|
| NEWS - RASSEGNA STAMPA
|
MARTEDì 28 OTTOBRE 2008
RS - La Voce di Rimini -
Di Matteo Peppucci RIMINI – Lui la chiama “collaborazione mentale”. E’ quel mix di concentrazione e connessione che serve, solitamente, ad una squadra di pallacanestro che deve scardinare le difese schierate altrui. Per chi poi gioca un basket “alternativo”, leggasi triple post offense (o più semplicemente triangolo), quella collaborazione è di fatto necessaria alla buona riuscita degli attacchi a esecuzione, cioè quelli nei quali bisogna muoversi e passarsi la palla per arrivare, possibilmente, ad un tiro sensato. Le percentuali dei Crabs in quel di Varese, 12/43 da due e 4/18 da tre, rappresentano una sentenza senza appello: a Masnago, i Granchi non hanno collaborato, offensivamente parlando. E i 47 punti segnati sono li a dimostrarlo. “Abbiamo faticato davvero tanto a capirci, a muoverci insieme – sintetizza German Scarone – I nuovi devono capire ancora bene cosa fare senza la palla, spesso ci ritroviamo con gente che sta ferma invece di tagliare e viceversa, ci manca la fluidità offensiva a causa di meccanismi ancora da perfezionare. Inoltre, nel tentativo di alzare un ritmo che la Cimberio continuava a tenere basso, abbiamo confuso l’esecuzione veloce con la conclusione affrettata. Questa però è solo una componente delle percentuali orribili, visto che molti tiri, anche per sfortuna, li abbiamo sbagliati in campo aperto, coi piedi per terra”. Siamo sempre li, al perfezionamento di un sistema difficile da assimilare, soprattutto per i nuovi arrivati, americani in primis. Un gioco di insieme che stenta a decollare, soprattutto in trasferta dove le transizioni, fisiologicamente, calano. “I motivi sono tanti – continua il gaucho, 9 punti con 2/8 al tiro, più 3 recuperi e 3 assist in quel di Varese - e uno di questi è la frenesia nel voler concludere, la ricerca di un’azione veloce che poi ti si ritorce contro. E’ chiaro che noi viviamo molto sul contropiede, e il fatto di aver concesso tanti rimbalzi offensivi agli avversari non ci ha permesso di attuarlo quasi mai. Resta il fatto che Varese si è dimostrata squadra solida e quadrata, e che comunque ce la siamo giocata fino al 37’. Il -14 finale è fasullo, a 4’ dalla fine eravamo a -8 e palla in mano”. Merito di una insospettabile corazza, perché il bicchiere mezzo pieno è proprio alla voce “difesa”: tenere a 61 punti la capolista nel suo fortino non è impresa da tutti i giorni, e certifica, almeno, l’unità di un gruppo che però pecca ancora di poca personalità, soprattutto in trasferta. “Sapevamo che era necessario limitare Childress, e allora siccome si è deciso che lo avrei marcato io mi sono concentrato su questo aspetto. Penso di aver svolto un buon lavoro (ottimo, se il Prof. Ha chiuso con 5 miseri punti e 2/5 dal campo più 4 perse, ndr), anche se poi abbiamo pagato dazio sotto canestro, dove la maggior fisicità e malizia di gente come Galanda e Cotani ci ha fatto male. Ma anche noi, sui taglia fuori, siamo stati imperfetti”. Si è parlato spesso di una difficile convivenza Scarone – Goss. “Ogni volta che si perde si dice che l’americano di turno non si trova bene con me. Mi sembra di sognare, a Casale ho tirato 3 volte, a Varese 8, non 20. Mi sono sacrificato dietro, ho cercato di aiutare la squadra a vincere lasciando spazio per gli altri. Dobbiamo ragionare di squadra, non sui singoli. E con Sassari prenderci assolutamente i due punti”.
