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NEWS - RASSEGNA STAMPA

SABATO 25 OTTOBRE 2008

RS
- Il Resto del Carlino -

di Alberto Crescentini
RIMINI — UN NOME su tutti, in quella Cimberio Varese che domani attenderà al varco i Crabs sotto le celebri volte di Masnago, ed è quello del play americano Randolph Childress. Sì, proprio lui, il ‘professore’, l’uomo che nonostante il passare degli anni – è nato nel settembre del ’72 – continua a illuminare, a insegnare pallacanestro. Un personaggio che nel Belpaese si è specializzato in promozioni in serie A, avendo già fatto felici Montegranaro (primavera 2006) e Caserta, ‘roba’ di qualche mese fa. Un giocatore che ha regolarmente frustrato le ambizioni dei granchi nei playoff di Legadue, con prestazioni che hanno lasciato il segno. Adesso Pillastrini, 47enne coach dei lombardi, lo ha rivoluto con sé e il buon Randy si è rimesso al lavoro: per lui 16.7 punti (con 8/18 da tre) e 5.3 assist nelle prime tre uscite, oltre a quel carisma che aleggia attorno a lui. Un altro ‘Grande Vecchio’ della Cimberio è Giacomo Galanda, ala forte di 210 cm, un vincente se ce n’è uno, con quei 3 scudetti in bacheca conquistati con 3 club diversi (proprio Varese nel ’99, poi Fortitudo Bologna e Siena), senza dimenticare l’oro europeo (’99) e l’argento olimpico (’04) con la nazionale. Classe ’75, ‘Gek’ in Legadue è un autentico lusso: finora 12.7 punti (15/28 al tiro) e 7.6 rimbalzi nei quasi 27’ che ‘Pilla’ gli concede.
QUESTO l’asse di Varese, ma pure il ‘contorno’ non è affatto male. A cominciare da Eyinmisan Nikagbatse, guardia-ala che può esaltarsi dall’arco dei 6 metri e 25, anche se in questo primo spezzone ha ‘sparato’ un migliorabile 5/16. Sotto canestro, invece, Kaniel Dickens produce sostanza (12.3p, 7.4 rimbalzi e 1.3 stoppate in 30’). Con Giorgio Boscagin out almeno un mese per la frattura dello scafoide, nello starting five potrebbe trovare spazio il ‘piccolo’ Marco Passera, varesino doc, oppure, se Pillastrini opterà per un quintetto più pesante, l’ala Simone Cotani, 202 cm e già un discreto bagaglio di esperienza in serie A maturato soprattutto tra Livorno e Biella. Essenziale nei 3 incontri disputati, con 9.3 punti spremuti in 18’ con 7/8 da due e 2/3 nelle triple. Nelle rotazioni di Varese, poi, trovano un po’ di spazio anche il play-guardia Lorenzo Gergati, figlio e nipote d’arte, e il lungo Niccolò Martinoni, 19 anni appena. Questa, in pillole, la Cimberio, squadra costruita per tornare al ‘piano di sopra’ che gioca con la stella cucita sulle casacche.

- Corriere Romagna -

di Fabrizio Barbiani
RIMINI. Difficile rimanere impassibili quando ti trovi di fronte alla storia della tua vita che ti passa davanti. Impossibile dire che «Sarà una partita come le altre». De Pol non lo fa. L'ala che in estate è arrivata proprio da Varese, sa che quelli di domenica non saranno i soliti 40 minuti sul parquet. In fondo con quella canotta il triestino ha giocato più di 200 partite e vinto uno scudetto nel 1999. Non proprio quisquilie. «Sarà sicuramente strano arrivare a Varese da avversario. Per giunta è la prima volta, pure se ho giocato anche a Roma e nella Fortitudo. Per un motivo o per l'altro, però, non sono mai sceso sul parquet di Masnago con un'altra maglia. Difficile prevedere come sarà la gara, ma di certo per me sarà un'emozione fortissima. Sono tante le immagini da ricordare della mia carriera lì. La notte dello scudetto, ad esempio. Una grande euforia tra di noi e tra i tifosi, gente di 70 anni che piangeva e ci ringraziava. In una parola, indimenticabile».
Riunione tricolore. Saranno in tanti i protagonisti di quello scudetto ad essere presenti domani. «So di tanti amici che mi verranno a trovare già in hotel, poi ci saranno il Poz, il Menego sugli spalti e ovviamente Galanda a giocare. Saluterò tantissima gente, ma poi ci sarà da affrontare una partita contro una squadra di altissimo livello». Imbattuta dopo tre gare tirate risolte sul filo, due delle quali vinte in trasferta. La Cimberio sta già mettendo in campo tutto quel killer instinct che gente come Childress e Galanda possiede in quantità industriale. «Li vedo bene - commenta De Pol - Mi sembrano coperti in tutti i ruoli e hanno diverse frecce al loro arco. Tranne forse Passera che può agire da play e basta, gli altri giocatori sono molto duttili. Si è fatto male Boscagin, ma non penso che debbano ricorrere al mercato. Dietro hanno molti giovani che possono salire di livello e tenere il campo nella maniera migliore. Childress e Galanda? Sono le loro punte di diamante, uomini che tolgono le castagne dal fuoco nei momenti difficili».
Entusiasmo Crabs. Quasi un orco, la Cimberio. Rimini però ha dimostrato con Pavia di essere in crescita in diverse fasi del gioco: «Secondo me quello che dobbiamo migliorare, giunti a questo punto, è la conoscenza reciproca. Anch'io, a parte Scarone e Zanus, non conosco ancora approfonditamente movimenti e caratteristiche di tutti gli altri. In ogni caso la chiave è sempre la difesa, e sarà così anche a Varese. Dobbiamo lavorare bene lì, limitando Galanda, isolando Childress e facendo attenzione sugli scarichi. Poi ce la possiamo giocare».

