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| NEWS - RASSEGNA STAMPA
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RS SABATO 9 OTTOBRE 2010
Da basketlive.it : Un terzo quarto da 34-15 spacca l’anticipo del Friday Night di Legadue in favore dell’Immobiliare Spiga Rimini, che contro la Naturhouse Ferrara coglie così la prima vittoria stagionale (76-55). Con dieci minuti da 14-20 dal campo (9-12 da due e 5-7 da tre), la squadra di Attilio Caja sfoga tutte le polveri bagnate del primo tempo; Ferrara, con rotazioni ridotte (per Kotti solo una comparsa, dopo l’influenza infrasettimanale) resta a guardare, senza nemmeno trovare un apporto significativo dai propri uomini di punta, Boyette e Mukubu. Eppure il primo tempo era filato via in sostanziale equilibrio, anche perché entrambe le squadre hanno faticato (per usare un eufemismo) a sviluppare i propri attacchi: la fiammata iniziale di Ndoja (tripla e gioco da tre punti), che vale lo 0-6 dei primi 3’, è un fuoco di paglia. Rimini non vede mai il canestro, ma dallo 0-7 dei primi tre minuti, la squadra di Attilio Caja esce dal timeout con altre percentuali: il totale sarà 5-7 da qui alla fine del primo quarto. Merito di un Roderick (7 punti quasi consecutivi) lasciato troppo in ritmo e di un Lollis che entra come sa nelle pieghe della partita (5 rimbalzi, 4 recuperi). L’ex Vanoli e Filloy danno a Rimini il controllo dei tabelloni (20 a 14 per l’Immobiliare Spiga a fine primo tempo, con 8 offensivi), ma i Crabs tirano male (2-12 nel secondo quarto) e riescono a produrre qualcosa solo quando riescono a servire Filloy in profondità. Il +5 (21-16) di metà quarto è però effimero: a cavare d’impaccio una Ferrara che non segna più è il capitano Farabello, che crea per sé e per i compagni. Tra sprechi (21 perse tra le due squadre) ed errori al tiro (16 su 48 dal campo complessivamente), il primo tempo finisce con un punteggio da primo quarto: 25-24. I Crabs però escono dagli spogliatoi con altro spirito, e soprattutto altre mani: Scarone (tripla), Lollis (16, 6 rimbalzi e 7 recuperi alla fine per King Quad, con 23 di valutazione) e Vukcevic scaldano il Flaminio e costringono Martelossi al timeout immediato, ma il parziale si protrae oltre con la seconda tripla del capitano riminese: 10-0 in poco meno di 2’, 35-24. Ma non è finita, il break è continuo, perché Vukcevic mette altre due triple, allungando lo strappo favorevole per una Rimini che, ormai in gas totale (44-27 al 6’ con 4-5 da tre nel frangente), seguita controllare il duello a rimbalzo, permettendo anche ad Eliantonio di esaltarsi. La Naturhouse, tramortita, incassa e non risponde, se non con qualche sprazzo di Ndoja, il meno peggio, se proprio vogliamo trovarlo, degli estensi. Ma con la coppia Boyette-Mukubu fuori dai giochi ed in grado di ingrassare le statistiche nell’ultimo quarto, la squadra di Martelossi, che non trova nulla nemmeno dal nazionale Lechthaler, può farci ben poco. Michele Talamazzi _____________________________________
- Il Resto del Carlino -
E’ POSSIBILE in Legadue segnare 39 punti in 30 minuti? Sì, almeno a giudicare da quanto è stata capace di fare ieri sera a Rimini la Naturhouse. Una prestazione offensiva inguardabile, che per venti minuti è stata ricambiata anche dai padroni di casa, facendo sì che la partita restasse in equilibrio fino all’intervallo. Poi, non appena Scarone e Vukcevic hanno cominciato a giocare come il loro blasone richiede, la squadra di Martelossi si è sciolta come neve al sole. Imprecisi, confusionari e decisamente modesti, i bianconeri hanno offerto una prova talmente penosa dal risultare decisamente preoccupante per il proseguio della stagione. Che il calendario non fosse stato benevolo nelle prime giornate per Ferrara si sapeva, ma una resa così diventa davvero imbarazzante e fa scattare un primo