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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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RS LUNEDì 27 SETTEMBRE 2010
- Il Resto del Carlino -
Daniele Barilli
TROPPO FACILE. Così non ci si diverte neppure. Rimini affonda il
coltello nelle tenere carni di una Trenkwalder inesistente o quasi, che
in mattinata era stata portata in palestra alle 8 di mattina per
meditare sulla sconfitta della sera precedente con Forlì. La squadra
reggiana ha giocato pure peggio e per Rimini banchettare al palasport di
via Guasco è stato semplice come rubare le caramelle ad un bambino. La
squadra reggiana perde, oltre a Frosini e Slanina, anche Kudlacek,
tenuto a riposo per un leggero problema muscolare, subisce troppo le
iniziative dei romagnoli che colpiscono il canestro biancorosso a
ripetizione. Gli ospiti segnano 28 punti nel primo quarto e Reggio è già
lì, che annaspa e rischia di affondare, tenuta a galla solo dal solito
Fultz e da un Beck (15 punti al riposo) più tonico rispetto a sabato
sera. Scarone e compagni salgono al più 11 (16-27) grazie all’ex Filloy
(12 punti a metà gara) e sembra proprio che non ci sia partita. Poi un
po’ cala Rimini, un po’ cresce la Trenkwalder e con un parziale di 8-1 i
reggiani provano a dare un senso al match (31-35). Ai romagnoli bastano
un paio di contropiedi e il divario torna ad ampliarsi (33-45) prima
che un 5-0 finale della Trenkwalder mandi tutti negli spogliatoi sul
38-45.
Rimini sale sul più 15 (45-60) nella ripresa con facilità disarmante
e nel cielo della Trenkwalder si spengono quelle due o tre luci che
erano rimaste accese. Rimini si impone ma per la squadra di Caja è
davvero tutto troppo semplice.
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- La Voce di Romagna -
REGGIO EMILIA - Difficile dire se sarebbe bastato tirare così - cioè
tutto sommato da possibilità biancorosse - per avere qualche chances in
più contro Imola, nella semifinale perduta che ancora brucia un po’
nella testa e nel cuore dei Granchi. Il 9/23 da tre della Spiga, opposto
al 2/18 del pomeriggio prima, può comunque anche essere spiegato dalla
diversa intensità profusa sul parquet da Rimini e Reggio, che prendono
la finalina del Q-Round reggiano come buon “allenamento agonistico” in
vista dei rispettivi esordi in campionato. Alla fine vince nettamente la
squadra di Caja, che difende meglio e soprattutto è più parsimoniosa
(17 recuperi e 19 perse contro le 23 perse della Trenk) di quella di
Piero Coen: la Reggiana, tolti Beck, Fultz e Salvi, è francamente
indietro (pesano comunque le assenze di Slanina e Frosini), mentre i
biancorossi si leccano le ferite del derby con le discrete prestazioni
di tutto il gruppo - 5 in doppia cifra - e la crescita costante di
Demian Filloy, sempre più brillante e convincente al contrario di un
Tomassini scolastico e niente più. Per quel che riguarda il
‘desaparecido’ di sabato, Terrence Roderick, qualche luce intervallata
da alcune ombre: bisogna avere pazienza e sperare che sbocci, nulla più.
Così come Eliantonio e Metreveli, coi quali, in campo, i meccanismi dei
Crabs si inceppano spesso e volentieri: il quintetto titolare è tutta
un’altra storia, soprattutto se Vukcevic trova la retina e Filloy fa
praticamente quel che vuole (41-33 al 17’). La Spiga ha sempre il
controllo globale, con Reggio che è tutta nelle sfuriate di Beck, nel
fisicaccio di Valenti e nelle solite triple di Fultz. Basta per
riavvicinarsi (47-41 al 22’), non per evitare lo squarcio definitivo
firmato Filloy - Vukcevic - Eliantonio (64-49 al 29’). Gurini arriva al
+17, poi è solo inutile garbage fino alla fine.
Matteo Peppucci
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