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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MARTEDì 7 OTTOBRE2008
RS
- La Voce -
di Matteo Peppucci RIMINI – Amarezza, stanchezza, difficoltà a mandarla giù. Fa ancora male, anche a 24 ore di distanza, e il brutto è che quando le perdi, certe sofferenze diventano ancora più difficili da metabolizzare a livello fisico. Soprattutto per chi tornava da un lungo stop, e che ha visto il ferro rifiutare la sua ultima e disperata preghiera. “Ci ho ripensato su tutta la notte – dice uno sconsolato German Scarone – a quella bomba del possibile pareggio (90-93, a 18” dal 45esimo, ndr) e al fatto che qualcuno può aver pensato sia stata troppo affrettata. Io avevo paura che mi facessero fallo spedendomi in lunetta, il che sarebbe significato al massimo tornare a meno 1 per poi mandare Jesi in lunetta. Visto che nel supplementare hanno chiuso a 16/16, ho preferito andare per il pareggio subito. Ma è andata male”. Non è però li, che i Crabs hanno perso la partita. Perché una volta “resuscitati” sulla “trivela” di McCray a uno sputo dal 40esimo, si pensava che Rimini potesse avere in mano l’inerzia mentale del match. E invece ne sono venuti fuori 3’ da incubo, con la Fileni a dispensare basket e i Granchi a forzare senza senso, senza costrutto. “E’ vero – continua il gaucho, 15 punti con 5/12 dal campo – ognuno prendeva palla e andava per conto suo, anche perché loro si chiudevano bene e tenevano alla grande i nostri 1 contro 1. Probabilmente abbiamo anche pagato la stanchezza profusa per rientrare in partita, in generale dico che non abbiamo giocato bene ma siamo riusciti a tirare 17 volte in più e a vincere anche la guerra dei rimbalzi. La chiave? La percentuale da tre di Jesi (13/30, 43%, ndr), ci hanno schiantato sul perimetro”. Proprio così. E pensare che in sede di presentazione tutti erano convinti che la differenza l’avrebbero fatta i pesi massimi Fileni: in realtà è stata la perfetta organizzazione jesina, a battere la foga e l’approssimazione dei Crabs, ancora lontani dall’espressione di pallacanestro corale che vorrebbe Massimo Galli. “Dobbiamo lavorare, mettere a posto un po’ di cose – la ricetta di German – perché il carattere c’è, il coraggio e la voglia anche, ma manca un po’ di lucidità nelle letture offensive. Io stesso devo ritrovare al più presto il feeling coi compagni, sono stato fuori più di 3 settimane e certe cose si pagano. La solidità e la bravura di Jesi, che con Maestranzi trovava sempre l’uomo libero e la conclusione pulita, ha messo ancora di più in luce i nostri problemi. Ma alla fine siamo qui a commentare un ko al supplementare contro una grande squadra, per cui sono ottimista”. I progressi di Kesicki, l’intelligenza di Gurini, i problemi di Goss. Tanta carne al fuoco, nell’analisi del primo ko dei Granchi. Che non devono assolutamente abbattersi, ma imparare dai propri errori. “Guai a fare drammi – catechizza il gaucho – perché questo è un gruppo di valore, con giocatori e ragazzi che ci tengono molto alla maglia. Goss? A fine gara lo dovevate vedere, era nero, non è uno che ci sta a perdere. Secondo me ha pagato qualche errore iniziale al tiro e la ricerca costante di giocare per la squadra. Vedrete bene quanto vale, così come sono convinto delle capacità di Gurini, che è un gran difensore e ha la malizia di chi gioca da protagonista in B1. Ogni partita sarà dura, nei punto a punto finale peseranno gli errori, per cui dobbiamo cominciare a limarli fin da subito”.