campanello d’allarme. Il primo quarto è giocato punto a punto e gli errori non si contano. Sei punti consecutivi di Ndoja propiziano una minifuga bianconera, ma Roderick tiene a contatto i suoi. Vukcevic litiga col ferro (si rifarà con gli interessi nel secondo tempo), Lechthaler viene cercato dai compagni ma spreca, così si procede tra tanti errori punto a punto. All’inizio del secondo quarto, con Filloy gli uomini di Caja con un 7-0 provano ad allungare sul 21-16, ma ci pensa Farabello a mettere ordine ed a riportare Ferrara a meno uno. Martelossi non ha nessun contributo da Mukubu, totalmente fuori partita, così Ferrara può solamente sperare di andare all’intervallo limitando i danni, come avviene, sul 25-24 per i romagnoli. Il terzo parziale inizia nella maniera peggiore, con un 7-0 sull’asse Vukcevic-Lollis. Ferrara attacca male, fa confusione ed è prevedibile. Si accende pure Scarone, che firma il 10-0 per il 35-24. La partita ha cambiato volto, Ferrara resta sulla falsariga negativa dei primi due quarti, mentre Vukcevic si ricorda di essere un giocatore di livello internazionale e piazza due bombe quasi consecutive. Il break è pazzesco: 18-3 per il 43-27. L’emorragia non si ferma e al 17’ l’Immobiliare Spiga colpisce ancora dai 6,75 per il 53-34, non permettendo più nessun tentativo di rimonta. E l’ultimo quarto è solo una triste agonia per Ferrara.
ATTILIO Caja si tiene soprattutto stretta la ‘corazza’, quella difesa che ha costretto Ferrara a soli 55 punti, altro bottino scarno incassato dopo che Pistoia, domenica scorsa, ne aveva messi a segno appena 61, anche se ai toscani quel magro raccolto era stato sufficiente per sorridere contro i granchi. «Ottima partita difensiva – attacca il 49enne coach dell’Immobiliare Spiga –, abbiamo fatto quello che avevamo preparato durante la settimana». Sulla partenza più che stentata dei Crabs, l’allenatore pavese ha una sua spiegazione. «I 7 tiri sbagliati di fila in avvio ci hanno tolto fiducia – dice –. E pensare che erano state quasi tutte conclusioni costruite bene, ma non aver fatto mai canestro ci ha come irrigidito, la squadra si è contratta. Nella ripresa, una volta sbloccati, i ragazzi hanno tirato con buone medie, giocando con velocità, ritmo». Nell’arco dell’incontro, anche nei momenti bui, il pubblico riminese non ha fatto mai mancare il suo incitamento. E Caja ringrazia. «I nostri tifosi hanno apprezzato la buona volontà, d’altronde i ragazzi in campo ci tengono, sentono le partite e quando sbagliano finiscono per innervosirsi. La presenza di squadra è stata discreta, tutti si sono dati da fare per aiutare. Questo lavoro collettivo l’ho apprezzato». Il tecnico dei granchi passa poi ad una breve carrellata sui singoli. «Lollis si è fatto sentire sotto canestro, Filloy ha regalato sostanza, così come Eliantonio ha dato il suo contributo. Scarone e Tomassini hanno fatto un grande lavoro sulla palla: German sa dare ritmo e spero di poterlo affiancare a Giovanni (Tomassini, ndr)». Nelle rotazioni sono entrati 9 giocatori, l’unico a rimanere sempre in panca è stato il 19enne Gasparin («Avrà altre occasioni»). NON sprizza chiaramente gioia il collega Alberto Martelossi, coach di una Naturhouse Ferrara che si è sciolta come neve al sole nel terzo periodo. «Le prestazioni individuali sono insufficienti – ammette l’allenatore degli estensi –, anche se nei primi 20’, pur senza fare cose eccezionali, siamo rimasti lì. Dobbiamo giocare con precisi riferimenti, è una squadra che si deve modellare. Sotto canestro, poi, Rimini ci ha portato a scuola», osserva amaramente Martelossi.
Scarone 6,5. Fa strano trovarlo
all’intervallo con zero canestri dal campo, lacuna che il gaucho colma
nel terzo periodo, quando con 3 missili dei suoi contribuisce a
indirizzare il match nella giusta direzione. Quattro gli assist in 30’.
