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NEWS - RASSEGNA STAMPA

LUNEDì 27 OTTOBRE 2008

RS
- Il Resto del Carlino -

VARESE — PERFETTA difensivamente ma disastrosa in attacco, Rimini cede 61-47 in casa della Cimberio Varese. Le pessime percentuali dal campo (28% da 2 e 22% da 3) vanificano la bella prestazione riminese nella propria metà campo, che alla fine frutta 29 palle recuperate, un’attitudine al furto che riesce a bilanciare la sofferenza a rimbalzo, dove Varese domina 47-29. Puoi anche annullare Childress, puoi riuscire a limitare Galanda per buona parte della partita, ma se alla fine il tuo tabellino indica 47 punti segnati è dura vincere in casa della capolista...
COSI’, presto superata l’illusione del 5-12 iniziale, i Crabs sono stati costretti a fare i conti con la maggior tecnica e fisicità dei varesini, abili a rispondere alla gran difesa ospite con altrettanta abnegazione nella propria metacampo, in attesa dell’inevitabile calo avversario che permettesse l’allungo decisivo. In una partita maschia, da mani addosso e tutti sul pallone, i Crabs riescono a rimanere a contatto per un tempo con la capolista Cimberio, limitandone il gioco, ma alla lunga i padroni di casa riescono a portare la gara sui binari a loro più congeniali, grazie soprattutto a un controllo dei tabelloni pressoché totale. Pur senza mai dare l’impressione di dominare, Varese piazza due minibreak a cavallo dell’intervallo, portandosi prima a +5 quindi a +10, per poi controllare i maldestri tentativi di rientro dei Crabs.
PRIVA di un leader offensivo affidabile, appena perde contatto dall’avversario Rimini si scioglie, smarrendo anche parte di quell’intensità difensiva su cui aveva costruito le proprie fortune. Galanda riesce così a esprimere lampi della sua classe, guidando i suoi in un secondo tempo di controllo. Passera aggiunge quel brio che Childress non è in grado di fornire e per la Cimberio è fatta, anche perché dalla panchina dei Crabs esce poco o nulla in termini offensivi: appena 3 punti. Scesa alla doppia cifra di svantaggio già nel terzo quarto (44-34 al 27’), Rimini non crolla del tutto per la mano quadra degli avversari dalla lunetta, ma è incapace di riavvicinarsi. L’organizzazione di squadra manca del tutto dalla parte romagnola e nessuno dei singoli riesce a metterci la pezza con giocate personali. I Crabs rimangono così ai margini della partita, senza uscirne del tutto, ma allo stesso tempo senza mai dare l’impressione di poterne ribaltare le sorti.

SCARONE 6. Annulla Childress e mette la firma sul bell’inizio della propria squadra, l’unico frangente in cui Rimini sembrava poter mettere in crisi Varese. Cala però alla distanza, tanto da steccare alcuni tiri che avrebbero anche potuto riaprire la gara.
GOSS 6,5. Il migliore dei suoi, unico in doppia cifra e leader delle palle recuperate (7). Paga soprattutto la disorganizzazione offensiva della propria squadra, che lo costringe a vivere solo delle sue folate. L’impressione è che se ci fosse stato sul parquet varesino un minimo di organizzazione offensiva, potrebbe fare più male.
MORENO sv. Due minuti impalpabili, nei quali però fa in tempo a sbagliare un tiro e a commettere un fallo.
PINTON 4,5. Corre e picchia, ma tanta abnegazione non produce nemmeno una palla recuperata (su 29 di squadra). In attacco va anche peggio, come certificato dal suo tabellino. Giornata no.
DE POL 5,5. Desideroso di far bene davanti al pubblico varesino, si batte con la consueta grinta e alla fine risulta il miglior rimbalzista dei suoi assieme a Kesicki. Lo 0/9 al tiro è però qualcosa che difficilmente passa inosservato e lo fa finire direttamente dietro la lavagna...
MCCRAY 5. Si prende buona parte delle responsabilità offensive... sbagliando. Tira con il 25% dal campo e colleziona 6 palle perse: disordinato e poco incisivo.
ZANUS FORTES 5,5. Ha il compito di riequilibrare il divario fisico con i lunghi varesini, ma riesce ad essere incisivo solo calando la mannaia: 4 falli in 11’. Iconsistente anche lui in attacco.
RINALDI 6. Il migliore del suo reparto. Lotta e sgomita per 30’, tenendo testa per lunghi tratti a gente come Cotani e Dickens. E alla fine il suo score recita 9 punti: non pochi, su 47 di squadra.
GURINI 5. Dentro per mantenere alta l’intensità difensiva sui play avversari, si fa portare a spasso da Passera.
KESICKI 5. Comincia bene, limitando Galanda, ma col passare dei minuti viene sovrastato dalla potenza dei lunghi varesini. Cerca così fortuna lontano da canestro, ma la mano non lo assiste.

