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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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MARTEDì 14 OTTOBRE2008
RS - La Voce di Rimini -
di Matteo Peppucci
RIMINI – Le chiamano “ottime sconfitte”. E’ un po’ un controsenso,
se ci pensate bene. Se sono “ottime”, come fanno ad essere sconfitte?
Cerchiamo di capirci bene, per evitare fraintendimenti. Chiediamolo a
un granchietto d’eccezione, uno che, nel ko dei Crabs a Casale, ha
provato in tutti i modi a cambiare il destino di una gara compromessa –
e non poco – nei primi 20’.
“Non possiamo pensare di vincere su un parquet come Casale
giocando a pallacanestro solo dalla pausa lunga in poi – ammette Tommy
Rinaldi, miglior biancorosso, assieme a Phil Goss, visto in azione al
PalaFerraris – per cui la nostra non si può definire una buona partita.
Siamo riusciti a rimetterla in piedi, è vero, ma è anche vero che non
abbiamo mai dato l’idea di poterla portare a casa”.
La delusione è tanta. Come l’amarezza. Tutta roba simile al dopo
Jesi, anche se stavolta lo spartito è stato un po’ diverso. “Abbiamo
cominciato discretamente – prosegue il 23enne riminese, 18 punti con
8/10 dal campo in quel di Casale – ma dopo 5’ ci siamo persi,
permettendo che la Fastweb si scrollasse di dosso tutti i dubbi e ci
aggredisse. In pratica siamo stati incapaci di contrastarli,
soprattutto nella nostra metà campo difensiva. Siamo piombati a -17
(40-23 al 18’, ndr) senza nemmeno accorgercene”.
E’ innegabile e lampante, che il problema maggiore dei Granchi di
Galli sia la continuità difensiva. Nasce tutto da li. Due giornate sono
poche per dirlo, ma la corazza dei Crabs al momento non è sicura.
“E’ vero, ma non è un problema di attitudine. Direi piuttosto che
commettiamo errori di concentrazione dopo 15” di buona intensità, tipo
una mancata rotazione che poi fa saltare tutto per aria. Ma per noi,
che viviamo di transizioni e contropiedi, non recuperare palloni è
devastante, perché finiamo per fare il gioco altrui”.
Trovato il tarlo, bisognerà assolutamente cercare di toglierlo.
Anche perché l’altra faccia della medaglia dice che questa squadra non
fa fatica, ad arrivare a quota 80-90 punti. Insomma, il fatturato
offensivo non pare un problema.
“Abbiamo tante soluzioni in attacco, possiamo segnare da fuori
come in penetrazione, il talento c’è – continua Tommaso – ed è per
questo che siamo riusciti a tornare ben due volte sul meno 5, e in un
occasione anche a meno 4 (75-71 al 36’). Nella ripresa siamo stati più
decisi, più determinati, più cattivi. Solo che quando sei costretto a
rimontare, poi finisci per mancare di lucidità nei momenti clou. Ed è
quello che è successo a noi”.
Altra pecca, l’ingenuità. Falli antisportivi (McCray), 0/2 ai
liberi e successivo fallo in attacco (De Pol) in momenti chiave. E
quella bomba dello stesso Rinaldi, che sul 80-75 a 1’ dal gong poteva
riaprire del tutto il match.
“German si è buttato in area e l’hanno chiuso in tre: l’ha
scaricata su di me, ero in ritmo e libero, ci stava tirare. Purtroppo
non l’ho messa, ma la scelta è stata corretta. Quando sei di rincorsa,
qualsiasi errore non te lo puoi permettere. Mi dispiace, anche se penso
di aver disputato un buon match, cercando di fare le cose semplici in
attacco. Tra me e Fantoni (mvp del match con 16 punti e 9 rimbalzi,
ndr) è stata una bella sfida, ma la partita l’ha vinta lui. Adesso con
Pavia dobbiamo assolutamente vincere, per farlo occorrerà essere quelli
del secondo tempo a Casale ma per 40 minuti. Altra strada non c’è”.