Roderick 6,5. Nel primo quarto, quando non la mette nessuno, T-Rod è
l’unico a mostrare un certo feeling col canestro. Poi due falli precoci
lo costringono in panca. Nella ripresa c’è anche lui, comunque, nel
quintetto che spazza via Ferrara. Eccellenti le cifre (67% al tiro, 6
rimbalzi, 4 assist), che non raccontano qualche disattenzione difensiva
nei suoi buoni 27’.
Vukcevic 6. Sufficienza stiracchiata per Dusan, che tira ancora
maluccio (36%) e perde banalmente alcuni palloni. Diciamo che il
rodaggio non è finito.
Filloy 6,5. In sofferenza in avvio su Ndoja, prende poi gradualmente
le misure al match, chiudendo la sua prova con 12 rimbalzi. Pregevoli i
suoi movimenti ravvicinati, con sapiente uso di piede perno e mano
sinistra. In attacco potrebbe osare qualcosa in più (appena 7 tiri presi
in 30’).
Lollis 7,5. Solido e continuo, è lui a ricevere l’applauso più
convinto dai tifosi riminesi quando coach Caja decide di concedere la
passerella finale ai suoi senatori. Quadre si porta a scuola Lechthaler,
che non ne combina mezza, facendosi trovare pronto sugli scarichi,
colpendo dalla media distanza. Sei i rimbalzi e ben 7 recuperi contro
zero perse in 31’, per una valutazione di +23, la più alta tra i
granchi.
Tomassini 6. Cerca di dare ordine, lavorando per i compagni e
difendendo forte. Sullo score restano annotate poche cose, ma il suo
onesto compito lo ha svolto (14’ per lui).
Gurini 6. La sua unica tripla vale il primo vantaggio dei
biancorossi, per il resto ci mette come al solito energia, non
risparmiandosi mai.
Però fa un po’ di confusione (3 perse in 16’).
Eliantonio 6,5. Dalla sua manina educata arrivano le ultime mazzate
che si abbattono su Ferrara in conclusione di quel magico terzo quarto.
Colpisce dai 3-4 metri con continuità, il lungo ternano, e gli estensi affondano, alzano bandiera bianca.
Metreveli 6. Ha solo 19 anni e certi errori di gioventù ci possono
tranquillamente stare. Serve però più attenzione sugli scarichi e
controllo del piede perno. ____________________________________
- La Voce -
Matteo Peppucci RIMINI - Dopo i 57 di Pistoia, già superare “quota 70” è carne grassa. Se in più ci arriva un successo comodo, contro un avversario francamente deboluccio, che apre il cuore dei Crabs e strappa anche qualche applauso a un Flaminio irretito dopo i primi - brutti - 20’, è anche meglio. Vincere si doveva, e vincere si è vinto. Difendendo come i “cani rognosi” (già in Toscana lo si era fatto), e attaccando bene per giusto 5’, i primi del terzo quarto, quando German Scarone ha acceso la luce e Dusan Vukcevic, vedendoci più chiaro, ha mandato Ferrara nel crepaccio. Il resto è stata solo esibizione, con “standing” ovation meritata per Quad Lollis e tante riflessioni obbligatorie per Martelossi. CHE FATICA L’emblema di un momento “particolare”, in casa Crabs, lo danno le cifre dei primi, orripilanti 3’ e mezzo. Zero su sette dal campo, 2 perse, con Vukcevic a spaccare i ferri e Filloy che per due volte, da 1 millimetro, riesce a non far paniere. Alla spaurita Naturhouse basta un pizzico di Ndoja, per mettere ansia al Flaminio (0-6 al 3’), ma grazie a una difesa che che funziona come a Pistoia, soprattutto grazie al “principesco” Lollis, il quale insegna a Luca Lechtaler - unico italiano dei 10 in quintetto, dopo l’Inno di Mameli una vera figata... - l’arte del piede perno “ballerino”. Com’è come non è, la Spiga riesce a restare incollata, e anche a ritrovare un pizzico di inerzia grazie a 3 giovinezze di un ispirato Roderick (14 pari al 10’). STILLICIDIO Non è proprio un bel vedere, però. C’è un avversario che non impressiona - Farabello sa giocare, Boyette qualcosa la ravana, ma Mukubu è acerbo e Mazzola non propriamente l’incredibile Hulk -, e una Spiga che fa una fatica bestiale a ogni singolo possesso, a ogni singolo passaggio. Vukcevic mette una coppia di liberi dopo 14’, Scarone dopo 17 (0/8 