- Corriere Romagna -

VARESE. A Masnago muscoli, carattere e fisicità tolgono il fiato ai Crabs. Questa volta il killer dei granchi non è il solito Childress, ma gente che sprizza energia da tutti i pori come Cotani e Dickens. Rimini in attacco vede tutto nero e torna da Varese con un -14 (61-47) e il record negativo stagionale per punti segnati: un passo indietro rispetto alla gara interna con Pavia (qualcosa come 52 punti segnati in meno), uno scivolone che poteva essere preventivato, ma non con questi numeri. D'altra parte quando prendi 18 rimbalzi in meno (47-29), vincere diventa un'impresa.
Rimini scappa, Varese la riprende. Applausi e striscioni per De Pol («Bentornato Sandrino, amico di 1000 battaglie»), poi la partita. La chiave dei primi minuti è la difesa. Scarone è dal lato giusto su tutti i pick and roll che riguardano Childress, il resto della squadra protegge bene il canestro. Tradotto: la Cimberio spreme appena 5 punti in sei minuti e mezzo e i granchi, con Rinaldi e Kesicki in evidenza, provano la prima fuga, 5-12. Tutto sembra sotto controllo ma non è così, e quando ti aspetti una Varese scossa dal buon approccio biancorosso, ecco invece che succede tutto il contrario: mega parziale di 11-0 e partita totalmente riaperta (16-12) con le seconde linee che hanno il nome di Gergati, Martinoni e Passera (plus-minus di +14 nel primo tempo). Si viaggia tra sorpassi e controsorpassi, ma la gara è sul filo e le difese molto attente. Ecco allora che bastano un paio di buoni spunti dei singoli (nell'occasione Nikagbatse), per mandare negli spogliatoi la Cimberio in vantaggio (31-26).
Siccità offensiva. Eppure non è ancora successo nulla: da una parte Childress è a zero, dall'altra McCray ha uno score con tre punti e altrettante palle perse. Rimini dietro tiene ma in attacco fa una fatica bestiale. Rinaldi ci prova (35-30 al 23') ma il break arriva, ed è grazie all'energia di due atleti come Cotani e Dickens (+9 al 26'). Quando poi Varese arriva anche alla doppia cifra di vantaggio, allora capisci che in una gara a così basso punteggio il gap è in realtà quasi in-colmabile. Dickens piazza il +10 al 28', Goss prova a rientrare a -6 in apertura di quarto periodo, poi sotto continua a martellare Cotani e Galanda sale in cattedra col suo magistero. Escluso dalla gara Childress, è lui il play nascosto della squadra. I Crabs tengono di voglia e coraggio, ma hanno la vista annebbiata e la mente confusa. Il burrone dei dieci punti rimane minuto dopo minuto e solo qualche giocata di talento di Goss ed esperienza di Scarone tengono accesa la fiammella. A 2' dal termine Kesicki e il capitano ci provano ancora (-9), ma in realtà non c'è più nulla da fare. Tenere Varese a 61 e perdere è quasi un delitto, ma la verità è che questi Crabs hanno provato a rimanere con la testa nella gara. Come sempre, ma di qui a violare il PalaWhirIpool ce ne passa. L'impressione, però, è che con un McCray da 3/12 di partite in trasferta se ne possano vincere poche. Se poi l'attacco viaggia col 26 % totale, allora l'impressione diventa certezza.

