LE PARTITE DEI CRABS
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Vis Spilimbergo18
NEWS - RASSEGNA STAMPA

GIOVEDì 9 OTTOBRE 2008

RS

- La Voce -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Uniti, compatti, determinati. E anche un po’ arrabbiati. Sono i Granchi del post Jesi, affranti il giusto per quel che poteva essere e purtroppo non è stato. Meglio voltare pagina, il libro è appena al prologo e domenica si va per i monti del Monferrato, roba poco leggera se devi cercare di riprenderti a casa degli altri quello che hai perso nel tuo fortino.
“Se cominciamo ad abbatterci alla prima giornata, stiamo freschi – dice Sandro De Pol, uno dei senatori biancorossi – Io dico che si poteva vincere, lo sappiamo, ma anche che se abbiamo perso un motivo c’è. Ed è che dobbiamo capirci meglio tra noi, affinare i meccanismi sia offensivi che difensivi perché è chiaro che in un gruppo nuovo per 6/10 non si può pretendere tutto e subito. Oggi (ieri, ndr) abbiamo rivisto il match con la Fileni, è evidente che serve una maggiore continuità di gioco. Ci siamo rimessi in palestra con ancora maggior voglia di prima, il ko è deve essere uno stimolo”.
Ne hanno diverse, di motivazioni, i Crabs di Cedro Galli, ieri orfani di Chris McCray, indisponibile a causa di problemi intestinali. Quello che sembra mancare, invece, è l’organizzazione a tutto campo. Equilibri sottili, anche considerando il rientro dello stesso De Pol e di German Scarone dopo l’ultima parte di preseason passata a guardare.
“Io e German conosciamo abbastanza bene questo giochino – scherza l’ala ex Varese – e quando scendiamo in campo è per aiutare gli altri, non per dare fastidio. E’ vero comunque che sia io che lui dobbiamo conoscere meglio i compagni, capire come interagire al meglio, soprattutto con i due americani. L’obiettivo settimanale è accelerare il processo di conoscenza, e trovare al più presto una nostra identità difensiva di squadra. Le partite si vincono dietro, poche storie”.
Contro Jesi, De Pol si è sbattuto molto sotto le tabelle (8 rimbalzi catturati), mentre in attacco è sembrato ancora un po’ fuori dai giochi, un po’ ignorato dai compagni.
“In primis dico che il triangolo, schema offensivo che avevo già fatto in passato, non l’abbiamo mai eseguito correttamente se non in un paio di occasioni, decisamente poche. Io devo capire dove farmi trovare dai miei compagni, e loro capire come voglio essere servito io. In ogni caso Tanjevic diceva che ci sono tanti palloni sul ferro, basta andarseli a prendere…”.
Spirito giusto, testa bassa e pedalare. Soprattutto perché all’orizzonte c’è un cliente niente male, quella Fastweb Casale che non nasconde le sue mire di promozione in serie A.
“Conosco Crespi, che è un ottimo coach, e Fantoni, contro il quale ho giocato diverse volte. Gli altri giocatori onestamente li conosco poco, ma mi pare che Casale punti dritto alla promozione, per cui ci sarà da soffrire. La LegaDue, per quel poco che ho visto, mi sembra davvero un campionato di ottimo livello, dove si corre molto a discapito della tattica. Qui però ci sono giocatori che starebbero benissimo anche al piano di sopra”.
Colpo Vanoli: preso Calabria La Vanoli Soresina si rinforza subito: ingaggiato l’ex Milano e Fortitudo Dante Calabria, guardia italo – americana di 35 anni.

Sono ovunque, sono tantissimi. Non sono più a casa, ma noi li seguiamo lo stesso. Gli ex Granchietti in giro per l’Europa valgono bene una rubrica. Soprattutto se “riminesi” di nascita.
Palestrina beach Non si può non cominciare dai “tre dell’Ave Maria”, i ragazzi della Piazzetta che a Palestrina (A dilettanti, la vecchia B1) hanno messo su un vero feudo biancorosso. Parliamo ovviamente di Alessandro Angeli, Mauro Morri e Andrea Vitale, nel basso Lazio per traghettare la TLC in LegaDue. La prima è andata male, visto che a Ostuni è maturata la beffa al fotofinish (93-91). Il migliore? Sandrino Angeli, ovviamente, che alla veneranda età di 43 anni (8 gennaio 1965, controllare per credere) spara ancora triple come se piovesse (23 punti con 5/10 dall’arco, peccato per le 5 perse) e spalleggia alla grande l’amicone Morri, 19 con 10 rimbalzi e 5/11 da tre (il tiro da due non è previsto nel contratto) e Andrea “Vito” Vitale, solo 14 con 4/9 dal campo.
Volete sapere chi li ha “uccellati”? Ma si, un altro ex Crab, Nando Labella, 18 punti con 7/9 al tiro, 6 recuperi, 5 assist e le pennellate decisive nel finale. E poi dicono che quando vanno via da Rimini migliorano. Hanno ragione.
Il solito Omar Mentre due ex di breve corso, Rashad Bell e Tim Pickett, si allenano (Bell sicuro, Pickett a sprazzi si suppone) rispettivamente con l’Albacom Upc Szkesfehervar (Ungheria) e con l’FBC Lukoil Akademik Sophia (Bulgaria) in attesa di esordire nel prossimo week end, l’ex più amato dai giovani riminesi amanti del baloncesto, Omar Thomas da El Paso, si è già presentato più che bene ai suoi nuovi tifosi.
All’esordio con la maglia del Pau Orthez, OT ha messo a segno ben 20 punti (8/16 dal campo), corredati dal solito contorno della casa, vale a dire 5 rimbalzi, 2 assist e 1 recupero. Peccato che il suo prodigarsi non sia bastato, ai ragazzi di coach Toupane, per evitare il capitombolo interno col Besancon di Justin Hawkins.
Pillole Darrel Lewis, l’islandese che l’anno scorso non ebbe molta fortuna con la maglia dei Crabs (tagliato a febbraio per far posto a Daniel Cioffi), riparte da dove aveva convinto Rimini ad ingaggiarlo, vale a dire dalla A2 greca. Giocherà infatti nei Dash Peristeri Atene, a caccia di un posto nella serie A ellenica. Federico Tassinari, invece, è sempre a Forlì, ed è stato uno dei migliori (17 punti con 7/9 al tiro) nel raid della Vem Sistemi a Cagliari.