in due dal campo nei primi 20’), ma nonostante ‘sta pochezza con due raspate di Filloy i Crabs provano a crearsi un pertugio (21-16 al 16’). Non essendoci continuità, e tirando con percentuali amatoriali (27%, 7/26), però, si lascia che Ferrara resti li, pigliando qualche jolly ogni morte di Papa (25-24 al 20’, addirittura sotto media rispetto ai 57 finali di Pistoia). ALLELUJA Venticinque punti in 20 minuti, 18 in quattro. Si. Basta semplicemente una scaronata da 7 metri abbondanti, un pick’roll scolastico Vukcevic - Lollis e una rubata dietro, per scappare via e costringere Martelossi al time out subitaneo (35-24 al 22’). Che non è sufficiente, se l’ex trainer di Imola deve richiamare i suoi a se poco dopo, dopo due smitragliate in transizione del redivivo Dusan (accolte come due gol) e una bella linea di fondo di Roderick. Fa 43-27 al 25’ (parziale 18-3), ed è evidente che se a una buona difesa segue un attacco decente, questi Crabs possono pure piacere. Tanto che ne mettono 34 (a 15) in un quarto, “superando” Pistoia in netto anticipo e mandando al diavolo le forzature di Cournooh e Mukubu (57-37 al 30’, sprazzi di Eliantonio). GARBAGE La Naturhouse, in effetti, è già bella che condita, considerando anche - e la cosa va sottolineata - che l’intensità difensiva biancorossa non viene mai meno. Vukcevic tocca il +22 (61-39), poi ci si addormenta fisiologicamente, consentendo a Borsato di prendersi soddisfazioni alquanto effimere. Caja tira un sospiro di sollievo, mantiene le preoccupazioni per Tomassini e si avvia verso il derbyssimo con Forlì con 2 punti in cascina. La sensazione, comunque, è sempre la stessa. Quando si accende German Scarone, ancora oggi, a dispetto di tutto, si entra completamente in un’altra dimensione.
E’ ovviamente soddisfatto, Attilio Caja, per la prima vittoria dell’Immobliliare spiga che ha triturato la Naturhouse sia nel gioco che nei numeri (107 a 42 le due differenti valutazioni...). “Abbiam fatto ancora un’ottima partita difensiva, mettendo in pratica il piano match. Poi abbiamo sbagliato i primi tiri da liberi, cosa che ci ha tolto fiducia e ci ha fatto andare avanti contratti per tutto il primo tempo - è la giusta analisi di Caja -. Quando German e Dusan hanno messo due canestri, cosa peraltro non strana, abbiamo preso ritmo, ci siamo distesi e la partita è andata via abbastanza liscia”. Si sofferma sulla consistenza difensiva, il coach pavese, che ha visto nei suoi ragazzi un’emozione generale e un po’ di nervosismo nel primo tempo. “Ma si, perché qui ci teniamo tutti a far bene davanti ai nostri tifosi, e quindi è normale- continua l’Artiglio -. La difesa? C’è un buon lavoro dei lunghi che aiutano i piccoli e viceversa e un buon lavoro a tagliafuori, in genere la squadra è solida. German e Tomassini fanno una gran pressione sulla palla e la difesa comincia da li, di cambi sistematici ne facciamo pochi, solo quando serve. Vincere di 20 punti non mi sembra male, il pubblico ci è stato vicino anche nel primo tempo apprezzando la nostra buona volontà difensiva. Ringraziamo chi è venuto e speriamo di dare sempre più soddisfazioni”. Roderick e Lollis, a livello numerico, i migliori, anche se i 9+12 di Filloy sono li davanti e la coppia Scarone - Vukcevic ha spaccato il match. “Demian ha fatto un match di sostanza, ma anche Eliantonio, che ha compiuto dei passi avanti. Aspettiamo nelle prossime partite che possano crescere Gurini, Metreveli e Tomassini, per il quale comunque giocare dietro a German non è semplice”. Lentezza e velocità, quando Rimini ha cambiato ritmo la partita è cambiata. “A noi piace correre, Roderick in questo senso per noi è fondamentale: però più che la velocità, è il ritmo che fa la differenza. Lollis? Legge bene le situazioni, lui è German sono l’asse della nostra difesa”. ___________________________________________________