- La Prealpina -

di Massimo Turconi
Parli con Cristiano Zanus Fortes e subito ti diventa facile e naturale aprire un "link" con Caparezza perché l'ex scudettato con la maglia dei Roosters, a Rimini, è "dentro" al tunnel del divertimento. E non ha nessuna intenzione di uscirne Cristiano, messe da parte alcune dolorose vicissitudini familiari e un pacco formato famiglia di delusioni cestistiche, ha ritrovato a Rimini serenità e motivazioni per continuare la sua bella carriera. «Programmi a lungo termine non ne faccio più - spiega Zanus Fortes -, da un paio di stagioni dico a me stesso: questo è il mio ultimo anno, poi appenderò le scarpe al fatidico chiodo. Questo atteggiamento mi consente, anche a 37 anni, di mettere nell'attività quotidiana la giusta pressione, di togliere lo stress dei pensieri futuri e di vivere il basket ancora per la bellezza del gioco. In questo senso devo citare, e ringraziare, il mio, nostro amico, Gianmarco Pozzecco il quale, da grande personaggio qual è, ha saputo trasformare la sua ultima stagione in una grandissima festa. Il "Poz" s'è divertito una cifra, ha saputo regalare sorrisi a tutti e, giocando con assoluta leggerezza, ha disputato uno dei migliori campionati della sua brillantissima carriera. Io non valgo nemmeno un'unghia di Pozzecco ma lo spirito leggero col quale scendo in campo mi accomuna a lui e spero che mi possa accompagnare in futuro, non avendo ora intenzione di smettere». Anche lei, allora, come De Pol, ai Crabs sta vivendo una seconda giovinezza. «Questo è il nostro stato d'animo - osserva Zus -. A Rimini si vive molto bene, entrambi abbiamo trovato una società gestita alla pari di grandi club ma a conduzione quotidiana a carattere familiare. E qui, quando hai problemi fisici, nessuno mette in dubbio la veridicità del tuo malessere e c'è grande disponibilità nel proporre cure e terapie. Per giocatori "attempati" come il sottoscritto, Scarone o il già citato De Pol non è una cosa trascurabile». Quale effetto le ha fatto ritrovare al suo fianco De Pol? «La firma di Sandro è stata la prima notizia, davvero gradevole, che ho ricevuto da coach Cedro Galli al rientro dalle vacanze. Stimo Sandrino come giocatore, come compagno di squadra e come uomo. La sua presenza, con quella di Scarone, ci consente di trasmettere qualche chilo di esperienza in più a un gruppo giovane che ha bisogno di imparare due cose: allenarsi e gestire il clima di spogliatoio e noi vecchi, permettetemelo, siamo maestri». Con quali motivazioni tecniche sarete a Varese e, per lei, con quali sentimenti? «Non ci piove: Varese è la compagine più forte del campionato e, dunque, favoritissima. Ma Rimini non è da prendere sottogamba: siamo una formazione in crescita e mettiamo in vetrina il miglior attacco. Con la mente sgombra e senza pressione, verremo a Masnago per disputare una buona partita come peraltro abbiamo già fatto a Casale, contro un'altra grande. Il mio sentimento invece sarà un misto di orgoglio e commozione. Orgoglio perché, in mezzo alla gente di Varese sono stato bene e ho avuto la fortuna di vivere momenti da protagonista. Commozione perché tornare a Varese è sempre bello; giro lo sguardo e vedo solo amici o persone cui sono legato. Alzo gli occhi e vedo lo stendardo dello scudetto. Assolutamente impagabile».

