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NEWS - RASSEGNA STAMPA

VENERDì 17 OTTOBRE 2008

RS
- Corriere Romagna -

di Fabrizio Barbiani
RIMINI. Crisi? No, grazie risponde Renzo Vecchiato. Due sconfitte per aprire il campionato, due ko che hanno però tante giustificazioni secondo il generai manager, pronto comunque a riconoscere che un pizzico d'attenzione in più non avrebbe guastato. Alla vigilia della sfida con Pavia, "Spitz" fa il punto della situazione. «Sono fiducioso - comincia la propria disamina - soprattutto dopo aver visto la nostra reazione nel secondo tempo con Casale Monferrato. Abbiamo riaperto la partita arrivando un paio di volte a meno quattro e a meno cinque senza però trovare il canestro che ci avrebbe ulteriormente avvicinato. Fosse entrata la tripla di Rinaldi magari la situazione sarebbe cambiata ancora, ci è mancata un po' di freddezza, un pizzico di cinismo. Detto questo devo ammettere che ero un po' meno fiducioso all'intervallo, perché dopo aver iniziato bene nel secondo quarto ci siamo imbambolati e siamo finiti sotto di 17punti». Sono tre gli aspetti che confortano Vecchiato nonostante l' 89-82 rimediato contro la Fastweb di coach Marco Crepi: «L'aspetto più importante è aver visto quella reazione - ribadisce Vecchiato - in quanto c'era il rischio concreto di finire sotto di tanti punti, invece abbiamo lanciato un segnale positivo per almeno tre aspetti: la condizione fisica, le motivazioni e, forse il più importante, il fatto che sappiamo giocare a pallacanestro. Io resto tranquillo, anche perché posso assicurare che il gruppo è buono, lavora bene ed in organico c'è pure qualità».
Rimpianti e rabbia. Ci sono ancora, visto che in fondo i due risultati negativi sono arrivati uno al supplementare e l'altro dopo una lunga volata all'inseguimento. Il leit motiv, però, sono stati i troppi black-out che hanno presto compromesso le chance di vittoria: «D'accordo le due sconfitte ma dobbiamo anche contestualizzarle. Jesi si sta dimostrando la squadra più in forma del campionato, Casale è data da tutti tra le pretendenti per vincere. Comunque, se devo trovare qualche rimpianto, dico che abbiamo cominciato il supplementare contro Jesi fallendo un paio di canestri semplici da vicino. Ecco, se quei tiri fossero entrati forse sarebbe finita diversamente».
Ora c'è Pavia. Domenica è già tempo di nuovi esami contro l'Edimes di coach Salieri, una squadra che nell'ultimo turno ha strapazzato la "nobile" Reggio Emilia: «Con Pavia sarà, come sempre in Legadue, una partita molto equilibrata e difficile. E una buonissima squadra, che per alcuni aspetti ci assomiglia. Pavia ha due americani che sono certezze ed un gruppo d'italiani giovani. Volcic è uno che nella nostra lega fa la differenza mentre Viggiano l'ho ammirato in precampionato, si tratta di un ragazzo atletico che può giocare 3 e 4 e ha un tiro mortifero. I lombardi amano giocare in transizione e hanno entusiasmo». Infine uno sguardo al discontinuo Chris McCray, ancora in versione interruttore: «Ma va ricordato che McCray arriva da una stagione nella quale rimaneva in campo 17' di media - lo difende il gm - se si accendeva giocava, se non si accendeva tornava in panchina. Qui gli vengono chieste altre cose».

