|
| NEWS - RASSEGNA STAMPA
|
LUNEDì 20 OTTOBRE 2008
RS - La Voce di Rimini -
di Matteo Peppucci RIMINI – L’imperativo era vincere. E si è stravinto. Soffrendo qualcosa nei primi 20’, dilagando in un secondo tempo spettacolare, coi Crabs finalmente aggressivi, arrabbiati, disinibiti, sciolti. I Crabs che vuole Massimo Galli, insomma. “Direi che è la risposta migliore a chi aveva parlato di inizio di una crisi dopo due ko combattuti che ci potevano stare – si toglie qualche sassolino Cedro – e che è un successo importante, figlio della nostra intensità difensiva e di come siamo riusciti ad attuare il nostro piano di gioco. Volevamo a tutti i costi spegnere le due fonti di gioco pavesi, vale a dire Cinciarini e Volcic, e ci siamo riusciti alla grande: è la vittoria del gruppo, tutti hanno messo il loro mattone anche se forse, per accenderci definitivamente, ci sono voluti quei tre sfondamenti presi da Zanus Fortes, uno che venerdì non si riusciva ad alzare dal letto e ha avuto bisogno di una infiltrazione per giocare”. I Granchi guerrieri, quelli indiavolati che ti tolgono il respiro, che si buttano su ogni pallone, che tengono botta tutti assieme. Nel primo tempo, però, ci sono stati anche momenti onestamente bruttini, come i primi 5’ del secondo quarto dove Rimini ha prodotto 2 punti e 4 palle perse (24 alla fine, ndr). “Volevamo pressare e ripartire, quando si gioca così si rischia – svela il risvolto della medaglia Galli – e soprattutto la nostra volontà era quella di stancarli, di farli arrivare alla ripresa col fiatone. L’Edimes è una squadra che gioca di ritmo, riuscire a romperglielo è stata la chiave del match. Le palle perse? Troppe, ma dopo le 15 nei primi 20’, ne abbiamo persa solo 1 nel terzo periodo e 8 nel garbage time. Insomma, la crescita c’è, è evidente”. Oltre al gladiatorio Zanus già citato, buonissime prestazioni dei due Usa, di Gurini, di Kesicki e di Yankiel Moreno, uno di cui sentiremo parlare – e tanto – in futuro. “Non voglio parlare dei singoli, voglio elogiare il gruppo nel suo complesso. Parlo dell’atteggiamento difensivo di Goss e McCray, di Kesicki che dopo un inizio difficile ha oscurato a tutti la via del canestro con 4 stoppate. E anche di Moreno, che avevamo deciso a inizio settimana di portare nei 10 proprio per avere un altro buon pressatore sulla palla. Di De Pol, invece, non penso di dover dire nulla. Lui non ha bisogno di commenti, già adesso ci sta dando solidità e difesa, quando prenderà confidenza col campionato e la squadra farà quello che uno del suo livello sa fare”.
RIMINI (ma.pep) – Ci aveva pure creduto, nei primi 20’, di poter tornare da Rimini coi due punti in saccoccia. E invece, di colpo, la sua Edimes ha ceduto di schianto al primo “uppercut” dei Crabs, incapace di reagire e naufragata sotto il diluvio biancorosso nel giro di 7’. “La sconfitta si commenta da sola – mastica amaro Stefano Salieri, coach di Pavia – visto che le partite durano 40’, e noi ne abbiamo giocati solo 20. Nel terzo periodo, al primo ‘ scrollone’ dei Crabs, si è chiusa ogni questione. Dopo la bella vittoria con Reggio, torniamo sulla terra: la cosa peggiore è che, sotto di 10, abbiamo smesso di passarci la palla, pensando di poter recuperare ognuno per i fatti suoi. Chiedo scusa ai tifosi che ci hanno seguito e mi assumo in toto le responsabilità del ko. L’allenatore è il primo che deve metterci la faccia dopo batoste del genere”. I Crabs hanno surclassato l’Edimes sotto il profilo dell’intensità, dote in teoria prioritaria per Cinciarini e soci. “E’ verissimo – conferma Salieri – e Rimini ha vinto in primis nell’atteggiamento, volevano questi 2 punti e fin dal riscaldamento si vedeva che erano determinati a prenderlo. Nel primo tempo, forse anche avvantaggiati dal loro nervosismo, siamo riusciti a restare in partita, le pessime percentuali da tre (2/11 a metà gara, ndr) ci hanno condizionato ma ciò non giustifica un crollo del genere nel terzo periodo”.