Un esame importante, nel quale si sono fatti trovare impreparati, nonostante la buona volontà messa in difesa sul parquet. In sintesi è questo il giudizio di Galli sulla trasferta di Varese, che ha visto i suoi Crabs segnare appena 47 punti, ma recuperare in difesa ben 29 palloni. «Due dati, questi, che regalano una fotografia veritiera della partita - spiega il coach riminese al termine della gara - devo fare i complimenti ai miei ragazzi per la grande intensità messa in difesa, contro una squadra che ci ha dominato con la sua atleticità decisamente di un livello superiore». Una superiorità fisica, quella di Varese, capace di far pendere la bilancia dei rimbalzi (47-29) a favore dei padroni di casa e che secondo Galli è stata determinante: «I lombardi hanno controllato il ritmo della gara, riuscendo a gestire la situazione sotto i tabelloni, però voglio guardare il bicchiere mezzo pieno: siamo riusciti a limitare i loro due uomini migliori come Childress e Galanda, inoltre abbiamo avuto la capacità di presentarci in un campo come quello di Varese giocando alla pari con una squadra che penso sia destinata alla Al». Insomma, il vero esame, per Galli, sarà un altro: «Domenica prossima con Sassari, un'avversaria decisamente più alla nostra portata, contro la quale cercheremo di non ripetere le brutte percentuali al tiro che ci hanno penalizzato stavolta». L'opinione del coach è condivisa anche da Sandro De Pol, bravo a sdrammatizzare la sconfitta dando un'attenta analisi della partita: «Non siamo stati capaci di fare girare l'attacco, ma tenere a 60 punti una squadra come quella di Varese è stata una mezza vittoria per noi». Il coach avversario, Pillastrini, è pronto a riconoscere a Rimini l'onore delle armi: «Non so quante altre volte troveremo difensori così arcigni: Scarone è stato bravo a chiudere il nostro play, ma tutta la squadra di Rimini ha sfoderato una gran bella prova in difesa».

- La Voce di Rimini -

di Michele Mezzanzanica
VARESE - Nulla da fare per i Crabs, che a Varese escono sconfitti 61-47 dalla capolista Cimberio. Contro una squadra tecnicamente di gran lunga superiore, Rimini imposta una partita tutta difesa e fisicità, per imbrigliare il talento altrui. Il piano di gioco regge però solo un tempo poi, quando la Cimberio trova la chiave per aprire la gabbia avversaria, Rimini scivola lentamente ma inesorabilmente fuori dalla partita. Più che nel punteggio, la differenza tra le squadre in campo è tutta nel dato della valutazione, dominato da Varese 85-23. Esaurita la verve difensiva iniziale, praticamente esauriti anche i falli a disposizione, gli ospiti non possono che lasciare strada ai più quotati padroni di casa.Rimini parte con Scarone, Goss, McCray, Rinaldi e Kesicki, cercando di sorprendere la Cimberio fin dall'inizio con difesa alta e raddoppi a metacampo. L'effetto sorpresa funziona e al 3' minuto gli ospiti sono avanti 8-2, con Varese che arranca e, soprattutto, si ritrova Dickens già gravato di 2 falli. La fisicità dei lunghi riminesi mette in difficoltà i padroni di casa, ma quando Galanda prende le misure ai suoi marcatori la Cimberio entra in partita: 16-12 al 9'. In una partita maschia, da mani addosso e tutti sul pallone, i Crabs riescono comunque a rimanere a contatto con la Cimberio capolista, che non riesce a far valere il suo maggior tasso tecnico. La supremazia casalinga a rimbalzo (25-15 il saldo al 20') è bilanciata dall'aggressività difensiva di Scarone e compagni, che all'intervallo frutta un brillante +10 nel saldo tra palle perse e recuperate, contro il -9 varesino. Solo alcuni banali errori nei possessi finali del primo tempo permettono a Varese di scavare il minibreak che vale il +5 di metà gara. Questo piccolo strappo finale contiene però le avvisaglie di come sarà il secondo tempo, controllato piuttosto agevolmente dalla Cimberio. Ad inizio ripresa il piccolo vantaggio interno cresce infatti fino a +9 (39-30 al 24') e Rimini rischia di scivolare via dal match. La Cimberio comincia ad abituarsi alle mani addosso degli avversar!, crescendo a sua volta nell'intensità difensiva. Scarone e Goss faticano a trovare soluzioni efficaci e anche i lunghi cominciano a perdere colpi. Inizialmente ci pensa McCray, con 4 punti filati, a tenerla sotto la doppia cifra di svantaggio, ma quando al 28' Dickens può liberare tutta la sua potenza in contropiede arriva la schiacciata del 44-34. Varese acquisisce sicurezza, mentre Rimini comincia a sfaldarsi. Gli errori dalla lunetta dei padroni di casa permettono agli ospiti di non crollare del tutto, ma ora che la gara si è alzata nel ritmo e nei contenuti i Crabs hanno poche armi da opporre. I tiri liberi di Cotani spingono Varese sul +13 (50-38 al 34'), Rimini ci prova ma non riesce in alcun modo ad avvicinarsi. Anzi, proprio nel finale la Cimberio tocca il massimo vantaggio con cui si chiude la partita.

