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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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RS LUNEDì 4 OTTOBRE 2010
- La Nazione -
METTIAMOLA così. Pistoia ha vinto perchè è stata più squadra di
Rimini. Nessuno si offenda, però, se diciamo anche che Pistoia, alla
fine, è stata... meno peggio di Rimini. La partita infatti è stata
costellata da tanti errori, di (bel) gioco ce n’è stato davvero poco. Va
detto però che alla squadra di Moretti non si può certo imputare la
mancanza di spettacolo, non è lei a doverlo fare, perchè è stata
costruita per salvarsi, perchè ha sette-giocatori-sette e perchè alcuni
di questi sono autentiche scommesse. Se poi, nel caso specifico del
match contro Rimini, quello che dovrebbe fare la differenza —
l’americano Forte — si chiama fuori (2 punti e una prestazione quasi
imbarazzante), allora il successo deve essere accolto come un’autentica
impresa. La Spiga, invece, deve recitare il mea culpa. E’ stata quasi
sempre avanti, ma non ha sfruttato a dovere le difficoltà dei pistoiesi,
non ha ucciso la partita quando poteva e doveva, e — cosa più grave —
non ha dato l’impressione di essere squadra unita e compatta. Non ha
avuto quasi niente dalle seconde linee e alcuni di quelli che dovrebbero
essere protagonisti sono apparsi sottotono, a cominciare da Vukcevic.
Inoltre, è inspiegabile il black-out nell’ultimo periodo con ben sette
minuti senza canestri.
L’INIZIO è terribile per Pistoia che non segna nei primi quattro
minuti. Rimini, che difende bene sotto canestro, potrebbe già volare e
invece è «solo» avanti 7-0. Così la squadra di Moretti, pur perdendo
troppi palloni, può rientrare. Nel secondo tempino è Porzingis a dare
una scossa con due triple di fila portando avanti Pistoia per la prima
volta nel match (20-19 al 13’). Ma le difficoltà in attacco dei
pistoiesi sono evidenti, Forte continua a latitare, e allora Rimini può
di nuovo allungare grazie a una fiammata di Scarone e ad alcune
transizioni su palle rubate (26-34 all’intervallo). Il terzo tempino si
apre sempre all’insegna degli uomini di Caja, che si portano al massimo
vantaggio (29-41 al 24’) con una tripla del redivivo Vukcevic. Qui però
Pistoia reagisce, la difesa della squadra di Moretti si fa più intensa e
in attacco si erge a protagonista Ariel Filloy, l’ex di turno, che
infila ben tre bombe consecutive, permettendo a Pistoia di tornare in
carreggiata (40-43 al 27’).
SI ARRIVA così all’ultimo periodo sul filo di lana. Ora però
l’inerzia della partita è passata dalla parte pistoiese che, piano
piano, si porta avanti sfruttando anche il devastante black-out in
attacco della Spiga (sette minuti senza un canestro). Non è che Pistoia
segni a ripetizione, ma almeno manda a referto 7 punti e va sul più 4
(51-47) a quattro minuti dalla sirena.
A questo punto Rimini si sblocca con Roderick; poi Scarone sigla la
tripla del nuovo sorpasso (51-52) a meno di 2’ dalla fine. Potrebbe
essere la svolta per Rimini e invece, in un amen, arriva il momento
decisivo che però è di Pistoia. Accade infatti che Varnado stoppa Demian
Filloy (il duello tra fratelli è stato vinto da Ariel) e Porzingis
s’inventa una tripla d’autore. Pistoia si porta sul 56-52 a 55 secondi
dalla sirena mettendo le mani sul match. A nulla vale il ricorso al
fallo sistematico da parte dei riminesi, perchè Berti e Ariel Filloy non
sbagliano dalla lunetta.