Da realbasket.it: La Spiga si abbatte sulla Naturhouse. I Granchi di Rimini ritirano il referto rosa e con esso i primi due punti del campionato battendo i cugini del Basket Club Ferrara dopo una partita giocata prima a ritmi blandissimi, quasi soporiferi, nel primo tempo e un secondo tempo iniziato con uno scatto degno del miglior Usain Bolt firmato dai “generali” della squadra di coach Caja: Scarone, Vukcevic e Lollis. I Bianconeri estensi dal canto loro non sono riusciti a replicare ai padroni di casa rimanendo a giocare su ritmi bassi e con grande confusione. Davanti ad un Pala Flaminio non gremito ma rumoroso e alle telecamere di “mamma” Rai non è andata in onda una memorabile partita di basket, peccato per lo spettacolo, ma quel che conta per i ragazzi di coach Caja è che però la classifica si sia mossa. La Naturhouse Ferrara di coach Martellossi arriva a Rimini al completo, siede in panchina anche Tukka Kotti colpito da una influenza giusto il giorno prima. Lo starting five estense è: Farabello in regia, Boyette e Ndoja guardie, Mukubu ala forte e Lechthaler pivot. L’Imm.re Spiga, agli ordini di coach Caja, è anch’essa al gran completo, la scelta sul quintetto di partenza ricade su: Scarone, Vukcevic, Filloy, Roderick e Lollis. Primo quarto. Occorre aspettare tre giri di lancette per assistere al primo canestro della partita, lo segna Klaudio Ndoja di Ferrara dalla lunga distanza. La gara però continua a non decollare, i ritmi di gioco sono soporiferi, molti gli errori in attacco da entrambe le parti e non certo per meriti delle rispettive difese. Si arriva al 5’ che lo score sul tabellone da ragione agli ospiti estensi che conducono di due lunghezze (4-6- al 5’). Ferrara un pochino più corale nel suo gioco mentre Rimini si regge praticamente solo sui canestri di Roderick (7 punti al 10’) e di Lollis, l’Immobiliare Spiga a due minuti dalla sirena del primo periodo impatta sul pari 8. Ndoja e, ancora, Lollis chiudono lo score sul 14-14 al 10’. Secondo quarto. Poco gioco anche nei primi minuti del periodo, Borsato per la Naturhouse segna da fuori due punti (14-16 al 13’). I Crabs faticano molto nel macinare schemi offensivi, sono i singoli a cercare soluzioni personali. Gurini, Vukcevic e Filloy al 17’ confezionano un break di 7-0 che porta avanti i padroni di casa sul +5 (21-16 al 17’). Ferrara reagisce al tentativo di strappo e ritorna in gara con i canestri di Lechthaler e Boyette. La partita procede in equilibrio sempre a ritmi bassi e con molti errori sotto i cristalli. Si chiude il primo tempo con Rimini avanti di +1 (25-24 al 20’). Terzo quarto. Al rientro dall’intervallo “pronti-via” e i ragazzi di coach Caja scattano dai blocchi di partenza lasciando sul posto gli avversari. Protagonisti assoluti Scarone, Vukcevic e Lollis (top score con 16 punti) che da soli colpiscono e affondano la Naturhouse e fanno volare i Granchi sul +16 (43-27 al 25’). Ferrara accusa il cambio improvviso, e violento, di ritmo dei Crabs, un colpo da K.O. che agli estensi fa saltare tutte le rotazioni difensive cosicché al 26’ il vantaggio dell’Immobiliare Spiga sale a +18 (48-30). La Naturhouse non reagisce, coach Martelossi non trova il bandolo della matassa, tentando ogni soluzione ma la Spiga infierisce e chiude le contese già alla fine del terzo periodo, +20 (59-39 al 30’). Quarto quarto. I Crabs camminano sul velluto, sul parquet spazio ai giovani delle seconde linee mentre per Ferrara l’ultimo tentativo, non riuscito, se non altro di calare l’entità del punteggio. Ormai senza schemi il Club si affida ai tiratori e il terminale d’attacco diventa Borsato con i suoi canestri dai 6.75 (3/6 da tre). L’inerzia però è totalmente nelle mani dei padroni di casa. La partita finisce con la vittoria netta e meritata di Rimini che con il minimo sindacale dello sforzo si porta a casa la gara. Punteggio finale: 76-55.
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