Soddisfatto a metà il coach del Basket Rimini Massimo Galli, che ha visto la sua squadra disputare due partite completamente diverse a seconda del fronte: aggressiva e determinata in difesa, povera di idee e inconcludente in attacco. "Abbiamo avuto una grande abnegazione difensiva, 29 palle recuperate sono davvero tante - commenta il tecnico a fine gara il tecnico della Crabs - ma alla fine i muscoli e la forza fisica di Varese hanno avuto il sopravvento. La differenza è stata fatta soprattutto a rimbalzo, dove la Cimberio ha dominato potendo così impostare la partita sui ritmi a lei più congeniali". Il piano-partita riminese prevedeva infatti tanta corsa e soluzioni in campo aperto, ma gli ospiti sono riusciti a farlo solamente per un tempo;"Quando l'esecuzione a metacampo ha preso il sopravvento abbiamo pagato dazio - analizza Galli - la potenza fisica della Cimberio ha fatto la differenza. Siamo riusciti a bloccare o comunque limitare i loro due punti di riferimento, Childress e Galanda, ma in attacco abbiamo avuto percentuali troppo brutte per pensare di vincere". Il bilancio finale è dunque agrodolce per l'allenatore di origine varesina: "Quello di stasera era un esame importante e l'abbiamo in parte bucato, ma sono dell'opinione che bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno: la squadra ha mostrato una grande intensità difensiva, contro una formazione che è la naturale favorita alla promozione". Anche De Pol sottolinea la buona prestazione della Crabs nella propria metacampo, senza però risparmiare critiche alla pochezza offensiva sua e dei suoi compagni; "Concedere solamente 60 punti a Varese è un ottimo risultato, ma in attacco siamo stati disuniti, abbiamo sempre preferito la soluzione personale al gioco di squadra".

SCARONE 6 Annulla Childress e mette la firma sul bell'inizio della propria squadra, l'unico in cui Rimini sembrava poter mettere in crisi Varese. Cala però alla distanza, tanto di steccare alcuni tiri che avrebbero anche potuto riaprire la gara.
GOSS 6,5 II migliore dei suoi, unico in doppia cifra e leader delle palle recuperate (7). Paga la disorganizzazione offensiva della propria squadra, che lo costringe a vivere solo delle sue folate. L'impressione è che se ci fosse un minimo di organizzazione offensiva, potrebbe fare più male.
MORENO sv Due minuti impalpabili, nei quali però fa in tempo a sbagliare un tiro e commettere un fallo.
PINTON 4,5 Corre e picchia, ma tanta abnegazione non produce nemmeno una palla recuperata (su 29 di squadra) In attacco va anche peggio, come certificato dal suo tabellino.
DE POL 5,5 Desideroso di far bene davanti al pubblico varesino, si batte con la consueta grinta e alla fine risulta il miglior rimbal-zista dei suoi, assieme a Kesicki. Lo 0/9 al tiro è però qualcosa che difficilmente passa inosservato.
MCCRAY 5 Si prende buona parte delle responsabilità offensive...sbagliando. Tira con il 25% dal campo e colleziona 6 palle perse: disordinato e poco incisivo.
ZANUS FORTES 5,5 Ha il compito di riequilibrare il divario fisico con i lunghi varesini, ma riesce ad essere incisivo solo calando la mannaia: 4 falli in 11'. Impalpabile in attacco.
RINALDI 6 II migliore del suo reparto. Lotta e sgomita per 30', tenendo testa per lunghi tratti a gente come Cofani e Dickens. E alla fine il suo score recita 9 punti: non pochi, su 47 di squadra.
GURINI 5 Dentro per mantenere alta l'intensità difensiva sui play awer-sari, si fa portare a spasso da Passera.
KESICKI 5 Comincia bene, limitando Galanda, ma col passare dei minuti viene sovrastato dalla potenza dei lunghi varesini. Cerca così fortuna lontano da canestro, ma la mano non lo assiste.



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