Si ricomincia dal 105 Stadium. Da oggi,
e per tutta la settimana, i Crabs si alleneranno alle 17.30
nell’impianto che sarà teatro della sfida tra i Granchi e l’arrembante
Edimes Pavia di coach Salieri, devastante domenica contro Reggio
Emilia: un match che Rimini dovrà vincere a tutti i costi per evitare
lo 0-3 con successiva trasferta a Varese all’orizzonte. Non sono
previste amichevoli infrasettimanali.
Serie negative A proposito di inizi difficili, dati alla mano era
dal lontano 2001-02, che i Crabs non partivano con uno 0-2 nel
campionato di LegaDue. In quella stagione, a dirla tutta, arrivò
addirittura a 6, la striscia negativa biancorossa, coi Crabs capaci di
sbloccarsi solamente alla settima giornata, e in trasferta. Dove? A
Pavia, naturalmente, un 80-84 che comunque non evitò a coach Ciani
l’esonero di poche settimane dopo. Nei sette campionati seguenti, i
Crabs, come minimo, alla seconda si erano sempre ritrovati con un
successo e un ko.
La terza giornata Così domenica prossima (ore 18.15): Scafati –
Venezia, Reggio Emilia – Soresina, Sassari – Veroli, Pistoia – Varese
(ore 20, diretta Rai Sport Più), Rimini – Pavia, Livorno – Imola,
Roseto – Casale, Brindisi – Jesi.
La voglia c’è. Il carattere anche.
L’orgoglio pure. Ma manca la chimica, l’organizzazione, e, al momento,
una difesa che “tenga” con continuità. I primi 80’ dei Granchi hanno
messo in luce la necessità di trovare al più presto le alchimie
difensive giuste, visto che in attacco qualcosa si riesce sempre a
trovare.
Trascinatori Gli assenti hanno sempre torto, soprattutto quando
non torneranno mai. Però balza agli occhi, la fragilità attuale dei
Granchi alla voce “intensità”, intesa come organizzazione difensiva e
capacità di chiudere gli spazi agli avversari. Per come è composta, la
rosa biancorossa è composta da tanti attori capaci di portare pressione
sul portatore (McCray, Goss, Gurini, Pinton), ma sembra mancare, sugli
esterni, l’uomo che francobolli il grimaldello altrui passando come una
furia sui blocchi. Manca un leader difensivo? Forse si, soprattutto per
chi era abituato a vedere in azione Omar Thomas. Sarà un caso, ma le bombe di Casale – così come quelle di Jesi –
nascono anche da cattive rotazioni: lo stesso C-Mac, volitivo e veloce,
a Casale si è perso almeno 3 volte sui blocchi Pierich, con la
conseguenza di tre triple pesantissime.
Onde Nel secondo quarto, l’attacco Crabs ha prodotto 16 punti dei
quali ben 14 dalla lunetta, con l’unico “gol” di McCray ad una manciata
di secondi dalla sirena. Nella ripresa, con un minimo di aggressività
in più, Rimini si è distesa meglio e ha trovato ben 51 punti: il
talento di Goss e McCray, i buoni movimenti di Rinaldi, e poco altro.
Ma non sembra che segnare sia difficile, a differenza dell’anno scorso.
Anche le percentuali sono più che discrete, così come i 39 tiri liberi
tentati sono sintomo di pericolosità. Senatori nascosti Kesicki era, ed è ancora, una scommessa, quindi
la sua serata opaca ci sta tutta la vita. Su German Scarone e Sandro De
Pol, invece, Massimo Galli punta ad occhi chiusi in quanto ad
esperienza, cinismo, coraggio, capacità di prendersi gli altri sulle
spalle nei momenti difficili. Mancano terribilmente, ai Crabs, i due
senatori in ritardo di condizione e per ora un po’ fuori dai giochi. Il
gaucho deve ancora “capirsi” con Goss, l’ex Varese ce la mette tutta ma
per ora non riesce a lasciare il segno. La loro crescita coinciderà
immediatamente con quella della squadra. Siamo pronti a scommetterlo.