RIMINI (ma.pep) – Contro Jesi, valanghe di canestri ma un supplementare ghiacciato. A Casale, una coppia Usa da urlo ma troppe palle perse. Con Pavia, l’inondazione generale e il dominio sotto le plance. A Varese, la quarta mutazione. Difesa imperforabile, attacco asfittico, crollo a rimbalzo, mani lestissime che fruttavano addirittura 29 recuperi. Insomma, quali sono i veri Crabs? E soprattutto, come giocano? Indecifrabili, o ancora alla ricerca di un’identità di squadra che tarda a essere trovata? Masnago ci ha detto che Rimini deve ancora crearsi un “perché”, un modus operandi generale che, ovviamente a seconda dell’avversario di turno, permetta a Galli di sfruttare al meglio tutto il potenziale che ha. Ritmo E’ la solita “solfa”, ma è così. Se possono correre, i Granchi non sono contenibili. Ma è difficile giocare in campo aperto contro squadre esperte e smaliziate come Varese, per di più in casa loro. In più, correre è un verbo spesso abusato, nel senso che non si può pensare di ottenere una decina di contropiedi 1 contro 0 a partita. Ma transizioni veloci, quelle si. E con 29 recuperi (e 19 possessi in più) sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più, soprattutto da Chris McCray, che troppo spesso esagera con le sortite personali invece di aspettare il rimorchio di turno. Personalità Bisogna ricordarsi bene che Varese punta alla serie A, Rimini a una salvezza tranquilla coi playoff come eventuale conseguenza. Detto questo, è chiaro che la differenza di esperienza, carisma, abitudine, fisicità che c’è tra Cotani e Kesiscki e tra Nikagbatse (o Passera) e Gurini è enorme. Prendiamo ad esempio loro due perché le loro prove diametralmente opposte in casa e fuori rispecchiano quello che si deve accettare: ci sono giovani da far crescere, che per forza di cose hanno bisogno di tempo per maturare e tenere bene in campi tipo Masnago. La politica è giusta, la pazienza necessaria. Prospettive Sassari e Reggio Emilia di fila al 105 Stadium, poi il derbyssimo con Imola al PalaCattani di Faenza. In 120’, un bel pezzo di futuro. Dopo un poker obiettivamente difficile, con un 1-3 che ci poteva stare alla grande, adesso il calendario pare più affrontabile. E allora, il 16 novembre, probabilmente sapremo a cosa potranno “aspirare” questi Crabs in questa LegaDue molto equilibrata. A patto di trovare subito una vera identità.
RIMINI (ma.pep) – Si torna oggi in palestra, al completo, per riprendere la preparazione in vista del difficile ma importantissimo impegno casalingo contro Sassari, che sarà anche il posticipo tv della quinta giornata di LegaDue (domenica ore 20, diretta su Rai Sport Più). I sardi, attualmente a quota 4 in classifica, vengono infatti da un brutto ko interno contro Scafati, e come Rimini hanno la necessità di cancellare il recentissimo passo falso. L’anno scorso, tra l’altro, il Banco di Cavina sconfisse due volte su due la Coopsette di Ticchi. Provvedimenti disciplinari Cimberio Varese (667 euro per offese del pubblico agli arbitri), Roseto (880 euro per uso di fischietti e esplosione di un petardo fuori dal campo di gioco), Sassari (600 euro per offese agli arbitri), Imola (267 euro per uso di stendardi con aste) e Soresina (500 euro per presenza sul campo di gioco di persone non autorizzate) le società multate dal giudice sportivo. Deplorazione per Gian Marco Bianchi, presidente dell’Edimes Pavia, per proteste plateali nei confronti del terzo arbitro alla fine di Pavia – Brindisi. La 5a giornata Sabato: ore 18.15 Soresina – Jesi, ore 20.45 Livorno – Veroli (diretta Rai Sport Più). Domenica: ore 18.15 Scafati – Varese, Reggio Emilia – Casale, Pistoia – Brindisi, Roseto – Pavia, Imola – Venezia, ore 20 Rimini – Sassari (diretta Rai Sport Più).
- Il Resto del Carlino -
di Alberto Crescentini RIMINI —QUARANTASETTE punti. Da qualunque parte la si guardi, il
dato che salta agli occhi, nel match di domenica a Varese, è sempre
quello: il modestissimo raccolto offensivo dei Crabs contro una Cimberio
che a sua volta si è fermata a 61. Poco più di un punto un minuto con
un orrendo 26.2% al tiro. Questo significa che i granchi, in quel di
Masnago, hanno messo mediamente a segno un ‘paniere’ ogni quattro
tentativi. «E pensare che molti erano tiri aperti, non contrastati. Il
problema è che non abbiamo mai fatto canestro, nemmeno in una vasca da
bagno...», mastica ancora amaro coach Galli, che nella sua Varese ci
avrebbe ovviamente tenuto a ben figurare. «Loro hanno fatto una scelta
precisa — prosegue il 48enne tecnico dei biancorossi —, ‘battezzando’
un po’ i nostri lunghi per concentrarsi nella difesa sul perimetro.
Scelta che, purtroppo per noi, ha pagato». Già, appena 6/29 dal campo
(20.7%) per De Pol, Rinaldi, Kesicki e Zanus Fortes, anche se
quest’ultimo lo si potrebbe pure assolvere, visto che non si è preso
neppure un tiro. Desolante invece lo 0/9 di Sandro De Pol, forse
animato da troppa voglia di spaccare il mondo nella sua vecchia piazza.
Anche gli americani, che nelle prime 3 giornate avevano assicurato
quasi 40 punti in cooperativa, si sono limitati a produrne 21. E pure
questa improvvisa anemia di Goss e McCray pesa. RIMINI HA subìto
poi la fisicità dei lombardi, con quello squilibrio a rimbalzo (47-29
Cimberio) che si commenta da solo. «Abbiamo fatto una fatica enorme,
sotto i tabelloni ci hanno dominato», ammette Massimo Galli, che stenta
a capacitarsi. «Dopo 3 giornate eravamo l’attacco più prolifico del
campionato, così come viaggiavamo nelle primissime posizioni nelle
percentuali di tiro. Ora queste statistiche sono crollate di colpo...».