Luca Cecconi
E’ DIFFICILE dire cosa non ha funzionato
in una partita del genere. Rimini è stata a lungo avanti, però se il
risultato finale premia Pistoia è segno che qualcosa che non va c’è
stato. «Abbiamo avuto un buon approccio alla partita — dice Attilio Caja
— con ottime scelte in attacco nel primo tempo ed è lì che avremmo
dovuto capitalizzare meglio le azioni. Il vero problema è che quando si è
avanti per 30 minuti devi portare in porto la partita a tutti i costi.
In fondo in difesa abbiamo tenuto visto che Pistoia non ha segnato
molto, solo che loro sono stati bravi a non disunirsi e noi nel finale
abbiamo avuto un calo fisico». In effetti Rimini ha avuto poco dai suoi
uomini di punta come Scarone e Vukcevic. «Le loro percentuali sono state
basse — dice Caja — ma non è mai un discorso di singoli, bensì di
squadra. Abbiamo sbagliato troppi contropiede, troppi liberi e poi, alla
fine, è chiaro che se non chiudi la partita gli avversari rientrano». ____________________________
- La Voce di Romagna -
Matteo Peppucci
PISTOIA - Quante categorie di differenza ci sono tra la C2 e
l'Eurolega? Ah si, 4. Beh, tra Janis Porzingis, l'anno scorso a Roseto
in C regionale e mvp di questa partita (16 con 3/4 da tre, 5 recupero e
la freccia decisiva), e Dusan Vukcevic, pluridecorato ex di Euroleghe e
scudetti in tutta Europa (vedere le pagelle per conferma delle
statistiche), alla prima di LegaDue la differenza si è vista, ma per
quello sbagliato. Non è solo colpa di Dusan (capita a tutti una serata
storta, ditelo a Forte che però almeno ha vinto...), se i Crabs ci
lasciano le penne a Pistoia, dopo un match brutto, sporco ma non
cattivo, nel quale nessuno delle due avrebbe meritato di vincere ma che
comunque la Spiga ha comandato in scioltezza per due quarti e mezzo per
poi crollare (fatale un black out offensivo di 10'). Cosi è, c'è da
lavorare. E si sapeva.CORSIA La paura serpeggia, negli occhi di Ariel
Filloy, che evidentemente un po' di pressione, nell'affrontare "Germano
il mentore", la sente. Col play avversario a sparare passaggi in
parterre e Forte oscurato da Roderick, il 7-0 Crabs arriva di default,
con Scarone e Lollis che danno lezioni collettive di pick & roll.
Dopo 4', Ariel infila il "gol" che scuote Pistoia, anche se,
oggettivamente, i toscani giocano malissimo. Rimini lo capisce e ci si
infila (7-16 al 9', bravo Roderick in penetrazione), ma poi si buttano a
mare due contropiedi facili, e siccome Vukcevic sembra suo cugino
scarso (1/5 e 3 perse dopo 20'...), la Spiga da un calcio al secchio del
latte in un palazzetto dove sarebbe meglio avere parsimonia (12-18 al
10').RISUCCHIO E RIFUGA Chi sbaglia, a questo mondo, di solito paga. E
infatti Moretti, con l'asse Berti - Fucka, trova un minimo di ritmo:
niente di che, ma basta e avanza per mettere in croce la zona di Caja
(ampio ricorso) fissando, con Porzingis, addirittura il vantaggio della
bolgia pistoiese (20-19 al 14', parziale 13-3 in 5'). Nel momento di
ipotetica rottura, ci pensa ovviamente Scarone, con la tripla ignorante e
3 magate delle sue - 2 recuperi, 1 lay up nel traffico -, a rimettere
il match sui binari preferibili. Il tutto mentre Tomassini latita,
Eliantonio un po' zoppica (caviglia dolorante) e Metreveli studia i
piede perno di Fucka prima di rifilare uno schiaccione a due mani come
bersi un caffè. Nel mezzo di contanta roba, la fortuna è che Forte
rientra e ri-forza, consentendo a Vukcevic di fissare un +8 che tutto