- Corriere Romagna -
di Fabrizio Barbiani RIMIMI. «Come va? Va che siamo ancora una volta qua
a morderci le mani per una partita persa. Perché con maggior
concentrazione ed aggressività magari non avremmo preso venti punti nel
primo tempo, dai quali siamo stati condizionati». L'ala-pivot riminese è
stato uno dei migliori a Casale Monferrato. Parole e musica di Tommaso
Rinaldi, migliore dei Crabs nella sconfitta a Casale Monferrato, un
ragazzo che passo passo parla anche da veterano. Ultimi in classifica.
Granchi che sono rimasti ancora al palo dopo due giornate, unici
insieme a Roseto in fondo alla classifica: «Nel secondo tempo siamo
anche arrivati a meno quattro ma in quei frangenti non siamo stati
lucidi, è subentrata la stanchezza mentre nel primo tempo non abbiamo
preso parziali: semplicemente ci siamo ritrovati sotto di 17 senza
accorgercene, lasciando che loro facessero tutto quello che volevano
anche se bisogna specificare che sono un'ottima squadra». Gli sprazzi,
sono questi a condizionare i biancorossi che spesso accusano black-out
durante la stessa gara, compromettendone l'esito: «Discontinui? Vero,
dobbiamo trovare continuità perché se nell'arco della partita molliamo
un attimo le prendiamo anche da Roseto, solo per citare l'altra squadra
a zero punti sinora e senza peraltro sminuirla dato che domenica scorsa
stava rifilando venti punti a Varese. Materassi non ce ne sono, non lo
è di certo Imola mentre davanti vedo bene Casale, Varese e Reggio
Emilia». Quando si fanno i conti, peraltro, va detto che la squadra di
Galli non può ancora contare sui migliori Scarone e De Pol. A Casale i
due veterani hanno segnato solo dalla lunetta: «Siamo stati senza
German per un mesetto, senza Sandro per due settimane. È chiaro che si
sono venuti a creare determinati equilibri ed ora è un po' come dover
inserire due giocatori nuovi. Per German in particolare, poi, c'è anche
da considerare il cambio di ruolo, un passaggio per il quale il
precampionato sarebbe stato fondamentale. Detto questo sarebbe
assolutamente fuori luogo discuterli». Battere Pavia. A questo punto è
d'obbligo il successo domenica prossima contro Pavia al 105 Stadium:
«Domenica diventa fondamentale, dobbiamo prenderci i due punti contro
Pavia e non sarà semplice visto che loro hanno appena rullato Reggio
Emilia. Le squadre di Salieri corrono e sono molto tattiche. Certo che
farebbe molta differenza andare poi a Varese con due punti oppure fermi
a quota zero». Tommy ha avuto pure il pallone del -2 con un paio di
minuti ancora da giocare. L'errore non inficia una prestazione da 18
punti (20 il suo high) e tante cose buone: «Ho cominciato bene, la
squadra mi cercava e poi dovevo ancora farmi perdonare gli errori di
domenica scorsa con Jesi. Inoltre avevo particolari stimoli visto che
di fronte c'era Fantoni e ci ho messo una punta d'orgoglio, anche per
la gente penso sia stato bello vedere due ragazzi italiani uno contro
l'altro. Essere sempre così? Serve continuità di gioco, - la chiusura
del lungo 23enne nato e cresciuto sotto l'arco d'Augusto -
l'opportunità di sbagliare e non andare in panca al minimo errore».
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI RIMINI -SI LECCANO le ferite, i Crabs. A
Casale, infatti, ha preso corpo il secondo stop stagionale, in una
partita che i granchi hanno compromesso nel corso del primo tempo,
inteso come i 20' iniziali. In quel frangente i biancorossi scivolavano
inesorabilmente indietro, fino a toccare le 17 lunghezze di svantaggio.