LA ‘MAGRA’ di Masnago non rappresenta comunque il minimo punteggio in assoluto nella storia dei Crabs
tra serie A e Legadue (o A1 e A2 come si diceva fino a qualche tempo
fa). Da quel lontano ’78 una sola volta Rimini fece peggio. Il record
(?) risale al 7 dicembre ’97, quando sulle tavole del Flaminio l’allora
Pepsi di Piero Bucchi si arenò a 46 contro la corazzata Kinder di
Ettore Messina, che ne mise invece a referto 74. E a Bologna, nel
ritorno, riminesi ancora a dieta stretta contro le Vu nere (74-48 il
finale per i felsinei). Questi due incontri, più quello di domenica a
Varese, rappresentano le uniche tre esibizioni in cui i biancorossi
rimasero al di sotto dell’arida soglia dei 50. Poi, spulciando negli
archivi, saltano fuori due gare da 53 punti (Varese-Pepsi 78-53, torneo
di A1 ’98/’99; Viola Reggio Calabria-Pepsi 62-53, A1 ’99/’00), due da
54 (Cottorella Rieti-Marr 65-54, A2 ’83/’84; Olimpia Milano-Pepsi
60-54, A1 ’98/’99), una da 55 (Pepsi-Olimpia Milano 55-84, A1 ’98/’99)
e altre 7 ‘under 60’. In una sola occasione Rimini riuscì a sorridere
pur mostrandosi parca in attacco: l’episodio risale alla stagione (di
A1) ’97/’98, quando a Verona la Pepsi si impose sui veneti 58-57.
- Corriere Romagna -
di LorianoZannoni RIMINI. I Crabs tornano impietriti da Varese. Dopo la
scorpacciata con Pavia, nessuno si aspettava di perdere segnando così
poco. Campo duro, avversario di prestigio e ambiente caldissimo: tutto
nel calderone e una sconfitta che ci sta ampiamente, ma paradossalmente
sono venuti fuori difetti che finora non si erano visti. La partita di
Scarone. Difetti come difficoltà a trovare ritmo in attacco e tenuta
sotto canestro. Si sono sbattuti, i ragazzi di Galli, ma hanno finito la
gara con poche energie e la mente confusa. Numericamente i Crabs sono
passati dall'essere il miglior attacco del campionato (90.3 di media
nelle prime tre) alla miseria dei 47 punti segnati a Masnago. Non
certo l'unico dei problemi, vista la sofferenza a rimbalzo (47 a 29 per
gli uomini di Pilla-strini) e la latitanza di alcuni elementi chiave
come McCray. Eppure un uomo come Childress, da sempre giustiziere
dei biancorossi, è stato completamente escluso dalla partita. Autore di
quella che sembrava un'operazione impossibile, Gerrnan Scarone. «Il
nostro obbiettivo - attacca il capitano - era togliere dalla gara i
loro due uomini pericolosi (il play e Galanda) e direi che ci siamo
riusciti. Sapevo fin dall'inizio che avrei dovuto indirizzare tutte le
mie energie su Childress e se non fosse stato per quella bomba a pochi
secondi dalla fine, il suo bilancio non sarebbe stato esaltante. Sono
contento, tanto più che ho giocato 35': ancora non sono nel pieno della
condizione ma mi sento sulla strada giusta. La tenuta è buona e giorno
dopo giorno conto di migliorarla col lavoro». Passo indietro. Qualche
gioia e tante delusioni nella domenica dei granchi, che hanno visto la
Cimberio vincere coi muscoli di Cotani, l'atletismo di Dickens e la
verve di Passera. «Si poteva far meglio. Abbiamo sbagliato parecchi
tiri, anche non forzati, poi è sopraggiunta la frenesia perché non
riuscivamo a cambiare il ritmo basso della gara. In poche parole
abbiamo confuso il giocare in velocità con il forzare le soluzioni.
Varese ha tentato, riuscendoci, di allungare il più possibile i
possessi. Noi, di contro, non siamo riusciti a correre, anche perché i
nostri avversari hanno preso parecchi rimbalzi offensivi». Ovvio che
l'analisi del capitano si spinga anche oltre, sulle cose da migliorare:
«Forse dobbiamo cercare di capirci meglio. Per tanti è il primo anno
con noi ed entrare in questo sistema all'inizio è difficile. Di buono
c'è che con la Cimberio abbiamo mostrato una buona difesa e l'agonismo
giusto. Mi auguro che il risultato e il punteggio basso siano arrivati
più per nostro demerito, poi è chiaro che quando giochi con avversari
del genere gli errori vendono fuori con più facilita. Siamo migliorati
da inizio anno, ma di strada da fare ce n'è ancora».Contro Sassari per
vincere, Rialzarsi, subito. Lo impone il calendario e lo consiglia la
classifica: «Quella con Sassari di domenica prossima sarà una gara che
entrambe le formazioni giocheranno alla morte. Loro arrivano da una
brutta sconfitta (in casa con Scafati), noi altrettanto. Sarà
fondamentale saper sfruttare il fattore campo».
Condividi su:
|
|
|
|
|