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NEWS - RASSEGNA STAMPA

MARTEDì 21 OTTOBRE 2008

RS
- La Voce di Rimini -

di Matteo Peppucci
RIMINI – Le schiacciate pazzesche di Chris McCray, le bombe fulminanti di Phil Goss. Gli sfondamenti in sequenza presi da Zanus, i confetti regalati da German Scarone, le stoppate sopra il ferro di Tomasz Kesicki.
Istantanee del primo hurrà stagionale dei Crabs, tutte ancora ben impresse nella mente dei pochi intimi accorsi domenica al 105 Stadium, e d’improvviso passati dagli sbadigli di un primo tempo bruttino ai sobbalzi di un terzo quarto grandioso, con 31 punti segnati, 12/15 dal campo, 6 recuperi, 9 assist e un debordante 51 di valutazione, contro il misero 2 raccolto da un Edimes crollata di schianto sotto la furia biancorossa.
In tanto fragore, ci piace sottolineare l’importanza di un ragazzo di Pesaro (eh, si, a volte succede…) che è già l’idolo silenzioso degli aficionados riminesi. Perché è uno che parla poco, ma agisce molto. Uno che quasi non ti accorgi che ci sia, e poi vai a leggere le cifre e scopri di 13 punti, 5/6 al tiro e 4 recuperi nella miseria di 16’ in campo, forse pochi per il contributo che da. Parliamo di Giacomo Gurini, il classico “soggetto” che tutti i coach vorrebbero allenare.
“Sono contento – dice il Guro – perché finalmente abbiamo vinto, e lo abbiamo fatto di squadra, con una grande prestazione difensiva, come non eravamo riusciti a fare nelle prime due partite. In realtà contro Jesi a parer mio avevamo giocato abbastanza bene, e se guardiamo la classifica (Fileni corsara a Brindisi e prima a punteggio pieno, ndr) ci rendiamo conto di quanto sarebbe stato grandioso vincere. A Casale invece avevamo cincischiato per 20’, riprendendoci un po’ tardi, mentre con Pavia siamo stati più continui”.
A dirla tutta, qualche magagna – pure comprensibile – si è vista, nella prima frazione. Tante palle perse (24, contro 22 recuperi), difficoltà evidenti nel girare la palla, troppi tiri aperti concessi all’Edimes. Poi, dopo il the, l’uragano Crabs. Una metamorfosi così nessuno se l’aspettava.
“Nessuno tranne noi – ribatte il 24 enne esterno l’anno scorso a Fossombrone in B1 – perché sapevamo che prima o poi, pressando al massimo i portatori di palla avversari, loro si sarebbero stancati. Era il nostro piano tattico, l’abbiamo eseguito alla grande. Secondo me il modo in cui siamo entrati in campo nel terzo periodo è stato da squadra vera, e ho visto cose pregevoli anche in attacco. Se riusciamo a difendere bene per 2-3 azioni consecutive, poi prendiamo ritmo e possiamo essere pericolosi”.
Lui, il ritmo, lo ha preso subito. Appena entrato in campo, subito una rubata dalla rimessa, con proiezione a canestro e fallo subito incorporato. Roba da 6 di valutazione in 2”, se non è un record poco ci manca. Da li, tutto il resto. Difesa, assist, punti, comprese le due bombe nel quarto periodo di festa totale.
“Si, sono stato bravo e fortunato a rubare quel pallone e a segnare, in pratica mi sono subito sintonizzato col match, quando succede così poi prendi fiducia ed è tutto più naturale. Le bombe mi fanno piacere, non sono propriamente un tiratore, devo migliorare molto in questo fondamentale. La difesa? Mi è sempre piaciuto sacrificarmi, in B mi è capitato di marcare sia i playmaker che le ali piccole, diciamo che qui è un po’ diverso, ma penso di potermi adattare. L’importante è che la squadra vinca, e che adesso possiamo andare a Varese un po’ più sereni. Sarà durissima, ma non partiamo di certo battuti”.

RIMINI (ma.pep) – Miglioramenti nitidi, soprattutto dietro, dove di base si costruiscono le vittorie. Occhi diversi, pressione più sensata, rischi giusti e ben presi. Il solito attacco a strappi, ma se strappando si segnano 99 punti, l’evidenza dice che questi Crabs non avranno grossi problemi a fare canestro.
Gambe basse, braccia alte  I 70 punti raggranellati dall’Edimes sono stati frutto di più fattori, dei quali uno – e abbastanza pesante – l’orrenda percentuale pavese dall’arco, un 5/23 raggelante, è figlio sia della pressione biancorossa ma anche della scarsa vena lombarda, perché nei primi 20’ molti di quei tiri sono stati sbagliati piedi per terra.
La vera crescita di quelli di Galli si è vista a tutto campo, nella capacità di stancare e annullare le corse di Cinciarini, Antinori e Marigney: tolta la fonte di gioco, Rimini ha avuto il via libera nel secondo tempo. Se la difesa face to face (la famosa difesa “sulla palla”) è stata finalmente buona, sembra che qualche problema sulle rotazioni esista ancora. Stupisce, invece, l’immutata caratteristica dei Granchi che confermano di tenere alla grande a rimbalzo: il bello è che, sui 36 conquistati, non c’è nessuno in doppia cifra, con una ripartizione figlia di un atteggiamento molto propositivo, da parte di lunghi ed esterni, a buttarsi su ogni pallone tentennante sul ferro.
Campo aperto  Se riescono a correre, questi Crabs sembrano difficilmente contenibili. Le transizioni di Goss e McCray fanno malissimo a tutti – anche a Casale si era visto – perché entrambi battono con facilità l’uomo, ed entrambi sanno allargare il campo come piace a Galli. Non è solo questione di rubare e schiacciare – quello capita 3, massimo 4 volte a partita, ed è già tanto – ma di riuscire ad eseguire nei primi 12” del possesso: passata la linea, invece, Rimini spesso si impantana in palleggiti che portano a palle perse (nel primo tempo soprattutto) o a sfondamenti.
Il fattore G  Giacomo Gurini è davvero una lieta sorpresa. Il ragazzo è sveglio, difende su guardie, play e ali piccole tenendo il primo passo di tutti. Non solo: attacca il ferro senza paura, si nasconde per riapparire quando meno te lo aspetti. Se tutti vedono i due Usa e magari le stoppate di Kesicki, quello che non si vede ma c’è è il Guro. Fin qui è lui il grande acquisto di Vecchiato e Galli.