Un gap importante, un solco troppo profondo per essere colmato nel
corso di una ripresa pur giocata con ben altra determinazione. «SIAMO
arrivati a -4 con il pallone in mano, questo significa che una reazione
c'è stata - attacca il coach dei riminesi. Massimo Galli -. Il problema
è che prima siamo stati troppo soft, in un campionato come questo
bisogna essere più duri», mette il dito sulla piaga il tecnico, che fa
poi autocritica. «Se potessi rigiocarlo, questo incontro, chiederei ai
ragazzi di essere aggressivi sin dall'avvio, senza aspettarli. Però era
anche la prima trasferta dell'anno e questo, probabilmente, mi ha
indotto ad essere sin troppo prudente». SPULCIANDO tra le cifre, salta
agli occhi il saldo negativo dei biancorossi tra palle recuperate (13)
e perse (18), con la Fastweb che poteva esibire gli stessi numeri, ma
ribaltati. Possessi preziosi in più, tanto che alla fine i piemontesi
si prendevano la bellezza di 64 tiri dal campo contro gli appena 42 dei
romagnoli. «Quella grossa differenza, comunque, si spiega pure con i
ripetuti falli di Casale, che ci hanno portato a battere ben 39 liberi
(16 quelli dei padroni di casa, ndr). Fra l'altro con quei continui
falli, con quel modo di giocare duro, aggressivo, la Fastweb ci ha
rotto il ritmo», aggiunge Galli, che recrimina soprattutto su un brutto
secondo periodo. «LI' CI siamo disuniti, non c'è stata quella spinta per
tornare subito a contatto». Un secondo parziale che vedeva i granchi
segnare un unico canestro su azione - su 6 tentati - per il resto si
assisteva a una perenne peregrinazione in lunetta («In quei 10' abbiamo
tirato 18 liberi, se non è un record poco ci manca», osserva l'allenatore
dei granchi). SERATA grigia per il polacco Tomasz Kesicki, un misero
punticino e zero di valutazione in 15' («Gli ho dato tre possibilità,
ma non è mai entrato in partita» ), così come non è riuscito a mordere
la gara Gurini, l'altro esordiente in Legadue che contro la Fileni
Jesi, una settimana prima, aveva ben figurato. Una nota lieta viene
sicuramente da Tommy Rinaldi, che ha messo a bersaglio 18 punti con un
pregevole 8/9 da due, ingaggiando un affascinante duello con Fantoni,
il coetaneo col quale aveva condiviso parecchie avventure ai tempi
delle nazionali giovanili. «IL SUCCO della trasferta? Siamo ancora a
zero e domenica dobbiamo assolutamente vincere con Pavia. Da questo non
si scappa», è alquanto realista Max Galli smanioso, al pari dei suoi
giocatori, di muovere al più presto la classifica.
SEDICI partite consegnate agli archivi, ben 14 successi casalinghi e
due soli blitz esterni. Non deve sorprendere, dunque, se con questo
'fattore campo' dominante dopo due giornate di campionato ci sia
solamente una coppia in testa senza la macchia di una sconfitta (Varese
e Jesi). E, quale logica conseguenza, appena due squadre si ritrovano
ancorate al palo, triste primato che spetta a Roseto e Rimini, vate a
dire te uniche formazioni che non sono riuscite a fare risultato sul
parquet amico. Un equilibrio straordinario in una Legadue che si
annuncia avvincente, incerta, senza che nessuna gara sia decisa in
partenza. Prendiamo il prossimo turno. Roseto ospita Casale e Rimini
attende Pavia. Due incontri che potrebbero vedere abruzzesi e romagnoli
in grado di cancellare lo sgradevole zero in classifica, così come le
due regine rischiano seriamente di perdere l'imbattibilità a Pistola
(c'è Varese) e Brindisi, dove è invece di scena jesi. Se questi quattro
risultati si concatenano - lo ripetiamo: ipotesi tutt'altro che
peregrina - dopo appena 3 turni potremmo ritrovare tutte le 16 squadre
racchiuse in un angusto fazzoletto di due punti, con 8 realtà a quota 4
e altrettante a 2. Questa differenza minima di valori finirà anche per
abbassare il quorum playoff e alzare al tempo stesso quello relativo
alla salvezza.
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