RIMINI (ma.pep) – Venerdì era ‘piegato in due’ dal mal di schiena, poi il dottor Corbari interveniva con l’iniezione magica e sabato il buon Zanus riusciva almeno a correre. Contro l’Edimes, è stato semplicemente fantastico, con 3 – dicasi 3 – sfondamenti consecutivi subiti nel terzo periodo che di fatto erano la carica di adrenalina definitiva per l’uragano biancorosso. “Sono molto felice – dice Chris Zanus Fortes, 6 punti, 3 rimbalzi e 4 recuperi in 15’ – ma no per me, per la squadra. Finalmente ci siamo sciolti, siamo riusciti a tradurre in campo quello che facciamo da 2 mesi in allenamento. Abbiamo tanti giovani, non è facile per loro riuscire a eseguire tutte le nozioni apprese in palestra, ma oggi (ieri, ndr) ci siamo riusciti facendo anche divertire la gente. Quando vinciamo, i giovani sorridono e il palazzo esplode, per me è il massimo della vita”. Carico a molla, Zanus è stato anche l’emblema di un atteggiamento generale più aggressivo di quello visto nelle prime due giornate. “Tre sfondamenti di fila non mi ricordo di averli mai subiti, e a dirla tutta c’era anche il quarto, ma fa lo stesso – ride il pivot veneziano – L’importante è aiutarsi, dare tutto per il gruppo, far sentire ai più giovani che gli copri le spalle. Rispetto all’anno scorso siamo un po’ meno solidi, ci mancano due pesi massimi come Thomas e Guarasci, ma abbiamo più talento, Goss e McCray fanno cose straordinarie. Adesso andiamo a Varese, per me, coach Galli e De Pol sarà emozionante, ma lo facciamo più sereni, uno 0-3 ci avrebbe appesantiti non poco. Invece adesso respiriamo, e andremo a Masnago per divertirci”.
SCARONE 6.5 Vive ancora su precari equilibri, tra tentativi di capirsi al meglio coi compagni e la voglia di spaccare il mondo che ha nel dna. Ci mette tutto l’ardore del mondo, e quando conta si ricorda dei suoi polpastrelli magici (3/7 dal campo, 5 recuperi, 5 rimbalzi). Mohito. GOSS 7 Fa tutto a testa altissima, legge perfettamente se è il caso di bombardare o di dispensare caramelle. Questo lo sapevamo già, però: quello che mancava era l’intensità dietro, e finalmente sembra che qualcosa si muova. Quando si alza e raccoglie, è canestro fisso. Killer. MORENO 7 Esordisce in LegaDue come se fosse un sabato pomeriggio al campetto, abbassando le gambe e alitando di tutto in faccia ai vari Cinciarini, Antinori e company. Fa anche canestro, e passa la palla benissimo. Yankiel lo sfrontato. PINTON 6 Il suo primo tempo è come una tripla piada alle 3 del mattino. Nella gioia generale si ripiglia (2/5 dal campo, 5 perse, 3 assist), ma quei balbettii…Bip Bip. DE POL 6 Ha una voglia di giocare allucinante, manco fosse la finale di Eurolega. Lo spirito lo porta a dare una mano un po’ ovunque (7 rimbalzi, 3 assist), anche se pure lui al primo ingresso deraglia spesso e volentieri. Terremoto. McCRAY 7.5 Per vederlo decollare dalla lunetta e ammirare le sue scosse di energia pura, si consiglia un salto al 105 Stadium. Quando si accende, meglio scappare. Quando si invola, meglio togliersi dai pressi. C-Mac il tornado. ZANUS FORTES 7 E pensare che stava pure male. Gioca con una sapienza tattica enorme, si piazza nel mezzo e dirige il traffico da par suo: la vera chioccia per Kesicki è lui (3/6, 4 recuperi, 3 rimbalzi). Il vigile. RINALDI 6 Serata di botte e di sacrificio, tra un aiuto, un paio di maniglie perse e quella grinta che fa bene agli occhi altrui (6 rimbalzi, 5 perse). Stregato. GURINI 7 Siamo nella terra di chi difende alla grande, di chi resta nascosto per poi scappare fuori quando gli altri pensano che non ci sia (5/6, 4 recuperi). Uno tosto, il Guro. Tana libera tutti. KESICKI 6.5 Inizio contratto, poi si riprende e stoppa tutti, pure l’autista del pullman, facendo valere quei 7 piedi che deve usare per schiacciare chi lassù non ci arriverà mai (5/7, 6 rimbalzi, 4 stoppate). Vertigini.
- Il Resto del Carlino -
di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI —FINISCE in gloria, con la gente che invoca addirittura il
‘centone’, desiderio non esaudito per un soffio dagli arrembanti
granchietti. Rimini vince, anzi stravince una partita delicata, per
nulla semplice, e cancella così quello sgradevole zero in classifica.
Lo fa disputando una ripresa clamorosa, soprattutto un terzo quarto —
quando il match ancora c’è — pressoché perfetto, con grande energia
dietro e mani finalmente ‘calde’, facendo vedere quella coralità che
nei primi 20’ era mancata. Tante le firme nel successo, dagli Usa a
Scarone, dal pungente Gurini a un Kesicki che si fa sentire in quota,
senza dimenticare il ‘gladiatorio’ Zanus, forse l’uomo che emotivamente
sposta di più gli equilibri della gara.