RIMINI (ma.pep) – Alla faccia delle triple. Si pensava che i Crabs fossero “bomba – dipendenti”, e invece, delle 77 conclusioni tentate (contro le 60 jesine), solo 28 sono state prese dall’arco. Il problema è che l’8/28 biancorosso è stato insufficiente, soprattutto se rapportato al 13/30 marchigiano, surrogato dai 19 assist (contro 10) smazzati dalla Fileni. La vera chiave è qui. Panchinari Chi ha detto che il platoon system è finito? Guardando l’apporto delle due panchine, balza agli occhi la clamorosa differenza tra le due squadre. Dai 4 subentrati dal pino, Galli ha ottenuto ben 31 punti, Zanchi la miseria di 7 (su 95) da Rossini, Sambugaro e Cantarello. Per gradire, il poker De Pol – Scarone – Zanus Fortes – Gurini ha catturato pure 17 rimbalzi. Seconde opportunità Il film è sempre quello, i Granchi sono sempre loro. Pensate un po’: per 17 volte, Rimini ha avuto una seconda opportunità di segnare nello stesso possesso offensivo. Jesi lo ha potuto fare solo 2 volte. Il tutto nasce, ovviamente, dai 15 rimbalzi offensivi riminesi. Mica pochi, per chi pensava che i Granchi new look non si buttassero a capofitto sotto il canestro altrui. Devastati 27 a 9, questa l’impietoso divario nella valutazione pro Jesi nei 5’ del supplementare. Ecco spiegato il 114-94 finale, onestamente troppo pesante per quel che si è visto sul parquet.
- Corriere Romagna -
di Fabrizio Barbiani RIMINI. Tra i ricordi più cari del Basket Rimini
c'è la foto della formazione che nel 1977/78 targata Sarila conquistò
la prima promozione in A2. A fianco di coach Alberto Bucci, spuntano i
baffi ed il cespuglio (di gran moda allora) di Paolo Gurini. Domenica
la piccola-grande storia del club di via Dante è stata aggiornata dal
figlio Giacomo, migliore in campo per i granchi nella sconfitta contro
Jesi: «Mio padre è all'estero - dice "Guro" -altrimenti avrebbe
presenziato al mio esordio. Al termine gli ho telefonato per
raccontargli com'era andata. Mi ha fatto i complimenti». Emozioni. Una
gioia comunque questo primo passo per Giacomo, esordiente in Legadue e
subito cavaliere senza macchia ne paura: «All'inizio c'era un po'
d'emozione poi mi sono tranquillizzato e posso dire di essere contento
del mio esordio, una bella esperienza». Reduce da parecchie stagioni al
piano di sotto, la legadue gli è parsa «come me l'aspettavo. Molto
difficile, ogni cosa bisogna sudarsela ed il livello è certamente
superiore a quello cui ero abituato. Io, poi, giocando in un ruolo
esterno me la devo spesso vederecon gli americani e la loro
fisicità». Dieci punti, 5/6 dal campo e tre palloni recuperati, il suo
Gurini l'ha fatto eccome contro Jesi, tra una buona azione difensiva e
i tanti tagli dietro ai blocchi come il migliore Reggie Miller: «Se
debbo essere sincero non pensavo neppure d'entrare - svela con umiltà -
e invece mi sono trovato in campo già nel primo periodo. Poi sono
rimasto tanti minuti (21 alla fine, ndr) sul parquet, il coach mi ha
dato tanto spazio e fiducia. Sono davvero contento per questo. In
difesa mi sbatto sempre e penso di essere anche abbastanza bravo,
domenica è entrato anche il tiro». Recupero pagato. La felicità è
comunque a metà, visto che l'esordio non è stato bagnato dal
successo:«Siamo partiti molto emozionati - continua Gurini -ed è
arrivato il loro parziale di 9-0. Poi ci siamo spremuti molto per
recuperare e forse l'abbiamo pagato nel finale. Un po' può avere inciso
anche l'emozione per l'esordio casalingo ma è stato importante aver
dimostrato carattere». Già, perché questi Crabs non saranno agnello
sacrificale per nessuno: «Non molliamo mai, questa è la nostra
caratteristica e su questa strada sono convinto che le vittorie
verranno. Vogliamo sovvertire certi pronostici, siamo consapevoli di
avere un po' meno tecnica ma allo stesso tempo siamo già un bei gruppo,
pieno di grinta».Jesi tostissima. Grande impressione ha invece destato
la Fileni, quasi sicuramente da inserire nel novero delle grandi: «E
una squadra quadrata e molto solida». ADDIO GUIDONE. Si è spento
ieri all'età di 65 anni Guido Fraternali nell'ambiente del basket per
tutti "Guidone". Fraternali, dapprima giocatore poi arbitro, aveva
ricoperto il ruolo di addetto ai fischietti per il club di via Dante a
cavallo degli anni '70 e '80. Insegnante in pensione continuava a
seguire i Crabs presenziando al palasport da innamorato della palla a
spicchi.