sommato va anche bene a Caja (26-34 al 20'). INERZIA SPRECATA Va ancor
meglio, all'Artiglio, quando Vukcevic trova la prima bomba della sua
serata, proiettando la Spiga su un vantaggio comodo (29-41 al 24' time
out Moretti). Nel bel mezzo della festa, però, la zona 2-3 di Caja viene
perforata ben 4 volte, tre delle quali dal redivivo Ariel Filloy, uno
che spesso pasticcia ma non ha paura di sporcarsi le mani. Il tutto fa
11-2 in 5', con Pistoia che, da morta, risorge quasi senza accorgersene
(40-43 al 28'): non paghi dei regali già donati, i Crabs si riportano
sulle rotaie per poi deragliare spaventosamente, denotando una
condizione fisica abbastanza precaria, soprattutto in Lollis (ceduto
alla distanza) e Vukcevic. PUNITI DA JANIS Dal 40-47 del 28', pensate,
si passa al 51-47 del 38': 10 minuti di nefandezze collettive, con gli
unici tentativi biancorossi che sono delle forzature di Vukcevic e degli
uno contro cinque ora dell'uno ora dell'altro. Pistoia, nel mezzo,
riesce pure a non vincerla, sta partita, rischiando di perderla quando
Roderick e Scarone, col bengala da 8 metri forzato, riporta la Spiga in
vantaggio (51-52 a 1'44"). Nel momento clou, Caja rimette nella mischia
Vukcevic, che ritorna protagonista negativo perdendo un altro pallone e
sbagliando, da solo, un comodo sottomano: a Varnado, fisicamente
straripante, e Filloy, freddo quando conta, la gloria finale, armando la
mano di tal Porzingis, che mette il punto esclamativo proprio sulla
testa di Dusan (56-55 a 55"). Nonostante il serbo si prodighi, bastano 3
tiri liberi, a Pistoia, per farla sua. E' solo la prima, ma francamente
ci si aspettava un po' di più.
Non è nemmeno troppo amareggiato, Attilio
Caja, per la sconfitta dei suoi Crabs all'esordio. "Abbiamo iniziato
bene la partita, eseguendo bene le cose che avevamo preparato - dice il
coach -, mettendo anche in difficoltà Pistoia. Sicuramente il rammarico
più grosso è stato quello di non ammazzare la partita quando dovevamo,
ovvero in due occasioni (secondo e terzo periodo, ndc) nelle quali
avevamo approfittato benissimo delle loro difficoltà. Mi vengono in
mente due contropiede facili sbagliati che avrebbero potuto aumentare
l'inerzia a nostro favore nel primo tempo, ad esempio. Abbiamo
capitalizzato poco di quello che abbiamo costruito".Con le rotazioni
ridotte all'osso a causa della caviglia ballerina di Eliantonio, è ovvio
che le percentuali deficitarie di Scarone - e soprattutto di Vukcevic -
hanno pesato non poco sull'esito del match. "Comunque abbiamo comandato
per 30' abbondanti - osserva Caja -, e in difesa abbiamo sempre tenuto
visti i 61 punti concessi. Nonostante le percentuali dei nostri leader
non siano state buone e il 50% dei tiri liberi siano stati sbagliati,
sottolineo. In una partita finita punto a punto questi episodi hanno il
loro peso".La valutazione finale - 43 - è oggettivamente deficitaria,
anche se le buone notizie vengono da Metreveli e Roderick, che hanno
tenuto bene il campo."Il 43 di valutazione è condizionato dal grande
lavoro difensivo, che poi ci hanno portato a perdere tanti palloni da
parte di nostri giocatori. Il bicchiere, dal punto di vista della
partita per come è stata impostata e condotta per quasi 3 quarti, è
mezzo pieno. Però abbiamo perso, quindi è pure mezzo vuoto. Roderick ha
fatto cose molto buone come i 5 recuperi, l'ottima difesa su Forte e
alcuni canestri importanti, Metreveli ha tenuto, abbiamo bisogno di
tutti.
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