- Corriere Romagna -

RIMINI. Partenza più difficile non poteva esserci. Non tanto per il Basket Rimini, che certamente poteva incappare in un avversario meno impegnativo della Fileni Jesi, quanto per il giovane Tomasz Kesicki. Il pivot polacco, presentato in definitiva come la scommessa del club di via Dante, si è sorbito subito il pinnacolo Michele Maggioli alla prima giornata. Due metri e dodici l'uno contro l'altro armati. Cosa più che rara alle latitudini di Legadue, un campionato nel quale i veri centri latitano, figurarsi i sette piedi puri quelli per cui in America si spende il lapalissiano motto «l'altezza non s'insegna». Maggiolone, da parte sua, ha sciorinato la solita prestazione piena di cose buone, sfiorando il ventello (19 punti realizzati) ma non dominando come nelle previsioni a rimbalzo. Chi si è invece "superato" è stato il granchietto made in Polonia, teorica vittima sacrificale ed invece più che degno sparring partner sotto le volte del 105 Stadium: «Tomasz ha giocato un ottimo primo quarto, in generale è andato bene anche se nella ripresa è stato condizionato dal terzo fallo, ha preso un paio di canestri da Maggioli e ho preferito toglierlo». Questa la chiosa di coach Massimo Galli alla gara comunque sostanziosa dell'ex Fortitudo che contro la Fileni ha messo a referto 11 punti e 11 rimbalzi. Secondo molti, poi, il pivot avrebbe meritato di stare in campo anche nell'ultimo spicchio di gara quando invece coach Galli ha preferito affidarsi al pretoriano De Poi insieme all'energia di Tommy Rinaldi, una scelta che non ha pagato appieno. Senza fare dietrologia, resta comunque la sorpresa per la gara più che sufficiente di Kesicki: «L'obiettivo era quello di non far ricevere Maggioli troppo vicino a canestro - svela il piano partita il 22enne di Lublino - mettergli pressione e quando in possesso non farlo andare verso il centro perché in quel modo può farti male. Così spesso abbiamo preferito mandarlo sulla riga di fondo. Credo di non essere andato male, anche se nel secondo tempo ho giocato poco perché non avevo lo stesso ritmo e sono stato penalizzato dall'aver commesso il terzo fallo». Una gara che i granchi hanno faticato ad agganciare sin dall'avvio: «Siamo partiti male (0-9, ndr) e questo ci ha costretto ad inseguire, forse spendendo molte energie che speravamo di tenere per la fine. Poi nel finale alcuni episodi ci sono stati sfavorevoli ma non voglio dimenticare la loro bravura». Per lui è tutta una full immersion, dopo un paio di stagioni prese a contare le sfortune e guardare gli altri giocare. Oggi a Tomasz viene invece chiesta presenza:«La cosa che mi ha colpito è che c'è un progetto, questa è stata la molla che mi ha spinto a scegliere Rimini così come il fatto di puntare su un giocatore che deve ancora dimostrare tutto. Credono in me e voglio ripagarli. Devo ancora perfezionare tutto, migliorare in tutti gli aspetti compreso giocare da centro visto che in carriera più abitualmente ho fatto il "4"». Domenica lo attende un altro battesimo del fuoco contro Casale Monferrato, le cui partite contro Rimini non sono sinora state mai banali. Basti ricordare la clamorosa serie di playoffdi due anni fa, vinta 3-2 dai biancorossi: «Dobbiamo essere intensi, perché solo quando difendiamo forte attacchiamo al meglio e possiamo pensare di vincere», la ricetta di Kesicki. 



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