RIMINI (ma.pep) – Dopo la giornata di riposo concessa ieri a tutto il gruppo, i Crabs si ritrovano oggi in palestra per preparare la difficilissima trasferta di Varese (domenica, ore 18.15) contro la Cimberio capolista, passata al fotofinish anche a Pistoia. Da verificare le condizioni di Zanus Fortes, che ha giocato con un problema alla schiena. Tutti in buone condizioni gli altri Granchi.
Provvedimenti disciplinari  Mano pesante del giudice sportivo contro la Carmatic Pistoia, multata di 2.000 euro per “offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri, per lancio di sputi e perché, a fine gara, il tunnel di accesso agli spogliatoi veniva ripetutamente colpito dai tifosi e una lastra in plexiglass veniva divelta”. 1.200 euro anche per l’Aget Imola, “per offese collettive frequenti del pubblico nei confronti di Charlie Foiera”, e 733 euro a Roseto per “uso di stendardi sorretti da aste, fonte obiettiva di pericolo”.
La 4a giornata  Così domenica prossima (ore 18.15): Varese – Rimini, Jesi – Roseto (ore 20, diretta Rai Sport Più), Sassari – Scafati, Casale Monferrato – Livorno, Pavia – Brindisi, Veroli – Reggio Emilia, Imola – Pistoia, Venezia – Soresina.
Classifica  Jesi e Varese 6; Reggio Emilia, Sassari, Livorno e Venezia 4; Pistoia, Soresina, Brindisi, Rimini, Veroli, Roseto, Scafati, Casale, Imola e Pavia 2.

- Il Resto del Carlino -


di ALBERTO CRESCENTINI
RIMINI — CAMUFFANDO una schiena malandata e la carta d’identità, che alla ‘voce’ data di nascita recita 20 luglio 1971, Cristiano Zanus Fortes domenica è stato tra i principali artefici nella vittoria dei Crabs su Pavia, successo che ha allontanato i fantasmi di una possibile mini-crisi. In quel tambureggiante terzo periodo, quando i granchi hanno letteralmente asfaltato l’Edimes con una difesa asfissiante e un attacco che andava sempre dall’uomo giusto nel momento giusto, l’esperto centro ha messo la sua indelebile firma. Dentro per 7’, complice pure il quarto fallo di Kesicki, in quello spezzone decisivo di gara ‘Zus’ ha avuto un impatto straordinario in tutte e due le metà campo.
NELLA SUA area si è eretto a baluardo insormontabile, un autentico muro sul quale si schiantavano inesorabilmente gli straniti pavesi. E ogni sfondamento subìto, mettendoci il corpo, la faccia e quant’altro, valeva un possesso in più per i biancorossi, galvanizzati dallo stoico lavoro del veterano. Poi, una volta dall’altra parta, Zanus Fortes pensava bene di farsi trovare pronto sugli scarichi, con 6 punti a referto in un amen, ‘roba’ buona per un giocatore che, e qui usiamo un eufemismo, attaccante puro proprio non è. «Sono molto contento — ammette Cristiano —, d’altronde questo dev’essere il mio ruolo. Mi esalto tantissimo nelle azioni difensive, prendere uno sfondamento, per me, è meglio che segnare un canestro... Poi mi piace che queste giocate finiscono per caricare i miei ragazzi. Li chiamo così, in fin dei conti ho una quindicina d’anni in più rispetto a parecchi compagni di squadra...».
E’ UN GIOCATORE per certi versi nuovo, Zanus Fortes. La stagione passata, complice una separazione non facile da metabolizzare, il centro nativo di Venezia appariva come confuso, assente e il suo rendimento, inevitabilmente, ne risentiva. «C’è chi riesce a tenere la vita privata completamente al di fuori del lavoro, io non ce la faccio — prosegue Cristiano, che adesso risiede in pianta stabile a Rimini —. Ora sono più tranquillo di testa, un eventuale errore in campo mi pesa meno, non mi deprimo. Anche domenica avevo sbagliato malamente un tiro da sotto, però sono andato avanti lo stesso. E alla fine sono arrivate pure cose buone».
I CRABS respirano e il largo, inaspettato +29 con l’Edimes è davvero una vitale iniezione di fiducia per il gruppo di Max Galli, che domenica sarà atteso nel mitico palasport di Masnago dall’imbattuta Cimberio Varese. Un impianto che Zanus conosce a menadito... «Già, ci ho giocato per cinque anni e mezzo — ribatte il centro, che nel ’99 con la franchigia lombarda conquistò lo scudetto della stella —. Sarà stimolante tornare in una piazza dove sono stato accolto bene», non nutre alcuna acrimonia il pivottone dei granchi, mentre gli altri due ex biancorossi, Alessandro De Pol e coach Massimo Galli, cercheranno sicuramente di togliersi qualche sassolino dalle scarpe, anche perché le loro parentesi più recenti nel Varesotto non sono state poi così felici.



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