"Mare dentro". Film delicato, pieno di significati, ma anche un titolo adatto per descrivere la parabola recente di Massimo "Cedro" Galli, ben noto allenatore varesino che, per ripartire dopo un'esperienza difficile e, per certi versi sfibrante, ha scelto Rimini e il Mar Adriatico. Come dire: vele spiegate in un mare solitamente tranquillo. Scelta felice per Galli che, da pochi mesi, si ritrova seduto, di nuovo da capo allenatore nel basket professionistico: «Un esito naturale della mia collaborazione con il Basket Rimini perché, da queste parti, è quasi una tradizione che, se il capo lascia, la panchina spetti all'assistente. Così, quando nell'estate scorsa, Ticchi optò per la Nazionale Femminile, i dirigenti, per la sua successione, puntarono su di me. La cosa mi ha fatto piacere perché il presidente Braschi e il generai manager Vecchiato hanno valutato non solo le mie capacità tecniche ma anche il lavoro svolto in questi anni come capo del settore giovanile e il contributo offerto, stagione dopo stagione, nella costruzione della squadra». Tuttavia ci risulta che questa squadra è nata con qualche difficoltà. «Per ragioni di natura economica, leggi reperimento delle risorse, ci siamo messi all'opera solo dopo il 31 luglio ma - spiega Cedro -, malgrado defezioni importanti (Guarisci ha smesso, Filloy è andato all'Armani, Thomas al Pau Orthez ndr), i tempi ridotti e l'esigenza di lavorare in economia, s'è raggiunto un risultato più che discreto. Su uno zoccolo duro (Zanus Fortes e Scarone) abbiamo innestato altri giovani con l'idea di creare una formazione con ampi margini di miglioramento. Sin qui mi pare che l'obbiettivo è stato raggiunto». La figura di De Pol come rientra in questo pianostrategico. «Dietro a due lunghi giovani, come Rinaldi e Kesicki, avevo bisogno di una coppia con più esperienza di gioco e, quando è affiorata l'opportunità De Pol, mi è sembrato giusto non farsela scappare. Sandro si integra alla perfezione con Zanus Fortes, ha una gran voglia di giocare dopo un anno tormentato. Gli ho chiesto solo di non fare la chioccia, un ruolo che francamente non ci interessa, ma di essere un giocatore vero della squadra, uno che, partendo dalla panchina, grazie a vigoria fisica, conoscenza tecnica e freddezza nelle varie situazioni, può cambiare l'esito di una gara». Lontano dagli occhi ma, immaginiamo, ancora vicino al cuore: cosa pensa e come giudica Varese? «Conosco abbastanza bene il campionato di LegaDue e credo che la Cimberio, sotto il profilo individuale, si collochi un gradino sopra tutte le concorrenti. Una posizione certificata dal possesso di fuoriclasse assoluti come Childress e Galanda, Cotani che in LegaDue è un lusso e Nikagbatse, Dickens, Passera e Boscagin che sono buoni giocatori. Infine Pillastrini conosce questo campionato avendolo vinto un paiodi volte. Certo, Varese dovrà vedersela con tanti avversari, in particolare con Jesi che, con Maestranzi e Maggioli, ha un duo capace di rivaleggiare con Childress Galanda. La Cimberio però mi sembra più profonda e completa, ha tutto per arrivare vincente al traguardo, merita i favori del pronostico». Galli e Varese, intendiamo "quella" Varese: si è ricucito il rapporto? «A distanza di nove anni ritengo quell'esperienza più che positiva perché - ammette Cedro -, vincere è bello ma è dalle sconfitte che s'impara di più. Il tempo mi ha regalato maggior consapevolezza e miglior capacità d'analisi rispetto a quello che successe allora. Com'è scritto nei libri, nell'inverno '99, pagai io per tutti, perché, giustamente, all'allenatore spettano onori e oneri, anche se il gruppo dei giocatori, nella stagione post scudetto, si comportò davvero male, con atteggiamenti che nulla hanno a che vedere con la buona condotta del professionista. Riconosco che toccava al sottoscritto richiamare tutti all'ordine affinchè certi modi di fare non prendessero piede. Sottovalutai la situazione e ne soffrii le conseguenze. Di sicuro, oggi, in una circostanza analoga, farei scelte diverse». In conclusione: considerazioni sulla partita di domani. «Varese, l'ho già detto, è favoritissima, mentre noi stiamo inseguendo soprattutto un traguardo a lungo termine e un obiettivo a brevissimo raggio. Il primo è quello di migliorare una continuità di rendimento e, in questo senso, la Cimberio rappresenta un test di valore assoluto. Il secondo è offrire spettacolo e, davvero, al di là del risultato, a Masnago mi auguro di poter disputare una bella partita, che faccia divertire la gente. Sarei già contento così».



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