LA TENSIONE si era comunque avvertita, eccome. Quando si comincia,
infatti, i Crabs non esistono proprio, sono impalpabili. Un libero di
Kesicki, poi 4 perse a fila, con Galli costretto al time-out dopo
appena 2’16’’ (1-7 il parziale). Il ‘minuto’ scuote i granchi, che con
pazienza ricuciono e scappano a loro volta quando si accende McCray, 3
canestri in un amen e Pavia che scivola a –6 (19-13). Altre due perse,
piuttosto banali, macchiano poi il finale di tempo dei riminesi.
Secondo quarto e inizia un nuovo periodo di passione per i biancorossi
di casa. La palla fatica a girare, si va un po’ troppo per iniziative
individuali, con l’unico risultato di mettere a segno un solo ‘cesto’
in 5’. Non che l’Edimes faccia molto di più per la verità, tanto che il
leggero gap viene colmato dalla prima tripla di capitan Scarone (29
pari, 4’ al riposo). Mordono dietro, i Crabs, e dai recuperi nasce
qualche comoda situazione in campo aperto. Altre due folate di McCray
aiutano Rimini a rientrare negli spogliatoi con una piccola dote. Alla
‘voce’ falli, antenne dritte per Kesicki (3 lampadine rosse accese in
appena 8’).
L’AIRONE polacco è comunque sul parquet in apertura di ripresa e
la sua presenza, soprattutto i suoi 213 cm, si avvertono (grande
stoppone su Mobley e due conclusioni da sotto per il +10 Crabs). Di lì
a poco, però, arriva la quarta penalità e il cambio è obbligato. Ma
ormai l’inerzia è tutta per i granchi, che continuano a spingere, a
difendere, a recuperare palloni. McCray, poi, scalda il cuore dei
tifosi con schiacciata rabbiosa e assist delizioso per un Zanus che si
esalta letteralmente dietro, subendo sfondi in serie. Ormai la scena è
tutta per i granchi, bravi a cercarsi, a trovare sempre la soluzione
migliore. E quando anche De Pol va da tre sulla penultima sirena sono
23 le lunghezze che separano le squadre (31-14 il robusto parziale di
questi 10’).
LA PARTITA non c’è più, anche perché in avvio di quarto periodo è
sempre e solo Rimini la squadra ‘dentro’ il match. E sull’uno-due di
McCray, tripla e ‘scippo’ a centrocampo con affondata, scorrono
ufficialmente i titoli di coda, anche se restano da giocare 7’34’’
(79-51 il parziale, margine che lieviterà fino a +33).
GOSS 7. Eccellente metronomo, mette
dentro 17 punti in 26’ senza forzare nulla (e ai liberi siamo 11/11, la
striscia continua...). Nel suo score anche 3 assist e un robusto +21 di
valutazione. SCARONE 7. Cuore di capitano, tira la carretta quando la
‘locomotiva’ sbuffa un po’, trovando con mestiere e classe alcuni
numeri dei suoi. Reattivo a rimbalzo (5 catturati) e in difesa (5
recuperi), può rifiatare in panca per l’intero quarto periodo. McCRAY 7. Per alcuni minuti non lo vedi, poi d’incanto si accende
e crivella il canestro a suo piacimento, tanto da ‘scrivere’ 21 in soli
23’. E se sprigiona la fantasia, è un godimento per la platea. RINALDI 6. Non riesce a frenare la sua irruenza, soprattutto
sugli scarichi si trova spesso un ‘corpaccione’ davanti e non lo evita,
finendo per sfondare. Restano comunque 6 rimbalzi in 22’, in una serata
dove gli accoppiamenti difensivi per Tommy sono un po’ problematici,
contro rivali più piccoli e veloci. Ma non deraglia. KESICKI 6,5. I falli sono una mannaia sopra la sua testa. Nei
primi 20’ non riesce proprio a giocare, poi entra nel match in apertura
di ripresa, per prendere la strada della panca sulla quarta, precoce
penalità. Ma in quei primi minuti del terzo quarto il polacco è un
fattore. Nel finale arrotonda e diverte il pubblico con i suoi stopponi
in alta quota (4 in 20’). PINTON 5,5. A partita vera è titubante e pasticcia un po’ troppo (5 perse in 18’).
MORENO 6. All’esordio assoluto in Legadue, l’italo-cubano si toglie
lo sfizio di mandare a referto 5 punti. L’età è verde (’90) e gli
possiamo perdonare le 4 perse (e i 4 falli) in 14’. GURINI 7. Già brillante al debutto con Jesi, ‘Guro’ si ripete con
Pavia. Un canestro di rapina dalla rimessa avversaria lo mette subito
in partita e dal match non ci esce più, firmando tante cose pregevoli.
Chiude a quota 13 con appena 6 tiri dal campo, 4 i recuperi.
DE POL 6,5. Smista la palla come si conviene a un giocatore della
sua caratura (3 assist in 21’), ma soprattutto ci piace vedergli
strappare con rabbia (e potenza) i rimbalzi, segnale di una condizione
che sta tornando.
ZANUS FORTES 7. Nel terzo periodo è sempre lungo e steso sul
parquet, bravo a mettersi sulle linee di penetrazione degli avversari.
La sua energia (4 recuperi) elettrizza i compagni in quel terzo periodo
dove il match si decide.
Condividi su:
|
|
|
|
|