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI - QUANDO si perde sul
parquet amico non è mai una bella cosa, però nella sconfitta
(all'overtime) dei Crabs con l'attrezzata Fileni Jesi si può
tranquillamente guardare anche al bicchiere mezzo pieno. Cioè a quello
che ha funzionato domenica al 105 Stadium. Due piacevoli sorprese, ad
esempio, vengono dalle prestazioni di Tomasz Kesicki e Giacomo Gurini
(nella foto mentre difende su Maestranzi), due debuttanti su questi
palcoscenici. E se il polacco qualche esperienza ad alto livello
l'aveva già vissuta, per la 24enne guardia-ala pesarese, che si era
esibito al massimo in B d'eccellenza, si è trattato di un
esordio assoluto in Legadue. Per lui 10 punti (con 5/6 da due e 0/1 da
tre) in 21', con 3 recuperi, nessuna persa e un assist a impreziosire
le sue statistiche. Ma al di là delle cifre, pur buone, 'Guro' ha
avuto proprio impatto, è risultato una presenza nel match. «Quando ho
messo piede in campo ero molto emozionato, anche perché non mi
aspettavo di entrare così presto - ammette il giocatore - . Per fortuna
ho segnato subito un canestro e questo mi ha tranquillizzato, mi ha reso
più semplici le cose. In palestra mi alleno duro, sono veramente
soddisfatto di questa partita». MOLTO abile nel gioco senza palla,
Gurini si è trovato a concludere spesso da sotto misura, 'rubando' il
tempo al difensore. Ma sono panieri figli dell'istinto oppure c'erano
dei giochi organizzati? «Diciamo che più che altro è istinto, mi viene
naturale tagliare forte verso il canestro. Però ci sono anche delle
situazioni che prevedono di fare arrivare la palla in un determinato
posto», precisa l'esterno, che difende i colori di quel Basket Rimini
nel quale giocò, la bellezza di trent'anni fa, il padre Paolo. A
proposito: il babbo era in tribuna a guardarlo? «No, era fuori per
lavoro. Comunque mi ha telefonato subito dopo», fa sapere Giacomo, che
nonostante la relativa vicinanza tra Rimini e la sua Pesaro vive
stabilmente da queste parti, in un residence, insieme ad alcuni
compagni. PECCATO che la sua discreta prova non sia stata sufficiente a
far sorridere i granchi. Cosa sarebbe servito per portare a casa il
risultato? «Qualche errore in meno, un briciolo di attenzione in più
nel supplementare, così come quello 0-9 in avvio è stato condizionante,
siamo stati costretti a inseguire da subito. Poi ci sono gli avversari
e Jesi, forte di due giocatori come Maestranzi e Maggioli, mi ha fatto
davvero un'ottima impressione». ADDIO GUIDONE. Nel frattempo l'ambiente
riminese dei canestri è scosso dalla notizia della prematura scomparsa
di Guido Fraternali, 65 anni, ex arbitro e per tanti anni dirigente
accompagnatore nel club di via Dante. Ingegnere elettronico che aveva
insegnato informatica fino al 2005, 'Guidone' se ne è andato ieri
mattina dopo una breve e inesorabile malattia.
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