’Aurora non aveva mai strappato il referto rosa. Una Fileni che in
questo momento ha più certezze e che ieri sera ha avuto un Maestranzi
assoluto padrone del match.
QUANDO si comincia, in campo c’è solo Jesi: 0-9 in un amen con 4/4
al tiro mentre i Crabs si smarriscono tra palle perse e stoppate
subite, con Galli che deve rifugiarsi nel time-out dopo appena 2’16’’.
E il ‘minuto’ ha il potere di scuotere i granchi, soprattutto Kesicki.
E’ il giovane polacco, infatti, a prendersi la squadra sulle spalle in
attacco, con 7 punti a fila che rimettono in carreggiata i biancorossi.
MA LA FILENI ha le idee chiarissime, con Maestranzi che detta i
ritmi giusti, imbecca i compagni e la mette dall’arco. Rimini prova a
far salire l’intensità dietro, però al primo mini-riposo sono ancora 10
le lunghezze di margine per i marchigiani, con Zanchi che va sempre con
il suo quintetto base. Gap che rimane pressoché inalterato nelle
battute iniziali del secondo periodo, mentre i canestri si fanno merce
più rara su entrambi i fronti (20-30 al 15’). Scarone si prende tutte
le sue responsabilità e insieme al capitano si fa vedere un reattivo
Gurini. I Crabs risalgono la corrente, Goss sfrutta un antisportivo
fischiato a Ryan e Rinaldi, a 1’ dall’intervallo lungo, permette ai
romagnoli di mettere per la prima volta la testa avanti (38-37 il
parziale). Ancora pungente Kesicki, mentre si ‘sporcano’ le percentuali
di Jesi.
IN AVVIO di ripresa Rimini si issa a +3 e lì si pianta (da 48-45 a
52-60, il vigoroso break lo firma Boykin, per alcuni minuti
inarrestabile). Restano comunque in scia, i biancorossi, che sotto
misura trovano canestri da Gurini, pienamente dentro il match. Si
accende e si spegne, invece, McCray. Prima perde tre palloni a fila,
quindi su alcune sue folate i Crabs si riavvicinano, agguantando pure
la parità a quota 67. Ed è ancora una tripla di MC a regalare l’ultimo
vantaggio riminese (74-73, meno di 2’ alla sirena), così come è lui,
sempre dall’arco, a prolungare il match ai supplementari. Un overtime,
come detto, tutto di marca jesina, col solito Maestranzi a orchestrare
con sapienza il gioco e a concludere, con eccellenti percentuali da tre
e dalla lunetta, quando se ne presenta l’occasione. Un giocatore, il
piccolo play, che ha finito per fare tutta la differenza del mondo in
questa ‘ouverture’ del torneo di Legadue. Per i granchi, comunque
generosi, tante cose da mettere a posto.
GOSS 5,5. In pre-campionato l’avevamo
sempre visto bene, pimpante, autorevole sul parquet. Ma ieri,
all’esordio in Legadue, lo statunitense ha fatto un passo indietro,
forse tradito dall’emozione o chissà che altro. Titubante e impreciso
in avvio, aspetta tantissimo prima di prendersi qualche penetrazione. E
intanto il suo dirimpettaio, Maestranzi, illumina la scena. PINTON 5. Entra in quintetto, ma in pochi se ne accorgono. Nel
senso che la sua impronta è impalpabile. Zero tiri, zero iniziative,
zero tutto. E anche quando si riaffaccia in campo nella ripresa resta
estraneo al match (‘virgola’ e –1 di valutazione in 15’). MCCRAY 6. Chris è più coerente, cioè assomiglia di più al McCray
visto nelle amichevoli. Un giocatore un po’ intermittente, capace di
folate importanti ma anche di qualche sciocchezza. Se i Crabs
prolungano la gara all’overtime lo devono a lui, a quella tripla
sparata con il cronometro ormai a fine corsa. Le percentuali sono buone
(50% dal campo, 6/6 dalla lunetta), così come i 6 rimbalzi non sono
male. Pesa però qualche ‘svolazzo’. RINALDI 5,5. Paradossalmente, i suoi due banali errori da sotto a
pochi secondi dal gong sono ossigeno puro per i granchi, che in qualche
maniera fanno poi uscire il pallone sul perimetro, dove McCray castiga
da tre. Altri tiri finiscono sghembi, comunque Tommy si fa notare per i
recuperi (4, senza perse) e per l’insolito saldo attivo tra falli fatti
(0 in 22’, storia pura) e subiti (5). KESICKI 6,5. L’inizio è uno shock, palla persa e stoppone preso,
ma il polacco non sembra tipo che si deprime. Così incomincia a
metterla da sotto e dalla distanza, ad arpionare rimbalzi (11 in 23’,
roba buona), a essere un fattore nella partita. Certo, a volte Maggioli
lo porta a scuola, ma nel complesso una prova incoraggiante, che
avrebbe magari meritato qualche minuto in più nel finale. SCARONE 6. Dopo la lunga inattività per infortunio, crediamo che
non ci si potesse aspettare di più. German resta dentro 28’, mette 15p
con 5/12 al tiro, distribuisce 3 assist. Perde anche qualche pallone,
d’accordo, non mette la tripla della parità all’overtime, ma il rientro
è positivo. GURINI 6,5. La sorpresa più gradita, canestri e presenza, 21’ importanti.
DE POL 5,5. Non è in condizione e si vede.
ZANUS FORTES 6. Rimbalzi (6 in 16’) e tenuta dietro, onesto lavoro il suo.
MASSIMO Galli la prende con filosofia.
E’ dispiaciuto, certo, ma incassa la sconfitta senza fare drammi.
«Complimenti alla Fileni, ha disputato una gara davvero solida —
attacca il coach dei granchi —. Noi siamo partiti male, contratti, sia
nel primo che nel terzo periodo. E nel finale di regolamentare abbiamo sbagliato alcune facili
occasioni, anche se alla fine siamo riusciti ugualmente a pareggiare.
Dobbiamo migliorare il gioco, comunque un supplementare di solito si
decide sugli episodi». Un overtime nel quale non si è visto sul parquet
il polacco Kesicki, che pure aveva tenuto bene il campo. «Quando era fresco Tomasz ha giocato una buona gara, poi gli ho
preferito Rinaldi in posizione di centro, mi dava più sicurezza —
ribatte il coach biancorosso —. Kesicki deve imparare a distribuire
meglio le sue energie, contro Jesi ha fatto vedere solo una parte delle
sue potenzialità».
LA SQUADRA riminese ha comunque dimostrato di avere un’anima e il
pubblico è stato coinvolto. «Sì, con lo spirito ci siamo stati —
concorda Galli —. Abbiamo avuto delle occasioni, però non siamo
riusciti a sfruttarle. Peccato, perché se le vinci, partite come queste
ti danno una carica incredibile». Sui singoli, l’allenatore sostiene
che «…Goss era emozionato, teso, comunque lui ha carattere e spessore
tecnico, ci farà vedere delle belle cose». E sulla sorpresa Gurini,
Galli spende le ultime parole («Giacomo è cresciuto in attenzione e
difesa»).
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