- La Voce di Rimini -

di Matteo Peppucci
RIMINI - Tutti nell'arena, vediamo chi è il più veloce del reame. Il rischio di assistere a una "rumba" senza precedenti c'è, del resto parliamo di due squadre nate e costruite per correre, per lanciarsi in transizione, per ragionare il meno possibile. Ecco perché, probabilmente, a prevalere sarà chi saprà gestire meglio il ritmo, cambiandolo a proprio favore. Tutto questo lo vedremo domenica, in un 105 Stadium (ore 18.15) che aspetta ancora il primo hurrà stagionale dei Granchi di Galli, attesi allo sblocco contro la smaniosa Pavia di Salieri, che 5 giorni fa ha letteralmente vivisezionato la corazzata (o presunta tale) Reggio Emilia.
Regia. Se in casa Crabs abbondano, e si fa pure fatica a capire chi sia, il vero regista, Stefano Salierine ha uno di riferimento, l'italianissimo Andrea Cinciarini, 22enne figlio e fratello d'arte arrivato da Montegranaro per riprendersi il parquet a suon di assist e cavalcate in campo aperto. Nelle prime due, il cattolichino ha fatto benissimo (10.5 punti, 7.5 assist, il 61.5% da due): se lo si lascia fare, sono davvero dolori. Phil Goss stavolta non si può fermare al suo fatturato, deve per forza di cosa distruggere anche la produzione altrui, visto che sia Maestranzi che Dowdell, fin qui, lo hanno messo in grave difficoltà. Dietro al "Cincia", l'espertissimoFederico Antinori (classe 1975), uomo d'ordine che bada alla sostanza: Scarone e Pinton possono e devono vincere la sfida al timone, se no si rischia grosso.
Estemi. Si va di energia e voglia matta. Chiedetelo al tuttofare Marigney, ogni anno silurato (Ferrara e Reggio Emilia gli step precedenti) e sempre più motivato. Si prenderà cura, probabilmente, di Phil Goss: ottimo difensore, attaccante di striscia (18.5 punti, 5.5 rimbalzi nei primi 80'), soffre le pressioni costanti. Scarone su di lui, con la sfida tra Jeff Viggiano e Chris McCray come possibile ago della bilancia del match. Il 23enne paisà, atletico a dismisura e atipico ancora di più coi sui196cm di stacco verticale, nelle prime due ne ha messi 16 di media col 60% da due e il 50% da tre, più 5 rimbalzi. Può soffrire la velocità di C-Mac, anche se su di lui la guardia sarà un tantino problematica. Dal pino si alza, e alza volentieri la mano, il capitano e idolo pavese Martin Colussi (7.5 punti), emblema di quello che vuole coach Salieri: il tiro, sempre e comunque. C'è anche Marco Evangelisti, ex bomber delle minors, a sparare sentenze dall'arco (solo 2 punti con 2 tiri nelle prime 2): la percentuale da fuori dell'Edimes va tenuta sotto controllo assolutamente.
Lunghi. Salieri ama giocare con 4 piccoli, ed ecco spiegata la presenza in quintetto, come ala forte di rottura, di Tomas Mobley (15.5 punti, 3.5 rimbalzi), talento di Charleston al secondo anno a Pavia. Di lui si occuperà, in avvio, il buon Tommy Rinaldi, che può fargli sentire i gomiti, mentre Kesicki, almeno all'inizio, sarà l'antidoto per Bernd Volcic, pivot austriaco ex Casale che fa della sostanza, e della malizia, i suoi punti di forza (15.5 punti, 10.5 rimbalzi). E' lui, il leader silenzioso dell'Edimes, che può anche navigare con Viggiano da "4" e ha molto poco alla voce lunghi di riserva (Marco Ammannato, 202 dalla Virtus Siena). Stavolta Sandro De Pol dovrà incidere di più, e Rimini cercare di prevalere nella battaglia del colorato. Correre si, ma con la testa. Si vince cosi.

- Il Resto del Carlino -

di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI - A CASALE, domenica scorsa, è stato uno degli ultimi ad arrendersi. E con i suoi 18 punti, conditi da un eccellente 8/9 da due, Tommy Rinaldi ha ingaggiato un duello esaltante con un altro Tommaso, quel Fantoni che è stato a lungo suo compagno nelle nazionali giovanili. Peccato solo che il suo gran prodigarsi non abbia evitato ai Crabs il secondo stop stagionale. «Già, la soddisfazione per una buona prova è relativa se poi la vittoria se la prendono gli altri - ammette l'ala forte dei granchi -. Purtroppo abbiamo pagato quel prolungato sonno nei primi 20', poi giocare con l'handicap non è semplice». Una partenza soft, aggiungiamo noi, che fa il paio con l'approccio difficile contro Jesi, quando i marchigiani riuscirono a scappare via subito. Un errore che non andrà ripetuto con l'Edimes Pavia, la squadra che dopodomani si affaccerà al 105 Stadium. «Dovremo essere subito tosti, senza farci azzannare dagli avversari -prosegue Rinaldi -. Adesso i discorsi sono pochi, questo 0-2 in avvio ci costringe a battere a tutti i costi Pavia. Non so come, ma quella partita dobbiamo assolutamente portarla via. Una vittoria ci aiuterà a sbloccarci».
ARRIVA una Edimes che nel suo ruolo, quello di numero 4, si affida ad ali piccole che si adattano per necessità come Mobley e Viggiano, un metro e 95 e non di più. Preoccupato della loro marcatura? Ci sarà da pedalare in difesa... «So già che dovrò sudare le proverbiali sette camicie, però c'è anche un rovescio della medaglia, cioè due finti lunghi come Viggiano e Mobley potrebbero avere a loro volta delle difficoltà nel contenere avversari più alti e più grossi come possiamo essere io e De Pol. D'altronde le squadre di Salieri (il coach pavese, ndr) giocano così, con un solo centro e quattro esterni. Dovremo stare attenti alla loro atipicità, fermare i contropiede, le transizioni. Poi, nell'attaccare una difesa schierata, potrebbero avere dei problemi», sostiene Tommy, che si auspica inoltre «una maggiore comunicazione in difesa. Dobbiamo parlare di più tra noi, così riusciremo a evitare quelle incomprensioni che finiscono per pesare».
RINALDI, insieme a Scarone, nel tardo pomeriggio odierno sarà nella Vecchia Pescheria per promuovere la collaborazione tra Basket Rimini e l'associazione 'Facciamo centro'. Chi consuma un drink dalle 18.30 alle 20.30 avrà una riduzione sul biglietto della partita con Pavia.


- La Provincia Pavese -

di Sandro Repossi
PAVIA. Il pubblico del PalaRavizza, domenica scorsa, ha applaudito a lungo le prodezze in serie di Viggiano, Marigney e Mobley. Ma, nella spettacolare vittoria di Pavia su Reggio Emilia, si è ritagliato un ruolo importante anche Federico Antinori. La saggezza con la quale ha saputo prendere per mano la squadra dopo il quarto fallo di Cinciarini si è rivelata determinante. Una prova di sostanza. Il play romano sembra davvero in grado di assicurare a questa Edimes dei giovani il necessario contributo di esperienza. Un vice-Cinciarini di lusso, per la felicità del presidente Gian Marco Bianchi e del coach Stefano Salieri. «E’ stata davvero una giornata speciale - conferma Antonori -. Sono felice per un successo fondamentale per noi ed anche per il contributo che sono riuscito ad assicurare alla squadra. Mi alleno con l’Edimes soltanto da due settimane. Per me era importante rompere il ghiaccio con una prestazione convincente».
Antinori si riaffaccia in LegaDue dopo diverse stagioni da protagonista in cadetteria. «So perfettamente cosa si aspettano da me l’allenatore e la società. Sono venuto qui per fare il cambio di Cinciarini. Quando è il mio turno, cerco di dare il ritmo giusto alla squadra e, naturalmente, di non far mancare il mio aiuto in difesa». L’impressione è che anche Antinori si stia inserendo con facilità nel gruppo Edimes. «Ho trovato un ambiente ideale -conferma il diretto interessato -. Basta vedere il comportamento dei nostri americani: lavorano con noi tutti i giorni, con un’applicazione ed un entusiasmo che non ricordavo negli stranieri di altre mie squadre del passato. Qui non c’è gente che arriva in palestra, per gli allenamenti, solo a metà settimana. Si sgobba tutti con passione. Se andremo avanti così, i risultati arriveranno senz’altro». Il successo su Reggio Emilia è stato costruito minuto dopo minuto. Pavia ha dato sempre la sensazione di mettere in pratica, in partita, le nozioni apprese durante la settimana: un po’ come uno studente che si presenta preparato all’esame. «Salieri ci spiega con chiarezza come dobbiamo giocare. Vuole una difesa molto aggressiva capace, se possibile, di far scattare il contropiede primario. Ma dobbiamo anche essere bravi ad attaccare con calma, cercando i giochi per innescare gente di talento come Mobley e Marigney. Abbiamo tante soluzioni offensive: sta a noi saper sfruttare quella più adatta alla circostanza». Antinori conferma un’altra sensazione che, contro Reggio Emilia, tanti spettatori presenti al PalaRavizza hanno avvertito. «Siamo una squadra che si diverte. Credetemi, è bello stare in un gruppo come questo dove ci si sacrifica tutti». Un flash su Viggiano: anche Antinori è rimasto folgorato dal «paisà». «Un giocatore incredibile, con mezzi atletici impressionanti. Anche a Sassari, dove avevamo perso, era andato bene. E’ già capace di fare la differenza, ma può ancora migliorare tantissimo. Prima di arrivare a Pavia non l’avevo mai visto in azione: sono rimasto davvero impressionato». Ma la vittoria con Reggio Emilia ormai è un capitolo chiuso. Il pensiero corre già a Rimini, dove domenica l’Edimes cercherà di dimostrare di essere un gruppo tosto anche lontano da Pavia. «Affrontiamo una squadra che è ancora a zero punti, ma ha perso due partite d’un soffio. In questa LegaDue non ci sono formazioni “materasso”: tutti gli incontri vanno affrontati con la massima determinazione. Noi vogliamo ancora imporre la nostra pallacanestro: abbiamo le qualità e la voglia per farlo anche a Rimini».



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